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I 7 laghi di Varese in bicicletta: persone, storie e territorio

I 7 laghi di Varese in bicicletta: persone, storie e territorio

Con la bici si può correre, in un territorio, ma il cicloturismo offre un modello diverso, quello dell’esplorazione rispettosa e sostenibile. Non solo geografica e naturalistica, ma anche storica e culturale. Qui la componente umana è fondamentale. I luoghi ci parlano attraverso le persone che vi abitano, lavorano, producono. E raccontano le loro storie e quelle della loro terra.

Quest’approccio è il cuore del tour cui ho partecipato dal 9 all’11 dicembre, in provincia di Varese

Guidato da Lorenzo Franzetti, giornalista e titolare della Bottega Del Romeo, che ho intervistato nel 2024 per BikeItalia, un gruppo selezionato di giornalisti ha assaggiato, in tutti i sensi, le potenzialità e l’offerta dei laghi varesini

Laghi Varesini

L’albergo 

Il press tour “Cicloturismo sostenibile sui laghi varesini” è partito dall’Hotel Villa Borghi, di Varano Borghi. La prima scoperta è stata proprio l’albergo. Lusso e antichi arredi, nella tessitura poi divenuta villa liberty di una famiglia di industriali tessili, che ha anche costruito nell’Ottocento un villaggio e vari servizi, per i propri operai.

L’hotel, 4 stelle, ha una Spa e altre strutture, all’interno di un parco di 65mila metri quadrati. Si affaccia sul lago di Comabbio, uno dei “sette laghi” della Provincia di Varese. Gli altri sono il Lago Maggiore (sponda lombarda), il Lago di Monate, di Lugano, di Ganna e di Ghirla. Poi ci sono altri laghetti ed aree paludose.

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Laghi Varesini

Il primo incontro

Appena arrivati, ci aspetta un buffet di salumi e formaggi locali. Quello dell’assaggio di prodotti locali sarà un rito in tutto il tour. Mentre degustiamo, incontriamo un ciclista che ha fatto della memoria, del viaggio, della ricerca storica e del racconto la sua scelta di vita: Giovanni Bloisi.

Per i suoi meriti, ha ricevuto anche il Cavalierato dal presidente Mattarella. Si definisce “un lento viaggiatore solitario in bicicletta”, ha portato a termine tante imprese “per le strade del mondo”, cercando di conoscere di persona i luoghi e i testimoni di fasi drammatiche per l’umanità. È un piacere ascoltarlo.

È nato in Basilicata, ma la sua famiglia si è traferita per lavorare nel 1964 in provincia di Varese. Suo padre era falegname, Giovanni ha lavorato nell’Enel e ora è in pensione. Vive a Varano Borghi, pedala ovunque. Conosce tutto e tutti: ci ha raccontato un sacco di aneddoti, durante il tour. Torneremo in futuro su lui e sui suoi nuovi progetti in bici, per sottolineare e comunicare ancora una volta i valori civili e la necessità della pace. 

Laghi Varesini

Il borgo dei pescatori

Varano Borghi è un punto di partenza per diversi itinerari. Siamo dotati di bici di vario tipo, personalmente un’ebike, fornita dai Cicli del Romeo. Costeggiamo la Palude Brabbia, poi percorriamo un tratto della ciclabile del Lago di Varese, fino a Cazzago Brabbia. È un borgo di pescatori, dove è stato creato un museo diffuso dedicato alle tradizioni locali, il Lake Museum.

Il primo luogo che visitiamo, suggestivo, sono le Ghiacciaie, edifici a pianta circolare, in pietra, dove il ghiaccio, depositato e stratificato in profondità con isolanti naturali, permetteva di conservare il pesce durante i mesi invernali, fino a primavera. Attualmente, sono diventati sedi per didattica ed esposizioni. Scendendo verso il lago, curiosiamo nell’antico lavatoio, dove sono posizionati alcuni acquari con esemplari dell’ittiofauna locale e panelli esplicativi sulla funzione del lavatoio e sulla pesca. In riva al lago, in uno scenario incantevole, un’antica barca ricostruita, in mostra, e la sede della cooperativa dei pescatori.

