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Hanno trovato il modo di uccidere le Granfondo

Hanno trovato il modo di uccidere le Granfondo

Il ciclismo amatoriale in Italia sta attraversando un momento complicato. Tra le varie sfaccettature di questo mondo, le granfondo, aperte a tutti gli appassionati di ciclismo, sono quelle che stanno soffrendo di più. Per anni queste manifestazioni sono state un punto di riferimento per ciclisti di ogni età e livello, unendo passione, sport e scoperta del territorio.

Oggi, però, rischiano di scomparire. Ma perché?

Un calo che fa preoccupare

Già nel 2024 i dati erano chiari: le iscrizioni alle granfondo sono diminuite, mentre i costi di organizzazione continuano a crescere. Gli organizzatori devono affrontare spese sempre più alte per sicurezza, permessi e assicurazioni, con entrate che non riescono a coprire tutto.

Questo squilibrio economico ha reso difficile mantenere in calendario molte gare storiche. Per alcuni eventi, la sostenibilità è diventata un vero problema: non basta più garantire la sicurezza, serve anche offrire un’esperienza completa e di qualità ai partecipanti.

Visioni diverse tra FCI e ACSI 

A peggiorare la situazione, nel 2025 si è aggiunta la lite tra la Federazione Ciclistica Italiana (FCI) e l’ACSI, due enti fondamentali per il mondo amatoriale. Il risultato? Gare cancellate, autorizzazioni bloccate e tanta confusione.

Uno dei casi più emblematici è quello della Gran Fondo Leopardiana di Recanati, annullata all’ultimo minuto per decisioni legate alle federazioni. Gli organizzatori, per non sprecare la giornata, hanno reagito in modo creativo, trasformando l’evento in una festa per bambini.

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È un bel segnale, che mostra quanta voglia ci sia ancora di tenere viva la passione per la bici, anche nei momenti difficili. Però non basta a far dimenticare quanto la situazione sia stata complicata: molte granfondo sono saltate all’ultimo momento, con alberghi già prenotati, sponsor coinvolti e tanto lavoro ormai perso. Per molti è stato un duro colpo, non solo economico ma anche morale.

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Un danno non solo sportivo

Il problema delle granfondo non è solo economico o organizzativo. Queste gare rappresentano un momento di incontro, condivisione e divertimento per migliaia di ciclisti. Ogni evento cancellato significa perdere un’occasione per vivere la bicicletta insieme.

Le granfondo sono anche una risorsa per il territorio: portano ciclisti e famiglie in borghi e città, fanno conoscere paesaggi e tradizioni locali, sostengono l’economia di ristoranti, hotel e piccole attività.
Perdere queste gare non vuol dire solo perdere sport, ma perdere una parte di cultura e di identità del ciclismo amatoriale italiano.

Il confronto con il cicloturismo

Non tutto però è in crisi. Il cicloturismo continua a crescere e ad attirare sempre più persone.
Chi sceglie di pedalare per piacere, senza la pressione della gara, trova percorsi, eventi e iniziative in tutta Italia.

Questo dimostra che la passione per la bici è viva, ma anche che il modello delle granfondo ha bisogno di essere ripensato. Mentre il cicloturismo si apre a un pubblico vasto e diversificato, le granfondo rischiano di rimanere un’esperienza per pochi, con costi alti e regole complicate.

Serve capire come rendere queste gare più accessibili, sostenibili e accoglienti, per tornare a coinvolgere chi pedala per passione e non solo per competizione.

Cosa serve per salvarle

Il rischio è chiaro: senza interventi concreti, le granfondo potrebbero diventare solo un ricordo.
Non si tratta solo di perdere qualche gara o centinaia di iscritti. Si tratta di perdere un pezzo importante della nostra cultura ciclistica, fatta di fatica, amicizia e amore per la bici.

Ogni anno, migliaia di ciclisti si mettono alla prova, condividono esperienze e momenti unici. Eliminare queste opportunità significa privare tante persone della gioia di pedalare insieme.

Per salvare le granfondo serve una presa di coscienza collettiva.

Le federazioni e gli enti devono collaborare, non scontrarsi. Gli organizzatori hanno bisogno di regole più chiare e costi più sostenibili. I ciclisti devono partecipare e sostenere gli eventi, anche quando la situazione è difficile. E gli enti locali devono capire che una granfondo non è solo una gara, ma una festa per il territorio.

Non è più il momento di polemiche o divisioni, ma di soluzioni concrete che permettano a queste manifestazioni di continuare a vivere.

