Vita dura per il mondo dei produttori di bici: nonostante le parole che si spendono nei salotti buoni, le vendite sono ancora lì inchiodate a sé stesse, i magazzini sono pieni e si svuotano solamente a colpi di sconti che, però, non fanno altro che erodere i margini e quindi la sostenibilità del settore.
“Serve innovazione” è una delle frasi che vengono ripetute come un mantra in ogni convegno, come se l’innovazione fosse una specie di miracolo, la manna caduta dal cielo per risolvere i problemi. L’altra frase è che i negozianti devono imparare a vendere e ripensare il proprio ruolo.
Insomma, c’è una pletora di soggetti che vive la crisi del settore e, invece di trovare soluzioni, punta il dito altrove.
L’industria della bici, nonostante le proprie difficoltà, non riesce a ripensarsi e a cambiare atteggiamento. La strategia è sempre la stessa: convincere gli appassionati a comprare una bici nuova, invece di cercare di allargare il mercato e cercare di vendere una bicicletta a chi, invece, in bici (ancora) non ci va.
Lo so, trovare nuovi clienti è difficile, ma provarci è il primo requisito per riuscirci.
Per capire di cosa sto parlando, voglio sollevare 3 episodi dell’ultima settimana.
1. Il culo rosa in Puglia
In occasione del passaggio dalla Puglia del Giro d’Italia, nel Comune di Torre Santa Susanna, alcuni commercianti hanno pensato bene di festeggiare il passaggio della corsa rosa con un manifesto che celebrava le curve di una bella ragazza in bicicletta ripresa di spalle.
Non si capisce quale fosse il messaggio del manifesto e per quale motivo siano stati spesi dei soldi per realizzarlo. Ma molte donne si sono sentite offese da quell’iniziativa e la domanda che mi sento di fare è: questo manifesto che non promuove, né il Giro d’Italia, né il comune e neppure i suoi commercianti riesce ad avvicinare qualcuno al mondo della bici? Forse sì, ma dubito che abbia anche solo la minima efficacia comunicativa nei confronti del pubblico femminile.
2. Il caso Bussi
Vittoria Bussi ha superato nuovamente il proprio Record dell’Ora. La campionessa italiana è stata la prima donna aver superato il muro dei 50 km su pista e la cosa è stata bellamente ignorata dai media sportivi italiani. Quello che invece ha fatto colpo è stato il suo sfogo sui social in cui ha invitato i giornalisti sportivi italiani a vergognarsi e a chiedere scusa.
E qui la domanda da fare, nuovamente è: questo episodio avvicinerà qualcuno al mondo della bici? In questo caso non ci sono dubbi. Sicuramente la risposta è negativa, in particolare nei confronti del pubblico femminile.
3. Il Forum sulla Bike Economy del Giro d’Italia

Ieri pomeriggio sul canale YouTube del Giro d’Italia si è tenuto un forum dedicato all’economia della bicicletta e di quanto questa sia importante per l’economia italiana e l’impatto del Giro d’Italia e fin qui tutto bene.
Tra le 16 voci che hanno dato vita all’evento, solo due erano di donne: una era la sindaca di Firenze, Sara Funaro, che, in quanto padrona di caso dell’evento (si è tenuto alla Leopolda, ndr) ha portato i propri saluti e l’altra è stata la traduttrice simultanea dall’italiano all’inglese. Anche qui la domanda è sempre la stessa: questo episodio avvicinerà qualcuno al mondo della bici? Forse qualche nuovo investitore, ma non so quante investitrici vorranno sostenere un settore in cui il soffitto di vetro è palesemente invalicabile.
Ho portato questi tre esempi presi a caso dalle cronache dell’ultima settimana (ma avrei potuto proseguire per giorni) per dire che il mondo della bici non riuscirà mai a crescere se continua a far finta che il 50% della popolazione semplicemente non esista e che viene considerata esclusivamente come aspetto decorativo.
Badate bene, non ne sto facendo una questione di diritti o di sessismo (anche se sarebbe da invitare chi si occupa di ciclismo a pensare per un attimo alle proprie madri/mogli/figlie/sorelle e chiedersi se si meritino questo trattamento), ma voglio invece lasciare un messaggio semplicissimo rivolto ai portafogli degli imprenditori del settore: cara industria della bici, per mantenere la vostra identità maschia e virile vi state giocando l’opportunità di raddoppiare il vostro fatturato.
Valutate voi se ne vale la pena.



















