Prima del racconto una breve presentazione. Siamo Gigi e Ida, due appassionati della bicicletta a 360°… cicloturismo, strada e mtb dalle prime pedalate 35 anni fa all’ultimo viaggio di agosto in Normandia.
La vostra proposta di raccontarci ci ha convinto che è giunto il momento di provare a condividere le nostre storie con gli altri appassionati.
Abbiamo fatto molti viaggi e creato un bell’archivio di foto e video. Abbiamo deciso di raccontare il nostro ultimo viaggio, ma nella nostra storia ce ne sono tanti altri… dalle Dolomiti all’Albania, Corsica, Costa Azzurra e Provenza, Croazia, Slovenia, Barcellona, gran parte dell’Italia…
Ecco il nostro racconto
Eccoci! Finalmente arriva agosto e dopo aver rinunciato, per motivi famigliari, al viaggio inizialmente programmato per giugno in Montenegro, decidiamo per motivi climatici di cambiare destinazione e tirare fuori un vecchio sogno dal cassetto: la Normandia… pensare a cosa ci aspetta, in particolare al D-Day, è un’emozione fortissima.
Usciamo dalla nostra casa di Cene con le bici cariche diretti a Bergamo dove ci aspetta un mezzo di trasporto per noi nuovo: un Flixbus notturno che ci porterà a Parigi Bercy.
Il mattino seguente arriviamo in leggero anticipo sui tempi previsti… la Ville Lumière è ancora al buio e ci regala un romantico inizio viaggio mentre spunta l’alba.
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Iniziamo a pedalare lungo la Senna godendoci le bellezze di Parigi. Come accadrà spesso durante il nostro cicloviaggio approfittiamo di una boulangerie (saranno nostre grandi alleate durante il viaggio) per caricarci a dovere e via: attraversati i Champs Elysées passiamo sotto l’Arc de Triomphe diretti a Giverny il villaggio incantato di Monet dove c’è la sua casa e i famosi giardini con le ninfee che hanno ispirato tanti suoi quadri.
Il villaggio è veramente delizioso, purtroppo le previste due ore di coda non ci permettono di visitare i giardini: abbiamo ancora un po’ di strada da fare per arrivare alla prima meta di giornata. Arriviamo verso sera a Les Andelys dove pernottiamo in un Airb&b famigliare in una stanza tutta per noi condividendo il resto della casa con i proprietari.
La Senna, Rouen e l’atmosfera degli impressionisti
La mattina successiva sveglia presto per visitare i resti dello Chateau Gaillard, da dove si gode un panorama mozzafiato sulle anse che la Senna disegna nella campagna normanna. Non vorremmo più andare via ma ci aspetta Rouen, la capitale della Normandia, definita affascinante da tutte le guide turistiche.
Lungo la strada notiamo la presenza delle caratteristiche case a graticcio, e seguendo un cartello turistico arriviamo ad un vecchio mulino gestito da un’associazione di artisti. E’ una scoperta casuale ma veramente graziosa… il fiume con le ninfee ci fa respirare l’atmosfera che ha ispirato gli impressionisti e conosciamo alcuni ospiti ovviamente artisti scrittori sceneggiatori e attori.
Arrivati a Rouen e trovato alloggio, ci buttiamo nei vicoli dove le case a graticcio la fanno da padrone. Arriviamo in centro con le sue imponenti cattedrali che ci regalano un’emozione in più accogliendoci col suono della campane. Non da meno la visita ai luoghi di Giovanna d’Arco con la bellissima “place du Vieux-Marché” dove l’eroina è stata giustiziata sul rogo.

L’oceano e la Côte d’Albâtre
Il mattino successivo sveglia prestissimo perché la voglia e le aspettative di questo viaggio sono un’adrenalina e via verso l’oceano. Tappa di giornata è Dieppe, arriviamo presto, lasciamo i bagagli in hotel fuori città e risaliamo verso Le Tréport per goderci pedalando la maestosità della Cote d’Alabatre. Troviamo magnifici paesaggi tra scogliere, campi verdi e villaggi di pescatori coloratissimi.
Al ritorno ci fermiamo direttamente in piazza a Dieppe e assaggiamo le nostre prime ostriche alla normanna. Dopo cena facciamo ritorno deviando però per il castello e finisce che riusciamo ad arrivare in hotel col buio solo grazie alla luce dei nostri faretti e a komoot il navigatore (non indispensabile per viaggiare ma un grande aiuto fortemente consigliato) che ci guida.
Il mattino ripartiamo passando per il mercato di Dieppe in mezzo a bancarelle cariche di ostriche, frutti di mare e prodotti della campagna locale… destinazione Etretat!!!
La strada corre sopra le scogliere e decidiamo di scendere verso il mare per fare una sosta sulla spiaggia di Veulettes-sur-Mer con panorama su scogliere imponenti. Ripartiamo in direzione Fecamp. Più avanti a Saint-Léonard notiamo un piccolo campeggio e decidiamo di inaugurare, in questo viaggio, la nostra mitica tendina. Serata con cena in un ristorante sulla strada che ci condurrà ad una bella spiaggia dove ci godremo la vista di un meraviglioso tramonto con arrivo dell’alta marea… uno spettacolo imperdibile in Normandia.