Un patrimonio da proteggere

Nonostante tutto, c’è ancora speranza. Il cicloturismo, l’interesse per la bici e la voglia di pedalare sono forti. Questo entusiasmo può diventare la base per rilanciare le granfondo, riportandole al centro della scena amatoriale.

Peraltro il termine italiano Granfondo* è utilizzato a livello internazionale per indicare le gare ciclistiche amatoriali o agonistiche su lunghe distanze: non si tratta semplicemente di una denominazione, ma di un nostro patrimonio sportivo-culturale da proteggere.

Serve una presa di coscienza seria e un impegno concreto da parte di tutti: organizzatori, federazioni, associazioni e partecipanti. Solo così le gran fondo potranno continuare a esistere e a far vivere quella magia che si prova alla partenza, in mezzo a centinaia di ciclisti pronti a condividere la stessa passione.

Il futuro delle granfondo è nelle mani di chi ama davvero il ciclismo: se non agiamo ora, rischiamo di perdere un patrimonio unico.

Le granfondo non devono sparire: devono evolversi, adattarsi e continuare a raccontare, con ogni pedalata, la storia viva del ciclismo italiano.

*[Fonte]

Commenti

  1. Bernard ha detto:

    Troppe formalità, troppa burocrazia. Nel Regno Unito le Gran Fondo si riescono a fare senza certificato medico ne iscrizioni ad un associazione ciclistica. Quindi chi vuole può partecipare. I partecipanti non muoiono, a differenza alle GF in Italia.
    IL calo demografico è un’altra causa del calo di partecipanti.

  2. Tiziano ha detto:

    Se non si vuole che le GF spariscano – a mio giudizio -si dovrebbe innanzitutto: 1) abbassare le quote di iscrizione, cominciando a non dare come premi di partecipazione maglie ecc. ecc. che hanno costi cospicui 2) non dare premi in denaro ai primi assoluti classificati e/o anche ai primi di categoria, semmai premiare tutti i FINISHER con oggetto congruo .(medaglia od altro articolo materiale a scelta degli organizzatori) 3) partenza libera entro un orario max stabilito. Ritengo quindi che in questo modo la maggior parte degli amanti della bici non diminuirebbero ma che eventualmente si perderebbe solo qualche decina di agonisti che poi alla luce di fatti veramente accaduti (alcuni casi di doping) certo non fanno bella pubblicità al ciclismo!
    Tiziano

  3. Nicola ha detto:

    25 anni che pedalò in MTB…alle granfondo non ci vado più per questi motivi…il costo iscrizione e non solo,quelle che pagavo 20/30€ in pochi anni siamo a 50/60.. ..poi adesso mi scarico gpx e la faccio gratis…vogliamo parlare per esempio di un copertone ? costa come quello di una macchina ….figli,lavoro,vita frenetica con conseguenza poco tempo per allenarmi e se non lo sei meglio stare a casa rischi crampi , fegato ,milza perché si sa ,quando ti attacchi un numero al petto,spingi ……sto pensando a una e byke che mi fà godere del piacere del bosco e amicizia senza allenamento …
    questi sono esempi che raccolgo mentre mi bevo la birra dopo il giro domenicale con gli amici di pedalata
    secondo me’,tocca punti importante che fanno riflettere
    buona pedalata a tutti

  4. ANTONINO ha detto:

    Il problema dei costi è solo una delle problematiche che investe il mondo delle Granfondo. Io ho fatto per anni Granfondo MTB ed è stata un’esperienza bellissima di conoscenza di nuovi territori e persone. Secondo me il motivo della carenza di iscrizioni è principalmente dovuta al cambiamento delle abitudini nel modo di passare il tempo libero. Ho alternato la bici all’enduro in Moto, e anche lì è una specialità in forte calo. Sono sport molto duri, ci sono sempre meno giovani disponibili a fare questi sacrifici. I numeri di una volta non ritornano più.

  5. Luigi ha detto:

    Partecipo al mondo delle Granfondo da 5 anni, ne ho 54 di anni. Ho letto commenti assolutamente sensati: effettivamente il costo sia dell’iscrizione e di ciò che gli gira intorno, non è accessibile a tutti e le inutili “spallate” che si danno per arrivare “merdesimo” per l’ennesima volta, non sono un incentivo a questo sport. Di contro però, ci metto l’adrenalina ti viene alla partenza, i sorrisi che vedi sulle facce dei bimbi nel percorso che ti salutano con la mano e la felicità che traspare tra tutti i partecipanti alla fine, anche se sono arrivati “merdesimi”, ma prima dell’acerrimo compagno di squadra!