Da ciclista amatoriale e da più di 30 anni che pedalo penso ,,che almeno dove vivo io non c’è possibilità x il ciclista di fare uscite tranquille tra strade distrutte macchine e nemmeno l ombra di una ciclabile la vedo dura ,,e altro punto importantissimo non tutti si possono più permettere di comprare bici nuove tra bici da corsa MTB e-bike i prezzi sono diventati poco accessibili dovranno rivedere anche questo aspetto x Dar modo a tutti di avvicinarsi al ciclismo ,,vedi quanti furti di biciclette in tutta Italia .dalla PROV ( RM) è tutto
Secondo me il problema della crescita del mercato bici e’ correlata positivamente con la crescita qualitativa e quantitativa delle infrastrutture ciclabili e degli ambienti urbani che permettono uso sicuro e facile della bici. Pensiamo alle auto: chi le comprerebbe se non ci fossero autostrade, strade statali e strade asfaltate con parcheggi che ne facilitano l’uso? Il nostro legislatore talora non si cura delle bici (le ignora nelle leggi) oppure se ne occupa per fargli la “guerra”. I costruttori di bici devono attivarsi e fare lobbying perche’ vengano create ciclabili facili da usare, sicure (no paletti, attraversamenti protetti), lineari, che attraversino gli assi principali delle citta’ permettendo di raggiungere edifici pubblici (scuole, ospedali ecc.) e negozi in sicurezza, collegate a parcheggi scambiatori per fare auto+bici. Per le ztl e zone pedonali, devono promuovere presso le amministrazioni locali la creazione al loro interno di percorsi separati per le bici, in modo che non interferiscano con i pedoni e da non vietare accesso delle bici alle zone pedonali. Senza crescita infrastruttura difficilmente le vendite di bici cresceranno
vado in bici da più di 50 anni ma so che ormai finita la bici attuale mi dovrò dare al trekking…il ciclismo è diventato uno sport per ricchi signori.
Alcuni dicono che oggi non è più possibile comprare o indirizzare un bambino all’utilizzo della bici per i costi eccessivi di acquisto , condivido solo in parte perchè molte persone che oggi si dichiarano povere riescono ancora a comprare ai propri figli telefoni da 600/800 euro , in realtà il telefono lanciato potrebbe percorrere non più di 200/300 metri mentre con una bici di pari prezzo o poco meno si possono fare molti più chilometri ….
Il primo che farà una bici adattabile facilmente ad ogni filosofia ciclistica farà bingo…☺️!
1) una bici ormai costa più di una moto
2) uscire in bici equivale a farsi investire
3) la bici richiede tempo, ricchezza di cui non disponiamo più
4) vi assicuro che le campagne pubblicitarie negli anni 80 erano decisamente più ammiccanti, eppure nessuno se ne scandalizzava e si vendeva a carrettate.
5) ah, dimenticavo, il nostro potere d’acquisto regredisce di anno in anno
sicuri che il problema sia il lato b per pubblicizzare il giro??
Per usare la bicicletta occorre innanzitutto togliere le troppe auto. Poi si può pensare all’espansione del mercato, partendo dall’abbassare i prezzi.
Il problema principale è che in Italia è ancora troppo pericoloso andare in bicicletta,non ci sono piste ciclabili sufficienti , specialmente nelle grandi città.Poi se si va al Sud la bici non esiste proprio, ma qui è un problema di mentalità.
Poi ci sono altri problemi,ma ci vorrebbe troppo tempo per elencarli.
il costo attuale delle bici, in generale ma ancora più le eMtb, è eccessivo. La vogliono capire o no!! una bici non può costare come o più di una moto. I componenti stessi hanno prezzo assurdi, totalmente speculativi.
