Viaggiare in bicicletta significa immergersi nei paesaggi a un ritmo lento, ma significa anche misurarsi con la fatica fisica e mentale. Chi passa ore in sella sa quanto sia essenziale trovare il giusto equilibrio tra lo sforzo muscolare e il successivo recupero. In quest’ottica, i Colli Euganei si stanno delineando come un territorio dove l’esplorazione all’aria aperta dialoga in modo naturale con la salute e la rigenerazione.
La proposta arriva direttamente dalle Terme e dai Colli Euganei, che puntano a diventare la destinazione di riferimento per chi cerca un mix perfetto tra salute, benessere ed esperienze all’aria aperta. Una visione ambiziosa, presentata ufficialmente a Cortina d’Ampezzo lo scorso 21 febbraio, proprio sfruttando la prestigiosa vetrina delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.
A illustrare le potenzialità di questa offerta sono intervenuti Matteo Turetta, Presidente dell’OGD Terme e Colli Euganei, e Laura Favaretti, responsabile della Fondazione Turismo Padova, Terme e Colli Euganei. Entrambi hanno delineato un sistema territoriale capace di unire al meglio termalismo, outdoor e un’accoglienza altamente specializzata.
Un territorio da esplorare a pedali



Il cicloturismo non è più una nicchia per pochi appassionati, ma un modo consapevole, attivo e sostenibile di vivere i territori. È una tendenza supportata dai numeri: un’indagine Isnart-Unioncamere relativa al 2024 stima ben 89 milioni di presenze legate a questo settore in Italia, con un impatto economico di 9,8 miliardi di euro.
I Colli Euganei, con i loro dislivelli dolci e i percorsi immersi nel verde, si inseriscono perfettamente in questo panorama. L’occasione per approfondire questo connubio tra bicicletta e scoperta del territorio sarà la Fiera del Cicloturismo, che approderà per la prima volta in Veneto, a Padova, dal 27 al 29 marzo. Come illustrato dalla direttrice Pinar Pinzuti, si tratta di un appuntamento di respiro internazionale che vedrà la partecipazione di oltre 20 Paesi e oltre 50 Tour Operator internazionali.
Per la Regione Veneto sarà anche l’occasione per far conoscere la fitta rete delle ciclovie venete, con proposte che vanno dal viaggio “leisure” a quello sportivo, spaziando dai percorsi più tranquilli a quelli più avventurosi. Un ventaglio di proposte in grado di intercettare target diversi, favorire una fruizione attiva e consapevole del territorio e, non ultimo, generare un indotto economico e sociale di grande rilevanza.


Focus Fiera del Cicloturismo 2026 Padova (27-29 marzo) ➡️ www.fieradelcicloturismo.it
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L’arte del recupero: la scienza dell’acqua e del fango
Se la bicicletta rappresenta il movimento, il territorio circostante offre il momento fisiologico del riposo. Il bacino termale euganeo, noto per essere il più grande d’Europa, custodisce acque e fanghi dalle rinomate proprietà antinfiammatorie, utili non solo per il recupero da eventuali infortuni, ma anche per una profonda rigenerazione fisica e mentale dopo uno sforzo.
Non si tratta solo di antiche tradizioni, ma di vera e propria scienza. Il Centro Studi Termali Pietro d’Abano, in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Padova, ha recentemente avviato il progetto di ricerca Terme e Sport. Come ha illustrato Fabrizio Caldara, direttore del Centro Studi, le evidenze scientifiche mostrano infatti come i trattamenti termali possano attivare risposte fisiologiche e psicologiche fondamentali per il recupero e la gestione dello stress. Un soggiorno alle terme diventa così un’esperienza complessa e avvolgente, dove stimoli ambientali, fisici e psicologici si integrano perfettamente.
Dai campioni olimpici ai viaggiatori su due ruote



Per comprendere a fondo queste dinamiche e raccogliere dati precisi, i ricercatori hanno scelto un “laboratorio” d’eccezione: gli atleti d’élite del Centro Nazionale Fiamme Oro. All’incontro di Cortina hanno portato la loro testimonianza diretta due atlete di altissimo livello, l’altista trentina Asia Tavernini e la maratoneta vicentina Rebecca Lonedo.
Poiché gli sportivi di vertice sono quotidianamente sottoposti a calendari serrati e carichi di lavoro estremi, su di loro è molto più facile misurare i benefici dei trattamenti termali, valutando parametri oggettivi come l’ansia, il tono dell’umore e lo stress percepito.
L’obiettivo a lungo termine dello studio, tuttavia, non è creare una formula magica riservata allo sport professionistico, ma costruire solide basi scientifiche per estendere queste pratiche di recupero anche agli sportivi amatoriali e a tutti noi.
Ed è proprio in questa visione che il cicloturismo incontra il termalismo: la prospettiva di un viaggio in cui l’itinerario non finisce nel momento in cui si smette di pedalare, ma prosegue nell’abbraccio caldo di un’acqua termale, trasformando la sana fatica della giornata in pura, e scientificamente provata, rigenerazione.




















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