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Cycle Tourism Index: ecco dove vanno a pedalare i cicloturisti

Cycle Tourism Index: ecco dove vanno a pedalare i cicloturisti

Per troppo tempo lo sviluppo delle destinazioni cicloturistiche è stato guidato dalle sensazioni, dalle mode del momento o dalla semplice speranza che, costruendo una ciclabile, i cicloturisti sarebbero arrivati per magia. Ma il cicloturismo è un’industria seria, e come tale ha bisogno di numeri. Davanti a una sala gremita alla Fiera del Cicloturismo di Padova, è stato presentato oggi il Cycle Tourism Index 2026*, il nuovo e atteso rapporto firmato da Bikenomist in collaborazione con komoot.

L’obiettivo? Scattare una fotografia spietata, chiara e soprattutto basata sui dati reali della capacità delle regioni europee di attrarre i cicloturisti stranieri. Analizzando i dati aggregati del 2025 generati in 14 Paesi europei dagli oltre 50 milioni di utenti di komoot, il report ci offre finalmente uno strumento di benchmark strategico. E per l’Italia, i messaggi da decifrare sono tanti e non tutti scontati.

L’Europa e il “Sistema” Croazia

Cycle Tourism Index 2026 Europa

Se c’è una lezione che emerge in modo netto dalla classifica europea, è che nel cicloturismo vince il sistema, non la singola destinazione. Il confronto europeo, in questo senso, manda un messaggio preciso anche all’Italia. La Croazia non emerge solo per l’eccellenza di una singola destinazione, ma per la forza di un vero sistema territoriale lungo l’Adriatico, con più regioni stabilmente nelle prime posizioni.

L’Italia, al contrario, appare ancora come la somma di alcune punte molto forti e di molte aree che non hanno ancora costruito un posizionamento internazionale altrettanto leggibile. È una differenza che pesa e che chiama in causa non solo le infrastrutture, ma anche visione, coordinamento e capacità di presentarsi al mercato con proposte territoriali più chiare.

In testa alla classifica assoluta trionfa l’Istria (con 71,12 punti), seguita dalle Isole Baleari (67,35). Ma la vera forza della Croazia è aver piazzato stabilmente numerose regioni della sua costa adriatica nelle primissime posizioni: un sistema territoriale continuo e leggibile che si presenta compatto agli occhi del cicloturista internazionale.

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L’Italia: eccellenze isolate e sorprese al Sud

E l’Italia? Il nostro Paese si conferma una nazione a due velocità, ricca di potenziale ma priva di una vera e propria offerta di sistema sui mercati esteri. Siamo la somma di alcune punte fortissime e di tante aree che ancora faticano a costruire un posizionamento chiaro.

A trainare il Belpaese è, senza troppe sorprese, il Trentino-Alto Adige, che non solo domina la classifica nazionale con 52,1 punti, ma riesce a strappare un eccellente settimo posto assoluto in Europa. Il podio tricolore si completa con le ottime performance di Sardegna (32,83) e Liguria (25,79), seguite a ruota da Toscana, Friuli Venezia Giulia e Veneto.

Ma scorrendo i dati, non mancano le sorprese: la Sicilia supera la Lombardia e la Calabria si attesta davanti all’Emilia Romagna per capacità di attrazione dei cicloturisti stranieri. Un segnale fortissimo che dimostra come il Sud Italia abbia carte formidabili da giocare, se supportate da visione e coordinamento.

Focus ➡️ Guarda la presentazione del Cycle Tourism Index al Forum del Cicloturismo 2026

La destagionalizzazione non è più un miraggio

Il Cycle Tourism Index non si limita a dirci chi è forte, ma quando lo è. Accanto all’indice annuale, il report introduce quattro indici stagionali, dimostrando che la geografia del cicloturismo cambia a seconda del calendario.

Se il Trentino-Alto Adige si conferma una corazzata solida tutto l’anno, Sardegna e Liguria mostrano una tenuta eccellente ben oltre i mesi estivi. La Toscana mantiene il suo proverbiale equilibrio, mentre Friuli e Veneto esplodono letteralmente tra la primavera e l’estate. La vera opportunità per il rilancio risiede però nelle “mezze stagioni”: molte regioni del Sud sembrano poter trovare proprio in autunno la finestra competitiva perfetta per rafforzare la propria attrattività internazionale.

Dai dati alla strategia

Il messaggio lanciato da Padova ad amministratori pubblici, DMO e operatori è forte e chiaro: per trasformare le nostre eccellenze in un vero sistema nazionale servono infrastrutture, ma ancor prima serve visione.

A sintetizzare la portata di questo nuovo strumento sono le parole di Paolo Pinzuti, CEO e fondatore di Bikenomist: “Siamo molto felici di aver avviato questa collaborazione con un partner strategico importante come komoot perché, per la prima volta, il settore avrà a disposizione dei dati da cui partire per pianificare le proprie strategie di crescita”.

“Con il Cycle Tourism Index vogliamo contribuire a rendere il cicloturismo più comprensibile, misurabile e strategico per le destinazioni”, dichiara Fiorenza Favero, Sales Manager di komoot. “Grazie ai dati aggregati della nostra community globale, possiamo offrire una lettura concreta dei flussi e aiutare territori e operatori a valorizzare al meglio il proprio potenziale, sviluppando un’offerta più attrattiva e distribuita durante tutto l’anno”.

Il Cycle Tourism Index 2026 dà un messaggio forte: che si tratti della costa adriatica, dell’arco alpino o delle isole del Mediterraneo, il cicloturismo globale premia chi sa fare sistema, chi sfrutta la leva formidabile della destagionalizzazione e chi sa posizionarsi con un’offerta chiara sul mercato estero. Avere un enorme potenziale paesaggistico oggi non basta più: per vincere la partita del cicloturismo internazionale, bisogna iniziare a pedalare sui dati.

Per maggiori informazioni: www.cycletourismindex.com


*Nota metologica

Il Cycle Tourism Index 2026 è stato sviluppato da Bikenomist e komoot sulla base dei dati aggregati raccolti nel 2025, considerando gli utenti stranieri che hanno completato almeno un percorso ciclistico nelle regioni analizzate. Lo studio copre 14 Paesi europei e rappresenta un primo tentativo strutturato di misurare l’attrattività reale dei territori per i flussi cicloturistici internazionali. Komoot, partner del progetto, conta oltre 50 milioni di utenti nel mondo, mentre Bikenomist è la società che organizza la Fiera del Cicloturismo e che da 15 anni assiste destinazioni e aziende per crescere nel segmento della ciclabilità.

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