Come si fa a trovare turisti quando il tuo paese non è sulla mappa del cicloturismo? Per capirlo basta ascoltare la voce di Augusta Angelino, che insieme al marito Luca Bartolini ha trasformato un sogno in un progetto concreto di ospitalità ai piedi del Monviso: il bike hotel Casa Bart.
Nel nuovo episodio di Bike to Business, il podcast condotto da Paolo Pinzuti e dedicato alle economie della bicicletta, Augusta racconta come sia riuscita a costruire nel Cuneese una realtà capace di attrarre cicloturisti da tutta Italia e dall’estero.
Ascolta qui il podcast:
Quando la passione non basta: il progetto e la strategia
Ogni sogno ha bisogno di metodo. Prima ancora di trovare la casa giusta, Augusta e Luca avevano già studiato il territorio, analizzato i flussi turistici, frequentato corsi di formazione e scritto un business plan dettagliato.
Il risultato è una struttura pensata per chi viaggia in bici, in ogni dettaglio: bike room videosorvegliata e allarmata, piccola officina per le riparazioni, lavanderia per l’abbigliamento tecnico, area lavaggio, colazione servita anche alle cinque del mattino e, soprattutto, un’accoglienza che fa sentire gli ospiti parte della famiglia.

«Non siamo nati come una struttura turistica che poi ha aggiunto i servizi per bici», spiega Augusta. «Siamo nati perché volevamo offrire ospitalità ai ciclisti. Il nostro punto di partenza è stato il cicloturista, non la stanza da affittare».
Questa chiarezza di visione ha fatto la differenza. Nonostante si trovino lontani dalle ciclovie più famose, la loro coerenza ha permesso di costruire una reputazione solida, fatta di esperienze autentiche e passaparola positivo. In un mondo in cui tutto cambia velocemente, loro hanno dimostrato che la pazienza è ancora una strategia vincente.

Come si trovano turisti se il tuo paese non è (ancora) una mèta?
Trovare clienti quando il territorio non è già una mèta turistica è una sfida, ma anche un’occasione per costruire qualcosa di unico. Nel Cuneese, dove il turismo ciclabile non è ancora strutturato, Augusta e Luca hanno scelto di farsi trovare invece di aspettare di essere scoperti.
Tutto parte dall’integrazione con la comunità locale: collaborare, farsi conoscere, creare fiducia. È così che ogni pedalata diventa una storia condivisa. E il contesto aiuta: l’“effetto wow” delle montagne, dei frutteti in fiore e del Monviso, con le salite leggendarie del Giro d’Italia e del Tour de France, parla da solo — ma qualcuno deve raccontarlo.
Per arrivare ai cicloturisti, Augusta e Luca partecipano agli eventi dedicati, come la Fiera del Cicloturismo, e usano i social per far vivere il territorio giorno per giorno. Allo stesso tempo, cercano di stimolare la collaborazione tra pubblico e privato, proponendo itinerari accessibili e nuove idee di promozione, anche oltre i percorsi più noti come l’Alta Via del Sale.
E poi c’è il segreto più importante: essere presenti. Partecipare agli incontri, farsi conoscere come esperti, insistere. “Bisogna essere un po’ antipatici – dice Augusta – la goccia che scava la roccia”.
Perché nei luoghi dove il turismo non c’è ancora, la differenza la fa chi non smette mai di provare.





















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