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Liegi stellare: Pogačar inarrivabile, ma a incantare è il fenomeno Seixas

Liegi stellare: Pogačar inarrivabile, ma a incantare è il fenomeno Seixas
Liegi-Bastogne-Liegi 2026: Pogačar vs. Seixas (credits foto: A.S.O./ Billy Ceusters)

Pogačar-Seixas-Evenepoel. Eccolo il podio della Liegi numero 112. Quello che tutti avevano previsto alla vigilia. Ma gli ordini d’arrivo delle corse non vanno solo letti così come un semplice elenco. Vanno interpretati e analizzati alla luce di quello che ha raccontato la corsa. E quindi, Pogi a parte, Seixas è stato in corsa fino ai -14 dalla conclusione, mentre Remco non è mai stato nel vivo della gara, rimediando solo alla fine un terzo posto grazie a una superba progressione in volata

Ma andiamo con ordine. E mettiamo ordine nei numeri fantascientifici di Tadej.

Il podio della Liegi-Bastogne-Liegi 2026: Pogacar, Seixas, Evenepoel
Liegi-Bastogne-Liegi 2026: Pogačar primo, Seixas secondo, Evenepoel terzo (credits foto: A.S.O./ Billy Ceusters)

Lo sloveno ha vinto la Liegi per la quarta volta in carriera e la quarta consecutiva di quelle che ha finito. Il pallottoliere ci dice che le Monumento totali vinte da Pogačar sono ora 13 e che quindi Merckx, a 19, è sempre più vicino. Tadej ne ha vinte 5 delle ultime 6 che ha disputato, “macchiando” questa striscia solo per via del secondo posto alla Roubaix dietro Van Aert.

Quest’anno, in appena 5 giorni di corse, ha già portato a casa Strade Bianche, Sanremo, Fiandre e Liegi. A ottobre, anche se è in là nel tempo, potrebbe vincere il Lombardia per la sesta volta, diventando così il primo corridore a conquistare 4 Monumento in una singola annata. Siamo su livelli stellari. Peraltro, delle 13 Monumento messe in bacheca, 7 le ha vinte con la maglia iridata addosso. Piccola curiosità. Era l’edizione numero 112 della Liegi e Tadej ha toccato le 112 vittorie in carriera. Belle casualità.

Ora Pogi è atteso da Giro di Romandia e Giro di Svizzera prima del Tour de France, dove dobbiamo capire se sarà al via Paul Seixas.

Il 19enne di Lione ha incantato alla sua prima Liegi. Con 7 vittorie in stagione e un carattere già da campione consumata, la stella della Decathlon ha resistito più che ha potuto al ritmo del numero al mondo. Ma il suo secondo posto è una specie di successo, perché era forse l’ultimo test per capire la portata del suo livello. Che è spaziale.

Molto più di quello di Evenepoel, che aveva previsto qualche difficoltà per Seixas nell’ultima ora visto che non era, secondo lui, ancora abituato a sforzi del genere, così duri e così prolungati. Un bell’autogol per il belga (l’ennesimo a livello di dichiarazioni un po’ troppo esose e al limite dell’arroganza), nettamente inferiore a Seixas. E peraltro in una Liegi chiusa alla media record di 44,4 km/h!

Remco continua a cercare un po’ il suo posto nel mondo. Ha un motore eccezionale, è un fuoriclasse, ma negli scontri diretti, su vari terreni, con Pogačar, Vingegaard, Van der Poel (e ora Seixas) non riesce mai a fare la differenza. Conferma che qualche pezzo, ancora, manca.

Intanto dietro l’angolo incombe il Giro d’Italia. E il nostro Giulio Pellizzari ci arriva col morale in poppa. Il 22enne marchigiano ha vinto il Tour of the Alps (erano passati 13 anni dall’ultimo successo italiano con Vincenzo Nibali nel 2013) con autorità, conquistando la classifica generale e le due tappe più importanti (Val Martello e Bolzano).

Un’iniezione di fiducia non banale, perché alle spalle del super favorito Jonas Vingegaard il nostro duca di Camerino non pare inferiore a nessuno per giocarsi almeno un posto sul podio. Finalmente abbiamo per le mani un ragazzo che ci può garantire di sognare ancora.

E, per il momento, non è poco.

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Le pagelle del Greg

Pogacar taglia il traguardo della Liegi-Bastogne-Liegi 2026
Pogačar taglia per primo il traguardo della Liegi-Bastogne-Liegi 2026 (credits foto: A.S.O./ Billy Ceusters)

POGACAR 10 e lode

Infallibile, perfetto, cecchino. Corre con pazienza e lucidità, forza e leadership. Seixas gli evita il solito monologo senza pathos. Meglio così per lo spettacolo, ma alla fine la legge che impone è sempre la sua. INARRIVABILE

SEIXAS 10

Corsa clamorosa. Da questa Liegi Pogacar ha ufficialmente un avversario in più. Non ha paura di nulla e corre da campione. Ci farà divertire. Anzi, ha già iniziato. CAMPIONE

EVENEPOEL 5

Perché insufficiente? Perché sembrava dovesse far fuoco e fiamme, almeno a parole, e invece non è mai al centro del villaggio. Non riesce a sfruttare nemmeno i 4 minuti di vantaggio che si ritrova gratis a inizio corsa. Appena quei due accelerano, lui è già a concentrarsi sul terzo posto. BLUFF

SCARONI E ZANA 7

I nostri due italiani da top-10. Ottavo e decimo. Non è facile emergere e assorbire gli oltre 4mila metri di dislivello di questa corsa affascinante e maledetta. Restano sul pezzo, giocando di rimessa e di gamba. PRESENTI

PELLIZZARI 10

Il sorriso del ciclismo italiano. Corre da capitano e da campione il Tour of the Alps, lasciandosi dietro corridori del calibro di Bernal, Arensman e Storer. Non si limita a controllare, ma attacca ed esalta. In forma-Giro. DUCA

BERNAL 7

Di incoraggiamento. Secondo al Tour of the Alps e quinto alla Liegi. Non sarà quello dei tempi d’oro, ma al Giro qualcosa può ancora dircelo. E noi ne siamo ben lieti. RITROVATO.

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