Nel ciclismo professionistico si parla spesso di resistenza fisica, ma c’è un’altra fatica, meno visibile: quella mentale. Anche un campione come Tadej Pogačar affronta sfide psicologiche intense. Sua mamma Marjeta, intervistata dal quotidiano francese Le Parisien*, racconta le pressioni e i momenti di stanchezza che vive suo figlio nella quotidianità.
Un campione sotto pressione
Tadej Pogačar è diventato famoso in tutto il mondo grazie alle sue vittorie straordinarie. Ma dietro ogni successo c’è una persona con emozioni, dubbi e paure. La madre, con sincerità, racconta quanto la fatica mentale possa pesare. “Capisco se smette, è stanco”, dice, mostrando comprensione per il peso emotivo che il figlio porta sulle spalle. Le sue parole fanno riflettere su quanto sia difficile, per un giovane diventato famoso in così poco tempo, mantenere sempre livelli altissimi.

Il lato nascosto del ciclismo
Chi guarda il ciclismo da fuori vede solo forza, velocità e resistenza. La realtà è più complessa: lo sport richiede anche equilibrio emotivo e mentale. Gli atleti devono affrontare pressioni di sponsor, tifosi, media e di loro stessi. Ogni gara diventa una prova di gestione di fatica fisica e mentale. Secondo la mamma di Pogačar, la pressione costante può portare a momenti di insicurezza. Anche vincendo grandi corse, Tadej non è immune alla stanchezza emotiva, che a volte pesa più della fatica sui pedali.
La resilienza di un giovane campione

La madre non vuole farlo sembrare fragile, ma mostrare che è una persona reale, con bisogni e limiti. La resilienza di Pogačar c’è, ma non significa che gestisca facilmente ogni forma di pressione. Le parole della madre raccontano l’equilibrio tra forza interiore e vulnerabilità, tra desiderio di vincere e necessità di rispettare i propri ritmi.
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Questo punto di vista è importante anche per i tifosi: spesso si guardano solo i risultati, dimenticando l’essere umano dietro il campione. La testimonianza della mamma ci ricorda che anche un vincitore ha bisogno di sostegno e momenti di pausa.

Gestire lo stress e la carriera
La madre parla anche di stress. Gli atleti professionisti vivono una pressione continua che può influire sul rendimento e sulla salute. Pogačar, a soli 27 anni, è uno dei ciclisti più vincenti di sempre e ha già conquistato più di 100 vittorie in carriera, inclusi quattro Tour de France, un Giro d’Italia, due Campionati del Mondo e un Campionato Europeo: gare di altissimo livello, esperienze che aiutano a crescere ma fanno accumulare anche tanta fatica mentale che non va ignorata.
Le parole di mamma Marjeta ci invitano a riflettere su come il ciclismo moderno dovrebbe considerare il benessere psicologico dei corridori: non basta curare il fisico, bisogna anche prendersi cura della mente.
La fatica mentale e la gestione dello stress nel ciclismo
Nel ciclismo moderno, la gestione della fatica mentale è diventata parte integrante della preparazione di ogni atleta. Allenare la mente è importante quanto allenare le gambe: concentrazione, resilienza e capacità di gestire lo stress possono determinare la differenza tra un successo e un crollo improvviso.
La pressione continua – dalle aspettative personali ai media, fino ai social – può minare la lucidità anche del corridore più esperto. Per questo, sempre più squadre inseriscono nel loro staff psicologi sportivi e mental coach, figure che aiutano i ciclisti a sviluppare strategie di recupero emotivo e a riconoscere i segnali di stanchezza mentale prima che diventino un problema serio.
Su Bikeitalia abbiamo approfondito il tema dell’allenamento mentale del ciclista, per comprendere come corpo e mente viaggino sempre insieme, soprattutto quando la strada si fa più dura.
Un messaggio di speranza

