Tra meno di un mese si terranno le elezioni per il rinnovo della presidenza di FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), un momento cruciale per il futuro della federazione. Ne ho parlato con Susanna Maggioni, candidata alla presidenza, che ci racconta la sua visione e le sue motivazioni per questa sfida.
Susanna è una figura di spicco nel panorama della mobilità sostenibile, con una passione senza fine per la bicicletta. Da anni si dedica alla promozione del cicloturismo e della ciclabilità urbana, ricoprendo ruoli significativi come membro del consiglio direttivo di FIAB Italia, presidente di FIAB Treviso e vice-coordinatrice delle associazioni FIAB della Regione Veneto.

Pinar Pinzuti e Susanna Maggioni
Guida ambientale escursionistica e promotrice attiva della mobilità ciclistica, Susanna accompagna regolarmente tour in bicicletta, esplorando territori e tracciando nuove rotte per il cicloturismo, anche in ambito gravel. Con la sua instancabile energia, trasmette entusiasmo ed esperienza a chi la segue, portando avanti un importante lavoro per migliorare le infrastrutture ciclabili e per promuovere eventi come la Critical Mass e la Fancy Women Bike Ride a Treviso, ampliando la portata di queste iniziative.
Oggi Susanna ha deciso di fare un passo ancora più grande, candidandosi alla presidenza di FIAB Italia. Una scelta che conferma il suo impegno e la sua visione per un futuro più ciclabile e sostenibile in Italia. Ciclista over 60, Susanna è consapevole dei pregiudizi che la società può riservare a una donna della sua età, ma li sfida ogni giorno. Su Instagram, si fa chiamare La Ciclista Invisibile, ma in realtà la sua presenza è tutt’altro che invisibile: è forte, determinata e ispirante.
La tua lunga esperienza nella promozione della mobilità sostenibile e del cicloturismo ti ha portato a ricoprire ruoli di responsabilità in FIAB. Cosa ti ha spinto a candidarti alla presidenza e quale cambiamento vorresti portare nella Federazione?
Ho accettato la sfida proposta e, grazie al supporto di associazioni e soci da tutta Italia, la mia candidatura ha trovato crescente consenso, riconoscendomi come figura rappresentativa della Federazione.
Il cambiamento che vorrei portare nella Federazione è appunto nel segno di una maggiore attenzione alla nostra anima attivista e volontaristica; una maggiore inclusività, aumentando la presenza delle donne e delle persone giovani; una maggiore empatia sia all’esterno che all’interno della Federazione; una maggiore apertura verso la possibilità di creare reti, ponti e alleanze con altre realtà, in un momento in cui la mobilità sostenibile in Italia vive grandi difficoltà, aggravato dalle ulteriori sfide politiche e climatiche che ci troviamo ad affrontare.
Per navigare questi tempi difficili è necessario fare affidamento su una comunità di persone ed enti che condividano con noi i nostri obiettivi: migliorare la ciclabilità del nostro paese, guardando agli esempi europei, per la salute dell’ambiente e delle persone e per uno sviluppo sostenibile dei territori attraverso il cicloturismo.

Guardando al passato, quali sono stati i progetti più significativi a cui hai lavorato? C’è un’iniziativa che ritieni particolarmente strategica per il futuro della mobilità ciclistica in Italia?
Negli anni ho organizzato convegni significativi sulla mobilità ciclistica, coinvolgendo esperti nazionali e internazionali su temi come la gestione delle ciclovie nel 2022, le Città 30 nel 2023, la sicurezza stradale nel 2024 e la promozione della mobilità ciclistica nei Comuni. Questi eventi hanno favorito il confronto tra enti, amministrazioni e associazioni, contribuendo alla crescita della consapevolezza e delle politiche a favore della ciclabilità.
Credo fermamente che il cambiamento passi attraverso il dialogo con le amministrazioni locali, al di là delle appartenenze politiche, e che il ruolo capillare di FIAB sia fondamentale. Inoltre, le campagne nazionali di sensibilizzazione hanno rafforzato l’azione locale, portando il dibattito sulla mobilità sostenibile all’attenzione mediatica e politica.