Con i prezzi ai quali sono proposti i medio gamma a salire, che poi è la fascia alla quale punta l’appassionato, ci si ferma solo a guardarle perché proposte a prezzi inaccessibili visto il costo della vita. Per quanto si può essere appassionati, resta comunque una spesa che si affronta in secondo o terzo piano, perché appunto uno uno sfizio, e ci si accontenta della vecchia bici che si possiede perché di certo i prezzi non stimolano l’acquisto per il nuovo
i prezzi sicuramente non aiutano ma comunque con l’usato ci si potrebbe approcciare… il vero problema, per quanto riguarda l’Italia, è la sicurezza… le aree più popolose sono fortemente trafficate ed i rischi sono innumerevoli… prima ancora di avvicinarsi o meno ad un pubblico femminile credo che il passo primario è investire su percorsi dedicati e sicuri o sull’eliminazione del traffico, con reti urbane e servizi di trasporto efficienti (al nord meglio ma centro e al sud le città sono rischiosissime per le bici, anche nei centri più piccoli)… il resto credo verrà da sé
Spett.direzione,io quando arrivo ,a una rotonda……scendo dalla,bici i mie ossequi Silvano Traversoni,
D’accordo sui tre episodi. Ma la prima cosa che produttori e negozianti devono fare è abbassare i prezzi
buongiorno
appassionato di bici come si dice fin dalla culla ho avuto fino a tre bici , bdc MTB e da città ma ora non mi posso più permettere di comprare avere una bicicletta nuova , i prezzi sono esagerati , e lo stipendio non basta per pagare tutto .
mi accontento di bellissime passeggiate in campagna o nei boschi
In Italia poche persone usano regolarmente la bici per andare a scuola/lavoro e per sport, quindi le aziende non posso contare su un vasto pubblico.
Chi la usa spesso e vuole un nuovo mezzo, si vede bloccato per i prezzi delle bici di livello medio-alto a causa dei nuovi componenti altamente ricercati e tecnologici che alla massa non servono.
Ai ragazzini non vengono più regalate le bici e non hanno la passione del ciclismo perché vengono scorazzati nei Suv e perché usano i monopattini, spesso a nolo.
sono un alpinista/escursionista che per mantenere buono un ginocchio non posso più correre e mi sono avvicinato al ciclismo prima come allenamento poi sta diventando una vera passione quasi da sorpassare la prima per la montagna.
in bici vado su strada ma a parte il costo della bici, è che mi accorgo che la campagna principale pubblicitaria deve essere di sensibilizzazione verso i ciclisti e la loro sicurezza. una volta che la popolazione (abbastanza ignorante nei confronti del ciclismo) arriva a capire questo sport e arriva ad avere rispetto per le persone in bici, che siano pro, amatoriali o il nonno in bici con il nipote, tutto il mercato a parere personale si smuove. dalla fascia più economica di bici a quelle più performanti. saluti Marcello
Dovrebbero abbassare i prezzi mi riferisco alle bici da corsa. Prezzi spropositati
Non fate finta su lo sapete anche voi , prezzi alle stelle , ciclista odiato in strada dagli automobilisti e ciclabili che non lo sono ma sono ciclo pedonabili , sarà un caso ma con 10 mila e oltre km annui ho avuto 3 incidenti , dove ? in ciclabile con pedoni
Io insegno in un liceo in centro città. In terza superiore nessuno dei miei studenti ha mai gonfiato una gomma di bicicletta, il futuro lo vedo abbastanza difficile per il settore
Ma con i prezzi a cui sono arrivati bici e compo, cosa si pretende? E con il pericolo (almeno in Italia) di farsi arrotare? Vado in bici da anni. Ma con una Cinelli in alluminio del 2015 rim e un vecchio Campy Chorus. Mi va bene quello che ho. /!\attenzione/!\ A parte piccoli artigiani, ormai la produzione e’ in mano a grandi gruppi, di proprietà di fondi di investimento (la stessa Cinelli],il cui scopo è usare la leva finanziaria per ripagare l’investimento stesso e fare utili. Stessa cosa per le squadre professionistiche. Per cui cosa ci domandiamo? Crisi? ettecredoooo
anche l’incentivo, recuperando qualche euro tramite app, ad usare la bici per recarsi al lavoro potrebbe essere un buon motivo per vedere di più.
Hanno portato i prezzi all’estremo,sia delle bici e dei ricambi,con guadagni oltre il 50%.Solamente degli stolti avrebbero pensato di guadagnare all’infinito in questo modo, soprattutto in una nazione dove le buste paga sono ferme da oltre vent’anni e il caro vita affligge numerose famiglie
Se quando parlate di innovazione vi riferite a cambi elettronici e componenti da migliaia di euro mi auguro che il settore intero cada in bancarotta. Ma cosa dovete innovare su una bici di una persona che fa circa 50/100 km alla settimana ? Mi pare che il mercato stia cercando di spremere il più possibile i papabili consumatori che giustamente sono sempre di meno. Piuttosto pensiamo a rendere sicure le strade e le piste ciclabili su cui pedalare.
Il settore non cresce alzando i prezzi, il settore cresce aumentando gli utenti.
