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Biciclo mestruale: andare in bici con le “nostre cose”

Bici, Bikelife, Donna • di

(Consigli pratici, da donna a donna, per pedalare tranquilla anche in quei giorni).

Ma che faccia buffa che hai! Ma sei sicura di essere una donna? Sembri un carciofo.
Il matto (Richard Baehart) a Gelsomina (Giulietta Masina).

ragazza in bici

Il mio lavoro mi “costringe”, comunque io mi senta, a star fuori casa e ad andare in bici nonostante ogni 28 giorni almeno abbia bisogno di starmene tranquilla a casa a “godermi” il mio flusso abbondante, l’indolenzimento ai reni che si irradia lungo la gamba sinistra, i dolori al basso ventre, tra ovaie, utero e intestino. Avendo fatto due cesarei molto vicini e per di più una gravidanza gemellare, si aggiungono, ai vari fastidi, le aderenze!
Negli anni, secoli e millenni passati, si pensava che vedere un essere umano sanguinare per quasi sette giorni e uscirne miracolosamente illeso era un fatto assai strano e a volte riconducibile a chissà quale segreto rapporto con il demonio.

• Se sei mestruata non puoi toccare le piante altrimenti appassiscono (le mie, fra l’altro, appassiscono anche quando non ho il ciclo);
• Se hai le mestruazioni non puoi andare a cavallo (ma non bastava non guardarlo in bocca se era domato?);
• Con il mestruo la maionese impazzisce (e bisogna ricorrere ad un TSO? Per quando riguarda altre salse non ci è dato di sapere, io però temo per il mio tzatziki e il guacamole, che per altro mi riescono abbastanza bene);
• Se hai il ciclo non devi lavarti (l’uomo addà puzzà, la donna solo in quei giorni);
• Se hai il mestruo e tocchi un dolce non lievita (per questo faccio solo crepes e tiramisù, tiè!);
• Non è consigliato fare il bagno al mare (lo squalo potrebbe eccitarsi sentendo l’odore del sangue e addentare la mestruata anche se questa se ne sta in ammollo a Cecina);
• Non farti la tinta, con il mestruo non prende (anche se una si tinge di rosso?);
• Non toccare la carne perché potrebbe guastarsi (sul pesce non ho trovato informazioni, ma sappiamo che dopo 3 giorni puzza, a volte anche prima);
• I peli crescono di più (i calvi invidiano le mestruazioni);
• Meglio non avere rapporti sessuali (potrebbe appassire il cactus?);
• Non montare la panna (come per la maionese e i rapporti sessuali è vietato montare);
• Le mestruazioni non fanno lievitare il pane e la pizza (ma tanto che ce ne facciamo delle lievitazioni se non possiamo avere rapporti sessuali?);

Sempre in ambito culinario troviamo anche:
• Le donne mestruate non dovrebbero mangiare carne (in effetti se marcisce al tocco perché dovremmo?) ;
• Non fare le conserve o cucinare i pomodori (visti i precedenti credo sia possibile essiccare con successo il pomodoro);

In alcune zone sono riscontrabili altre leggende:
• Sicilia: Non guardare il grembo di altre donne perché potrebbe renderle sterili (abbiamo un potenziale micidiale nel ciclo, qualcuna di noi ce l’ha anche nell’automobile);
• Puglia: Non toccare il grano perché il mestruo lo rende non commestibile (infatti sappiamo per certo che Luiselle non cantava Andiamo a mietere il grano in quei giorni);
• Abruzzo, Calabria, Puglia, Sicilia: La mestruata non può aiutare nella preparazione dei distillati (ci auguriamo che la poveretta almeno possa berli);
• Piemonte, Val D’Aosta: la mestruata non può contribuire alla salatura dei cibi (il salame, anche lui, potrebbe fare una fine del cactus);

Dal punto di vista biologico oggi sappiamo che le mestruazioni altro non sono che l’emissione, attraverso la vagina, di sangue proveniente dallo sfaldamento dello strato mucoso presente nella cavità uterina a causa della non fecondazione dell’ovulo. L’utero si libera così dalle membrane e dai fluidi che si sono formati al suo interno.
Sbalzi di umore, mal di testa che non passa, nervosismo, ipersensibilità: non parlerò di questo. Possiamo o no andare in bici con le mestruazioni? Chiamiamo le cose con il loro nome, nemmeno nelle pubblicità in tv danno il nome giusto: “in quei giorni“…

In palestra bene o male ci andiamo tutte, in piscina pure, molte di noi fanno spinning e usano la cyclette, per cui al di là dei benefici e sollievi che ci dà l’attività motoria bisogna stare attente a come “star comode”. Io ho la fissa che si possa notare l’assorbente, il secondo giorno uso quelli “notte”, sono enormi e mi devo cambiare spesso. La coppetta mestruale personalmente non l’ho mai usata. Molte amiche me la consigliano, perché pratica, comoda, igienica.

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Di assorbenti in commercio ne abbiamo di ogni tipo modello: ali, senz’ali, sottili, anatomici (quelli preferisco), lavabili, interni.

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Quando usiamo la bici negli spostamenti urbani, tragitti di 3 o 5 chilometri al massimo sembrano tanti, ma sono davvero pochissimi e basta che ci organizziamo, come sempre.
Se siamo abituate agli assorbenti esterni prendiamoci il nostro tempo nel posizionare bene l’assorbente sullo slip, eviteremo il pensiero martellante: oddio ora si vede!
Eviteremo che il bordo sfreghi sull’inguine al punto di procurarci delle abrasioni.
Le ali vanno sistemate e ripiegate per bene altrimenti l’effetto ceretta ci accompagnerà sino al prossimo cambio e bagno disponibile, con la conseguenza che l’effetto protezione e pulizia dello slip sia vanificato.

Assorbenti anatomici

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Assorbenti lavabili

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Assorbenti interni

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L’assorbente interno è comodo, discreto, ha il vantaggio di avere vari formati: normale, regolare, abbondante. Ma ha un inconveniente: il filo. Come le ali, va sistemato per bene, altrimenti potrebbe creare con lo sfregamento irritazioni alle piccole labbra.
Se non lo posizioniamo bene, nel sederci sulla sella lo sentiremmo troppo, per cui non solo non ci proteggerà dal flusso, ma ci farà male toccando le pareti vaginali. Se lo inseriamo troppo a fondo, lo sentiamo e se lo sentiamo, vuol dire che non è inserito e posizionato nel modo corretto.
Lo utilizziamo per tutto il ciclo? Sbagliato. I tamponi dovrebbero essere usati solo quando strettamente necessario. Infatti, anche se molto raro, possono causare la sindrome da Shock Tossico, malattia potenzialmente mortale.
Il tampone va cambiato ogni 4-8 ore poiché, diventando caldo e umido, crea “dimora” accogliente per i batteri.
Scegliamo quindi assorbenti adatti alla nostra pelle, cambiamoci spesso, utilizziamo una sella o un coprisella in gel.

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Coprisella

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Il consiglio è di imparare a “sentire e ascoltare” il nostro corpo: se per un giorno andiamo al lavoro, a fare la spesa, a portare i nostri figli a scuola con l’auto, non verremo mica punite. Non siamo delle Wonder Woman.

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Piuttosto rallentiamo i ritmi perchè a causa della perdita ematica, i muscoli sono meno ossigenati e, quindi, ci si stanca di più.
Per quanto riguarda l’allenamento aerobico (footing, step, spinning), l’importante è ridurre del 30% l’intensità nei primi due giorni. Poi si può aumentare nuovamente ogni giorno, in modo da tornare alla normalità nel giro di una settimana.





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