Non è un messaggio di resa. La mamma spera che Tadej trovi la sua strada, rispettando sia le ambizioni sportive sia il benessere personale. Questo è importante per chi ama il ciclismo: la carriera di un atleta non si misura solo in vittorie, ma anche in equilibrio personale. Riconoscere i propri limiti non è debolezza, ma saggezza.
La storia di Pogačar ci ricorda che dietro ogni campione c’è un essere umano. La fatica mentale è reale, spesso invisibile. Le parole di sua madre ci insegnano a guardare oltre i risultati, a considerare l’atleta nella sua interezza e a capire che la salute mentale è importante quanto quella fisica.
In un mondo che misura il successo solo con i trofei, il ciclismo ha bisogno di una nuova prospettiva: mettere al centro la persona, i suoi sentimenti e la sua capacità di gestire lo stress. La storia di Pogačar dimostra che anche i migliori affrontano sfide interiori e che il sostegno familiare può fare la differenza.
Le parole della mamma di Pogačar sono un messaggio universale: ascoltare la mente e il corpo, rispettare i propri limiti e ricordare che, anche nella carriera di un campione, il benessere personale viene prima di ogni vittoria.
*[Fonte]





















Eddy non correva sempre all’attacco, faceva molte gare meno importanti ma, tante , quando fu battuto da Gimondi fu l’inizio di una fine, ritiro presto, l’ultima bici de rosa la ritirai Io. Tramite Entourage Molteni
Da quando ho conosciuto Tadej, non perdo un avvenimento , la Mamma di Tadey lo conosce meglio di tutti noi , deve correre le gare che lo affascina , avendone vinte tante, ma la Sanremo 2024, la tappa finale Tour 2025 perse X un atleta come Tadej. Non è una normalità e questo lo deprime , la cronometro. Persa ai mondiali 2025 lo vista non era Lui anche Como stava in sella dopo 3 giorni vince un mondiale straordinario, mi ricordo Eddy prima delle gare chiedevo, la risposta era, oggi Vince. Come Tadej dev’essere confortato sempre. Tadej 6 un Grande.
Sono un appassionato e pratico ciclismo amatoriale da più di 50 anni, ora ho 73 anni e quando posso mi faccio un giro in bici; ho fatto più di un milione di chilometri con la bici da corsa e ho frequentato alcuni ciclisti professionisti ma non ho mai visto nessuno forte come Pogi.
Merckx ha vinto più di 450 corse….in meno di 1.800 gare … Una media di una vittoria ogni quattro gare……
…..e non contiamo i piazzamenti….
Tutto detto…..
Tadej ha portato il ciclismo a livelli mai visti prima. La sua forza e determinazione fanno sembrare facili e semplici, imprese straordinarie che rimarranno epiche! In 70 anni credevo che il grande Merckx fosse irraggiungibile. Mi devo ricredere! Giancarlo.
ho ammirato Bugno amato Pantani e cunego ma questo ragazzo è unico
ho 54 anni, seguo il ciclismo da quando ne avevo 15. Sono stato tifoso di B. Saronni, G. Bugno e del mitico Pantani. Non ho mai visto però un prodigio della caratura di Pogacar, di gran lunga il più grande degli ultimi 50 anni. Continua ancora Fenomeno e rimarrai il più grande di ogni epoca.
H0 82 anni ho sempre praticato amatorialmente e con tanta passione il ciclismo ho vissuto le imprese dei Grandi del ciclismo dagli anni 60 in poi e posso dire che le emozioni trasmesse dal “sublime” T.POGA.. sono incomparabili sotto tutti i punti di vista (umano*sportivo emozionale ecc.ecc) Grazie a Voi per l’opportunità. Cordialmente Gianni
POGA FAI QUELLO CHE TI SENTI DI FARE. IL MIGLIOR CONSIGLIO VIENE DA DENTRO DI TE 👍
HVALA PER TUTTO QUELLO CHE FAI
CIAO GRANDISSIMO SUPER POGA …..♥️👥✌️..👏👏👏👏
CIAO SONO FILIPPO DELLA PROVINCIA DI TORINO SONO UN SUO TIFOSO E AMMIRATORE DELLA PERSONA E SEMPLICEMENTE UN GRANDE CONTINUA COSI A FARCI SOGNARE BUONA VITA CIAO