Nel Novarese, tra Sesia e Agogna, il paesaggio cambia ritmo. Le risaie si allagano, l’acqua riflette il cielo e le strade corrono dritte accanto ai canali di irrigazione. L’itinerario Nelle terre del riso*, con partenza da Casalbeltrame (NO), attraversa per quasi 48 chilometri uno dei territori agricoli più caratteristici del Piemonte, tra piccoli borghi, cascine e campi che sembrano estendersi senza fine.
Le risaie novaresi, soprattutto nei mesi primaverili, diventano enormi specchi d’acqua che modificano la percezione dello spazio. Pedalare qui significa muoversi in un ambiente dove l’intervento umano è costante ma mai completamente dominante: strade secondarie, argini, rogge e cascine compongono un mosaico che racconta secoli di gestione idraulica. È anche il territorio dove sono nati risi come Venere e Artemide, elementi che ricordano quanto il paesaggio agricolo contemporaneo sia legato tanto alla tradizione quanto all’innovazione.

Un anello tra borghi rurali, abbazie e paesaggi d’acqua
Il tracciato si sviluppa come un percorso ad anello che collega una serie di piccoli centri della pianura novarese. Dopo la partenza da Casalbeltrame, la direzione si muove verso aree agricole punteggiate da cascine storiche e nuclei abitati di dimensioni ridotte, dove la struttura del territorio resta leggibile nella sua organizzazione originaria.
Uno degli snodi più significativi è l’area di San Nazzaro Sesia, con la sua abbazia romanica che segna un punto di forte continuità storica nel paesaggio rurale. Più avanti, il passaggio verso Biandrate introduce una dimensione più agricola e dispersa, dove la rete dei canali e delle strade interpoderali diventa dominante rispetto ai centri abitati.
Il percorso alterna tratti più aperti ad altri in cui la vegetazione e le infrastrutture idrauliche creano corridoi stretti e lineari. La progressione non è costruita su attrazioni isolate, ma su una sequenza di ambienti che si trasformano gradualmente lungo il tragitto.
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Un itinerario transfrontaliero
L’itinerario si inserisce in una visione più ampia della pianura padana come sistema connesso, che supera i confini amministrativi. Le relazioni tra Piemonte e Canton Ticino, e più in generale con la Svizzera meridionale, si basano sempre più su reti di mobilità dolce e infrastrutture leggere.
In questo quadro, le “Terre del riso” diventano parte di un paesaggio continuo, dove ciclovie, fiumi e aree rurali non si interrompono al confine ma si riorganizzano. L’interesse non è tanto nella singola destinazione, quanto nella possibilità di leggere il territorio come un insieme coerente e attraversabile.

Tra eventi culturali e mobilità lenta
Nel racconto del territorio entra anche NovaraJazz, che dal 29 maggio al 7 giugno 2026 porta in città musicisti internazionali e protagonisti della scena contemporanea europea. Il festival rappresenta un esempio interessante di come gli eventi culturali possano dialogare con i percorsi di mobilità lenta senza trasformarsi necessariamente in operazioni di marketing territoriale aggressive.
La relazione tra itinerari ciclabili e programmazione culturale funziona soprattutto quando non viene forzata. Chi percorre le Terre del Riso può arrivare a Novara e trovare una città animata da concerti, spazi storici e luoghi simbolici come la Basilica di San Gaudenzio con la cupola antonelliana. Ma il valore dell’esperienza non sta nell’accumulo di attrazioni: piuttosto nella possibilità di passare gradualmente dal paesaggio agricolo alla dimensione urbana, mantenendo una continuità di viaggio.
È probabilmente questo l’aspetto più interessante di itinerari come le terre del riso. Non l’eccezionalità del singolo tratto, ma la capacità di connettere ambienti, economie e identità diverse all’interno di uno stesso movimento lento. In un momento in cui molte destinazioni cercano di intercettare il turismo outdoor come soluzione immediata, percorsi di questo tipo ricordano che la vera sfida non è creare nuove attrazioni, ma rendere leggibili territori che esistono già.


















ciao mi piace muovermi in bici