La Primavera del grande Ciclismo non sarebbe la stessa senza la “Ronde”. Segnatevi bene questa data in rosso sul calendario: domenica 5 aprile 2026. Il giorno di Pasqua quest’anno coincide con l’edizione numero 110 del Giro delle Fiandre (Ronde van Vlaanderen), la seconda Monumento della stagione (dopo la Milano-Sanremo): una corsa che ferma un’intera nazione e fa battere il cuore di milioni di appassionati in tutto il mondo.
Se volete fare un tuffo nella storia, ripassare le curiosità e immergervi nello scenario epico che da oltre un secolo si respira sui muri fiamminghi, vi consigliamo di leggere il nostro pezzo di ricostruzione storica pubblicato lo scorso anno.
A proposito di storia e plurivincitori del Giro delle Fiandre, in testa all’albo d’oro a quota 3 successi troviamo i grandi padroni di casa fiamminghi: Achiel Buysse, Eric Leman, Johan Museeuw e Tom Boonen. In questa speciale ed elitaria classifica brilla però anche l’Italia con il mitico Fiorenzo Magni, che detiene un record tuttora ineguagliato: è l’unico corridore nella storia ad essere riuscito nella straordinaria impresa della tripletta consecutiva tra il 1949 e il 1951.
In questo articolo, invece, ci concentriamo sull’attualità: cosa ci aspetta sui leggendari tratti in pavé di quest’anno? Chi ha le carte in regola per trionfare a Oudenaarde, dopo che nell’ultima edizione Tadej Pogačar è arrivato a braccia alzate con un minuto di vantaggio, annullando di fatto ogni speranza di volata per il successo e lasciando agli avversari solo la bagarre per il podio (ai piedi del quale è rimasto Wout van Aert, quarto)?
Il percorso: il ritorno ad Anversa e l’inferno dei Muri
Nel 2026, la partenza della gara maschile torna ad Anversa (Antwerpen), riprendendo la consueta alternanza annuale con Bruges. Il via ufficiale della corsa è fissato per le ore 10:00. I chilometri totali da percorrere saranno ben 278, una distanza monumentale che comincerà a logorare le gambe ben prima dell’ingresso nelle Ardenne Fiamminghe.
[Nota per il ciclismo femminile: Le donne partiranno alle 13:25 e arriveranno sempre a Oudenaarde, affrontando una corsa tiratissima di 164 km, resa altrettanto spettacolare dal micidiale finale Kwaremont-Paterberg]
Come sempre, la vera selezione naturale si farà sui leggendari “Muri” in pavé. Si tratta di salite brevi, che raramente superano i 2 km di lunghezza, ma presentano pendenze brutali a doppia cifra che stravolgono spesso e volentieri l’andamento della corsa. La gara entrerà nella sua fase più calda una volta superata la soglia dei -100 km dall’arrivo: da questo punto in poi, infatti, si incontreranno snodi fondamentali come le ascese in successione del Valkenberg, del Berg Ten Houte e del Nieuwe Kruisberg/Hotond.
Nel 2026, la partenza della gara maschile torna ad Anversa (Antwerpen), riprendendo la consueta alternanza annuale con Bruges. I chilometri totali da percorrere saranno ben 278, una distanza monumentale che, unita al nervosismo del gruppo, comincerà a logorare le gambe ben prima dell’ingresso nelle Ardenne Fiamminghe.
Oltre a questi, ecco qui di seguito i tradizionali punti nevralgici da tenere d’occhio durante la diretta.
Il Koppenberg
A circa 45 km dall’arrivo, si affronta questo mostro con pendenze che superano il 20% su pietre irregolari, viscide e in una strettoia claustrofobica. Un minimo errore e si è costretti a mettere il piede a terra.
Il Taaienberg
Tradizionalmente amato dagli attaccanti, è spesso il teatro della prima vera rasoiata dei grandi capitani per scremare definitivamente il gruppo.
L’Oude Kwaremont e il Paterberg
Il vero giudice supremo della Ronde. L’Oude Kwaremont, sfiancante e irregolare, precede di poco la micidiale rampa del Paterberg (con picchi al 20%). Una volta scollinati in cima al Paterberg, resteranno da percorrere gli ultimi 13,2 km conclusivi, una cronometro individuale in pianura dritta fino al traguardo di Oudenaarde.

