Dal mare alla montagna, Piemonte e Liguria fanno squadra per costruire un nuovo assetto turistico che vuole riunire paesaggi, identità e vocazioni complementari.
Al TTG Travel Experience di Rimini è stata infatti firmata un’intesa tra le due regioni per promuovere pacchetti comuni e un’offerta integrata, valorizzando itinerari condivisi che attraversano le due regioni e rafforzando la cooperazione tra enti, operatori e imprese.
Un progetto battezzato “Limonte del turismo” (fusione simbolica tra le due realtà), una macroregione che mostra come il turismo del futuro non si giochi più sui confini amministrativi, ma sulla capacità di fare rete e costruire esperienze che uniscano, piuttosto che dividere.
Cos’è il “Limonte del turismo”: un nuovo legame tra Piemonte e Liguria
L’accordo siglato al TTG di Rimini rappresenta molto più di un’intesa formale: è il tentativo concreto di costruire un modello di turismo interregionale basato sulla complementarità tra territori. Piemonte e Liguria condividono un legame geografico profondo ma spesso poco valorizzato: montagne e colline piemontesi che scendono verso il mare ligure, itinerari storici che uniscono vallate alpine e borghi costieri, sapori e tradizioni che si intrecciano lungo antiche vie di scambio.
L’obiettivo del “Limonte del turismo” è proprio quello di mettere a sistema queste connessioni, creando pacchetti integrati che raccontino il viaggio come un’esperienza continua e coerente. Si parla di percorsi escursionistici e ciclabili che partono dalle Alpi Marittime e arrivano fino alle riviere liguri, di iniziative legate all’enogastronomia, al benessere e al turismo slow. L’accordo coinvolge non solo le due regioni, ma anche le Camere di Commercio, ATL, enti locali e operatori privati, in un’ottica di co-marketing e promozione condivisa sui mercati nazionali e internazionali.

Il cicloturismo: un filo che unisce
Fra le forme di turismo più adatte a costruire legami oltre i confini, il cicloturismo è sicuramente tra le più adatte. La bicicletta, per sua natura, impone una visione di rete: percorsi che attraversano province e regioni, standard comuni di accoglienza, infrastrutture condivise. È una pratica che invita alla continuità territoriale, trasformando il viaggio in un’esperienza fluida e sostenibile.
Per questo, sempre più territori stanno investendo su segnaletica unificata, ospitalità bike-friendly e campagne di promozione coordinate. Piemonte e Liguria, con il loro mix di montagna, colline e costa, offrono un potenziale straordinario per diventare un laboratorio nazionale di turismo ciclabile interregionale.
Quando il Sud ha fatto scuola: i casi Cilento e Calabria
Il “Limonte” non parte da zero. Già in passato alcune aree del Mezzogiorno hanno sperimentato percorsi comuni, come nel caso rispettivamente del Cilento in Campania (con la Via Silente) e della Regione Calabria (con la Ciclovia dei Parchi), che hanno costruito itinerari cicloturistici e naturalistici per valorizzare territori limitrofi ma spesso percepiti come distanti.
L’esperienza ha mostrato quanto la collaborazione possa rafforzare la visibilità complessiva, attirare fondi europei e favorire la nascita di microeconomie locali. Un esempio da cui anche il Nord può trarre ispirazione, adattando il modello a contesti diversi ma con la stessa logica: crescere insieme, non in competizione.

Istruzioni per superare i confini: progetti, reti e incontri
Il “Limonte del turismo” rappresenta un passo concreto verso un nuovo modo di pensare il turismo, fondato sulla collaborazione e sulla costruzione di reti reali tra territori. Ma la sfida più grande resta quella del dialogo costante tra istituzioni e operatori, per far sì che queste buone intenzioni si traducano in progetti condivisi, infrastrutture integrate e promozione unitaria.
Un’occasione ideale per continuare questo percorso sarà la Fiera del Cicloturismo di Padova, in programma dal 27 al 29 marzo, dove si incontreranno enti, destinazioni e imprese impegnate a costruire itinerari che uniscono, invece di dividere.

















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