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La MTB rischia di non avere nessun futuro

La MTB rischia di non avere nessun futuro
Boltaña, Spagna - crediti MTB Kingdoms
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Ma questa è solo una provocazione: perché ovunque ci sono persone che, con il loro entusiasmo e il loro impegno, stanno già lavorando per il futuro della mountain bike. Sono loro, gli advocates, che tengono vivi i sentieri e rendono possibile a chiunque, di ogni età, di innamorarsi della natura pedalando.

IMBA Europe Summit

Nel piccolo borgo di Boltaña, nel cuore dei Pirenei aragonesi, si è svolto dal 16 al 18 settembre l’IMBA Europe Summit, con un numero record di partecipanti: 180 persone provenienti da 20 Paesi. Boltaña, con i suoi appena 800 abitanti, è uno dei comuni più grandi della zona e la sua valle verde, attraversata da un fiume, ha offerto la cornice perfetta per parlare di mtb, sentieri e del loro futuro.

Il tema del summit, “Connected by Trails”, ha messo in luce quanto i dati siano fondamentali per fare lobbying e advocacy. In quasi tutte le presentazioni, i numeri hanno avuto un ruolo centrale: perché quando si vuole influenzare chi prende decisioni, i dati diventano la chiave per far capire l’impatto reale dei trail.

Ebike e parità di genere

Accanto ai numeri, a emergere con forza è stato il tema della diversità: il ruolo crescente delle ebike, l’impatto economico e sociale dei sentieri, la parità di genere e l’inclusione di nuovi pubblici nel mondo della mountain bike. Hans Stoops, advocacy officer di IMBA Europe, ha ricordato come al suo primo summit, dieci anni fa, in sala ci fossero solo due donne. “Se non siamo inclusivi e rappresentativi, come può il nostro lavoro essere davvero per tutti?”, ha sottolineato.

Da allora molto è cambiato. Quest’anno la keynote di apertura è stata affidata a Rafaella “Roxy” Wiesschollek, coach di mountain bike che allena a distanza oltre 3.500 persone in tutto il mondo, in particolare donne e ciclisti over 50. “Le competenze che impariamo in bici ci aiutano a crescere anche nella vita”, ha spiegato, raccontando come la pratica costante permetta agli adulti di acquisire nuove abilità, aumentando sicurezza e divertimento sui sentieri.

La MTB trasforma le comunità

Il summit ha dato spazio anche ad altri progetti che dimostrano quanto la mountain bike possa trasformare le comunità. Julie Cornelius, direttrice di World Ride, ha raccontato come dal 2017 la sua organizzazione favorisca l’accesso delle donne alla bici nelle aree rurali, creando biblioteche di prodotti, programmi di formazione e reti di allenatrici locali.

La Scozia, pochi giorni prima del summit, ha approvato un finanziamento di 19 milioni di sterline per un nuovo centro MTB che nei prossimi dieci anni creerà oltre 400 posti di lavoro. Uno studio dell’Università di Edimburgo ha mostrato come le e-MTB vengano utilizzate tutto l’anno, con la salute mentale e il divertimento tra le motivazioni principali.

Molto spazio è stato dedicato anche al tema del marketing e della rappresentazione mediatica. Fiona Spotswood, docente all’Università di Bristol, ha ricordato che ogni incremento nella partecipazione femminile porta benefici anche economici. Eppure, troppo spesso i media di settore non raccontano storie nelle quali le donne possano riconoscersi. “Perché non investire in prodotti e comunicazione che facciano innamorare le donne della MTB?”, ha provocato.

Sentieri MTB e sviluppo rurale

Un altro filo rosso del summit è stato lo sviluppo rurale. Tra il 2014 e il 2024 le aree rurali europee hanno perso l’8,3% della popolazione, e i trail possono diventare un argine a questo fenomeno: creando posti di lavoro, attirando servizi e generando nuove economie locali. Dall’altra parte del mondo, la Tasmania dimostra la forza di questo modello: con un investimento iniziale di 25 milioni di euro, oggi genera ricavi annuali per oltre 50 milioni.