Gli “imprenditori del settore” sono ormai esclusivamente dei commercianti, rivendono prodotti costruiti in Asia che grazie a leggi specificatamente dedicate diventano made in Italy. Oppure distributori di marchi blasonati ma che alla fine della fiera vengono sempre prodotti dal sol levante. Devono sempre inventare qualcosa per fare i numeri… Biciclette che costano come una moto se non un’auto, con la scusa dei materiali e della tecnologia, come se in una moto moderna non ci siano materiali, studi, tecnologia e collaudi, ma con migliaia di componenti in più… eppure… Mio parere personale, in questi anni in cui l’ISTAT certifica sempre più cittadini in povertà anno dopo anno, non mi sembrano più sostenibili le attuali logiche di mercato.
Purtroppo, tra i tanti problemi, c’è anche quello delle chiusure per mesi (o anni) delle ciclabili “della domenica” per i soliti problemi di parapetti rotti, pericolo di caduta massi, ecc. che tolgono utenti anziché incentivarli. (Ri)partiamo dalle famiglie con bici da due soldi e bambini al seguito. Creati gli appassionati gli acquisti verranno.
Se ci si aspetta di mantenere un circo costoso, spremendo le persone, allora preferisco veder rinascere l’intero settore dalle sue cenerei piuttosto che alimentarlo all’infinito come accade con altri sport. Finché ci sarà chi lo alimenta non aspettiamoci cambiamenti.
Piccola personale testimonianza: amo i boschi e frequentarli in bici, a fine anni ottanta ho dovuto ordinare la mia prima MTB “americana” senza poter provare la taglia, in esposizione c’erano solo tg M e L. Era da uomo (unisex?) un po’ grande per me, ma mi sono divertita molto. Stessa cosa quando sono passata alla full, tg S, divertente ma sempre un po’ grande. Sono passati 40 anni e sui siti dei produttori spesso mi dicono che non hanno una tg. adatta alle mie misure, oppure mi dirottano a modelli wmn da supermercato, stessa cosa in negozio. È cambiata per me l’esigenza: con i prezzi che hanno e la mia diminuita agilità vorrei un telaio di tg. “giusta”. Vorrei inoltre che quando entro in negozio e chiedo di vedere una bici nessuno mi dicesse: “eh, ma costa” a sottintendere che è un giocattolo da uomini.
Buongiorno ma come si fà ad allargare l’utenza degli appassionati con i social che incitano all’odio verso la categoria, in strada sei visto come un ostacolo e chi ti fa il pelo come un paladino della giustizia. Ogni volta che esco rischio la vita e quelli come me che stanno rinunciando sono tanti altro che allargare gli utenti. Non è un problema di costi di bici ce ne sono di tutti i prezzi. Questo non è un paese per ciclisti.
ci si lamenta del crollo del mercato delle bici . ma avete visto i prezzi? ormai costano più di una moto o di una macchina usata … e per contrastare la crisi ci si inventano nuove tecnologie (inutili ) che servono a far lievitare ulteriormente i prezzi . Mentre dall altra parte ci sono politiche urbane che scoraggiano l’uso delle bici:
qui a Cagliari durante le elezioni sindacali alcuni candidati volevano rimuovere le piste ciclabili per agevolare la circolazione delle macchine .
anche le nuove politiche restrittive sui monopattini giuste o sbagliate vanno comunque a disincentivare la mobilità sostenibile.
In un contesto simile chi è invogliato a comprare una bici se non il super appassionato ?
Ma parlate solo di Italia o in generale? In Italia siamo al medioevo per quanto riguarda la mobilità, di ogni genere. Viene ancora pensata come unicamente motorizzata e privata, e ruota tutto intorno a quello (basti vedere che si parla di petrolio, accise, prezzo carburanti in continuazione). E dunque la sicurezza ovviamente, inesistente in Italia. Infrastrutture progettate e realizzate decentemente? Non pervenute.
Se si parla in maniera “globale” è chiaro che il problema sono i prezzi spropositati. Anche qui in Svizzera i negozi scoppiano di roba degli anni precedenti, ma non fanno molti sconti. E una bici di due anni fa dovrebbe costare almeno la metà di una nuova identica ma con scritto 2025 sul telaio, non ci sono scuse.
Però finché ci sono due clienti che acquistano il top di gamma a 15K ogni mese…il target è raggiunto.
Dunque perché cambiare? È una cazzata che il settore sia in crisi; forse nella porzione “popolare” è così, ma non in quella d’élite.