Etretat e le scogliere di Normandia
L’arrivo a Etretat decidiamo di godercelo al mattino presto percorrendo un sentiero sopra le scogliere in compagnia di mucche e gabbiani. Passando per la cittadina approfittiamo di un’ invitante boulangerie per fare un’abbondante colazione e poi visitare le scogliere poste ai due lati della spiaggia di Etretat con il famoso arco dove decidiamo di fare un bel tuffo in mare.
La cosa che ci attira di più in questo viaggio sono però le spiagge dello sbarco sempre più vicine, quindi ripartiamo, passiamo per Le Havre e percorriamo il suggestivo Pont de Normandie. Notte in campeggio con serata e cena nella coloratissima e splendida Honfleur con brindisi a base di Cidre de Normandie.


Caen e la storia del D-Day
Di nuovo sveglia all’alba e passando per le cittadine balneari di Trouville e Deauville ci affrettiamo a raggiungere Caen dove dedichiamo il pomeriggio alla visita del memoriale. La visita ci immerge completamente con tanta emozione e stupore nella storia che porta al 6 giugno 1944 giorno dello sbarco degli alleati. Adesso siamo impazienti di arrivare a Omaha Beach e a tutti i luoghi dello sbarco.
Ci svegliamo prestissimo e pieni di entusiasmo. Lungo la strada cominciamo a scorgere bandiere, monumenti e segni del D-Day.
Il primo importante ed emozionante è il Memoriale Britannico, dove leggere una delle tante lettere poste davanti alle sagome dei militari inglesi, e scritta da un soldato alla sua famiglia prima di scendere in battaglia, ci fa piangere.
Ad Arromanches osserviamo i resti del porto artificiale che affiorano dal mare e assistiamo alla proiezione del cinema circolare a 360° con infinite testimonianze.
Omaha Beach resta la nostra meta principale e la scorgiamo dall’alto del cimitero americano di Colville, surreale e triste con tutte le croci bianche allineate e ordinate. Qui non si può far altro che provare una profonda gratitudine per chi ha dato la sua vita anche per noi. Ma uscendo con un po’ di tristezza riprendiamo le nostre fedeli bici e raggiungiamo finalmente il monumento e le sculture “Le Brave” che contraddistinguono la spiaggia di Omaha Beach. Il sogno si è avverato!!!


Omaha Beach e la Normandia più autentica
Nel campeggio proprio sopra la spiaggia passiamo la notte in un singolare boungalow fatto apposta per ospitare i cicloturisti così che la mattina all’alba non ci lasciamo sfuggire una visita a Omaha Beach completamente vuota e silenziosa… si sente solo il frusciare delle ruote delle bici, i gabbiani e due cavalli che corrono sulla spiaggia immensa. Questa immagine resterà un ricordo indelebile nella nostra mente!
Ma anche se a malincuore dobbiamo riprendere il viaggio, lasciare questi luoghi è lasciare una parte di noi, chissà se un giorno riusciremo a tornare…
Proseguiamo diretti a Barfleur passando per Utah Beach, altra importante spiaggia dello sbarco.
La giornata è grigia e piovosa ma questo ci piace perché è il primo giorno che abbiamo il clima tipicamente normanno. Barfleur con le sue case di sassi grigi ne è l’emblema assoluto insieme all’alta e bassa marea che osserviamo nel suo porto con le barche che un momento galleggiano, dopo un po’ si appoggiano sull’arenile e poi tornano a galleggiare. Notiamo questo fenomeno durante la nostra cena a base di ostriche e cozze… che scorpacciata!