I favoriti: i “Tre Tenori” pronti allo scontro
Questa edizione 2026 si preannuncia stellare. Le quote dei bookmaker e l’hype degli addetti ai lavori puntano tutto su una lotta titanica per la conquista della corona:
- Mathieu van der Poel (Alpecin-Deceuninck): L’Olandese Volante ha un feeling viscerale e speciale con questa corsa. Cerca l’ennesimo trionfo per consacrarsi in via definitiva come il re indiscusso delle Fiandre moderne. Sul pavé ha una potenza che pochissimi al mondo sanno replicare.
- Tadej Pogačar (UAE Team Emirates): Inserito nella lista d’oro di questa edizione, il fenomeno sloveno sa già come si doma la Ronde (ricordate il capolavoro in solitaria del 2023?). Quando decide di innestare il turbo sul Kwaremont, costringe tutti a una gara di pura sopravvivenza.
- Wout van Aert (Visma | Lease a Bike): L’eterno e amatissimo idolo di casa. Sente più di tutti il peso, la pressione e l’attesa del pubblico fiammingo. Cerca con determinazione feroce la vittoria alla Ronde per sfatare la maledizione, far esplodere di gioia il suo Belgio e arginare il rivale di sempre Van der Poel.

Gli outsider: chi può far saltare il banco
Attenzione a dare la corsa per scontata. Se i grandi favoriti dovessero studiarsi troppo o marcarsi a vista, potrebbero lasciare spazio prezioso a outsider di lusso, campioni di resistenza capaci di rilanciare l’azione:
- Mads Pedersen (Lidl-Trek) | Il possente danese, nonostante gli infortuni e i malanni di stagione, ha una tempra straordinaria. Più la corsa si fa dura, fredda e lunga, più lui si esalta. Se riesce a scollinare sul Paterberg agganciato ai migliori, nel rettilineo finale è il cliente più pericoloso di tutti.
- Arnaud De Lie (Lotto Dstny) | Il giovane “Toro” belga è un vero e proprio concentrato di watt. Può stringere i denti sui muri più brevi per poi scatenare una volata distruttiva a ranghi ristretti.
- Alberto Bettiol (EF Education-EasyPost) | Noi italiani non possiamo e non vogliamo dimenticare il suo magico trionfo del 2019. L’azzurro sa come si legge questa corsa, sa muoversi al momento giusto e, quando è in giornata di grazia, fa malissimo.
- Jasper Stuyven (Lidl-Trek) | Sempre solido sulle pietre di casa, ha l’esperienza necessaria per infilarsi nelle fughe giuste o per sfruttare le marcature dei grandi nomi a suo vantaggio.
L’Inferno del Nord declinato al femminile: la Ronde delle Donne
Se c’è una gara che negli ultimi anni ha saputo regalare uno spettacolo tattico e agonistico spesso superiore a quello maschile, è proprio il Giro delle Fiandre femminile. Giunta alla sua 23esima edizione, la Ronde donne è ormai un Monumento a tutti gli effetti, una corsa spietata che non fa sconti a nessuno.
Il percorso: 164 km di pura apnea
La partenza è fissata per le 13:25, con partenza e arrivo nella tradizionale e iconica Oudenaarde. I chilometri da percorrere saranno circa 164, una distanza esigente che renderà la corsa durissima fin dalle prime battute. A differenza degli uomini, le donne non partiranno da Anversa ma affronteranno un anello condensato che le getterà subito nel vivo dell’azione.
La spina dorsale della corsa rimane invariata: la selezione spietata inizierà sul Koppenberg, snodo cruciale dove chi è mal piazzato rischia di dire addio ai sogni di gloria. Il gran finale sarà un crescendo rossiniano identico a quello maschile: prima la sequenza spacca-gambe del Kruisberg/Hotond, poi l’ingresso nell’arena per il giudizio finale sull’accoppiata Oude Kwaremont e Paterberg. Chi scollina in testa qui, vede il traguardo.
Le favorite: la campionessa, l’azzurra e la sfida tra ex compagne
Il gruppo si presenta ai nastri di partenza con gerarchie chiare ma pronte a saltare al primo refolo di vento laterale:
- Lotte Kopecky (SD Worx – Protime) | L’idolo di casa, la Campionessa del Mondo, l’atleta da battere. Sui muri fiamminghi vola e in volata ristretta è quasi imbattibile. Tutta la pressione del Belgio è sulle sue spalle, ma lei ha già dimostrato di sapersene nutrire.
