Un territorio bellissimo quello dell’Aquila, monti e colline, pascoli, strade rurali. Una città antica e borghi con castelli e chiese preziose si rialzano dopo il sisma rovinoso di 16 anni fa. Per unirli, stanno nascendo nuove ciclovie. E imprese giovani che puntano sul cicloturismo.
6 aprile 2009. Dopo alcuni mesi di eventi sismici più contenuti, una scossa fortissima colpisce il territorio dell’Aquila e il capoluogo. Crolli devastanti, macerie: 309 persone perdono la vita, i feriti sono più di 1600, 80 mila sfollati e danni per oltre 10 miliardi di euro.
Da allora la città ha iniziato un processo di ricostruzione che va avanti, dove la precedenza è stata data alle abitazioni private, poi agli edifici pubblici e alle opere d’arte. Oggi L’Aquila mostra ancora le sue ferite. Accanto a palazzi rinnovati, a strutture museali e culturali che lentamente ripristinano spazi di esposizione ed accoglienza, ci sono ancora vie ed edifici sostenuti da impalcature e rinforzi, in attesa dei lavori necessari per la messa in sicurezza antisismica e la ricostruzione.
L’iniziativa per dinamizzare il turismo

Nonostante questo L’Aquila vuole ribadire la bellezza artistica della città e del suo territorio e riconfermare le sue attrattive turistiche. Nel 2026 è stata scelta dal Ministero della Cultura come Capitale Italiana della Cultura e offrirà un ricco carnet di eventi per aumentare il flusso dei visitatori.
I dati sul turismo sono già confortanti e mostrano segni positivi: nel 2024, si registra un +18% di arrivi complessivi, +28% dall’estero. «Tra il 2018 e il 2024, il numero di visitatori è cresciuto del 66%, quello dei pernottamenti del 104%. Il trend positivo interessa anche il periodo invernale. Un risultato che conferma il progressivo superamento della stagionalità nei flussi turistici e il rinnovato interesse verso il patrimonio culturale, paesaggistico e artistico dell’Aquila e del suo comprensorio» ha dichiarato Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila, il 15 luglio 2025, in una conferenza stampa dedicata alle iniziative per l’anno a venire.
«Il nostro progetto guarda oltre le mura cittadine, è aperto al territorio dei crateri del 2009 e del Centro Italia per dimostrare come attraverso l’impegno delle istituzioni locali e la creatività dei territori si possano applicare modelli virtuosi utilizzabili in tutto il Paese». Intanto all’Aquila sono nati molti B&B realizzati negli stabili ricostruiti, che hanno contributo a portare la ricettività a 3mila posti letto, tra territorio urbano e Gran Sasso.
Non solo capoluogo

Chi arriva sa che la città sta ancora lavorando per tornare alla bellezza pre-sisma, ma forse proprio lo sforzo di ricostruzione è diventato un emblema di energia e resilienza, che stimola il viaggiatore ad avventurarsi in questa terra. Non solo nel capoluogo, ma anche nei borghi e negli ambienti naturali che lo circondano, luoghi incantevoli disseminate di tracce storiche e artistiche, dove l’agricoltura e la pastorizia, con il rito stagionale della transumanza, sono state per secoli la base economica per la sopravvivenza della popolazione.
Questi stessi vasti spazi, oggi, accolgono un turismo slow, “via dalla pazza folla”, in cerca di esperienze e sapori autentici. Anche nella provincia i dati turistici sono positivi: quasi 400mila arrivi e oltre un milione di presenze (+3% e +12% rispetto al 2023), con 1.077 strutture ricettive attive, di cui 844 extra-alberghiere. Tra queste, rifugi di montagna (+10%), campeggi e villaggi turistici (+5,5%) e alloggi imprenditoriali (+3,7%). Segno che il turista sceglie una vacanza diversa, più vicina alla natura e sostenibile.
Cicloturismo volàno di sviluppo
In questa direzione va il potenziamento della rete dei cammini e dei percorsi cicloturistici.
Nel sito Abruzzo turismo, realizzato dalla Regione, una sezione è dedicata ai percorsi in bicicletta, dove si possono individuare tracciati già esistenti, come la Ciclovia Adriatica, con indicazione delle stazioni attrezzate per il trasporto bici ed interruzioni, e anche mappe ed itinerari tra “tratturi e trabocchi, sentieri, abbazie, gioielli medievali… Dal Gran Sasso alla Maiella, con percorsi tra mari e monti, borghi, spiagge sabbiose e rocciose”.
Lontano dell’overtourism
Il territorio riserva continue scoperte paesaggistiche, decisamente lontane dall’overtourism. Anzi, alcuni piccoli paesi lottano contri lo spopolamento dei decenni passati e richiamano nuovi abitanti, proprio grazie alla creazione di attività culturali, turistiche, artigianali, di ristorazione, accoglienza e servizio a chi viaggia e viene a soggiornare.
Nuove opportunità
In questo contesto di rinascita e riscoperta del territorio, il cicloturismo si conferma una delle leve più promettenti per uno sviluppo sostenibile, capace di valorizzare tanto il capoluogo quanto le aree interne e montane della provincia. L’Aquila, con la sua identità sospesa tra storia, natura e resilienza, è oggi crocevia di nuove visioni e opportunità legate alla mobilità dolce.
Per una rete ciclabile diffusa
E mentre cresce l’interesse per una fruizione del territorio più consapevole e rispettosa, stanno nascendo progetti innovativi che puntano a costruire una rete ciclabile diffusa, con itinerari inediti, strutture di accoglienza e servizi dedicati. Alcuni di questi interventi stanno già cambiando il volto dei borghi e delle aree montane circostanti: saranno proprio loro i protagonisti del prossimo approfondimento.





















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