Vittoria Bussi ha fatto di nuovo la storia. Dopo essere stata la prima e unica donna ad aver superato per ben due volte i 50 km nel Record dell’Ora su pista – l’ultima la settimana scorsa – ha conquistato anche il Record mondiale femminile dell’Inseguimento Individuale sui 4 chilometri, stracciando ogni precedente primato.
Un risultato storico, frutto di anni di lavoro indipendente, senza sponsor milionari, senza copertura mediatica garantita, senza l’appoggio delle grandi strutture. Eppure, ancora una volta, l’Italia mediatica si è voltata dall’altra parte.
Due Record del Mondo ignorati dai mass media
Il Giro d’Italia – che anche noi stiamo seguendo su Bikeitalia con le analisi di Luca Gregorio – in queste settimane di maggio sta monopolizzando l’attenzione delle testate sportive e l’incredibile impresa di Bussi è finita nei trafiletti, se e dove è apparsa. La diretta interessata domenica 18 maggio ha rotto il silenzio con un post pubblico su Facebook che è un atto d’accusa al giornalismo sportivo italiano e una difesa della dignità di chi sogna, lotta, resiste.
Il suo sfogo è potente, lucido, scomodo. E vale la pena di leggerlo tutto, perché merita un’attenta riflessione.
Lo sfogo integrale di Vittoria Bussi, punto per punto
“A tutti i giornalisti che mi stanno chiedendo scusa in questi giorni perché la mia impresa ‘non ha avuto il permesso ad avere più spazio’, perché il pezzo è stato tagliato a 9 righe anziché 15, perché il Giro vi sta assorbendo tutte le energie e il vostro tempo. O altre cazzate simili”.
“Ebbene, chiedete scusa agli Italiani, non a me. È a loro che state privando la gioia di avere tutti e 4 i record a casa, sia di ora che di inseguimento, sia maschile che femminile. Anche se di velodromi in Italia ce n’è uno solo”.
“Chiedete scusa ai tanti giovani atleti che hanno paura di non riuscire a far grandi cose perché non hanno una squadra dietro. Le grandi cose si possono fare comunque. O ai lavoratori in qualsiasi ambito. Le grandi cose si fanno anche da soli, o quasi”.
“Chiedete scusa a chi pensa di non aver abbastanza denaro per poter organizzare un grande evento. Si può organizzare, senza diretta televisiva magari, ma ce la si fa”.
“Chiedete scusa agli adolescenti che devono scegliere tra sport e istruzione perché la società ancora dice questo. Si possono fare entrambe le cose. E bene”.
“Chiedete scusa alle donne, perché proprio non ce lo meritiamo. Perché proprio non ha senso. Sa di Medioevo e inciviltà. E se vi racconto che avevo il ciclo nel 2023 quando ho battuto i 50 km, non vergognatevi ma scrivetelo perché è proprio grazie al ciclo che diamo la vita”.
“Io non l’ho mai fatto per visibilità, quindi non chiedetemi proprio scusa. Anzi, magari leggete la mia storia prima di farmi le domande”.
Perché questo tema ci riguarda tutti
“Chiedete scusa agli italiani”
Il primo bersaglio del post sono i giornalisti, ma la vera accusa è al sistema dell’informazione e alla sua selettività. Non è solo una questione di spazio rubato: è la privazione di un orgoglio collettivo, quello di un Paese che oggi detiene tutti e quattro i record mondiali su pista, maschili e femminili, su due delle discipline più emblematiche del ciclismo.
E invece, si continua a parlare solo di quello che è più facile, più vendibile, più nazionalpopolare.
“Le grandi cose si fanno anche da soli”
Il riferimento è autobiografico: Bussi (che è arrivata al ciclismo professionistico “tardi”, dopo aver conseguito un Dottorato in Matematica ad Oxford) in meno di 10 anni ha costruito la sua carriera fuori dai circuiti ufficiali, con un piccolo team personale, lottando ogni volta per trovare il denaro, il tempo, le strutture. Un esempio concreto per tanti giovani atleti – e non solo – che si sentono esclusi per mancanza di mezzi o appoggi.
