Il nuovo CEO di Pierer Mobility punta il dito: “La rovina è cominciata con le bici”
A Wels, in Austria, la situazione di Pierer Mobility si fa sempre più delicata. L’azienda, famosa per i suoi marchi motociclistici come KTM, Husqvarna e GasGas, sta attraversando una fase turbolenta. E la causa principale – secondo l’attuale CEO Gottfried Neumeister – sarebbe proprio l’espansione nel mondo delle biciclette.
Addio alle bici: una ritirata strategica (ma dolorosa)
Nel bilancio semestrale 2025, Pierer Mobility ha annunciato ufficialmente che lo smantellamento del comparto bici sta procedendo a una velocità sorprendente. Dopo la cessione, lo scorso marzo, di tutte le quote di R Raymon Bicycles ai suoi fondatori originali, Susanne e Felix Puello, è seguito l’annuncio shock: l’azienda abbandonerà completamente il mercato di biciclette ed ebike entro la fine dell’anno.
Una decisione drastica, maturata in un contesto reso ancora più complesso dall’insolvenza della sussidiaria KTM AG.

Husqvarna e GasGas: tutto in saldo
Nel primo semestre dell’anno, Pierer Mobility ha venduto 50.107 unità tra biciclette ed ebike dei marchi Husqvarna e GasGas. L’obiettivo? Azzerare completamente le scorte entro la fine del 2025. L’assistenza post-vendita sarà comunque garantita, nel rispetto delle normative vigenti sulla garanzia.
Felt Bicycles: l’eccezione che conferma la regola
Curiosamente, il marchio Felt Bicycles non verrà coinvolto nella dismissione. Anzi, l’azienda intende rafforzare gli investimenti su questo brand, la cui performance viene definita “molto positiva” dal direttore generale Florian Burguet. A quanto pare, Felt è l’unico ramo due ruote a pedali che continua a pedalare bene.
Una perdita da 400 milioni
“L’avventura nel mondo delle bici ci è costata 400 milioni di euro in liquidità”, ha dichiarato senza mezzi termini Neumeister. L’idea iniziale era quella di fidelizzare i clienti fin da giovani, proponendo bici ed ebike come porta d’accesso naturale al mondo delle moto. Ma qualcosa è andato storto.
“L’idea originale era di vendere biciclette insieme alle nostre motociclette per catturare subito i clienti e fidelizzarli al marchio. Forse avrebbero iniziato con una bici elettrica e poi sarebbero passati alla motocicletta. Ma il mercato delle biciclette è crollato completamente dopo la pandemia. C’era una sovrapproduzione eccessiva, e poi la domanda è crollata”, ha sottolineato Neumeister.
Dopo il boom post-pandemia, infatti, il mercato delle bici è crollato. Le aziende avevano prodotto troppo, e la domanda è semplicemente evaporata.
Una lezione per tutto il settore
Sembra che Pierer Mobility abbia seguito lo stesso schema di molti altri operatori del settore automobilistico, considerando le biciclette semplicemente come un prodotto secondario destinato a incrementare le vendite di motociclette, ed è esattamente ciò che è accaduto nel loro caso. Perché considerare il settore ciclistico come secondario, ignorandone le dinamiche specifiche, ha portato a conseguenze pesanti. E Pierer Mobility ne sta pagando il prezzo più alto.
[Fonte] – *[Immagine di anteprima]
















Non l’ho capita…
Non bisogna far confusione!!! Le Ktm ebike non c’entrano nulla con la Ktm Moto e le bici elettriche Gas Gas e Husqvarna.
Sono aziende diverse, le ktm moto e le ktm ebike sono di aziende diverse che possiedono solo il marchio in comune.
Che le e-bike siano la scusa per una recessione non sta in piedi considerando che ormai stanno superando di numero quelle muscolari.
Poi che biciclette costino più di una moto o addirittura una utilitaria è una grossa anomalia
Le biciclette? Per carità ,quando vedo ciclisti per strada mi viene il mal di denti!
Chi compra E-bike non passa ad una moto… non c’entrano nulla le une con le altre…
Ktm bike è stata gestita male
Hanno iniziato ad andarsene i rappresentanti e poi i negozianti.
L’Italia poi è sempre stata poco considerata nel loro mercato.
Raccolgono quello che hanno seminato……
KTM moto…che ha problemi aveva in se i brand bici di GasGas, Husqvarna e Raymond…
da quel che so, KTM bici non c’entra nulla con KTM moto… due ragioni sociali separate.
Si dice nel servizio che l’assistenza verrà garantita ebbene io ho dato fiducia alle e MTB dì KTM né ho acquistate due . Con una ho avuto un problema e ancora aspetto l’intervento, garanzia ormai scaduta da più di un anno. Se poi le vendite vanno male amen
ci avrei scommesso che avrebbero dato la colpa alle biciclette ma io già prima di arrivare alla canna del gas gli avrei detto la dentro a più di qualcuno di pedalare!! in tutti i sensi….
non ci si improvvisa fabbricanti di biciclette dall’oggi al domani e semplicemente per fare business … la bicicletta merita di più di qualche avvventuriero con le tasche piene di soldi e a caccia di guadagni facili.
Le parole di questo fantomatico ceo non mi sembrano per niente illuminate.
esistono e-bike e bici KTM , vanno benissimo credo anche aziendalmente ma non sono parte del gruppo Pierer Mobility
…ma prima di chiudere il settore bici ..non ci si poteva affidare ad un team professionistico..x rilasciarlo….dispiace che un marchio storico come ktm..non faccia parte del mondo ciclistico…