[Riceviamo e pubblichiamo il diario di viaggio di Arcangelo D’Onofrio che ha attraversato il cuore dell’Europa in bicicletta in autunno, da Basilea a Utrecht, per andare alla festa di laurea di sua figlia]
Il mio viaggio mistico da Basilea a Utrecht
Non vi fate ingannare dal titolo del diario, perché il misticismo di questo viaggio non si è palesato per le visite a conventi, monasteri o chiese, ma è scaturito dalla solitudine e dal tempo meteorologico che mi ha accompagnato lungo i 7 giorni di pedalate sotto la tempesta Babet che ha investito l’Europa durante il mese di Ottobre 2023.
Io non sono un ciclista ma a causa di un problema al menisco, alla veneranda età di 59 anni ho iniziato ad andare in bicicletta nel weekend, per tenermi un po’ in forma (prima corricchiavo). Cercavo lo stimolo per fare un viaggetto in bicicletta in Europa e così ho promesso a mia figlia che studia a Utrecht, in Olanda, che sarei andato alla festa di laurea in bicicletta partendo da Basilea. Non pensavo che la festa si sarebbe tenuta in novembre… e qui è iniziato il viaggio.

Arrivato a Basilea in treno da Firenze mi ha accolto una pioggia battente. Con l’entusiasmo di un uomo che quando piove esce poco volentieri in auto, sono partito in direzione Neuf Brisach, paese con pianta ottagonale molto carino che avevo pianificato come prima tappa.
Primo giorno | Basilea – Neuf Brisach | 27/10/2013 | Km 87,7
Dopo venti chilometri sempre sotto la pioggia, mentre attraversavo una bellissima zona industriale (le ciclabili per la pioggia e il vento erano impraticabili), improvvisamente ho perso il controllo della bicicletta e mi sono trovato in terra. Rialzatomi ho scoperto che avevo preso la verga di un tram resa invisibile dal foliage autunnale. Chiaramente avevo anche stallonato la ruota e forato.

Sostituita la camera d’aria, sempre sotto l’acqua, sono ripartito pensando che forse non era il caso di continuare, ma avrei perso la scommessa e quindi sono andato avanti. Arrivato a Neuf Brisach, ho fatto una breve visita alla cittadina, molto carina e sono rientrato in hotel.
Secondo giorno | Neuf Brisach – Strasburgo | 28/10/2013 | Km 79,6
Dopo una notte di riposo, al mattino trovo due sgradite sorprese. La ruota posteriore riparata è a terra e naturalmente piove. Decido di trovare un meccanico per bici per sostituire il copertone in modo da non avere più sorprese. Gonfio la ruota e vedo su Google che il meccanico è a 7 km in Germania (siamo sul confine Francia-Germania e sul Reno). Trovo il meccanico gentilissimo che mi monta un copertone che mi porterà fino a Utrecht. Riprendo il viaggio e penso che il paesaggio sarebbe stato molto bello senza la pioggia. Arrivo a Strasburgo. Doccia e visita alla città che è bellissima anche con il brutto tempo. In questi due giorni ho sperimentato la solitudine del cicloturista invernale e ho dovuto viaggiare a vista poiché le tracce non erano praticabili.
Terzo giorno | Strasburgo – Meisenthal | 29/10/2023 | Km 69,2
Riparto al mattino presto da Strasburgo per arrivare al paesino di Meisenthal, famoso per essere il paese della produzione di oggetti di vetro (un po’ la nostra Murano francese). Il paese è in montagna e fa freddo. A quattro chilometri dall’agognato hotel, in piena salita, foro la ruota anteriore. Non bestemmio perché sono cattolico e il viaggio è un viaggio mistico. Decido di non riparare la ruota sotto il temporale e la gonfio per fare gli ultimi 4 km. Arrivo al piccolo hotel, sistemo la bicicletta nel garage e sono troppo stanco per fare cose che non siano la doccia.
Quarto giorno – Meisenthal – Volkinglen 30/10/2013 Km 70,6

Riparo la ruota al coperto del garage mentre fuori naturalmente piove e riparto per la Germania. In discesa devo stare attento alla strada bagnata e allagata e faccio fatica a tenere diritta la bici per non cadere scendendo dai tornanti. Dopo circa 45 km trovo la ciclabile del Reno e attraverso le regioni minerarie tedesche. Il paesaggio è decadente e si percepisce la crisi che sta attanagliando questa regione.