Inoltre è stata entusiasmante l’esperienza di adesione locale alle campagne nazionali con i flash-mob “ciclabile umana”, “strisce pedonali umane”, “basta morti in bici”, “no al codice della strage”, promuovendo le istanze nazionali a livello mediatico e politico locale.
Quali sono oggi le maggiori sfide per la mobilità ciclistica in Italia e quali soluzioni vedi per affrontarle?
Le maggiori sfide per la mobilità ciclistica in Italia derivano principalmente dalla difficoltà di ottenere il supporto istituzionale necessario per realizzare un cambiamento tangibile. In particolare, uno degli ostacoli è l’atteggiamento che ancora persiste nei confronti della bicicletta come mezzo di trasporto urbano, che viene a volte percepito in modo errato.
Molti ancora non comprendono appieno i benefici che un sistema di mobilità ciclistica ben sviluppato può portare: maggiore sicurezza nelle città, un turismo sostenibile e la possibilità per bambini e bambine di andare a scuola in bici, con ricadute positive sulla salute e sulla qualità della vita.
L’unica soluzione che vedo in questo momento è quella di ricercare sempre il dialogo, essere propositivi, pacati e scientifici, interfacciandosi con tutti i livelli dell’amministrazione, a partire da quelle locali. E, come già detto, ricercando alleanze con tutti gli altri attori all’interno della galassia ambientalista e della mobilità sostenibile.
Ci sono modelli europei da cui possiamo trarre ispirazione?
I modelli europei abbondano, e se tanti guardano ai soliti noti, Olanda e Danimarca, come utopie irraggiungibili per il nostro contesto, ci fa forse miglior gioco rifarci a modelli a noi più vicini, sia geograficamente che per temperamento mediterraneo. E penso in particolare alla Slovenia, alla Francia e alla Spagna, a città come Barcellona, Valencia, Parigi, Lubiana come città di dimensioni più simili alla media dei nostri centri urbani, che hanno saputo reinventare il proprio modello di mobilità, creando un ambiente urbano più sano, più bello e più attraente anche per i numerosi turisti.
Il cicloturismo è in forte crescita, ma come possiamo renderlo una risorsa stabile per il turismo sostenibile e per le economie locali?
L’Italia è una mèta ambita per i cicloturisti internazionali, ma la mancanza di sicurezza sulle strade rappresenta un problema serio, come evidenziato da recenti articoli sulla stampa estera. È fondamentale lavorare con Comuni, Province e Regioni per rendere i percorsi ciclabili sicuri e attrattivi, adottando misure come il limite di velocità a 30 km/h, soprattutto nei centri storici. FIAB ha il compito di dialogare con le amministrazioni e promuovere un cambiamento culturale che valorizzi il cicloturismo. Dal 2024, inoltre, FIAB Italia è Centro di Coordinamento Nazionale di EuroVelo, con il compito di sviluppare e promuovere la rete ciclabile europea nel nostro Paese, collaborando con enti e istituzioni.
Rimini ospiterà Velo-City 2026. Come possiamo sfruttare al meglio questa opportunità per dare una spinta concreta alla mobilità ciclistica nel nostro Paese?
Velo-City 2026, la più grande conferenza internazionale sulla ciclabilità urbana organizzata dalla European Cyclists’ Federation (di cui FIAB è membro), rappresenterà un’importante opportunità per l’Italia e un grande impegno per FIAB, che sarà Programme Director. FIAB sarà infatti responsabile della definizione del programma, delle sessioni e della revisione degli abstract, assicurandosi che l’evento mantenga un elevato livello scientifico e contenutistico, con focus su ciclabilità urbana, cicloturismo, scuole, advocacy, comunicazione e altro.
L’obiettivo è promuovere l’evento attraverso i nostri canali, facendo comprendere alle amministrazioni locali che la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma un simbolo di trasformazione per la vivibilità, la salute e l’ambiente. Puntiamo a stimolare la competizione virtuosa tra amministrazioni locali e a collaborare con Ministeri e enti governativi per rafforzare la ciclabilità urbana a livello europeo.