- Elisa Longo Borghini (Lidl-Trek) | Il nostro orgoglio nazionale. Vincitrice nel 2015 e nel 2024 con azioni magistrali, l’azzurra corre questa gara con una saggezza tattica impareggiabile. Sa esattamente quando è il momento di far male e ha una squadra formidabile a supportarla.
- Demi Vollering (FDJ-Suez) | La vera grande novità tattica di quest’anno. Con il suo passaggio alla compagine francese, non è più costretta a dividere la leadership con la Kopecky. Ora le due sono avversarie dirette e la Vollering ha tutta l’intenzione di far pesare le sue doti da scalatrice pura sulle pendenze in doppia cifra del Paterberg.
Le outsider: classe, fango e coraggio
Guai a limitare l’attenzione solo ai tre nomi di punta. La Ronde premia chi ha coraggio e inventiva.
- Marianne Vos (Visma | Lease a Bike) | La “Cannibale”. L’età per lei è solo un numero. Il suo bagaglio tecnico sul pavé e la sua furbizia in gruppo la rendono una mina vagante letale se la corsa dovesse risolversi in uno sprint a ranghi ridotti. [Aggiornamento 03/04/2026: a causa di un lutto in famiglia, la perdita del padre, Marianne Vos non prenderà parte alla gara]
- Puck Pieterse (Fenix-Deceuninck) | La fuoriclasse olandese porta su strada tutta l’esplosività e la guida acrobatica del ciclocross. Sui muri viscidi ha un controllo del mezzo che poche altre possiedono.
- Katarzyna Niewiadoma (Canyon//SRAM Racing) | La polacca è l’essenza dell’agonismo puro. Attacca, rilancia, non si arrende mai. Se le favorite dovessero guardarsi troppo, lei è la prima pronta ad accendere la miccia da lontano.
Giro delle Fiandre 2026 | Dove vederlo in TV e in Streaming
Una precisazione importante per tutti gli appassionati italiani: per il secondo anno consecutivo, la Rai non trasmetterà il Giro delle Fiandre in chiaro. I diritti televisivi della “Ronde” (così come per l’Amstel Gold Race) sono infatti passati sotto l’egida esclusiva del gruppo Warner Bros. Discovery, che detiene l’esclusiva per l’Italia.
Per non perdersi neanche un ciottolo e un metro di dislivello, il Giro delle Fiandre 2026 godrà comunque di una copertura mediatica totale, ma accessibile solo attraverso i canali a pagamento e le relative piattaforme streaming:
Pay TV (Eurosport) – I canali Eurosport 1 ed Eurosport 2 (disponibili sui pacchetti Sky e su NOW) garantiranno una vera e propria maratona televisiva integrale, trasmettendo la corsa sin dalle prime ore del mattino per farvi vivere ogni singola emozione.
Live Streaming On Demand su Discovery+ e DAZN: -Per godersi la diretta integrale senza interruzioni basterà, dopo essersi iscritti, collegarsi a Discovery+ o all’app di DAZN da uno dei tanti dispositivi compatibili. Dopodiché, sarà sufficiente cercare “Eurosport 1” nella barra di ricerca, selezionare il contenuto dedicato e far partire lo streaming sin dall’orario di partenza, previsto per le ore 10:00.
Preparate la vostra miglior birra belga e godetevi lo spettacolo.




















Condivido il pensiero e, aggiungo, non solo per gli anziani appassionati.
Siamo in tanti a non avere la TV a pagamento.
Che tristezza… per carità, i problemi della vita sono altri, ma proprio per questo un po’ di leggerezza ci vorrebbe, anche tramite questi eventi
Buongiorno. Con tutto l’affetto, la stima ed il rispetto per tutti gli altri “mostri sacri”, io quest’anno tifo per Van Aert. Forza Wout. Forza, forza, forza. Wout, Wout, Wout!!!
Ciao.
è una vergogna che la rai non trasmetta in chiaro queste gare.
Soprattutto per le persone anziane appassionate di ciclismo che non hanno piattaforme a pagamento.