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Perché la Sardegna non punta sul cicloturismo?

Perché la Sardegna non punta sul cicloturismo?

Generalmente, chi dice Sardegna dice turismo: d’estate l’isola si riempie, le spiagge si affollano, gli aeroporti esplodono di arrivi. Ma fuori stagione, cosa succede davvero? La risposta arriva dai numeri, e non è rassicurante. All’aeroporto di Alghero, a novembre 2025, le tratte sono crollate da 36 a appena 7, un tracollo dell’80% che mette in luce la fragilità del modello turistico sardo.

Un aeroporto quasi svuotato in pieno autunno racconta una realtà che non può più essere ignorata: la Sardegna continua a vivere esclusivamente di alta stagione e resta priva di un progetto capace di sostenere flussi turistici durante il resto dell’anno. Per invertire la rotta serve un piano serio, che metta a sistema eventi, attività e infrastrutture e trasformi i mesi autunnali e invernali in un’opportunità, non in un deserto.

BEST Sardegna

Cicloturismo: occasione mancata o futuro possibile?

Il cicloturismo potrebbe essere una risposta credibile a questo squilibrio. Pedalare in Sardegna tra ottobre e maggio significa trovare temperature miti, cieli limpidi, panorami spettacolari e strade che, almeno teoricamente, dovrebbero essere meno trafficate. Ma perché questa potenzialità diventi realtà serve molto di più di qualche slogan promozionale.

A questo proposito, poche settimane fa ha fatto discutere la testimonianza dell’influencer del ciclismo Irina Krupovich, seguita da oltre 60 mila follower su Instagram, che ha raccontato senza mezzi termini la sua esperienza “estrema” in bicicletta in Sardegna. Dopo aver attraversato l’isola in bici, ha scritto sui social: «Dopo alcuni giorni in bicicletta in Sardegna posso dirlo con certezza: le spiagge e il mare? Assolutamente meravigliosi. La cultura della bici? Inesistente. Se vi piacciono le pedalate estreme e non vi spaventa il rischio di qualche incontro ravvicinato con un’auto, la Sardegna vi aspetta».

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Le sue parole sottolineano un paradosso: un territorio perfetto per il cicloturismo, pieno di percorsi affascinanti, ma ancora privo di una vera cultura della mobilità lenta. È un richiamo forte, che va preso sul serio. Perché non basta avere una natura straordinaria: servono strade sicure, rispettate e progettate per convivere con chi pedala.

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Castelsardo

Una ciclovia per cambiare rotta?

Eppure qualcosa si muove. Proprio in questi giorni, la Regione ha annunciato un maxi-finanziamento di 26,5 milioni di euro per sviluppare la Ciclovia della Sardegna, un tracciato ambizioso che collegherà la dorsale occidentale da Cagliari a Sassari, passando per Barumini, Oristano e Bosa, e includerà tratti costieri come Alghero–Badesi. È un progetto che potrebbe rappresentare una svolta non solo per chi pedala, ma per un’intera idea di turismo più sostenibile e distribuito lungo tutto l’arco dell’anno.

Il punto ora è capire se questa sarà la scintilla di un cambiamento reale. Perché la Sardegna ha tutte le carte in regole per poter diventare una destinazione cicloturistica tutto l’anno: natura, paesaggi, storia, vie silenziose e una bellezza che si esprime al meglio proprio lontano dall’alta stagione. Ma senza sicurezza, infrastrutture e una visione coerente, non è l’ideale per chi vuole attraversarla in bici, soprattutto fuori stagione.

E – in assenza di un cambio di passo – non appena le foglie inizieranno ad ingiallirsi gli aeroporti (e le ciclabili) resteranno vuoti.

[Fonte]

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Commenti

  1. Massimo ha detto:

    Solo chi non ha esperienza diretta nel settore può pensare che ciò che serve per sviluppare il cicloturismo in Sardegna siano le piste ciclabili… La Sardegna ha una ampia rete di strade secondarie non trafficate… Ciò che manca sono i collegamenti aerei diretti con i principali mercati. E una rete dell’accoglienza bike friendly e quindi anche con conoscenze linguistiche aperta nella bassa stagione… che comunque avrebbe senso solo in presenza dei voli diretti, di cui al punto precedente. La ciclovia è solo un pretesto, di fatto si realizzerebbe la classica cattedrale nel deserto, solo per distribuire appalti agli amici degli amici. Si parla del progetto della ciclovia dal 2015… i primi lavori sono iniziati 10 anni dopo. Gli operatori del settore, che in Sardegna hanno un’esperienza ormai ventennale, non sono stati coinvolti…
    Dopo 10 anni di chiacchiere ancora si ripongono speranze nella ciclovia… senza risolvere il problema dei collegamenti aerei…

    [Questo commento è stato moderato prima della pubblicazione – Bikeitalia.it]

  2. Luisa ha detto:

    E’ vero che le ciclabili in Sardegna non sono ancora diffuse come ad esempio nel Trentino, ma ci sono ancora tante strade secondarie poco trafficate che permettono di scoprire angoli bellissimi ma meno turistici. A Sant’Antioco hanno ultimato delle piste ciclabili per godere lo spettacolo degli stagni, ma anche a Carloforte si può girare bene in bici….meglio mountain bike perché ci sino diverse zone con salite. Da o
    Oristano si puo fare la costa verso le spiagge di Cabras e is Arutas.
    Consiglio poi di prendere le strade di campagna nella sud Sardegna per visitare le chiese campestri con quella di San Gemiliano a Sestu, o santa Maria a Uta, e a Dolianova la chiesa di santa Maria di Sibiola, in questa stessa zona si può andare in giro per cantine. Un giro in bici merita anche il paese dei murales di Sansperate Partendo da Cagliari si arriva con un pezzo di nuova ciclabile anche alle Saline di Contivecchi di Assemini e poi da li si puo arrivare da strade secondarie alla zona montana di Monte Arcosu.