Un confronto con le best practice internazionali potrà stimolare un cambio di prospettiva, superando le resistenze alla mobilità sostenibile. La bicicletta, infatti, è anche una leva economica, sociale, ambientale e sanitaria, e per ottenere risultati concreti è fondamentale investire nella formazione dei tecnici per progettare città più sicure e vivibili per tutti.

Qual è la tua visione per il futuro della ciclabilità in Italia?
Come persona che si sposta in bici in città, il mio sogno è che si possa farlo in sicurezza, godendo del rispetto delle altre persone, e potendo beneficiare di una serena convivenza, di percorsi sicuri, lineari, attrattivi, e di infrastrutture quali parcheggi bici sicuri e rastrelliere non a “scolapiatti”.
Come persona che utilizza la bici anche nel tempo libero, per fare viaggi e scoprire territori, il mio sogno è che migliori sempre di più l’intermodalità (e lavorerei sempre di più anche per portare le nostre istanze davanti alle Ferrovie dello Stato, in quanto la situazione delle regioni è molto variegata), in modo da non avere bisogno dell’auto per gli spostamenti di avvicinamento alle mete cicloturistiche; come donna che viaggia spesso in solitaria, il mio sogno è che sempre più donne possano scoprire la bellezza di questo modo di viaggiare, anche da sole, senza sentirsi insicure o addirittura in pericolo.
E il tuo sogno per FIAB nei prossimi anni?
Il mio sogno, anche se lo definirei più un obiettivo, per FIAB è che contribuisca ad un reale cambiamento nella percezione della bicicletta per l’utilizzo quotidiano e turistico, rendendolo un mezzo sempre più “cool”, e spero di poter fare questo dando spazio e contando sulla collaborazione all’interno di FIAB alle persone più giovani, e che le persone più giovani possano sentirsi rappresentate da FIAB.
Se sarò eletta lavorerò per una crescita della Federazione, e un suo sempre maggiore riconoscimento, un ente imprescindibile, un po’ come l’ACI delle biciclette, riconosciuta come partner affidabile e preparato anche da parte di aziende, scuole, amministrazioni locali, grazie ai nostri servizi di assicurazione e ai nostri progetti Albergabici, Bicitalia, ComuniCiclabili, Bimbimbici, Certificazione Aziende Bike-Friendly, e nuovi progetti nazionali in altri ambiti che non sono ancora stati esplorati in modo organico e capillare, facendo tesoro delle migliori pratiche delle molte, meravigliose associazioni locali sostenute dal lavoro instancabile di attiviste e attivisti, volontarie e volontari.
FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) è un’organizzazione che promuove la mobilità ciclistica e sostenibile in Italia. Attraverso le sue associazioni locali, si impegna per la tutela dell’ambiente, la sicurezza stradale e lo sviluppo di infrastrutture ciclabili.
L’Assemblea nazionale elettiva delle associazioni FIAB si terrà a Parma dall’11 al 13 aprile 2025. Le associazioni partecipanti avranno diritto di voto in base al numero di soci, secondo la tabella ufficiale di attribuzione dei voti. Per poter esercitare il diritto di voto, ciascuna associazione dovrà inviare la delega firmata dal proprio presidente entro il 7 aprile 2025.





















La sua candidatura alla presidenza della FIAB Nazionale è motivata da una visione che punta su inclusività, empatia e collaborazione con altre realtà per affrontare le sfide della mobilità sostenibile in Italia. Inoltre, ha esperienza nell’organizzazione di convegni su temi cruciali come la sicurezza stradale e la gestione delle ciclovie.
Tornare ad una Fiab che parte dal basso. Susanna Maggioni è la candidata giusta.
Grande Susanna!
FIAB ha bisogno di una presidente così, sia per aprirsi alle persone più giovani e alle categorie meno rappresentate, sia per attivare e consolidare sinergie con altre associazioni che condividono gli stessi valori: insieme si è più forti! 💪