Il suo è un grido di speranza: “Le grandi cose si possono fare comunque”. E vale in ogni ambito, dallo sport al lavoro, dalla scienza all’arte.
“Anche senza soldi si può fare”
Le imprese di Bussi non sono state costruite con milioni di euro e produzioni TV. Sono nate con pochi fondi, grande organizzazione, tenacia e visione. È un messaggio importante in un’epoca in cui sembra che senza sponsor non si possa nemmeno iniziare a sognare.
“Si può studiare e fare sport”
Altro tema cruciale: l’eterna contrapposizione tra carriera sportiva e formazione scolastica. Bussi, che ha un Dottorato in Matematica e un passato accademico di alto livello, è la dimostrazione vivente che sport e studio non solo possono coesistere, ma possono alimentarsi a vicenda.
“Scrivete che avevo il ciclo”
Forse la frase più potente contenuta nel suo post. Parlare apertamente del ciclo mestruale – spesso ancora un tabù nello sport – e rivendicarlo come parte integrante della forza femminile, è un atto rivoluzionario. Bussi lo ha fatto con disarmante semplicità, trasformando un dato biologico spesso censurato in un simbolo di vitalità, di orgoglio e di consapevolezza: “Non vergognatevi ma scrivetelo, perché è proprio grazie al ciclo che diamo la vita”.
In un mondo sportivo ancora troppo maschile nei modelli, questo tipo di narrazione è necessaria per scardinare stereotipi e aprire spazi di verità.
Una lezione di sport. E di civiltà
Vittoria Bussi non cerca scuse, né visibilità. Cerca giustizia narrativa, quella che dovrebbe competere a chi ha fatto qualcosa di grande. E lo ha fatto per sé stessa, ma anche per tutti noi.
Perché le storie come la sua parlano di possibilità, di coraggio, di visioni diverse. E soprattutto, mettono a nudo l’inerzia di un sistema mediatico che troppo spesso ignora ciò che non ha già deciso di valorizzare.
Forse è davvero arrivato il momento di chiedere scusa. E, più ancora, di cambiare registro.





















Vittoria Bussi: bravissima, intelligente, con un’energia e una forza fisica e interiore che tanti maschietti se la sognano. È ora che queste discriminazioni finiscano, troppo spesso quando una donna ha la capacità di raggiungere successi nel proprio campo lavorativo, non solo sport, suscita meschina invidia, spesso anche da parte di colleghe e colleghi, e un gran povero desiderio di sminuirne la validità , povertà d’ animo proprio.
Mi riferisco al desiderio di Valentino ( 21 maggio h 20,28 : mi permetto di chiedere ai responsabili di questo sito se è possibile prendere l’ iniziativa, magari in collaborazione con personaggi pubblici, intellettuali ecc. che hanno le stesse opinioni, di rendere nota questa brutta pagina antisportiva al presidente Mattarella e richiamarsi alla sua sensibilità dimostrata anche in altre occasioni per offrire un meritato riconoscimento pubblico a Vittoria Bussi.
Per quello che riguarda il sig. Amedro ho proprio la curiosità di sapere qual è il commento maleducato, improprio e per fortuna unico che ha ” ben” pensato di inviare [RISPOSTA: i commenti non in linea con le linea guida di moderazione di Bikeitalia.it vengono letti e cancellati: quel messaggio è per comunicare a chi commenta che il suo commento non è stato pubblicato è perché – Bikeitalia.it].
VITTORIA: nomen omen, nel nome il destino, così dicevano gli antici latini.
E tu, oltre che vittoriosa contro il tempo, sei anche vittoriosa contro tutte le avversità e i pregiudizi.
Esempio che, se chi di dovere vorrà segnalarlo al presidente Mattarella, è ben meritevole di adeguati e onorevoli riconoscimenti.
Ad majora semper !!
Davvero una grande Donna, dotata anche di grande intelletto oltre che di potenza ed esplosività fisica, che dire più di ciò che hai già detto Vittoria, certo che come tante categorie, rimane il fatto, ovviamente non parlo di tutti, che il giornalismo può essere un’arma a doppio taglio, capita che qualcuno che operi in quell’ambito sia un arrivista, ipocrita e cinico, meno male non sono tutti uguali.
