Infrastrutture

Via delle Risorgive: lavori in corso per completare la ciclabile sull’ex ferrovia

Via delle Risorgive: lavori in corso per completare la ciclabile sull’ex ferrovia
La Via delle Risorgive (crediti Davide Mazzocco)

C’è una linea che per trent’anni ha diviso la pianura ai piedi del Monviso e che oggi, finalmente, torna a unire territori, comunità e paesaggi. È l’ex ferrovia piemontese Saluzzo-Airasca, dismessa nel 1986, che sta per completare la sua seconda vita come infrastruttura ciclabile continua, sicura e strategica per il Piemonte.

Dopo l’avvio dei lavori in questi giorni sull’ultimo tratto tra Saluzzo, Torre San Giorgio e Moretta, il quadro è ormai chiaro: i 33 chilometri complessivi dell’ex linea ferroviaria stanno diventando una ciclovia a tutti gli effetti, inserita nel tracciato di EuroVelo 8, il grande itinerario europeo lungo l’arco mediterraneo.

Dalla ferrovia alla ciclovia: un progetto lungo più di dieci anni

La riconversione dell’ex Saluzzo–Airasca non nasce oggi. Il primo passo risale al 2011, quando iniziarono i lavori per la realizzazione di 19 chilometri tra Airasca e Moretta, oggi conosciuti come Via delle Risorgive. Un percorso pianeggiante, asfaltato, ben mantenuto – inaugurato nel 2017 – che in questi anni ha dimostrato come il recupero delle ferrovie dismesse possa trasformarsi in un successo per la mobilità dolce.

La Via delle Risorgive è diventata rapidamente un riferimento: facilmente raggiungibile in treno da Torino grazie alla linea Torino–Pinerolo, frequentata da ciclisti, famiglie, pedoni, runner e perfino skiroller, attraversa un territorio agricolo ricco di fontanili, cascine e piccoli centri abitati.

Le ex stazioni ferroviarie sono state riconvertite in aree di sosta attrezzate, con fontane, rastrelliere e tettoie, dimostrando che una ciclabile ben progettata è anche uno spazio pubblico di qualità.

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Ora tocca all’ultimo tassello: Saluzzo-Moretta

Il tratto che mancava all’appello è quello di 14 chilometri tra Saluzzo e Moretta, passando per Torre San Giorgio. Proprio qui, in queste settimane, sono partiti i lavori di smantellamento dei binari e delle traversine: un passaggio obbligato per poter poi realizzare il fondo ciclabile e gli interventi di messa in sicurezza e inserimento ambientale.

L’intervento è reso possibile da un finanziamento regionale di circa 3 milioni di euro, su un costo complessivo stimato di 4 milioni. La quota restante è coperta dai tre Comuni coinvolti – Saluzzo capofila, Torre San Giorgio e Moretta – che negli anni hanno anche completato l’acquisto del sedime ferroviario da RFI, investendo complessivamente oltre 345 mila euro, più l’acquisizione di due ex caselli.

Un’operazione complessa, che ha incluso anche la vendita del materiale ferroviario dismesso. I binari, messi all’asta, sono stati aggiudicati per 391 mila euro, contribuendo in modo concreto alla sostenibilità economica dell’intervento.

Non solo turismo: una ciclabile gli spostamenti quotidiani

Il valore di questo progetto va oltre la dimensione prettamente cicloturistica. I sindaci dei Comuni coinvolti lo sottolineano con chiarezza: la nuova ciclovia sarà utilizzata sì dai visitatori, ma anche da lavoratori, studenti e residenti che ogni giorno si spostano in bici tra aziende, stabilimenti e uffici della zona.

Una dorsale ciclabile pianeggiante, continua e separata dal traffico motorizzato rappresenta infatti un’alternativa reale all’auto, soprattutto in un territorio dove le distanze sono medio-brevi e il pendolarismo locale è significativo.

Moretta, in particolare, ha scelto di accompagnare l’opera infrastrutturale con un investimento sull’accoglienza. Nei locali del santuario della Beata Vergine del Pilone, proprio affacciato sul tracciato, è stato aperto un ostello dedicato a ciclisti e viaggiatori, segnale concreto di una visione che guarda al lungo periodo.

Un corridoio verde tra Torino, il Po e il Monviso

Con il completamento del tratto Saluzzo-Moretta, la ciclovia dell’ex ferrovia diventerà un corridoio verde continuo, capace di collegare la pianura saluzzese alla cintura torinese, intrecciandosi con la rete ciclabile locale e con uno dei grandi assi europei della mobilità dolce.

È l’ennesima conferma che le infrastrutture ciclabili funzionano quando sono pensate come rete, quando recuperano spazi esistenti e quando vengono progettate per l’uso quotidiano, non solo per il tempo libero.

Se i tempi del cantiere continueranno a rispettare le previsioni, non manca molto al giorno in cui si potrà pedalare ininterrottamente da Airasca a Saluzzo, lungo l’ex ferrovia di 33 chilometri trasformata in una ciclovia pienamente fruibile e attrezzata.

[Fonte]

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Commenti

  1. sommacal giuliano ha detto:

    bellissima idea spero che tutte le regioni si colleghino a questa iniziativa e in futuro potremo realizzare grandi vacanze in biciclette di ogni genere

  2. Gianfranco Luca' ha detto:

    Il cicloturismo è il futuro del turismo, noi come Bedandbreakfast siamo già pronti da anni con le bike Room complete di stazioni di ricarica E-bike.

  3. Davide ha detto:

    Bravi complimenti io la faccio tutte le domeniche da Piobesi Torinese a Moretta bellissima mi rilassa grazie

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