  3. andrea ha detto:

    Il turismo è un settore che non produce innovazione e genera solo lavoratori sottopagati, sfruttamento e stagnazione. Il turismo sarà la morte della Sardegna.

    [Questo commento è stato moderato prima della pubblicazione – Bikeitalia.it]

  4. Francesco ha detto:

    Non so perché nessuno ha preso in considerazione la possibilità di trasformare in ciclovie le diverse tratte di ferrovia a scartamento ridotto ormai abbandonate e non utilizzate come “trenino verde”. Ad esempio la Sassari-Tempio Pausania, da me percorsa in E-MTB per un lungo tratto, paesaggi spettacolari! Ma che ci vuole a riempire di inerti lo spazio fra le rotaie?

  5. Maurizio ha detto:

    Buongiorno. Vorrei organizzarmi una vacanza in bici in Sardegna. Ci sono strutture da contattare che organizzano tour portando bagagli di tappa in tappa, tipo Giro Libero per intenderci? Grazie

  6. Massimo ha detto:

    Noi siamo attivi 12 mesi l’anno, mesi invernali compresi.
    La Sardegna è abbastanza diversa dalla narrazione dell’influencer che ad Agosto ha avuto le brutte esperienze sulla costa Sud Orientale ( che ovviamente in quel periodo è ipertrafficata)
    Noi organizziamo viaggi ed eventi ( Transichnusa e Shardana Bikeventure per esempio) dove il nostro primo pensiero è proprio quello di viaggiare in sicurezza e goderci al meglio il territorio…come in tutte le regioni, sulle strade puoi incontrare di tutto, compresi i maleducati, ma da lì a definire la Sardegna una regione “inospitale” per i ciclisti, veramente ne passa.

    Se volete visitare la Sardegna anche in inverno,visitate lanuragica.com e non abbiate timore di varcare il mare, la Sardegna vi aspetta

  7. Omar ha detto:

    buongiorno, c’è un progetto per costruire o adattare strade secondarie come ciclovie in tutta la zona costiera dell’isola, questi lavori però sono lentissimi, la zona est dell’isola è molto montagnosa e viaggiare nelle strade principali è pericoloso, per quanto riguarda la cultura ciclistica c’è un perenne scontro con gli automobilisti anche perché le strade in molte zone sono strette con molte curve il che con ciclisti da strada numerosi del fine settimana diventa un problema per la viabilità, abbiamo moltissime associazioni di biker da montagna, credo che il problema risieda nelle strade strette, per quanto riguarda lo spostamento verso l’isola se non c’è domanda non aumentano i trasporti sia aerei sia navali, alloggi di pochi giorni si trovano ovunque nell’isola, auguro a tutti un futuro pedalabile e godibile

  8. Mauro Gallignani ha detto:

    Settembre/Ottobre ho fatto percorsi meravigliosi nello sterrato con mountainbike con paesaggi e panoramica mozzafiato ma ho evitato il più possibile l’asfalto

  9. Dav ha detto:

    Stanno lavorando sulla ciclabile tra Olbia e l’aeroporto. Se poi si vuole proseguire verso i meravigliosi paesaggi verso sud vi e’ la pericolosissima statale 125. Una vera ciclabile Olbia La Caletta estenderebbe senza dubbio la stagione per tutta la zona: porto san paolo, san Teodoro, Budoni, Posada, Siniscola ecc. Inoltre aiuterebbe, non poco, la mobilità locale. Inutile fare pezzi di ciclabile qui e là se non c’è una vera rete di collegamento in sicurezza.

  10. andrea ha detto:

    [Grazie per la segnalazione, abbiamo corretto la didascalia della foto – Bikeitalia.it]

  11. Raul ha detto:

    Andiamo al sud della Sardegna con le nostre MTB e vi assicuro che ci sarebbero tantissimi percorsi interni, esempio il monte minni minni da Cartiadas a Villasimius,però c’è l’esigenza di un po’ di manutenzione altrimenti il percorso sarà solo x pochi.

  12. Tax ha detto:

    Da tanto anni vado in Sardegna minimo due volte all’anno, sempre con bici al seguito. Nel versante Nord, Santa Teresa ecc, non esiste la cultura del Cicloturismo. Ogni anno devo inventarmi dei tragitti in fuori strada per girare in bici con un minimo di sicurezza. Ho escluso in maniera categorica la bici da strada, proprio per la evidente scarsa considerazione della categoria. Devo dire che negli ultimi anni vedo una maggiore sensibilità verso i ciclisti, anche perchè l’aumento del cicloturismo è evidente , e volente o nolente le autorità sarde dovranno farci i conti. Speriamo.

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