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La Colonna della Civiltà da Roma a Istanbul

La Colonna della Civiltà da Roma a Istanbul

C’è un filo che attraversa il Mediterraneo e che non è fatto di cavi o rotte aeree, ma di pietre, polvere, porti antichi e strade consolari. È un asse che unisce Roma a Costantinopoli, l’Occidente all’Oriente, e che oggi torna a essere percorso (lentamente, con la sola forza delle gambe) grazie a un progetto cicloturistico che ambisce a qualcosa di più di un semplice viaggio.

Si chiama “La Colonna della Civiltà” ed è un itinerario in bicicletta che collega Massafra a Istanbul, passando per la Via Appia, l’Adriatico e la Via Egnazia. Un viaggio di oltre 2.000 chilometri  che ricalca le orme di mercanti, soldati e pellegrini dell’antichità, e che si propone di trasformare la bicicletta in uno strumento di narrazione culturale e diplomazia informale.

Un’idea di viaggio che parte da Roma (e la supera)

Il progetto si apre simbolicamente a Roma, con un prologo che richiama la dimensione rituale dei grandi pellegrinaggi antichi: una “colonna” in miniatura dorata e due pergamene partono dalla Capitale per essere poi affidate a chi pedalerà partendo da Massafra (Taranto).

È un modo per ribadire che il viaggio non nasce da un singolo punto geografico, ma da una continuità storica: quella dell’Impero romano e delle sue infrastrutture, che oggi diventano tracciati ideali per il cicloturismo contemporaneo. Il cuore del progetto è l’unione di due direttrici storiche:

La Via Appia (Regina Viarum): Il viaggio inizia nel cuore della Puglia, a Massafra, attraversando il territorio tarantino e brindisino. Questa prima parte simboleggia il legame con la terra d’origine e l’eredità dell’Impero d’Occidente.

​La Via Egnazia: Dopo la traversata Adriatica da Brindisi a Valona, il percorso si snoda attraverso i Balcani (Albania, Macedonia del Nord, Grecia) fino alla Tracia turca. È la via che storicamente ha permesso l’incontro tra la cultura latina, quella greca e quella bizantina.

È un itinerario che attraversa almeno quattro mondi culturali: Italia, Balcani, Grecia e Turchia. Non solo Stati, ma stratificazioni storiche in cui il viaggio lento diventa uno strumento di lettura del territorio.

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Partenza e tabella di marcia: da Massafra a Istanbul lungo l’asse Appia–Egnazia

Il viaggio “La Colonna della Civiltà” ha preso il via proprio oggi – 29 maggio 2026 – da Massafra (TA), lungo il primo tratto della Via Appia che attraversa la Puglia interna passando per Grottaglie e Mesagne fino a Brindisi, dove si chiude la fase italiana e si apre la dimensione transadriatica del progetto.

Protagonista di questa impresa in bicicletta è Adriano Tegas, che già lo scorso anno si era cimentato nella pedalata di gemellaggio di 1000 km da Taranto e Sparta (Sulla rotta degli Spartani, che avevamo raccontato su Bikeitalia).

Uno dei passaggi simbolici più forti sarà la traversata Brindisi–Valona. Non è solo uno spostamento logistico, ma una vera e propria cesura narrativa: il momento in cui la bicicletta lascia l’Europa latina per entrare nel mondo balcanico.

Da lì in avanti, il percorso si sviluppa lungo una sequenza di città che sono esse stesse nodi di transito millenari: Apollonia, Elbasan, Struga, Ocrida, Salonicco, Kavala, Alessandropoli.

L’ultimo tratto attraversa la Tracia turca con passaggio a Tekirdağ fino all’arrivo a Istanbul, dove il viaggio si conclude nei pressi del Milion e dell’area di Santa Sofia.

Le pergamene e la colonna

Uno degli elementi più interessanti del progetto è la dimensione partecipativa. Innanzitutto, le due pergamene che accompagnano il viaggio funzionano come un vero e proprio “passaporto simbolico della bicicletta”: vengono timbrate da comuni, associazioni sportive e culturali lungo il percorso. Ogni timbro diventa una micro-testimonianza di attraversamento, ma anche di accoglienza. Non è solo il ciclista a passare: è il territorio che aderisce, riconosce e si iscrive nel viaggio.

Accanto alle pergamene, un secondo oggetto accompagna la spedizione: una colonna simbolica ispirata alle pietre miliari romane. Trasportata lungo tutto il tragitto, verrà consegnata a Istanbul all’associazione ciclistica locale nei pressi del Milion, uno dei punti più iconici della Costantinopoli romana e bizantina.

È un gesto che chiude il cerchio narrativo del progetto: da Roma a “Nuova Roma”, lungo una linea continua che attraversa imperi, lingue e secoli.

Cicloturismo come infrastruttura culturale

Al di là dell’impresa sportiva, “La Colonna della Civiltà” si inserisce in un filone sempre più rilevante del cicloturismo europeo: quello che non si limita alla performance o alla scoperta paesaggistica, ma che usa la bici come chiave di lettura geopolitica e culturale del territorio.

In questo senso, il progetto punta a tre obiettivi chiari: valorizzare le connessioni tra Appia ed Egnazia come unico asse storico, promuovere una futura ciclovia transnazionale Roma–Istanbul, e rafforzare la cooperazione tra comunità locali attraverso il passaggio del ciclista.

Il messaggio finale è semplice ma ambizioso: il Mediterraneo non è solo una geografia politica, ma una rete di relazioni storiche ancora attiva. E la bicicletta, con la sua lentezza strutturale, diventa il mezzo più adatto per renderla visibile.

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Commenti

  1. Claudio Petroni ha detto:

    Abbiamo fatto il percorso della Via Egnazia da Durazzo a Istanbul dal 13 al 22 aprile 2026. Molto bello, trovato persone molto accoglienti e generose, attenzione ai cani randagi, sono tanti, ma non abbiamo mai corso pericoli.

  2. Giorgio ha detto:

    Ho fatto questo tragitto in automobile diversi anni fa partendo da Reggio Emilia con imbarco ad Ancona fino a Durazzo e seguendo poi la via Egnazia passando da Elbasan.
    Ho passato il confine tra Albania e Grecia a Kastoria.
    La cosa che mi sento di dire riguarda il tragitto in Albania
    In bicicletta ci vuole sempre molta attenzione ma in questo tratto bisogna avere gli occhi anche nella schiena.
    Buonviaggio !

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