Al 50esimo chilometro circa, stranamente la ruota anteriore che avevo riparato si sgonfia velocemente. Un po’ sconfortato cerco un meccanico e in attesa dell’apertura della bottega, approfitto per mangiare. Decido di far sostituire anche il copertone anteriore con uno uguale a quello sostituito il secondo giorno (Schwalbe Marathon Plus). Riparto e faccio gli ultimi 20 Km lungo il Reno e arrivo finalmente in hotel. La cittadina non è bellissima, ma in compenso mangio molto bene in un tipico ristorante e vado a dormire.
Quinto giorno – Volkinglen – Treviri 31/10/2013 Km 73,4
Mi alzo e sta piovendo. Ormai è la mia routine quotidiana. Mi vesto con il completo asciutto, mentre quello usato il giorno prima l’ho fatto asciugare sui radiatori e sarà pronto per domani. Colazione corposa in hotel e ripartenza. Controllo la bicicletta, metto un po’ di lubrificante sulla catena perché questa tappa ha un dislivello normale per i ciclisti ma impegnativo per me che sono un cicloturista improvvisato (circa 900 metri).
Il percorso attraversa molti paesini e questo mi piace poiché posso fermarmi a mangiare e riposarmi e vedere qualche anima viva e un po’ di traffico. Sembra strano ma il traffico nelle cittadine in questa occasione mi da un po’ di conforto. Percorro più di 20 Km tra i vigneti nella regione della Mosella e vedo anche la famosa pista ciclabile, ma impraticabile in questa stagione. Da due giorni la tempesta Babet non mi dà tregua, perché oltre alla pioggia sta soffiando un forte vento che rende più difficile e faticosa la pedalata.
Arrivo a Treviri e non mi sembra vero. La città è anche carina con un bel castello in centro e una via centrale con qualche ristorante. Noto i preparativi per un concerto che però è stato annullato per il maltempo. Cena, una buona birra e vado a riposare.
Sesto giorno | Treviri – Aachen (Aquisgrana) | 1/11/2013 | In treno
Mi sveglio e mi cambio. Esco ed ecco la sorpresa. Pioggia battente e vento fortissimo con gli alberi che ondeggiano. La tempesta è al massimo della sua forza. Non riesco a stare sulla bicicletta. Mi fermo, sono sconfortato e telefono a casa. Dopo un lungo confronto con la mia dolce metà rimasta in Italia e il check sulle previsioni meteo, decido di andare alla stazione a vedere se c’è un treno per Aachen che sarebbe stata la tappa successiva. Lo trovo e ancora incerto sul da farsi, dispiaciuto per la situazione, acquisto il biglietto passeggero con bici al seguito. Una volta sul treno, la delusione si trasforma velocemente in sollievo. Dopo 5 giorni, non sono sulla mia fedele bicicletta e mi ritrovo, comodo, asciutto a leggere un libro in una carrozza di un bel convoglio tedesco.

Arrivo ad Aachen e risalgo sulla bici per andare in hotel. Rifletto sulla mia scelta e mi convinco che è stata giusta. Pedalare con quel tempo sarebbe stato pericoloso e non mi sarei davvero goduto niente. D’altra parte, per me che sono un cicloturista dilettante non avrebbe avuto senso rischiare così tanto. Visito Aquisgrana che è una città molto bella, con una cattedrale imponente e un centro storico pieno di monumenti e piazze importanti.
Settimo giorno | Aachen – Eindhoven | 02/11/2013 | Km 99,8
Incredibile! Mi alzo e vedo che il cielo è nuvoloso, ma non molto nuvoloso e non piove! Sono felice e parto con l’umore altissimo. Inizio a pedalare e dopo un paio d’ore di viaggio, entro in Olanda e vedo il sole. Sono davvero al settimo cielo e decido di arrivare ad Eindhoven, approfittando del bel tempo.
In Olanda trovo una ciclabile bellissima e sicura e vado tranquillo godendomi finalmente il paesaggio. Si nota il rispetto delle persone verso i ciclisti, ai semafori ci sono delle “ringhiere” a cui appoggiarsi in attesa del verde e le auto sono “discriminate” rispetto alle biciclette. Un altro mondo!

Arrivo ad Eindhoven per la prima volta asciutto dopo sette giorni e nonostante abbia fatto praticamente 100 km, non sono stanco!
Settimo giorno | Eindhoven – Utrecht | 03/11/2013 | Km 101,2
Il tempo è tornato brutto, ma almeno non piove. Parto per la mia ultima tappa decidendo di non dividerla in due, come programmato, ma cercando di arrivare alla agognata mèta. Il vento soffia forte e la tempesta ha lasciato sulle ciclabili rami, piccoli tronchi e detriti di ogni tipo che devo evitare per non cadere. Mi sto godendo questa pianura e pedalo ad una buona media, motivato ad arrivare ad Utrecht.
Dopo 50 km costeggio il parco reale della residenza estiva di Hertogenbosch e mi trovo ad attraversare il fiume Lek con un traghetto riservato alle biciclette, ai pedoni e ai motocicli. L’attraversamento dura non più di 10 minuti. Alcuni chilometri dopo la ciclabile attraversa una serie di piccoli paesi molto belli, tipicamente olandesi in cui si respira una qualità della vita molto alta. Dopo cinque ore di pedalate, arrivo ad Utrecht e non ci credo.
La città è bellissima. La conosco bene, ma arrivarci in bicicletta, in inverno, dopo 8 giorni di viaggio, la rende unica. Parcheggio la bicicletta in un parcheggio coperto gratuito e vado in hotel. Mi faccio una doccia caldissima. Tiro fuori dalle borse, i vestiti “buoni” ed esco felice a passeggiare.
Nei giorni successivi, vado a cercare una scatola di cartone per spedire la bicicletta via corriere. Non è stato facile trovare la scatola e una volta trovata, ho smontato la bicicletta, l’ho imballata e sono andato a spedirla per chiudere questa esperienza mistica che mi ha insegnato molto.
Il viaggio mi ha messo alla prova, la pioggia e la solitudine mi hanno fatto capire che ci sono cose che possiamo fare se la motivazione è forte e potente, ma la bicicletta mi ha regalato una liturgia di pensieri profondi che, in contesti quotidiani, dove non abbiamo tempo di fermarci ad ascoltarci, non riusciamo a sentire.
[Arcangelo D’Onofrio]















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