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La Parenzana in bicicletta, andata e ritorno: il nostro viaggio in Slovenia

La Parenzana in bicicletta, andata e ritorno: il nostro viaggio in Slovenia

Quello che condividiamo con voi non è solo un viaggio, ma un insieme di esperienze e avventure iniziate molto prima della nostra partenza.

Abbiamo caricato i bagagli di entusiasmo, condivisione e grinta. Abbiamo lasciato lo spazio per mettere i ricordi di ogni luogo che percorreremo, di ogni persona che incontreremo.

Vuoi venire con noi per aiutarci a trasportare tutta questa bellezza?

Chi siamo

Ma prima di tutto una piccola presentazione: siamo un gruppo di appassionati professionisti e principianti che ha dato vita nel 2025 alla “Cicloteca”: uno spazio di condivisione aperto a tutti istituito presso il Centro Culturale Aldo Moro di San Salvo, all’interno del quale promuoviamo valori di integrazione, inclusione, sostenibilità e parità di genere. Promuoviamo la mobilità sostenibile per contribuire alla protezione dell’ambiente e alla salute dei cittadini.

L’obiettivo principale che dà il nome al progetto è l’attivazione del servizio di Cicloteca presso la biblioteca comunale del Centro Culturale, che permetterà alle persone di prendere in prestito una bicicletta, proprio come si fa con un libro, perché vogliamo rendere le biciclette accessibili a chiunque desideri provare a pedalare, anche a chi non ne possiede una.

Nel primo anno di attività abbiamo coinvolto più di 100 partecipanti, realizzando laboratori, eventi pubblici e la prima campagna di crowdfunding per le donazioni delle biciclette. Dal 14 al 18 settembre 2025 è stata realizzata una mobilità Erasmus+ in Slovenia presso il Regionalni razvojni center Koper, in previsione della settimana europea della mobilità.

Di recente abbiamo saputo di essere stati riconosciuti dall’Agenzia Italiana Erasmus+ come best practice nazionale. Viviamo in una comunità ancora poco conosciuta, ma vogliamo essere portatori sani di buone pratiche di sostenibilità.

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Il viaggio in Slovenia

Il nostro viaggio su due ruote in Slovenia ci ha permesso di essere protagonisti di un’esperienza straordinaria. Abbiamo percorso la Parenzana, una ciclovia di circa 130 km che ripercorre l’antico tracciato della ferrovia Trieste-Parenzo, attraversando Italia, Slovenia e Croazia.

Durante il percorso abbiamo conosciuto referenti di istituzioni, associazioni, cittadini e cittadine con la nostra stessa passione e il nostro stesso impegno per un mondo più sostenibile. Fra salite e discese abbiamo imparato le più importanti regole della vita:

  1. La natura è un dono che riceviamo in eredità e di cui dobbiamo avere cura.
  2. Le difficoltà diventano opportunità di esercitare la gentilezza.
  3. I sorrisi sono contagiosi.
  4. Non si lascia mai indietro nessuno.
  5. Non bisogna aspettare che passi la tempesta, ma imparare a pedalare sotto la pioggia.

Quel lunedì di febbraio 2025, durante la presentazione del progetto della Cicloteca al Centro Culturale Aldo Moro di San Salvo, nessuno di noi immaginava quanto lontano ci avrebbe portato. Non sapevamo ancora esattamente cosa aspettarci, ma sicuramente non di intraprendere, alla fine dell’estate successiva, un’avventura sulle due ruote all’interno del programma Erasmus+ nella mobilità sostenibile. Eppure, dopo rocamboleschi preparativi, il giorno della partenza per la Slovenia è arrivato.

Primo giorno

A partire siamo in dieci, ognuno con il suo vissuto e con differenti gradi di familiarità con le due ruote, ma con la voglia di mettersi in gioco e condividere un’esperienza unica. Perché il viaggio sia ecosostenibile sin dall’inizio, decidiamo di raggiungere la stazione di Vasto-San Salvo in bicicletta, percorrendo la pista ciclabile della città in una silenziosa domenica mattina di settembre.

Dopo la foto di rito con la maglietta della Cicloteca, finalmente partiamo. Tra spuntini sostanziosi, chiacchiere animate e suddivisione dei compiti, il tempo vola e arriviamo nella calda e viva stazione di Bologna.

Dopo il check-in nel bike hotel, giriamo per la città, pedalando tra Piazza Maggiore, la Basilica di San Petronio, la Fontana del Nettuno e le Due Torri. Concludiamo la serata in pizzeria, stanchi ma carichi di entusiasmo.

Secondo giorno

Dopo una gustosa colazione da Forno Brisa, torniamo verso la stazione per prendere un treno per Venezia Mestre. Da lì saliamo su un secondo regionale diretto a Trieste. Dalla stazione di Trieste ci dirigiamo al Porto dei Bersaglieri e ci imbarchiamo per Muggia, ultimo comune italiano dell’Istria.

Attraversiamo il confine con la Slovenia nei pressi di Lazzaretto e, dopo pedalate lungo paesaggi verdi, arriviamo a Capodistria (Koper). Dopo il check-in, ci godiamo il centro storico e la cucina locale, visitando Piazza Tito e il Palazzo Pretorio.

Terzo giorno

Al Centro di Sviluppo Regionale di Capodistria (RRC Capodistria) incontriamo Tilen Filipčič, responsabile del centro di mobilità. Ci illustra iniziative per disincentivare l’uso delle auto, migliorare le piste ciclabili e il trasporto pubblico.

Nel pomeriggio visitiamo la cantina VINAKOPER, degustiamo vini locali e, rischiando il tempo instabile, raggiungiamo Isola (Izola) lungo la Parenzana, godendo di panorami mozzafiato e momenti di divertimento sotto la pioggia.

Quarto giorno

Si parte presto verso Pirano. Dopo deviazioni e salite tra vigneti, raggiungiamo la città e ci perdiamo tra le sue calli, arrivando in Piazza Giuseppe Tartini. Dopo il pranzo a base di pesce fresco, percorriamo la Parenzana fino a Portorose, alternando tunnel e paesaggi collinari.

Quinto giorno

Ritorniamo in Italia da Capodistria a Muggia, attraversando gallerie, frazioni rurali e paesaggi autentici. Il sole ci accompagna e, arrivati a Trieste, visitiamo Piazza Unità d’Italia e i principali punti di interesse.

Sesto giorno

Trascorriamo l’ultima mattinata a Bologna, leggendo qualcosa che resterà nel cuore: la bici incarna il mito dell’uomo libero. Salutiamo la città gustando tortellini in brodo.

Questa esperienza ha dimostrato quanto sia importante il confronto tra buone pratiche, per costruire una rete europea sempre più consapevole e collaborativa. Abbiamo imparato che la fatica condivisa rende la vista magnifica, e che sorrisi e sostegno reciproco sono fondamentali.

“Il ciclismo a me piace perché non è uno sport qualunque. Nel ciclismo non perde mai nessuno, tutti vincono nel loro piccolo. Tutti siamo una famiglia, nessuno verrà mai dimenticato. Questo è il ciclismo, per me” (Marco Pantani)

[Nicoletta Di Pinto]

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