Parlo per esperienza personale.
Ancora tante belle cose e tante… Vittoria.
Chapeau Vittoria, grazie di esistere!
Le Tue parole aprono una breccia nel muro della superficialità mediatica che, sistematicamente, ignora imprese stoiche come la Tua!
Auspico che questa “breccia” faccia crollare anche questo muro portando l’Educazione sportiva ai livelli che un Paese Civile dovrebbe esprimere.
In attesa di nuovi entusiasmanti successi ricevi il mio ammirato saluto 👏👏👏👏👏🇮🇹🍀🚀❤️🙏
Incommensurabile. Semplicemente incommensurabile… persone come te alzano drasticamente la media di un’italianità povera e meschina.
Come te ce ne vorrebbero tanti e tante con l’orgoglio del “ciclo della vita” a dimostrare che, maschi e femmine, ce la possiamo fare insieme o da soli…ma ce la possiamo fare, perché ognuno ha i suoi talenti. Guai a non esprimerli e a non condividerne i risultati! Ti auguro il meglio per tutto quello che sei ,che fai e che rappresenti… con una come te possiamo dire finalmente “Viva L’Italia”!…Grazie per la dignità di cui ci hai resi partecipi. Continua così.
[Questo commento non è stato pubblicato – https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – “Opinione personale del commentatore espressa in modo perentorio, assiomatico o priva di argomentazioni” – Bikeitalia.it]
brava, continua così con umiltà e professionalità per raggiungere altri traguardi, un abbraccio
Sei bellissima, atleta superlativa e donna affascinante… Un abbraccio.. senza malizia, provo stima per te, donna risoluta, performante e capace di conseguire obiettivi… Ciao
il problema che i giornalisti sono pagati sempre per ogni riga che scrivono da chi ha un interesse economico e se c’è l’interesse di qualcuno, non va no mai a cercare notizie se non vengono pagati, in italia la politica paga I giornalisti e poi il calcio tutto il resto non conta
non sapevo della tua bellissima performance..ti chiedo scusa….sono una donna che ha iniziato aa lavorare a 11 anni fino a 60 e ne sono orgogliosa. …come devi essere orgogliosa tu e tutti i giovani atleti che come te…alma Frigerio
bravissima in tutti i sensi. Grazie per la lezione di vita che dai ai giovani che se vogliono possono essere sia dei grandi atleti che grandi studenti. grazie
FINO A POCHI MINUTI FA NON SAPEVO CHI FOSSI ORA POSSO SOLO DIRTI CHE SEI GRANDISSIMA E TI AMMIRO TANTISSIMO FORZA MOLTI UOMINI DOVREBBERO IMITARTI
GRANDE GRAZIE VITTORIA ✌️
carissima Vittoria Bussi fino a pochi minuti fa non conoscevo il tuo nome e neanche che facessi dello sport. Ho letto il tuo articolo mi sono commosso fino a farmi piangere e non mi vergogno di scriverlo. Sei grandissima e credimi ce ne fossero persone come te. un abbraccio sincero alla faccia di quelle persone che conoscono e vivono solo di calcio
Grazie a questo sito che punta un faro sulla Bussi
Vittoria non è solo un atleta da primati mondiali è molto di più
Un esempio di libertà e di emancipazione rispetto a canoni mediatici purtroppo consolidati
Spero che il suo messaggio raggiunga le generazioni a venire perché per quelle attuali c’è poca speranza
Potrei scrivere mille parole parole , ma solo una ti dedicherò : GRAZIE
… chissà se questo sasso tirato nello stagno, produrrà quelle onde che si faranno sentire nel Nostro piccolo mondo Italiano.
Le Donne,gli “altri” sport,le “altre” cose non sono da NOTIZIA e mi spiace vivere in questa realtà,voluta da CHI vuole far revenue solo con scalpore,gossip di calcio,motori,tennis e se proprio proprio devono,….con rugby,nuoto e basta là.
GRANDISSIMA ti ringrazio per quello che hai fatto in pista e scritto ai giornalisti.