  6. Patrizio Paolantoni ha detto:

    ​Ritengo personalmente che le Gran Fondo (GF), specialmente quelle con un numero limitato di partecipanti, debbano adeguare la loro offerta.
    ​A causa dell’aumento dei costi di gestione, insistere nel proporre due percorsi distinti rappresenta, a mio avviso, una scelta poco lungimirante.
    ​L’Esperienza del Ciclista
    ​Prendere parte a una Gran Fondo è sempre un’esperienza emozionante, ma ritrovarsi spesso a pedalare da soli è frustrante. Con un numero esiguo di iscritti, la suddivisione su due tracciati diversi aumenta il rischio di isolamento e snatura l’esperienza di gruppo tipica di queste manifestazioni.
    ​il Tema dei Costi e la Promozione
    ​Un altro aspetto fondamentale riguarda i costi: tra iscrizione ed eventuale soggiorno, la spesa per un partecipante ammonta a centinaia di euro.
    ​È essenziale che organizzatori, amministrazioni pubbliche e associazioni di categoria collaborino attivamente e condividano l’obiettivo primario della promozione integrata del territorio, trasformando l’evento sportivo in un volano turistico ed economico più efficace.

  7. Mario ha detto:

    era così bello pedalare con amici e poi allenati partecipare a queste belle manifestazioni tutto cambia velocemente la tecnologia avanza invecchiamo chi ha testa pedala per passione e per mantenere il proprio fisico e perché fa bene alla salute le granfondo a una certa età lasciatele fare a gente giovane e sponsorizzata poi prezzi alti io le mie bici storiche me le tengo sacre e me le godo pedalando anche da solo… oltretutto per strada o fermandoti ad una fontanella ne trovi di amici ciclisti se è solo per stare in gruppo e pedalare in amicizia senza bisogno di classifiche ciao

  8. Paolo ha detto:

    citofonare swattclub per avere idee e trovare passione dai giovani… nelle GF non c’è agonismo, troppa differenza di livello, categoria per età inutili, modello che andava bene quando il computer più potente era il commodor… e poi i costi, ma non solo delle iscrizioni, si tutto il mondo bici, in tanti si sono stufati di essere spennati e vanno a giocare a padel una volta la settimana…

  9. Salvo ha detto:

    Per 35 anni sono stato Presidente di una società amatoriale, agli inizi bastava poco e molta passione con Amici volenterosi si organizzavavo gare e cicloturistiche dove i costi si pareggiavano con le presenze dei partecipanti, poi altre società visti gli aumenti federali e burocrazie per permessi sulle strade percorse anno iniziato a creare Granfondo chiamate alla Francese per stare dentro nei costi e così si alleggerivano le responsabilità, IO dissi subito che questo avesse portato alla disfatta di un ciclismo se pur Amatoriale appassionava tutti esperi e non a pedalare in una giornata con serenità e allegria facendo anche conoscenze e amicizie.

  10. giuliano sartori ha detto:

    ritornare a gare amatoriali e dilettantistiche senza categorie per età per poi rilanciare l’open come all’estero in certe gare gareggiano tutti insieme master elite u23

  11. Andrea ha detto:

    Articolo interessante anche se mi sembra di leggere un articolo di 10 o 15 anni fa: le problematiche sono le stesse da quando, con la scusa legittima di aumentare la sicurezza, sono di contro aumenti i cavilli e le norme per concedere o meno le autorizzazioni e così un chicchessia (tra gli amministratori/enti locali) che ha a noia le bici o l’impegno a gestire manifestazioni simili trova sicuramente il modo per non concedere il nulla osta.

  12. Lorenzo ha detto:

    Comunque non torna una cosa.
    Scusate ma la competizione master(amatori) esiste in ogni disciplina sportiva dal podismo, trail running, triatlon, nuoto ecc…. Non capisco perché SOLO nel nostro sport a pedali si continui a dire che si debba gareggiare solo nei giovani e basta.
    Inoltre noto che negli altri sport bene o male tutto partecipano (il podismo gode di ottima salute, le maratone, le mezze e le 10 km fanno quasi sempre sold out) sia che vadano forte che se vadano piano, mentre nel ciclismo si tacciano ‘i primi’ di essere esasperati , di vincere solo ‘un prosciutto’ . Ma stiamo scherzando, ma che discorsi sono? Ogni competizione ha classifiche e premi, dalla più’ importante (tour de France) a quella più scarsa degli amatori e alle giovanili.
    Non è levando le classifiche che si salva lo sport, invece si continua a fare questo discorso nel nostro sport a pedali (ciclismo) e non capisco proprio il motivo.
    E non capisco perché chi vada piano debba criticare i primi e viceversa: ognuno dovrebbe sfruttare la competizione, e quindi il confronto con gli altri e l’adrenalina derivante, per trarre il meglio in primis da se’ stesso.
    Poi si può discutere magari del format: ok alla formula di Cicloturistica con tratti cronometrati in salita per rendere più sicura la manifestazione, però non sono d’accordo a levare in toto la competizione.

