Politiche

Portare una persona sulla canna della bicicletta è illegale?

Portare una persona sulla canna della bicicletta è illegale?

Negli ultimi giorni ha fatto discutere la multa ricevuta da un padre di Treviso, fermato dalla Polizia Locale mentre trasportava il figlio seduto sulla canna della bicicletta. Una scena che molti hanno visto almeno una volta nella vita e che, per tante persone, richiama un ricordo d’infanzia. Proprio per questo la vicenda è rimbalzata rapidamente sui social e sui giornali, dividendo l’opinione pubblica.

Da una parte c’è chi ha parlato di una sanzione eccessiva, sostenendo che si tratta di un gesto che si è sempre visto fare. Dall’altra, invece, c’è chi ricorda che il Codice della Strada vieta questa pratica perché espone il bambino a un rischio concreto in caso di frenata improvvisa o incidente.

Al di là della singola multa e del caso specifico, però, questa storia apre una riflessione più ampia. È giusto vietare una pratica che molti considerano normale oppure il vero problema è un altro? Perché, se è vero che trasportare un bambino sulla canna non è il modo più sicuro per viaggiare, è anche vero che le nostre città sono ancora poco pensate per permettere alle famiglie di spostarsi in bicicletta in tranquillità.

Polizia stradale bici multa punti patente ciclista

Cosa dice la legge

Dal punto di vista normativo, la situazione è piuttosto chiara. Il Codice della Strada permette di trasportare un bambino in bicicletta solo utilizzando un seggiolino omologato, anteriore o posteriore, e solo entro i limiti di età e peso previsti dalla legge.

Trasportare un bambino seduto sulla canna, sul telaio o sul portapacchi senza un sistema di ritenuta, invece, non è consentito. Il motivo è semplice: in caso di una frenata improvvisa, di una buca o di un incidente, il bambino non ha alcuna protezione e può essere sbalzato in avanti o cadere dalla bicicletta.

E chi pensa che si tratti di una regola tutta italiana potrebbe rimanere sorpreso. In gran parte d’Europa il principio è lo stesso: i bambini devono essere trasportati con dispositivi progettati per farlo.

Nei Paesi Bassi, considerati il paradiso della bicicletta, è normale vedere genitori che accompagnano i figli ogni giorno pedalando. Ma quasi sempre i bambini viaggiano su seggiolini certificati, cargo bike oppure rimorchi specifici. Lo stesso vale in Germania, Danimarca e in molti altri Paesi dove la bicicletta è parte della mobilità quotidiana.

Ricevi il meglio di Bikeitalia direttamente via mail: compila il modulo e iscriviti alla nostra newsletter settimanale, è gratuita!

Bambini in bici: seggilini (Thule Yepp Nexxt 2)
Bambini in bici: seggilini (Modelli Thule Yepp Nexxt 2)

“Lo abbiamo sempre fatto”. Ma basta questo?

Questo è probabilmente questo il punto che ha acceso di più il dibattito. Tantissimi di noi, da bambini, sono stati portati sulla canna della bici. Era una pratica comune, e il rischio percepito era basso, quasi inesistente. Per questo la multa di Treviso è sembrata a molti una punizione sproporzionata per un gesto che fa parte dell’immaginario di tante famiglie.

Ma c’è anche un altro modo di leggere la vicenda. Il fatto che qualcosa sia stato normale per anni non significa automaticamente che fosse sicuro. Lo stesso vale per tante abitudini del passato che oggi abbiamo abbandonato, dalle cinture di sicurezza poco utilizzate fino ai bambini in auto senza sistemi di ritenuta.

La nostalgia è comprensibile, ma non può essere l’unico criterio con cui valutare il rischio.

Il vero problema è un altro?

Allo stesso tempo sarebbe riduttivo fermarsi alla norma. Perché il rischio non dipende solo da come trasportiamo un bambino, ma anche dall’ambiente in cui pedaliamo.

Una città con piste ciclabili continue, traffico moderato e velocità basse è molto diversa da una strada dove auto e biciclette condividono poco spazio e dove i sorpassi ravvicinati sono ancora la normalità.

Un seggiolino omologato aumenta sicuramente la sicurezza del bambino. Ma non elimina il problema di fondo se chi pedala deve comunque convivere con infrastrutture poco adatte e con un traffico spesso aggressivo.

Per questo la multa di Treviso può essere letta anche come il sintomo di una questione più ampia. Chiediamo ai ciclisti di rispettare regole sempre più precise, ma facciamo ancora troppo poco per creare città in cui spostarsi in bici, soprattutto con i bambini, sia davvero semplice e sicuro.

Probabilmente il dibattito non dovrebbe essere “se la multa è giusta o sbagliata”, ma come rendere il trasporto dei bambini in bicicletta una scelta naturale, sicura e accessibile per molte più famiglie.

E voi cosa ne pensate? La legge fa bene a vietare il trasporto dei bambini sulla canna della bici oppure il problema principale resta la mancanza di strade davvero sicure per chi sceglie di pedalare con i propri figli?

I commenti non vanno online in automatico ma vengono prima letti e moderati dalla redazione: la loro pubblicazione di norma avviene nei giorni feriali tra le 9 e le 18.
I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *