Diari

L’Alsazia in bicicletta lungo la Strada dei Vini

L’Alsazia in bicicletta lungo la Strada dei Vini

La Francia è stata eletta poco tempo fa come meta cicloturistica per eccellenza, e ripensando al cicloviaggio fatto a fine luglio proprio nell’Alsazia, non ci sono dubbi al riguardo.

Abbiamo pianificato la nostra partenza da Freiburg im Breisgau , in Germania – avendo in qualche modo lì la nostra base familiare – pedalando in direzione Breisach lungo il fiume Dreisam, giusto per scaldare un po’ le gambe. 

Pedalare in regioni dove tutto è segnalato, messo in sicurezza e ben organizzato regala veramente un senso di rilassatezza e ti fa godere molto di più tutta l’esperienza del viaggio. 

Zero stress. Nessun bisogno di seguire la traccia sul telefono. Solo il grande piacere di pedalare e godersi il panorama.

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Freiburg – Colmar

Superato Breisach siamo già in Francia e ci avviciniamo a Colmar percorrendo proprio il Canal de Colmar alternando viali alberati a immensi campi di pannocchie di mais. Volutamente arriviamo a Colmar nel primo pomeriggio in modo da avere tempo per visitare la città. I turisti sono sempre tanti in questa piccola cittadina, attratti dai tanti piccoli canali che la attraversano (definita non a caso “la piccola Venezia”), dalle case a graticcio e dalle architetture gotico rinascimentali tipiche di questa regione, da sempre un po’ francese e un po’ tedesca. 

(Piccola curiosità su Colmar: risulta essere la città più secca della Francia perché, essendo situata ai piedi del massiccio montuoso dei Vosgi, le nuvole, bloccate appunto dalle creste dei monti, si ritrovano a riversare la maggior parte della loro acqua sul versante della Lorena, lasciando così Colmar a secco.)

Colmar – Selestat

Il giorno dopo inizia ufficialmente il nostro cicloviaggio sulla Route des Vins d’Alsace. Subito ci rendiamo conto di dove siamo: in questa parte di Europa si concentrano una quantità di ciclovie e percorsi ciclabili locali che creano quasi un senso di felice stordimento! A valle scorre l’EuroVelo 5, percorso da ogni tipo di bici, da cargo bike, da chi viaggia solo in un breve tratto della Francia, da chi invece attraversa l’Europa da Nord a Sud, chi viaggia in solitaria, chi in coppia, chi in famiglia, chi con il proprio cane.  

Noi scegliamo di percorrere la parte alta della ‘Strada del Vino’, quella più antica, che si snoda tra i vasti filari di vigneti; qui, infatti, alcune varietà di uve bianche vengono tradizionalmente definite “nobili” e rappresentano, di fatto, le uve più celebri d’Alsazia: Gewürztraminer, Riesling, Pinot Grigio e Moscato Bianco. Per chi ama visitare le cantine vitivinicole i posti dove potersi fermarsi e degustare i vini sono davvero tanti, basta prenotarli in tempo perché d’estate i tour sono spesso al completo visto il gran numero di visitatori.

Sono tanti i piccoli paesi medievali che attraversiamo – Riquevir, Ribeauville, Bergheim, Rorschwihr–tutti molto caratteristici, ben curati, con balconi fioriti, stradine acciottolate, case a graticcio, campanili di chiese sempre molto ben visibili da lontano.

I cicloturisti sono dappertutto, così come le infrastrutture, la segnaletica, le attività di ristorazione e le strutture ricettive bike friendly (quasi tutti con parcheggio custodito per la notte). Una vera e propria Eldorado per chi viaggia in bici.  È bellissimo pedalare insieme di giorno, ognuno al suo ritmo, e poi la sera incontrarsi nelle piazze dei paesi con un calice di vino in mano. 

Selestat – Obernai

Anche questa volta decidiamo di salire sulla vecchia ‘Rotta del vino’. Di ‘strade del vino’ infatti ce ne sono due: una più moderna , che scorre a valle, non troppo vicina al Reno ma comunque più pianeggiante, circondata dai campi di pannocchie; l’altra, quella più antica, sale e scende dai colline e attraversa piccoli paesi medievali arroccati sui monti.

È certo più faticosa, ma la fatica viene sempre ripagata dai panorami che si godono dall’alto e dalle bellezze di queste stradine acciottolate, dalle case con le travi di legno a vista, dai fiori enormi dei giardini. Dambach La Ville, Barr non deludono le aspettative: deliziosi, accoglienti, con le loro botteghe caratteristiche e soprattutto le cantine dove apprezzare del buon vino.  

Pian piano ci avviciniamo a Strasburgo percorrendo il lungo canale alberato Bruche, e ci rendiamo conto che noi ciclisti diventiamo sempre più numerosi (quasi non basta più la corsia a contenerci!). Questo lungo canale parte da l’Ancienne gare de Wangen, a Ovest , e dopo 25 km di ciclovia alberata, ci porta dritti dritti nel cuore della città! Che fantastica autostrada ciclabile!

Strasburgo merita un giorno in più, anche per riposarci un po’ e visitare qualche museo, tant’è che un giorno intero lo dedichiamo per fare un giro nella Réserve Naturale Nazionale Robertsau et de la Wantzenau, un grande polmone verde a ridosso della città che in queste calde giornate di fine luglio sono davvero un toccasana per tutti, residenti e non.

Strasburgo – Rheinhausen

Ripartiamo oltrepassando il Reno, questa volta in territorio tedesco, in direzione sud, lungo l’EuroVelo 15. Qui, accanto al grande fiume che ha sempre fatto da confine naturale tra Francia e Germania, la natura è rigogliosa e sono tante le anse e le diramazioni che creano zone di relax, passeggiate per tutti e diversi sport acquatici.  Ci colpisce la numerosa presenza lungo il percorso, di zone naturalistiche piene di alberi da frutto, mele soprattutto, che diventano presto la nostra merenda.

Il fiume è altamente navigabile: non solo merci, ma anche traghetti turistici, oltre a barche private, come dimostrano i tanti porticcioli che incontriamo. Bello sapere che non tutti i trasporti e gli spostamenti altrove vengono fatti necessariamente tramite trasporto su gomma, ma si sfruttano anche le infrastrutture della natura.

Rheinhausen – Freiburg 

Arriviamo nella regione tedesca del Kaiserstuhl, con basse colline vulcaniche, incastonata tra la Foresta Nera e i Vosgi Francesi, anch’essa rinomata per i suoi vini di ottima qualità, come lo Spätburgunder (Pinot Noir) e le diverse varietà di Grauburgunder (Pinot Gris). I vini prodotti qui devono la loro qualità al particolare microclima (ritenuto il più soleggiato della Germania) e al fertile loess (löss – deposito terroso di argilla) che trattiene il calore durante la notte.

Raggiungiamo nuovamente Freiburg chiudendo questo viaggio in bici  di circa 200km tra Francia e Germania, immersi tra storici vigneti e dolci colline, con un clima a tratti un po’ caldino  ma in ottima compagnia di tanti e tanti altri cicloviaggiatori.

Siamo consapevoli di aver fatto un viaggio in bici davvero bello, pieno di natura, storia, cultura, comodo e reso facile dal lavoro che la Francia ha svolto sul cicloturismo ormai da anni.

Valore aggiunto non trascurabile (almeno per me); se prima amavo particolarmente  il vino bianco, dopo questa full immersion franco-tedesco, lo apprezzo ancora di più!

[Daniela Scianaro]

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