  13. Wunder ha detto:

    I ciclisti sono diventati i nuovi polli da spennare in certi posti. Non puoi chiedere ad uno con famiglia il pernottamento minimo di 4 notti per fare una Granfondo. Con costi altissimi anche in bassa stagione.

  14. Alessandro ha detto:

    Le due cose più ridicole che sono capitate nel mondo amatoriale sono il carbonio e i ridicoli freni a disco, vedo circolare bici da diecimila euro, fantozziani esagerati, il sottoscritto ha gareggiato nei mitici anni 70/80 poi mi sono spinto nel mondo amatoriale anni 90, e lì ho capito subito dove si andava a parare! Continuo a pedalare con telaio in alluminio gruppo medio tot. costo 3500€ con grandi soddisfazioni non mi faccio mancare nessun percorso. Usate la testa e avrete sempre grandi soddisfazioni e tanta salute. Un caro saluto a tutti i ciclisti.😅🚵‍♀️

  15. Luisella Concu ha detto:

    Gran fondo per amatori agonistiche? Anacronismo puro che snatura la corsa ciclistica. Alla fine del secolo scorso le vere competizioni amatoriali erano vere gare, la maggior parte in circuito, di 70/80 km divise per categorie in base alla età. Poi è arrivato il business delle GF, che ora sta scoppiando nelle mani degli organizzatori. E io ne sono felice, sperando di tornare ai vecchi tempi.

  16. Giovanni Meregaglia ha detto:

    Buongiorno, tutto giusto tutto pacato e politicamente corretto. Ma ci vuole una scossa e una botta molto più forte per regole e quanto altro . Un lettore parla di 50€ per una gran fondo… si forse in un altro pianeta. Questo solo se ti iscrivi con mesi di anticipo . Le gran fondo hanno un costo medio molto più elevato, sommando poi tutti i grandi costi accessori di trasferte etc etc… ma questo si sa bene, è pura passione. Nove colli e Dolomites non credo che raggiungono più i record degli scorsi anni, anzi, io non ci vado più! Rivedere l’agonismo delle Gf si può? Certo che si può! Viaggi a pura velocità di passeggiata e fai solo e solamente tratti cronometrati agonistici (magari solo 2,3 salite). La sicurezza ritorna estrema e in discesa ti godi i panorami.

  17. Luigi ha detto:

    Da praticante, non posso ignorare il caos che sta investendo il mondo delle Granfondo. La rottura tra FCI e ACSI ha messo fine alla convenzione che permetteva ai tesserati di muoversi con reciprocità. Dietro le quinte, si parla di violazioni regolamentari e di un equilibrio più politico che sportivo. Ma il vero problema è più profondo. Costi alle stelle: Permessi, sicurezza, assicurazioni… tutto pesa sugli organizzatori, mentre le iscrizioni calano. Il risultato? Gare sempre più care, con meno servizi e meno partecipanti. Vittorie anacronistiche: Davvero ha senso parlare di “vincitori” in eventi amatoriali? Il podio spesso è dominato da ex pro, mentre il resto dei partecipanti cerca solo emozioni e sfide personali. Il modello competitivo è stanco, e non rappresenta più lo spirito del ciclismo popolare. Meglio i tratti cronometrati: In Toscana, molte manifestazioni stanno virando verso formule più intelligenti: tratti selettivi cronometrati, il resto in modalità cicloturistica. Meno stress, più sicurezza, più inclusione. È il futuro che voglio. Il ciclismo amatoriale merita rispetto, non burocrazia e scontri tra enti. Serve un modello nuovo, sostenibile, inclusivo. Le Granfondo devono tornare ad essere festa, non campo di battaglia.

