Nulla di nuovo sotto al sole. Tadej Pogačar si prende anche il titolo di campione d’Europa e fa copia e incolla col trionfo mondiale di Kigali, lasciandosi alle spalle il solito Remco Evenepoel. E se in Ruanda lo sloveno era rimasto da solo a 66 km dalla conclusione, in Francia la sua cavalcata solitaria è stata di ben 75 km.
Ormai quando c’è Pogi in corsa bisogna solo stare attenti a numeri, statistiche e record, perché il risultato è oggettivamente scontato. I numeri del 2025 sono lì a certificarlo. 18 vittorie stagionali, con 29 top-3 e 36 top-10 in 48 giorni di corsa. Dati mostruosi, che certificano il dominio di Tadej sul resto della banda. Lui e Del Toro, peraltro, sono stati i trascinatori di una UAE che è arrivata a 90 successi stagionali. Robe mai viste prima.
Tornando all’Europeo, visto che sul celestiale ma scontato Pogačar non c’è molto da aggiungere, meglio concentrarsi per una volta sugli “umani” che si sono dati battaglia alle sue spalle. Specialmente Paul Seixas e Christian Scaroni. Il 19enne di Lione ha dato alla Francia un bronzo dal peso specifico notevole, anche perchè qui siamo di fronte a un talento che può davvero riportare in auge la grandeur transalpina nei prossimi anni.
Il nostro Scaroni è vero che ha portato a casa la medaglia di legno, ma va letto come premio a un’annata di alto profilo del bresciano (5 vittorie e 15 top-3), che si è giocato una medaglia fino all’ultimo, riuscendo a fare fuori anche corridori più quotati come Ayuso o Skjelmose. E comunque tutta l’Italia di Marco Villa è piaciuta e ha convinto, con Garofoli nono e Frigo undicesimo. Insomma, siamo vivi.
La grande delusione è stata Jonas Vingegaard. Sarebbe dovuto essere della partita con Tadej e Remco e invece è saltato alla prima accelerazione del Belgio a 110 km dalla conclusione. Il danese ha confermato la sua allergia alle corse di un giorno (ne ha fatte solo due negli ultimi tre anni ed entrambe non portate a termine), ma chiudere l’annata così non è stato particolarmente dignitoso.
Sabato prossimo il calendario si chiude con l’ultima Classica Monumento dell’anno, il Giro di Lombardia. Pogačar corre per il quinto trionfo consecutivo e non si capisce come potrebbe perdere e da chi. Prepariamoci ad un altro monologo.

Le Pagelle del Greg
POGACAR 10: Ogni nuovo aggettivo è irrilevante. POGA-CONTINENTALE
EVENEPOEL 9: la sua unica sfortuna è che ha davanti un alieno, perchè lui rifila quasi due minuti e mezzo a quelli dietro. Esce dall’europeo con l’oro a cronometro e l’argento nella prova in linea. CAMPIONE
SEIXAS 9: pazzesco. 19 anni di talento e personalità, di tenuta e classe. La Francia ha trovato il suo nuovo oro. GEMMA
SCARONI 8,5: ha rinunciato alla convocazione mondiale perchè sapeva di far bene qui all’Europeo. È stato di parola. Peccato per il bronzo sfumato, ma fa una gara di livello assoluto. MATURO
VINGEGAARD 3: si sperava potesse dare spettacolo su un percorso adatto alle sue caratteristiche. Esce dalla partita senza nemmeno un sussulto. DISASTROSO
ALMEIDA 4: anche lui, come Vingegaard, forse paga le fatiche della Vuelta. FANTASMA
ITALIA 7,5: Frigo in fuga e poi undicesimo. Bettiol regista con Ulissi. Garofoli e Scaroni d’assalto. Non siamo dei fenomeni, ma questi ragazzi hanno gamba, cuore e buon senso tattico. AZZURRO TERSO


















Hai scritto bene: Robe mai viste prima.