Vittoria ha presentato la nuova gamma Terreno PRO, una linea di pneumatici gravel che segna un passo nella direzione della sostenibilità nel ciclismo. Il marchio italiano, già noto per le sue innovazioni tecniche nel mondo delle ruote e degli pneumatici, propone con questa serie un prodotto che punta a coniugare alte prestazioni e materiali riciclati – un obiettivo ambizioso che merita attenzione, anche se il prezzo finale è davvero elevato.
Innovazione tecnica e materiali sostenibili
Secondo quanto comunicato da Vittoria nel presentare questa novità, i nuovi Terreno PRO offrono miglioramenti misurabili rispetto alla precedente serie Terreno Endurance:
- +5% di scorrevolezza;
- +19% di grip;
- +18% di resistenza alle forature.
Dati che, se confermati anche fuori dal laboratorio, rappresenterebbero un passo avanti notevole per chi cerca una gomma gravel versatile e veloce.
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L’aspetto più interessante, però, è nella composizione. Il 92% dei materiali impiegati è rinnovabile o riciclato: la carcassa utilizza cotone organico e nylon derivato da reti da pesca dismesse (Seawastex®), mentre la mescola impiega gomma naturale certificata Fair Rubber, olio di soia e silice ricavata dalla lolla di riso.
Il risultato è uno pneumatico “naturalmente veloce” – “Naturally Fast”, come lo definisce il claim di Vittoria – con una riduzione dell’impronta di carbonio del 35% rispetto al modello precedente. La produzione avviene inoltre nello stabilimento CarbonNeutral® dell’azienda, attualmente l’unico certificato nel settore degli pneumatici per biciclette.
Anche l’estetica segue la logica della sostenibilità: niente più nero, ma un colore marrone naturale che richiama la materia prima. Una scelta che rende la gomma immediatamente riconoscibile e che, nelle intenzioni di Vittoria, potrebbe diventare il nuovo standard per le coperture gravel del futuro.
Una gamma completa per diversi terreni
La nuova famiglia Terreno PRO è suddivisa in quattro versioni – T10, T30, T50 e T60 – differenziate in base al Gravel Terrain Score, la scala introdotta da Vittoria per indicare il livello di aderenza e scorrevolezza su diversi tipi di terreno. Tutti i modelli sono tubeless ready e compatibili con cerchi hookless, con larghezze da 35 a 45 mm. Ma Vittoria ha annunciato che misure più larghe arriveranno in seguito.
In base a quanto dichiarato, si tratta di pneumatici pensati tanto per l’agonismo quanto per l’avventura, e infatti sono già stati avvistati sulle bici di atleti come Tom Pidcock, Alison Jackson e Lachlan Morton.


Il prezzo è davvero molto alto
Fin qui, tutto bene. Ma c’è un elemento poco in linea rispetto alle premesse “popolari” del gravel: il prezzo.
In Europa, un singolo copertone Terreno PRO costa 88,95 euro (circa 104 dollari sul mercato statunitense). In pratica, montare un set completo di queste gomme significa spendere quasi 180 euro – una cifra che supera quella di molte coperture da competizione su strada o MTB di alta gamma.
Per un prodotto che fa della sostenibilità il suo principale argomento, questa soglia d’accesso così alta rischia di scoraggiare proprio quella platea di ciclisti che più spesso sceglie il gravel per la sua accessibilità e versatilità.
Certo, la ricerca sui materiali riciclati e il processo produttivo a basse emissioni hanno un costo, e il merito di Vittoria è quello di aver dimostrato che prestazioni e rispetto dell’ambiente possono coesistere. Tuttavia, in un mercato dove la maggior parte delle gomme gravel ha un prezzo più accessibile, i Vittoria Terreno PRO si posizionano su una fascia decisamente premium, forse troppo per molti appassionati.

Vittoria Terreno PRO: considerazioni finali
Le Terreno PRO rappresentano un’evoluzione tecnica e ambientale significativa. Vittoria conferma la sua vocazione green, proponendo una gomma che guarda al futuro del ciclismo con un approccio più responsabile verso il pianeta.
Resta però il nodo del prezzo: un ostacolo che rischia di frenare la diffusione di una gomma che, almeno sulla carta, potrebbe segnare un nuovo standard per il gravel sostenibile. In definitiva, si tratta di un’innovazione molto interessante che però ha costo non indifferente per l’utente finale.
[Fonte]
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Figuriamoci quanto costerebbe uno pneumatico così per il cross country, ad esempio un 29×2.25, forse 130 euro.
Ecco perchè si dicono “green”, per dire che ti lasciano al verde.
Io uso i Vittoria Zaffiro pro 700x32C, durano tantissimo, 18 euro l’uno.
Per essere green e per poter utilizzare i materiali riciclati e fare dei prodotti di qualità i prezzi salgono notevolmente .
Purtroppo oggi la parola “ riciclo “ si abbina ad economico . SVEGLIATEVI , riciclo significa aumento notevoli dei costi . Il Green Frendly non è economico
Però se vogliamo andare verso il futuro questa è la realtà . Al momento chi ricicla “ perde soldi “
In un mondo che si dichiara tutto sempre più sostenibile e green, sembra che le emissioni di CO2 siano sempre più alte e l’inquinamento sempre in peggioramento. La sostenibilità è solo una fuffa per eco-ansiosi che pensano di pulirsi la coscienza comprando sta roba qui, dimenticando però che magari cambiano bici ogni 2 anni perché il marketing li invoglia. Purtroppo questo vogliono le aziende, e la stampa, generalista o di settore, sono solo i loro megafoni.
Bè niente di strano , tutto ricade sulla platea come citate voi dei ciclisti in questo caso ,che vengono ingolositi dalle novità ed alla fine magari si indebitano per stargli dietro . Nonostante sia materiale riciclato che in teoria dovrebbe costare meno alla fine lo sviluppo gli investimenti ce li paghiamo sempre noi platea ed i guadagni sempre di pochi che continuano a diventare sempre meno e sempre più ricchi! Complimenti 👏
è una presa in giro: costano come quelli delle auto…