  18. Stefano Ceccon ha detto:

    Oramai partecipare ad una Gf tra iscrizione, viaggio, soggiorno, costa quanto una vacanza, un lusso per sempre più pochi direi. Se ci si aggiunge un esasperazione agonistica non giustificata, che porta da una parte a rischi di caduta ed infortuni, dall’altra a un impegno troppo oneroso, per chi lavora e ha famiglia, per mantenersi competitivi, ovvio che le iscrizioni calano e caleranno sempre più. Ci si chieda perché altre formule di ciclismo registrano presenze elevate, o perché sempre più giovani vivono il ciclismo senza la necessità di iscriversi ad un team e partecipare a Gf.
    Il ciclismo ed il mondo stanno cambiando, e le gf offrono ancora un modello oramai obsoleto che interessa a sempre meno persone.

  19. Braio ha detto:

    buongiorno credo che non muoia nulla ma cambiano i gusti, le generazioni, i modi di vivere, in un tempo come il nostro la velocità dei cambiamenti aumenta sempre di più, basta pensare all’abbigiamento del ciclista amatoriale di fine 900 che andava a replicare le divise dei professionisti mentre ora l’abbigliamento deve essere “stiloso” senza sponsor nei toni caffellatte, verde tundra, cipria, celeste. Non muore nulla cambiano le mode e lo stile di massa, alla fine del 900 il cicloturismo era fatto da nordici barbuti con bici stracariche oggi è la cosa più “cool” da postare, va bene così è eviluzione/cambiamento anche questo, quantomeno saremo più pronti quando finiranno i combustibili fossili. un saluto

  20. Aurelio ha detto:

    Abbassare i costi, di tutto il comparto. Ormai andare in bici è diventato un lusso.
    Eliminare le preiscrizioni… Come faccio a sapere se domani posso partecipare?

  21. Davide ha detto:

    Credo il problema sia da ricercare anche fuori da tutto ciò che milita intorno alle GF, l’aumento del costo della vita negli ultimi anni, il lavoro che sta diventando sempre più precario, fa sì che inevitabilmente vengano tagliate tutte le spese superflue (GF comprese).
    Ricordiamoci che oggi per poter partecipare a 10 GF in un anno (e sono poche), se va bene bisogna investire di base almeno 1500€.

  22. GIULIANO GELBMANN ha detto:

    Competo da quando avevo 6 anni in tutti gli sport che ho e continuo a praticare, l’agonismo è un fuoco che cresce con la passione, non puoi farne a meno, se non ci saranno più granfondo continuerò comunque a competere con me stesso pertanto tutti questi discorsi trovano il tempo che trovano, i tempi cambiano, le discipline evolvono e noi con loro perché in fondo chi è in competizione con sé stesso lo sarà sempre e in qualsiasi ambito. Come ha scritto qualcuno a 50 anni più che vincere un prosciutto! Il problema è solo per i giovani che se vogliono veramente sfondare in un qualsiasi sport DEVONO avere una famiglia che glielo possa permettere in termini economici e di tempo. La Federazione Danese ha recentemente sciolto il gruppo MTB Élite per indisponibilità economica, sono solo i primi…

  23. Massimo ha detto:

    In Umbria dal 2025 c’è una Cicloturustica “permanente” – la Tre Passi Umbri – che inizia dal 1 maggio al 30 settembre. il ciclista con una iscrizione di sole 10€ sceglie il percorso più idoneo alle sue possibilità di allenamento e riceve il “Brevetto” di 125 km di partecipazione o “Attestato” di 90 km. oltre ad un gagdet. Il partecipante sceglie il giorno e ora della settimana per partire e finire il giro, in più a “scontistiche” per tutto l’anno per Lui e famigliari al seguito.

    [Questo commento è stato moderato prima della pubblicazione > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]

  24. Donato Agostini ha detto:

    Sei hai voglia e passione di pedalare tutto il giorno e a volte anche la notte , fatti una Randonnée, con la dovuta andatura , né forte né piano . Paghi il giusto e sei sempre in compagnia di persone che amano girare l’ Italia senza spremere troppo il fisico . Provare x credere .

  25. Marco c ha detto:

    MARCO C. sono più di 30 anni che partecipo alle granfondo in tutta Italia, oltre 200 effettuate meravigliose ,la sfida con te stesso e la montagna, paesaggi bellissimi, migliaia di ciclisti tutti amici e rispettosi . purtroppo in questi anni le iscrizioni sono diminuite, iscrizioni oltre i 100 euro da pagare sette /otto mesi prima, soggiorni aumentati vi è molta speculazione, peccato si sta distruggendo il ciclismo. speriamo possa cambiare in meglio. grazie.