Laghi Varesini pescatori

La pesca è stata la primaria risorsa locale fino alla fine degli anni Sessanta. Poi l’inquinamento, le mutate condizioni delle acque e l’età dei pescatori li hanno gradualmente costretti a lasciare l’attività. Ora sono rimasti solo due soci, novantenni. Uno naviga ancora sul lago, getta le sue reti e vende il pescato in paese.

Ce lo presenta la nostra guida locale, Chicco Colombo, pittore burattinaio. Con la moglie, è una delle guide del Lake Museum. È lui a portarci nel borgo, dove ha affrescato le pareti di alcune case con coloratissimi pesci e gatti. I murales sono diventati un’attrattiva locale. Colombo è un “foresto”, ha sposato un’abitante del posto, Betty. Lui e la moglie, attrice, sono animatori culturali. Ci racconta di un festival teatrale organizzato in loco, in passato, grazie al finanziamento di un bando Cariplo.

Sosta per caffè e cioccolata, nel piccolo bar rimasto, dove il postino fa tappa per smistare le lettere da consegnare. Torniamo in hotel, pedalando nel crepuscolo, per una mezz’ora.

Laghi Varesini

La cena nel bikehotel

La sera ci riserva l’incontro con una famiglia di imprenditori, i Rogora, nel loro Ristorante Albergo Belvedere di Ranco (VA). Il locale è caldo, conservato con i suoi arredi tradizionali, ma la struttura alberghiera si è arricchita e rinnovata offrendo ai cicloturisti una bike room e molti servizi, trasformandosi in bike hotel. A tavola, degustiamo il pesce più rinomato del lago, il persico, nel risotto e in ottime polpettine.

Con noi, Franco Vitella, presidente di Confcommercio Ascom Luino, consigliere della Camera di Commercio di Varese e presidente della Fondazione Varese Welcome. La fondazione, costituita nel 2025 in seno alla Camera di Commercio, è uno dei partner organizzativi del press tour. I suoi obiettivi includono la promozione turistica della provincia, con declinazioni culturali, sportive e di svago, con azioni di analisi strategica, comunicazione, promozione, organizzazione e attrazione di investimenti.

Tra i vari progetti, e Varese #DoYouLake e Varese #DoYoubike. In fronte a me, a tavola, Loretta Landoni, presidente di Fiab Arona. Gestisce ad Oleggio Castello, lato piemontese del lago Maggiore, i Draisina Bike Apartments, appartamenti pensati da cicloturisti per cicloturisti. La sua presenza fa auspicare la possibilità una rete di ospitalità e servizi sovraregionale, al servizio dei cicloturisti del lago.

Laghi Varesini

Il network per il turismo in bici

Varese #DoYouBike è un’iniziativa di networking ed offerta integrata: itinerari (una cinquantina, su circa 2500 mila km di percorsi mappati), guide turistiche (50), tour operator, noleggi, punti ricarica e strutture di accoglienza (56 official point, varesedoyoubike.it).

Fra gli operatori che contribuiscono all’offerta di esperienze, Giovanni Martinelli, l’ideatore di bike4bliss cycle tourism system, partecipa al press tour con noi. Tra gli official point, c’è anche La Bottega del Romeo di Ispra, negozio, noleggio, garage, cicloofficina di Lorenzo Franzetti, l’organizzatore del viaggio stampa e ideatore di nuove proposte di turismo slow.

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A Comabbio, sosta d’arte

La giornata comincia con una splendida pedalata sulla pista ciclabile del Lago di Comabbio. Il primo tratto attraversa il parco di Ternate, nato grazie alla collaborazione di aziende locali, dove un tempo sorgeva una pista di atterraggio e un hangar per idrovolanti. Le spese di manutenzione si sostengono grazie ai 30mila euro raccolti ogni anno dal parcheggio a pagamento. Incantevole il tratto di ciclabile su passerella, sulla riva.

