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Manifesto sessista al Giro d’Italia: impazza la polemica

Manifesto sessista al Giro d’Italia: impazza la polemica

A Torre Santa Susanna, in provincia di Brindisi, l’attesa per il passaggio del Giro d’Italia si è trasformata in un caso politico e culturale che ha diviso la comunità e acceso il dibattito pubblico ben oltre i confini locali. Tutto è cominciato con un manifesto promozionale affisso in città negli scorsi giorni per celebrare la quarta tappa della corsa rosa – la prima in Italia dopo il prologo in Albaniain programma proprio oggi 13 maggio 2025, da Alberobello a Lecce.

“Dietro ogni curva un sogno in rosa”

Sullo sfondo dello slogan “Dietro ogni curva un sogno in rosa”, campeggia l’immagine di una giovane donna fotografata di spalle, in sella a una bicicletta, “svestita” solo un caschetto e un paio di mini-short rosa. Un’immagine che è stata tacciata di sessismo e ha suscitato immediatamente forti reazioni.

Il manifesto sessista realizzato in occasione del Giro d'Italia 2025 nella tappa in Puglia da Alberobello a Lecce impazza la polemica

Le accuse di sessismo e strumentalizzazione del corpo femminile

A dare il via alla polemica è stato il gruppo provinciale di Emergency Brindisi, che ha chiesto la rimozione dei manifesti giudicati «l’ennesima sessualizzazione del corpo femminile». In una nota Emergency ha invocato il rispetto della dignità delle donne e ha citato l’articolo 23 del Codice della Strada, che vieta messaggi pubblicitari sessisti.

Anche il Partito Democratico e i Giovani Democratici locali hanno condannato il manifesto, dissociandosi da ogni rappresentazione che strumentalizzi la figura femminile in un contesto – come quello del Giro d’Italia – che dovrebbe incarnare valori di passione, inclusione e condivisione. Più netta ancora la presa di posizione dell’Alleanza Verdi e Sinistra, che ha definito la comunicazione «volgare e violenta», accusando l’iniziativa di rievocare un’Italia «maschilista e patriarcale».

Il deputato pugliese del PD, Claudio Stefanazzi, ha affondato il colpo con parole al vetriolo: «Il sindaco ha scelto il modo peggiore per promuovere il Giro, con un’immagine in perfetto stile machista». Poi l’affondo sarcastico: «Si è aggiudicato la maglia rosa della vergogna».

La difesa: arte, libertà e consenso cittadino

A difendere il manifesto è stato innanzitutto il sindaco Michele Saccomanno (Fratelli d’Italia), che ha respinto al mittente ogni accusa. In una lunga dichiarazione, ha chiarito che l’immagine non è stata commissionata dal Comune, ma esposta su iniziativa di alcuni esercizi commerciali privati. Ha parlato di «libera espressione artistica» e sostenuto che dai cittadini «non è emersa alcuna indignazione», anzi «un generale apprezzamento per la bellezza dell’immagine».

Saccomanno ha inoltre definito l’intervento di Emergency una forzatura e ha replicato con toni polemici a Stefanazzi, definendolo «illustre sconosciuto» e ringraziandolo ironicamente «a nome di tutta la cittadinanza, e con un po’ di presunzione anche a nome di Fratelli d’Italia». Qui di seguito la sua replica in versione integrale, diffusa tramite comunicato stampa anche sui social dove la polemica continua.

Anche Mimma Petarra, autrice della fotografia, è intervenuta nel dibattito per rivendicare la natura positiva e simbolica del proprio lavoro, definendolo un omaggio alla «libertà, alla passione e allo sport». Ha accusato i critici di aver strumentalizzato il significato dell’immagine, distorcendone il messaggio.

La polemica sugli stereotipi di genere

Il caso ha sollevato una domanda scomoda ma inevitabile: com’è possibile che nel 2025 si realizzino ancora manifesti che sembrano usciti direttamente dagli Anni Cinquanta, veicolando stereotipi sessisti come se mezzo secolo di lotte per i diritti e la parità non fosse mai esistito?

Da una parte c’è chi, giustamente, denuncia l’ennesima rappresentazione retrograda e sessualizzante della donna; dall’altra chi si trincera dietro la libertà artistica, bollando ogni critica come moralismo. Ma forse, più che libertà, qui si difende solo la pretesa di continuare a comunicare con un linguaggio sorpassato e offensivo.

Nel frattempo, il Giro d’Italia 2025 continua il suo cammino: ma intanto a Torre Santa Susanna, il passaggio della corsa rosa ha lasciato una scia di polemiche più lunga delle strade che i ciclisti percorreranno.

[Fonte]

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Commenti

  1. Claudio Antonini ha detto:

    vergognoso, come svilire lo sport e la leggenda del giro

  2. PG ha detto:

    Che bello il sindaco che difende l’indifendibile

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