  26. Marco ha detto:

    MARCO C. sono più di 30 anni che partecipo alle granfondo in tutta Italia, oltre 200 effettuate meravigliose ,la sfida con te stesso e la montagna, paesaggi bellissimi, migliaia di ciclisti tutti amici e rispettosi . purtroppo in questi anni le iscrizioni sono diminuite, iscrizioni oltre i 100 euro da pagare sette /otto mesi prima, soggiorni aumentati vi è molta speculazione, peccato si sta distruggendo il ciclismo. speriamo possa cambiare in meglio. grazie.

  27. Luigi ha detto:

    giusto tutto quello che è stato scritto in più aggiungerei che non ha più senso rendere le gf gare cosa mi sta a significare uno che mi vince la 9 colli piuttosto che la maratona delle dolomiti con le mani alzate come se avesse vinto mondiale, io credo sia arrivato il momento di investire sui giovani, a 40/50/60 anni non si diventa campioni

  28. Padovani Andrea ha detto:

    A parte il prezzo( Eroica 2025, pedalata faticosa ma affascinante ) percorso corto, euro 150 ), ho smesso di partecipare alle gran fondo quando, nel 2001, mi sono trovato, pedalando in pianura ai 45 orari, l’ambulanza dietro. Non era più divertente.

  29. Emilio Giuseppe ha detto:

    È pur vero che i costi sono elevati e pesano tanto. Al tempo stesso penso che ci sono emozioni e momenti magici di amicizia che solo una Granfondo può donare e questo non ha prezzo.

  30. Giuseppe ha detto:

    analisi giustissima, non è questione di soldi, anche, ma di cambio generazionale. Fabricanti venditori e organizzatori hanno comunque spremuto il limone fino all’ultima goccia. finita l’illusione che con il carbonio, i freni a disco il cambio elettronico eccetera potevi andare più forte si è arrivati alla realtà che bisogna essere portati e che bisogna allenarsi e faticare… fine del sogno. Più umana la ebike. Chi poi è un appassionato, come il sottoscritto, continua a pedalare…ma i tempi delle gare finiti.

  31. Gianluca P. ha detto:

    Ritengo che le gran fondo abbiano perso negli ultimi anni interesse e convenienza. Sopravviveranno le più iconiche. Si ha la sensazione di pagare il ricco montepremi ai soliti ex dilettanti pro o peggio al dopato di turno ciclosuonato. Le Granfondo sono invecchiate insieme a noi corridori della vecchia scuola, e oggi ci sono meno giovani attratti da questo tipo di manifestazioni, lo si vede anche alle griglie di partenza di ciclocross e MTB dove ci sono i. sacco di M5 ed M6 e pochi M1 M2. I tempi sono cambiati, è arrivato il gravel (dove la folta presenza femminile non guasta mai), è arrivato l’elettrico off road x escursioni ed enduro, c’è il cicloturismo e le gare in circuito CX e MTB più sicure divertenti e meno impegnative in termini di costo e tempo. Facciamocene una ragione, la mentalità delle persone è cambiata, cerca esperienze divertenti e appaganti.

  32. Cristina Gaddoni ha detto:

    nulla dura x sempre

  33. Pasquale Pisegna ha detto:

    Se i prezzi continuano ad aumentare considerando anche il fatto che non e’ solo il costo dell’iscrizione, oltre a quello bisogna aggiungere gli spostamenti, quindi macchina, hotel, pranzo e tutto il resto, se si e’ in due il tutto e’ raddoppiato, e’ chiaro che bisogna pensarci bene!!
    E comunque anche le cicloturistiche stanno prendendo lo stesso andazzo, quindi non va bene!!
    Saluti

  34. Riccardo Biccini ha detto:

    Ho fatto 8 Prestigi 10 Nove Colli consecutivamente le iscrizioni erano accettabili. Ora quello che so sono prezzi improponibili. Sicuramente mi sbaglierò, ma la sensazione è che presto finiranno.

  35. Massimo ha detto:

    Costa troppo! Uno sta via 2 giorni: autostrada, benzina più iscrizione, uno quanto spende? La fine di un’epoca.

  36. Paolo pontoni ha detto:

    Continuate ad aumentare il prezzo di iscrizione delle gran fondo, non e’ accettabile che si spendano 45. 50 euro per ogni gran fondo, la gente sta’ a casa e si fa’ un giro per conto proprio. Questo e’ il problema principale, in un momento dove arrivare a fine mese e’ gia’ un bel problema.

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