Grazieeeee GRANDISSIMA
FORTISSIMA GRAZIE ❤️
Sta bene, purtroppo si deve sempre guardare al soldo e al ritorno mediatico e il ciclismo in pista ne ha poco. Certo, anziché propinare repliche su repliche sui canali nazionali, coperti da canone e pubblicità, sarebbe bello anche vedere qualcosa in cui primeggiamo…
Grande onore a questa lettera! Grande onore a te Vittoria! Il tuo none ti rappresenta. Grande forza di volontà e tanto tanto impegno. Purtroppo non soltanto le donne sono in secondo piano di visibilità ma anche sul piano economico non vengono retribuite come gli uomini anche appunto nel professionismo!!! Pertanto che dire…..grazie di rappresentarci e grazie e auguri x la tua carriera.
Bruna
La ragione per cui mi risulta impossibile seguire qualsiasi tipo di sport, compresi quelli che mi piacciono e che pratico, è l’asfissiante clima maschilista.
Bravissima Vittoria Bussi!!! Hai vinto anche con queste parole che hai scritto!!!! Anch io non ne ero a conoscenza…ma mi hai aperto il cuore. Sei forte nel fisico e nello spirito.
Grande rispetto per te
una sola parola
GRANDE
Siamo pieni di pennivendoli, in cerca di scoop, alla ricerca del successo rimestando nel fango delle notizie false, ora la meta è il video, anzi il tubo.
Una bella persona,che di questi tempi è una cosa rara.Ancora oggi ci vuole coraggio nel dire queste cose ,: scrivete che avevo il ciclo, e senza vergogna , perché e grazie al ciclo e alla propria volontà che una donna può creare una nuova vita.
Un elogio a te per la tua determinazione, per il tuo coraggio e per la tua schiettezza.
Hai detto bene oltre allo sport e al sapere voi donne avete il privilegio incommensurabilmente piu’grande di tutti che è quello di dare la Vita e questo oggi ci permette di esistere. Dio ti benedica.
Da condividere in tutto e per tutto!
Vale anche per altri sport poco noti.
abbiamo vinto a fine Aprile i mondiali di curling di coppia maschile e femminile.
Nessun servizio, nessun commento, nessun trafiletto……….
Pochi giorni prima avevamo vinto i mondiali maschili junior di curling, niente , nessun commento, nessun trafiletto………..
Eppure erano vittorie piene di ammirazione da parte di avversari che si chiamavano Usa, Scozia, Canada’, Norvegia, Svezia, Germania, Svizzera ecc.ecc.
ore ed ore di trasmissioni tv sul calciomercato, sul gossip dei Calciatori, piloti, italiani………..
boh!?!
Quello che ha scritto dovrebbero metterlo su qualche copertina di libri di scuola. Grandissima PS: grandissima anche per le sue imprese sportive di cui…cvd…non sapevo nulla. Grazie anche a chi ha scritto e pubblicato questo articolo.
Stupenda ragazza!!! Parole semplici e umili che meritano tanto rispetto e gratitudine.
bravissima! ti meriti più rispetto ed attenzione 💪
Parole sacrosante, da leggere ma sopratutto da mettere in pratica.
Grazie
Mi hai emozionato fino alle lacrime! Chissà che emozione vederti correre. Ho tanto rispetto e ammirazione per la donna che sei. Mentre sempre più grande è lo schifo per l’informazione giornalistica, ora incredibilmente anche quella sportiva.
STREPITOSA!!!!!!!!
In pista e con la penna!
Gigi da Brindisi
Carissima Vittoria Bussi, sei un esempio.
Ti mando un forte abbraccio dalla Sardegna.
grandissima ❤️❤️
in effetti non lo sapevo
Brava bravissima!
Lo sport che conta è solo quello che ha grandi sponsor e conseguentemente grande visibilità, vedi mondiali nei luoghi più inadatti , ma con grandi budget .
Sport dove atleti/ atlete sacrificano il periodo più bello (la gioventù) della loro vita in allenamenti continui e raccolgono, quando va bene, un trafiletto a fine pagina.
Stiamo correndo sempre più…
per avere dei risultati in tutte le cose giornaliere…
quando invece ci si fa’ il giretto con la bici, o meglio ancora a piedi
vedi un mondo totalmente diverso…
EVVIVA LE PISTE CICLABILI…