Raggiungiamo Comabbio e visitiamo la casa di Lucio Fontana, artista internazionale. Ancora prima che la sua dimora diventi ufficialmente “casa-museo”, già attira visitatori da tutto il mondo. E il Comune sta organizzando visite guidate. Emozionante vedere l’architettura della costruzione, i mobili che lui stesso ha disegnato e il suo atelier, con spatole e pennelli e utensili con cui praticava i suoi famosi tagli nelle tele. 

Laghi Varesini

I prodotti della terra e chi li racconta

Da Comabbio, in bicicletta, raggiungiamo su strade secondarie il borgo di Capronno, frazione di Angera. Il pranzo lo prepara Francesca Zigaglio, nell’agriturismo “Natura in Moto”. Fa parte dei giovani agricoltori di Coldiretti e ha creato lei, con i suoi familiari, l’offerta agrituristica, completando l’attività agricola, di allevamento e di produzione di biogas dell’azienda paterna. Ha ideato un brand, sviluppato un’impresa di coltivazione e trasformazione di frutta, frutti di bosco e verdura. Il suo food truck,

Natura in Moto propone frozen yogourt, cioccolata e altre prelibatezze tra fiere ed eventi, nel raggio di 40 km. Nella sala ristorante, oltre a gustare pranzi e cene, si possono acquistare i suoi prodotti alimentari e anche cosmetici naturali. I salumi sono di un giovane allevatore della zona. L’anno prossimo, Francesca progetta di sviluppare anche stanze per pernottare nell’agriturismo. E nel tempo libero, poco, si dedica al triathlon, allenandosi nel lago e dintorni. Altra tappa agricola, raggiunta con strade poderali, è l’azienda Sinergia, ad Angera.

Lì Giovanni Belluscio e sua moglie, Carmela Pappalardo, hanno avviato con successo una coltivazione di zafferano ed erbe officinali, cui si dedicano, in parallelo alle loro attività: lui artigiano, lei biologa. Dicono di sé: “coltiviamo sogni e idee”. Belluscio ci racconta i loro primi passi, le difficoltà e le soddisfazioni della coltura, adatta al clima della zona. La qualità del prodotto ha assicurato ai loro preziosi stimmi il riconoscimento della De.Co, la denominazione comunale di origine. 

Laghi Varesini

Il pane dei romani

Il tratto successivo, in bici, ci porta lungo la sponda del lago Maggiore, nell’Oasi della Bruschera. Paludi, stagni, risorgive e canneti. Strade percorribili a bici e ai piedi, che permettono di esplorare ecosistemi diversi e affascinanti, con la vista della rocca di Angera e, dall’altra parte del lago, di Arona. Ad Angera, ci attende Cristiano Brandolini, archeologo, conservatore del Museo Archeologico di Angera e di Arsago Seprio. Ci guida nel piccolo spazio espositivo, alla scoperta dei ritrovamenti nella zona, risalenti a diverse epoche. In tombe di epoca romana, sono stati rivenuti dei pani di diverse forme, carbonizzati e conservati nei secoli. A questi pani, a forma di treccia, a scodella e quadrati, preparati con farine di farro e frumento, si sono ispirati dei panificatori locali. 

Laghi Varesini resti romani

I vini da premio e l’olio rinato 

Il nuovo pane “romano” lo ritroviamo dopo una pedalata nel bosco, fino alla sommità di una collina. Siamo alla Cascina Piano, dove un appassionato di vino e sua figlia, Franco Berrini e Francesca, hanno rimesso in produzione vitigni locali e ottenuto etichette di pregio, premiate e apprezzate da enologi e intenditori. Oggi producono 12mila bottiglie l’anno, su 2 ettari di vigne.

