Mobilità

La ciclabile sotterranea che doveva essere un’autostrada

La ciclabile sotterranea che doveva essere un’autostrada

Da simbolo di una mobilità del passato a modello di sostenibilità urbana. È la parabola compiuta dallo Stadttunnel di Zurigo, un tunnel nato negli anni ’80 per ospitare un tratto autostradale e oggi riconvertito in una moderna pista ciclabile coperta, completa di un maxi parcheggio sotterraneo per biciclette. Un esempio virtuoso che ricorda un altro celebre caso europeo: quello dei Giardini del Turia di Valencia, dove il letto di un fiume, inizialmente destinato a diventare un’autostrada urbana, è stato trasformato in uno dei più grandi parchi ciclabili d’Europa (come vi avevamo raccontato su Bikeitalia).

Un’autostrada che non ha mai visto le auto

Il tunnel di Zurigo si trova sotto la stazione centrale, uno snodo cruciale per la città e per tutta la Svizzera. Fu realizzato alla fine degli anni ’80, con l’obiettivo di collegare due tronconi autostradali attraverso il centro urbano. Ma il progetto autostradale fu presto abbandonato, travolto dalla crescente opposizione popolare. La galleria rimase inutilizzata per decenni: una cattedrale sotterranea in attesa di una nuova destinazione.

La svolta ciclabile: dalla petizione al voto popolare

Nel 2011, l’associazione Pro Velo Zurigo lanciò una petizione per destinare quel tunnel alla mobilità ciclistica. Un’idea visionaria che trovò consenso crescente, fino a diventare realtà. Nel 2021, un referendum popolare approvò il progetto con il 74% dei voti favorevoli. Un risultato schiacciante che confermava la svolta della città verso una mobilità più dolce, sicura e accessibile a tutti.

Lo Stadttunnel oggi: un’infrastruttura strategica

Dopo quattro anni di lavori e un investimento di oltre 38 milioni di franchi, lo Stadttunnel è stato inaugurato ufficialmente il 22 maggio 2025, con una parata in bicicletta sotto la pioggia a cui hanno partecipato oltre mille persone. La galleria è lunga 440 metri, larga fino a 6 metri, con rampe d’accesso su entrambi i lati che la collegano alla Kasernenstrasse e al Sihlquai, passando sotto i binari della stazione.

Uno degli elementi più innovativi è il parcheggio sotterraneo gratuito per biciclette, con 1.240 posti disponibili, collegato a una galleria commerciale. Il limite di velocità nel tunnel è di 20 km/h, pensato per garantire la sicurezza a tutti gli utenti.

Un progetto simbolo della mobilità urbana del futuro

“La popolazione vuole più spazio per le bici”, ha commentato Yvonne Ehrensberger, direttrice di Pro Velo Zurigo, durante l’inaugurazione. Anche la consigliera municipale Simone Brander, responsabile del dicastero dei lavori pubblici, ha sottolineato come lo Stadttunnel sia diventato il fulcro della rete ciclabile urbana di Zurigo, garantendo un collegamento sicuro e continuo attraverso una delle aree più trafficate della città.

Una buona pratica da imitare

La trasformazione del tunnel di Zurigo è più di una semplice riconversione urbanistica: è un esempio concreto di come la volontà popolare e la pianificazione lungimirante possano cambiare il volto delle città, restituendo spazio e centralità alla mobilità ciclabile. Come accaduto a Valencia, anche a Zurigo un’infrastruttura pensata per le auto è diventata un simbolo di resilienza urbana e sostenibilità. Un progetto da studiare, imitare e replicare in tutte quelle città che vogliono davvero mettere al centro le persone, la salute e l’ambiente.

[Fonte]

Leggi anche: 10 infrastrutture ciclabili che vorremmo vedere in ogni città

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Commenti

  1. Luca M. ha detto:

    Con i 38 milioni di Franchi si è rimasti sotto il budget prestabilito di 8 milioni di Franchi. Quindi è costato meno del previsto. Paragonare i costi svizzeri di simili opere a quelle italiane è assolutamente senza senso. Già solo i costi del personale. Per farla semplice: una pizza in Svizzera costa almeno 30-35 Franchi. A occhio e croce una simile opera in Italia o in altri territori dell’UE dovrebbe costare tra i 7-8 e i 15 milioni di Euro.

  2. Ippolito Ruggeri ha detto:

    Lo stipendio medio in Svizzera e sui 6mila euro al mese.

    Questo per „scalare „ il costo del tunnel.

    Poi se abbia senso o meno, il tempo lo dirà (non va trascurato che dal tunnel si accede direttamente ad un‘officina e ai treni…)

  3. George Gatti ha detto:

    L’opera è molto bella e molto ben inserita nella realtà di una città, come Zurigo, senz’altro all’avanguardia della mobilità cittadina. L’unica perplessità riguarda il costo dell’opera, perché 38 milioni di Franchi Svizzeri (quasi 41 milioni di Euro), mi sembrano troppi per poche centinaia di metri di tunnel ciclabile. 🤔

  4. Luca ha detto:

    [Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ (Opinioni personali dei commentatori espresse in modo perentorio, assiomatico o prive di argomentazioni) – Bikeitalia.it]

  5. Rudy ha detto:

    38 milioni di franchi oltre ai costi di costruzione per fare 440metri in bici.
    proprio spesi bene… ah sicuro.

  6. stefano ha detto:

    anche io penso che 38 milioni per neanche 500 metri siano una spesa esagerata….sono 76000 franchi al metro….non mi sembra una furbata

  7. Fabrizio Tebaldi ha detto:

    mi piace

  8. Marco ha detto:

    Posso dare una nota critica?
    460 metri di ciclabile sotterranea alla modica cifra di 38 milioni di euro, credo che non quella cifra si sarebbero potute fare MOLTE più infrastrutture più classiche ma funzionali per migliorare la viabilità ciclistica. Miei 2 cent

  9. Loris Pula ha detto:

    In Italia fino a quando la mobilità ciclistica è considerata solo un intralcio al traffico delle auto (e ovviamente i loro pigri guidatori), tali progetti non troveranno mai una piena approvazione! Mi auguro che le cose cambino, ma purtroppo ci vorranno ancora decenni

  10. JULES ALBINI ha detto:

    Fantastico!!!
    Mi si stringe il cuore pensando a quanto in Italia progetti analoghi a questo non vedranno mai la luce!
    Qualche timido segnale qua e là c’è anche qui, ma bisogna munirsi di potenti binocoli e/o lenti d’ingrandimento per vederli/trovarli… Sigh!

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