Nel resto d’Europa esistono migliaia di km di piste ciclabili, i ragazzini fin dalle elementari vanno a scuola in bici in piena sicurezza e i molti velodromi coperti fruibili a tutti. Qui si rischia la propria incolumità ogni volta che si esce di casa e l’unico (!) velodromo coperto è precluso al pubblico senza spiegazioni logiche da parte della federazione. Però la gente accettare tutto questo e cambiare bici tutti gli anni. Il problema non sono i pantaloncini rosa su quel pur discutibile e infelice manifesto.
Purtroppo.
Io ho iniziato casualmente a correre in MTB facevo una miriade di gare cosiddette non “competitive” che generavo un’infinità di appassionati e giro di soldi per tutti…..poi leggi cervellotiche cerificato medico per 20k in mezzo ai campi….permessi di transito.. responsabilità penali ecc risultato scomparso tutto.
Se un quotidiano nazionale come La stampa dedica appena un trafiletto di 10 righe alla cronaca del Giro d’Italia e i principali TG neanche ne parlano non ne farei proprio una questione di genere. Tra l’altro mai visto così tante donne in bici come adesso…Se i magazzini dei negozi sono pieni di invenduto tirare in ballo una questione di genere mi sembra abbastanza ridicolo.
Un enorme problema, che voi conoscete benissimo (ma siete tra i pochi a parlarne), è la sicurezza per le strade. I soldi per le ciclabili sono spariti oppure vengono sprecati. Grazie per quello che state facendo.
I prezzi delle biciclette sono troppo elevati giustificati da prestazioni intangibili per i non professionisti. Manca la cultura dello sport e dei benefici che può apportare alla qualità della vita. Il Ministero della Salute preferisce curare che prevenire…
Al di là della passione e del piacere dell’oggetto la bicicletta di qualsiasi tipo è un mezzo talmente semplice che può durare anni e anni se ben mantenuto. quindi non serve cambiarla.
il problema è che chi vuole entrare in questo mondo invece che comprare una bici nuova, visti i prezzi, ne prende una usata. tanto per la maggior parte degli amatori un buon usato del 2020 è già un gran mezzo.
crisi dell auto, crisi della bici, crisi delle moto, sarà che forse lo stipendio per tutto non basta?
Sicuramente gli stipendi sono troppo bassi. Ma faccio presente che in Italia ci sono più auto che patenti. Ci sono molte persone che, invece, della bicicletta non ne vogliono neanche sentire parlare.
Bisogna abbassare i prezzi come puo una buona bici da strada o gravel costare piu di una moto?
Fateci un analisi dei coati pezzo per pezzo e vediamo quanto avete marginato fino ad oggi sulle nostre spalle
Una bici da professionista può costare anche quanto un aereo. Il punto non è quello. Il punto è che la base utenti è troppo piccola e non si sta facendo nulla per ampliarla.
Le bici non si vendono perché i prezzi sono fuori target. Non si può pagare una bici come se fosse un motociclo. E non si parla solo di bici per professionisti, ma anche di biciclette medio gamma, dove per averle bisogna sborsare diverse migliaia di euro. E non sempre la qualità e la componentistica sono di qualità adeguata al prezzo
Eppure le biciclette alto di gamma sono quelle che si vendono meglio: basti guardare i bilanci di Colnago, Pinarello, etc. Mancano invece le persone che cominciano ad andare in bici le quali con pochi soldi possono comprarsi una cosa più che discreta. In molti casi, queste sono donne.
Tutta sta supercazzola della “situazione” del mercato bici solo per fare il solito articolo protofemminista da due soldi come va di moda oggi…che tristezza. Due chiappe di donna orrore, tirate fuori torce e forconi
forse rivedendo i prezzi uno potrebbe anche cambiare la bici!! o comprarne una .
Per iniziare a pedalare si può usare una bici usata anche vecchia di 10 anni. Non serve l’ultimo modello di alta gamma. Saluti
il ciclismo non uscirà mai dalla propria crisi perché non ci sono strutture stradali idonee, non c’è alcuna volontà politica con impegni seri e costruttivi e manca soprattutto pubblicità mirata da parte di enti sportivi, commerciali e scolastici.
considerando il movimento femminile in bici che c’è nelle gare sempre crescente e competitivo e assurdo che non si tenga conto di ragazze future donne appassionate più degli uomini dato che fanno sacrifici enormi per gareggiare ogni domenica