Attraverso la campagna normanna fino a Mont-Saint-Michel
Passiamo la notte in una casa rurale davvero singolare, cercando di farci capire col nostro scarso francese dall’anziana padrona di casa. Il mattino dopo la colazione che ci prepara con prodotti locali genuini nel salone con enorme camino ci fa ripartire con la giusta carica alla volta di Coutances. Passiamo per Cherbourg dove salutiamo momentaneamente il mare per immergerci completamente nella campagna normanna diretti ad uno degli ormai affezionati campeggi: la nostra tendina ci è stata davvero utile.
Ci svegliamo nel campeggio comunale di Coutances con una vista panoramica sulla imponente cattedrale.
Destinazione di oggi: Le Mont-Saint-Michel icona indiscussa della Normandia. Quindi passiamo per Granville, splendida località che si affaccia sul golfo di Saint-Malo: bellissima la città alta con i suoi bastioni e i panorami sul mare. Ripartiamo guardando spesso verso il mare a cercare il tanto famoso monte che in lontananza comincia a delinearsi… ma è sogno o realtà?
Ora Le Mont-Saint-Michel si erge maestoso davanti ai nostri occhi. I nostri piedi e le bici sono immersi nella sabbia morbida della palude intorno all’abbazia più famosa di Francia. Dopo la visita decidiamo di andare a cena per poi tornare a goderci lo spettacolo del monte all’imbrunire e poi illuminato al buio. Rientriamo al campeggio distante 10 km e arriviamo ormai alle 23.00… giornate lunghe, piene e spettacoli che rendono questa vacanza in bici intensa e unica.

Il ritorno verso Parigi
Ormai però abbiamo pochi giorni a disposizione e Parigi è ancora lontana. Pensiamo di fare una tappa in treno per avvicinarci, ma ci sembra di tradire le nostre bici e rinunciamo. Pianifichiamo Alencon e Rambouillet come prossime mete… ci aspettano due tapponi.
Ripartiamo e tra piste ciclabili sterrate e strade secondarie godendoci la campagna con le sue splendide case rurali. Mentre siamo fermi a rifocillarci passa un cicloturista che era nel nostro stesso campeggio e ci saluta.
La tappa è lunga e arriviamo in serata ad Alencon, ci dirigiamo in campeggio e mentre montiamo la tendina nel posto che ci hanno assegnato incontriamo il cicloturista che abbiamo visto passare stamattina: casualmente abbiamo condiviso partenza e arrivo… oggi 149 km. È un ragazzo di Perugia che era partito dall’Inghilterra e ci raccontiamo a vicenda le nostre avventure di viaggio.
Ci infiliamo presto nel sacco a pelo perché il giorno dopo si prospetta la tappa più lunga del viaggio attraverso la Svizzera Normanna. Non ha grandi cime ma deve il suo nome al fatto che è un rilievo boscoso modellato dai fiumi e dove si trovano numerosi laghi. Il paesaggio poi è completato da bei villaggi pittoreschi.
Avvicinandoci a Rambouillet notiamo che la zona diventa più nobile, influenzata dall’avvicinarsi di Versailles e Parigi. Arriviamo dopo 168 km alle ore 20.30 con la reception del campeggio già chiusa. Fortunatamente la maggior parte dei campeggi francesi incoraggia i viaggiatori in bici praticando l’Accueil Vélo con servizi personalizzati per i ciclisti…. un posto tenda è sempre assicurato.
Un piacevole imprevisto
Mangiamo al ristorante del campeggio e durante la cena si avvicina un signore che ha voglia di fare due chiacchiere. È un cicloturista milanese che ha finito oggi proprio lì il suo cicloviaggio… raccontandoci scopriamo che è amico del viaggiatore che abbiamo incontrato il giorno prima con il quale ha condiviso il suo viaggio. Il mondo è proprio piccolo e regala incontri imprevisti e piacevoli.
Questi ultimi due tapponi ci hanno permesso di avvicinarci e poterci rilassare nell’ultimo giorno di viaggio con le bellezze di Versailles e Parigi. Dopo una bella visita ai maestosi giardini della reggia via verso la Tour Eiffel e sotto di essa facciamo una bella fotografia noi e le nostre bici davanti ai cinque cerchi olimpici. Poi di nuovo in sella verso la bellissima Montemartre e per finire Notre Dame rinata dopo il brutto incendio.
La fine del viaggio
Mentre ci facciamo fotografare con la cattedrale le nostre bici “bagagliate” attirano l’attenzione di un turista spagnolo che viene a chiederci del nostro viaggio e ci racconta del suo da Parigi ad Amsterdam per festeggiare la laurea di sua figlia che vive lì… tutto in un miscuglio di lingue: spagnolo, inglese, italiano e francese ma ci capiamo lo stesso.
Ormai è sera e dopo una cena tipica nel quartiere latino ripercorriamo la Senna verso la stazione di Bercy, dove il bus notturno ci riporterà a Milano Lampugnano e da lì sempre in bici torneremo alla nostra casa di Cene dove si concluderà il viaggio… 1600 km con le nostre bici fedelissime compagne che non ci hanno mai tradito.
Inutile dire che un po’ di tristezza ci invade perché è la fine di un viaggio che resterà impresso nelle nostra mente a lungo… immensa immensa NORMANDIA... grazie.
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