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Buona la prima al Giro [di Luca Gregorio]

Buona la prima al Giro [di Luca Gregorio]
Tappa 1 Giro d'Italia credits LaPresse - Zac Williams - MirrorMediaart (Mads Pedersen, Van Aert)

Spettacolo, brividi e colpi di scena nella prima tappa del Giro d’Italia. La prima maglia rosa è andata a Mads Pedersen, che con una volata poderosa ha respinto la rimonta di Wout Van Aert (guardacaso secondo!) e ha premiato il lavoro superlativo dei suoi compagni di squadra della Lidl-Trek. Un bel premio per il danese, già protagonista nella stagione delle classiche e garanzia di spettacolo e fantasia.

La prima delle tre tappe in Albania era insidiosa e tale si è rivelata. Velocisti mandati in tilt sulla salita di Surrel (in ordine Bennett, Kooj, Magnier, Fretin e Groves) e due pretendenti per la classifica, Derek Gee e Thymen Arensman, che hanno già dovuto incassare due sberloni, accusando al traguardo rispettivamente 57” e 1’35” di ritardo dai migliori. Tanto. Troppo.

Giro insidioso

Tappa 1 Giro d'Italia credits LaPresse - Zac Williams - MirrorMediaart Albania
Tappa 1 Giro d’Italia credits LaPresse – Zac Williams – MirrorMedia.art

Ma questo è il Giro. Insidioso e pericoloso a ogni tappa. Per info chiedere a Mikel Landa, finito contro un palo a 5km dalla conclusione e costretto a salutare la carovana rosa per la frattura di una vertebra. Il basco era uno dei pretendenti al podio. Adios. E ora la Soudal-Quickstep dovrà subito ridefinire piani e strategia complessiva, magari promuovendo Mattia Cattaneo a capitano per curare gli interessi di classifica.

Capitolo Van Aert

Ormai, esagerando il concetto, sembra una barzelletta. Il belga è già al quarto secondo posto stagionale in 15 giorni di corsa. Il terzo nelle ultime sei gare. Pazzesco. La sfortuna, o la punizione degli dei, sembra perseguitarlo. Ma Wout, a parte gli scherzi, c’è e ci farà divertire. La crono di Tirana può spedirlo in maglia rosa, magari vincendo anche la tappa. Certo la serie inenarrabile di secondi posti e sfighe sportive sembra perseguitare il campione della Visma.

E gli italiani?

Bene. Promossi.

Francesco Busatto (22 anni) della Intermarchè, con il quarto posto in volata, si è preso la prima maglia bianca di miglior giovane. Nella top 10 sono finiti anche Ulissi (sesto), Conci (nono) e Piganzoli (decimo). Ciccone, superbo con il suo lavoro in salita per Pedersen, ha chiuso 11esimo. Tiberi 12esimo. Tonelli e Tarozzi si sono spartiti gli sprint intermedi e il Km RedBull. Verre è andato in fuga. Aleotti e Pellizzari sono sempre stati al fianco del loro capitano Roglič. Caruso è l’ombra di Tiberi. Insomma, ci siamo.

Certo, al Giro ogni giorno possono cambiare valutazioni, protagonisti e scenari. Ma l’inizio è stato scoppiettante e soddisfacente. L’Albania ha risposto discretamente bene. È un paese con poca tradizione ciclistica. Ma attorno alla corsa rosa c’era curiosità e aspettativa e il pubblico, specie a Tirana, ha riposto alla grande. Prepariamoci a un grande show.

Le pagelle della prima tappa

Tappa 1 Giro d'Italia credits LaPresse - Zac Williams - MirrorMediaart Mads Pedersen
Mads Pedersen in Rosa al Giro d’Italia credits LaPresse – Zac Williams – MirrorMedia.art

PEDERSEN 10: è forte, ha classe e non ha paura di fare la corsa dura grazie a una Lidl-Trek (voto 10 e lode) semplicemente sontuosa. Vince e vincono con merito. Prima volta da leader in un Grande Giro. DEVASTANTE

VAN AERT 9: pedala facile. Ha ritrovato forza e brillantezza. Perde in volata, ingoia un altro secondo posto, ma deve guardare il bicchiere mezzo pieno. BEFFATO

AULAR 8: viene dal Venezuela ma non è una novità. Tiene sulla salita, ha spunto di velocità e sa prendere bene la posizione. Terzo posto di livello, dietro a due mostri. SUL PEZZO

BUSATTO 8,5: mezzo in punto più di Aular, perché lui non era quotato né previsto così in alto. 22 anni, veneto, fa una corsa di sostanza e maturità. SCALTRO

PIDCOCK 7,5: è qui per vincere 2-3 tappe e magari per curare anche la classifica generale. Si piazza nei cinque, facendo capire che nei prossimi giorni sentiremo parlare di lui. VERSATILE

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