I Berrini fanno parte dell’Associazione “Vini Varesini”, nata nel 2008. Comprende 7 produttori, altri 4 forse vi entreranno. Partecipiamo alla degustazione di tre vini Igt, tra cui un’interessante Muccaré, vino dolce ottenuto da uve di vendemmia tardiva e muffate. Accompagna il vino il pane “romano”, con salame di un produttore della zona e l’ottimo extravergine di oliva di Cascina Roncaccio, altra De.Co di Angera, di Roberto Monteggia, vicino dei Berrini. Anche lui innamorato della sua terra e impegnato a riportarvi una coltura storica. Per ora manca un torchio in zona, ma Monteggia e altri produttori ci stanno lavorando, per completare il ciclo produttivo a km zero. La produzione di Monteggia è di 200/350 bottiglie l’anno. 

Laghi Varesini

La cena con risvolto sportivo

Si torna in hotel, fa buio presto. La sera, durante la cena di gala con le autorità locali, ascoltiamo i racconti di Renzo Oldani, presidente della società ciclistica Alfredo Binda, che organizza ogni anno la manifestazione “Tre Valli Varesine”, la corsa ciclistica che anima Varese e il suo territorio da oltre un secolo. A parte qualche polemica legata alla viabilità, l’evento e la sua diretta televisiva sono ritenuti un potente strumento promozionale della provincia, che fa conoscere via Rai le attrattive del territorio per i turisti, in primo luogo a pedali. 

Laghi Varesini cena

A piedi, nell’oasi

L’ultimo giorno l’abbiamo dedicato all’osservazione naturalistica. All’Oasi della Palude Brabbia, riserva integrale su 460 ettari, istituita nel 1983, si può arrivare in bici, ma poi si deve camminare, con una guida qualificata. Barbara Ravasio, responsabile Lipu, ci fa strada e ci spiega le caratteristiche degli ambienti e il suo lavoro.

Ci dota di binocoli, con cui avvistiamo aironi ed anatre. Ci racconta delle specie aliene, come il Gambero Rosso della Luisiana e il Pesce Siluro, che stanno alterando l’ecosistema delle acque. L’osservazione si svolge anche da una torretta sopraelevata e da un capanno.

Laghi Varesini

Infine ci portiamo al centro visite, nel paese di Inarzo, per un rinfresco a base di specialità di piccoli produttori locali. Queste imprese sono parte dell’itinerario di Mangia, Bevi e Bici 2026, la pedalata che nel 2026 si terrà proprio in questa zona, nella sua 14esima edizione. Si tratta di una cicloescursione a ritmo lento, affrontabile in due itinerari, uno di 18/25 km, l’altro di 35/45 Km. I parteciperanno si sposteranno di tappa in tappa, dalle 10 alle 19, tra aziende agricole, per le degustazioni enogastronomiche, ma anche in luoghi di interesse artistico, culturale, etnografico e naturalistico.

Posti dove ascoltare e apprendere, da persone come noi, l’essenza della sostenibilità: fare bene le cose, farle buone, con calma, rispettando la terra e chi la abita. L’evento è previsto per il 13 settembre, i dettagli e il pacchetto per l’accoglienza sono ancora in fase di definizione.

[Tutte le foto a corredo del testo sono di Guido Rubino]

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Commenti

  1. Silvia Messa ha detto:

    Grazie per la segnalazione del museo a cielo aperto. Uno stimolo a tornare!

  2. Emanuela ha detto:

    Bellissimo articolo, ma vi siete persi a Corgeno, facendo una deviazione di non più di 100 mt di sterrato dalla ciclabile del lago di Comabbio, un museo a cielo aperto, quello del Maestro Mario da Corgeno. Qualche info in più la trovate nella recensione della mia visita: https://tremaghi.blog/2021/10/23/il-fascino-mistico-del-museo-darte-a-cielo-aperto-del-maestro-mario-da-corgeno/

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