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Un Giro d’Italia del Cicloturismo per rilanciare i borghi: l’idea prende forma

Un Giro d’Italia del Cicloturismo per rilanciare i borghi: l’idea prende forma

Chi pedala lungo lo Stivale lo sa da tempo: l’Italia è un forziere di bellezza che dà il meglio di sé quando viene esplorato a bassa velocità, in bicicletta. E i numeri ormai lo confermano in pieno, con un comparto cicloturistico che genera miliardi di euro e decine di milioni di presenze. Il cicloturismo non è più un fenomeno di nicchia, e finalmente anche la politica nazionale sembra voler mettere questo tema nell’agenda istituzionale.

L’ultimo segnale arriva dal Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. A margine di un convegno organizzato da Confturismo Confcommercio dedicato al rapporto tra turismo e territorio, il ministro ha lanciato un’idea ambiziosa: la creazione di un vero e proprio Giro d’Italia del Cicloturismo da inaugurare nel 2027.

Giro d’Italia del Cicloturismo: in arrivo nel 2027?

L’intuizione alla base è quella di sfruttare il traino del grande ciclismo per accendere i riflettori sull’Italia “minore”, quella dei piccoli borghi e delle aree interne. L’idea del Ministro Mazzi, riportata dalla stampa*, traccia una rotta precisa: “Il ministero sostiene già il Giro dei professionisti. Ora vuole chiedere a RCS Sport di affiancargli un evento gemello, pensato apposta per gli amatori”.

La visione non punta all’esasperazione agonistica, ma a un format che celebri la scoperta lenta del territorio: “L’idea non riguarda una gara cronometrata in senso classico. Il ministro immagina piuttosto una competizione amatoriale, aperta a chiunque ami la bicicletta. Le tappe diventerebbero un pretesto per raccontare cantine, frantoi e produzioni tipiche che restano ancora fuori dai radar del turismo di massa, portando visibilità a territori spesso dimenticati”.

Dalle parole ai territori: l’opportunità per l’Appennino

Un progetto del genere troverebbe la sua collocazione naturale nel cuore della Penisola. Le prime reazioni concrete, non a caso, sono arrivate dall’Appennino centrale. Il Commissario alla ricostruzione Guido Castelli ha infatti parlato di: “Un’occasione autentica di rinascita per un territorio che custodisce un patrimonio storico e culturale enorme, ma poco conosciuto”.

Castelli cita poi un numero che pesa più di ogni discorso e che inquadra il potenziale inespresso del nostro entroterra: “Su duemilacentotrentasette comuni delle aree interne a vocazione turistica, solo trecentocinquanta riescono oggi a esprimere davvero il proprio potenziale”.

Focus ➡️ Quanto vale il turismo nei piccoli comuni: la ricerca Confturismo Confcommercio

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I dati parlano chiaro: un settore già in movimento

Tre Laghi Bike Day Appennino Bolognese

L’idea lanciata dal ministro Mazzi è indubbiamente suggestiva e azzeccata, e coglie nel segno ricalcando peraltro una visione che su Bikeitalia sosteniamo e raccontiamo da tempo. Che il turismo in bicicletta sia un volàno fondamentale per destagionalizzare l’offerta e risollevare l’economia dei territori – in particolar modo delle aree interne, ma non solo – è un fatto ormai assodato. Lo confermano chiaramente i numeri dei Rapporti Isnart-Legambiente, realizzati in collaborazione con Bikenomist e presentati in questi anni proprio alla Fiera del Cicloturismo.

La scoperta del territorio attraverso gli eventi di bici

Creare un grande evento nazionale itinerante per amatori è un progetto in linea con l’evoluzione e le esigenze del settore. Non a caso, proprio l’edizione 2026 della Fiera del Cicloturismo ha aperto per la prima volta le porte al mondo degli eventi in bici, intercettando la crescente necessità del pubblico di coniugare la scoperta dei territori con l’esperienza di percorsi e manifestazioni ben organizzate. E il percorso non si ferma qui: per il 2027, la Fiera si presenterà con ulteriori novità che verranno svelate nei prossimi mesi.

Se il “Giro d’Italia del Cicloturismo” diventerà realtà, troverà insomma un terreno già fertile, dati solidi a supporto e un movimento più che maturo. L’auspicio è che questa intuizione si trasformi presto in un progetto per sviluppare ciò che serve davvero a chi viaggia a pedali: investimenti strutturali in percorsi sicuri e un’accoglienza sempre più diffusa.

*[Fonte]

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