Il direttore generale di IMBA Europe, Mark Torsius, ha raccontato come dal 2014 i summit abbiano ampliato il loro pubblico: da semplici incontri tra associazioni e costruttori di sentieri, oggi attraggono enti turistici, ricercatori, accademici, amministratori pubblici e professionisti della salute. Ha sottolineato, però, la mancanza di un attore chiave: i grandi marchi produttori di bici. “Sostenere organizzazioni come la nostra significa guardare al lungo termine e ottenere risultati significativi”, ha osservato.

Momenti di condivisione

Accanto alle plenarie e ai workshop, il vero valore del summit è emerso nei momenti condivisi fuori dalla sala: le escursioni a piedi e in bici organizzate da MTB Kingdoms nei dintorni di Boltaña. È lì, tra i panorami spettacolari dei Pirenei, che si sono create connessioni e relazioni destinate a durare.

Il prossimo appuntamento sarà in Italia: il 25 e 26 ottobre IMBA Italia festeggerà i dieci anni dalla fondazione con il raduno annuale al Castello di Miradolo, a San Secondo di Pinerolo, con il tema “Il turismo ciclistico su percorsi naturali come catalizzatore per lo sviluppo delle economie locali”.

Tornando a casa da Boltaña, ripenso al lavoro che porta avanti l’IMBA: piccoli grandi gesti che generano valore per il territorio e creano spazi dove persone di ogni età possono connettersi con la natura. È bello sapere che ci sono realtà così, e mi auguro che l’impegno dei volontari possa trovare sempre più sostegno sia da parte del pubblico che del privato.

Commenti

  1. Andrea_Rovigo ha detto:

    Beh io uso e-MTB anche se sono over 65. Mi piace perchè riesco a percorrere molta più strada che non con un MTB muscolare.
    ……Ovviamente non in alta montagna ma in strade note e solo dopo aver ben controllato che siano perfettamente a bolla!!!….
    Scherzi a parte, purtroppo le bici muscolari non trovano più il consenso di un tempo e le persone preferiscono le elettriche: spendono di più, ma permettono cose che con le altre non possono. E basta guardarsi in giro per rendersene conto. Ciao

  2. Daniele ha detto:

    Come già detto non capisco il senso del titolo, forse sarebbe più corretto parlare di “morte” delle muscolari.
    Il vero problema secondo me è la quantità di persone che prendono una e-mtb senza avere nessuna esperienza di bici. E i risultati si vedono nell’aumento vertiginoso di infortuni, soprattutto su percorsi poco adatti che andrebbero affrontati tranquillamente a piedi.

  3. Paolo ha detto:

    sono d’accordo con funky, ormai le donne in bici non le conti in più, e caspita come vanno!!! i problemi veri sono l’inclusione dei giovani di qualsiasi genere e i prezzi dei mezzi. Un altro tema da affrontare seriamente e quello della promiscuità dei sentieri. le MTB e le E-BIKE sono pericolose per il pedone, quindi, a mio parere ci vorrebbero percorsi alternativi (che comunque già ci sono).

  4. Carlo Alberto ha detto:

    Ma quindi il titolo che senso ha?

  5. Funky ha detto:

    Iniziative e dati molto interessanti, tuttavia questo solito “accanimento” verso l’inclusione delle donne lo trovo un po’ forzato e utile sono a breve termine.

    Se c’è una categoria verso cui bisogna investire sono i giovani che, indipendentemente dal sesso, sono sempre meno e chi è interessato deve inevitabilmente scontrarsi con il muro dei prezzi che non fanno altro che aumentare, facendo diventare questo settore sempre più per vecchi pensionati.

    Per quanto riguarda le donne, invece, siccome nel mio gruppo ce ne sono parecchie, posso affermare che se sono veramente interessate, si interessano e iniziano a praticare e, puntualmente, sono persone con interesse al mondo outdoor.

  6. Leonardo ha detto:

    credo che la mtb sia stato, e lo è sempre piu, il mezzo che ti permette di immergere il tuo fisico nella bellezza della natura, legandoti , attraverso quei 3 centimetri di contatto, alla meraviglia della madre terra, con tutta la sua magnificenza, ed allo stesso tempo, facendoti volare tra le nuvole.

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