Ciclovia Adriatica da Pescara a San Salvo Marina - Bikeitalia.it

Ciclovia Adriatica da Pescara a San Salvo Marina

Ciclovia Adriatica da Pescara a San Salvo Marina. Dell’intera costa abruzzese, questo, nel suo primo tratto, è il percorso con più criticità per l’assenza di ciclabili, senza alternative alla statale. Per poi diventare, però, il più iconico, mèta di curiosi e cicloturisti. Siamo sempre nell’ambito della Ciclovia Adriatica, che in Abruzzo prende il nome di Bike to Coast, per poi diventare – nello specifico fra Ortona e San Salvo Marina – la celebre Via Verde della Costa dei Trabocchi. Un totale di 72 Km, fino all’ingresso in Molise.

Mappa – Ciclovia Adriatica da Pescara a San Salvo Marina

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Il punto di partenza è sempre il Ponte del Mare che accompagna verso la ciclabile della zona di Portanuova: qui è stato realizzato un intervento intelligente, vista l’ampiezza della strada, quindi dove ora c’è la ciclabile prima passavano le macchine. Si va verso la zona del Teatro d’annunzio – arena all’aperto – e all’altezza di Piazza Le Laudi una ciclabile accompagna verso l’ex liquorificio Aurum, realizzato nel 1910, oggi centro polifunzionale, nella zona della pineta d’Avalos. Meritano una deviazione.

Poi è tutto ciclopedonale lato monti – la soluzione ha fatto storcere un po’ il naso obbligando alla convivenza con i pedoni – in direzione Francavilla, dove si pedala nella ciclopedonale che torna lato mare. Tutto facile fino alla fine del percorso, all’altezza di un camping, ma si prosegue su strada vecchia fino alla stazione di Tollo-Canosa Sannita, dopo la quale però tocca per forza la Statale 16 per due Km non bellissimi; a contrada Arielli una stradina bianca porta verso il mare, costeggiando la ferrovia e si evita così la SS 16. Peraltro all’imbocco della stradina c’è il cartello della Rete ciclabile della Costa dei Trabocchi, con suggerimenti di itinerari verso l’interno.

La strada vecchia, dopo Lido Riccio, implica una salita all’altezza di un campeggio: circa 800 metri che si fanno un po’ sentire, ma poi inizia un piacevole “piattone”. Si passa di fianco a Punta Ferruccio: una spiaggia selvaggia e ancora poco conosciuta, si scende su sterrato a tratti abbastanza ripido, tutto fattibile, ma da sapere se si è carichi, specie per la risalita poi. Più avanti c’è la spiaggia di Ripari di Giobbe: si scende con una scalinata in legno, tutt’altro che comoda però con bici al seguito.

Punta Ferruccio

Via in discesa, quindi, fino al curvone che apre alla vista di Ortona. Poco dopo la curva, sulla sinistra, c’è una scorciatoia (via Roma) che scende sul tratto di ciclabile (la strada è ormai indicata da un cartello).

Eccoci sul tratto della Via Verde, all’altezza della Spiaggia della Ritorna. Direzione stazione di Ortona e dopo essere passati sotto il cavalcavia – ci sono bei murales qui – inizia il mega percorso ciclopedonale, ininterrotto fino a Località Lago Dragoni. Prima di Punta Acquabella (sotto la quale passa la Galleria Moro, la più lunga della Costa, 520 metri) c’è il murales dello street artist Millo. A Lago Dragoni, in via Costa Verde, la ciclabile si interrompe: più avanti c’è una frana, oggetto di lavori da anni. Ci sono 3 Km di Statale fino a lido Le Morge, da dove la ciclabile riprende.

In alternativa si può passare nella Riserva naturale regionale Lecceta Torino di Sangro, seguendo il Percorso Trabocco: tutto sterrato, con strappetti interessanti, da sapere nel caso si abbia peso sulla bici (si segnala anche che la zona è molto frequentata dai cinghiali). Fra i tanti trabocchi lungo la costa, c’è quello del Turchino, celebrato da Gabriele d’Annunzio nel Trionfo della Morte: «La grande macchina pescatoria composta di tronchi scortecciati di assi e di gomene che biancheggiava singolarmente simile allo scheletro colossale di un anfibio antidiluviano».

A Lido Le Morge c’è l’unica spiaggia naturista riconosciuta ufficialmente in Abruzzo. Da qui la ciclabile va in direzione Casalbordino Lido, con la bella spiaggia di dune: a maggio fiorisce la camomilla di mare. Poi si prosegue sul lungomare – senza ciclabile ufficiale – fino al sentiero per la Riserva Naturale Regionale di Punta Aderci: è la prima Riserva istituita in Abruzzo nella fascia costiera. Nel nome porta l’eco del dio delle forze della natura, Ercole, del quale, qui in zona, sono state ritrovate statuette.

La vista va verso punta Penna, secondo faro più alto d’Italia. Usciti dalla riserva c’è da fare un pezzo su strada, in un’area industriale non bellissima, per raggiungere la rotatoria di via Osca; in alternativa si può raggiungere il punto indicato su Maps come “parcheggio gratuito Spiaggia di punta Penna” (sic!): qui c’è un sentiero che scende in spiaggia per uscire poi su strada all’altezza del Porto. Purtroppo la bella passerella in legno sulla quale pedalare è stata distrutta da un incendio e non ancora ripristinata, quindi si va su un misto di sabbia e terra; meglio dell’asfalto ma occhio alla vegetazione e alle spine del cosiddetto “baciapiedi”.

In ogni caso dalla rotatoria di via Osca (in prossimità di un ristorante) all’imbocco del tratto ciclabile verso Vasto, c’è un altro pezzo di strada vecchia, frequentato anche da mezzi pesanti. Sono circa 3 Km fino al termine di contrada Vignola, da dove riprende l’ex tracciato ferroviario e tornano le gallerie, tutte aperte, asfaltate e illuminate. Qui la costa è più alta rispetto al tratto precedente e ci sono spiagge interessanti, con discese sterrate verso il mare: Vignola, delle Canale, San Nicola, Torricella, Casarza, sempre con gli immancabili Trabocchi.

All’altezza dell’ex stazione di Vasto si va sul lungomare, fino alla ciclabile appunto di Vasto Marina e San Salvo, con il Giardino Botanico Mediterraneo. Siamo in un Sito di interesse comunitario, per un biotopo costiero di circa 60 ettari. E poi dritto, fino al Molise.

Commenti

6 Commenti su "Ciclovia Adriatica da Pescara a San Salvo Marina"

  1. Fabio ha detto:

    Aggiornamento: se si è scelto di percorrere il tratto “lido Riccio”, quindi rimanendo sulla strada più panoramica, una volta arrivati nei pressi di Ortona, se la visita in paese non è nei programmi, è possibile evitare le salite e soprattutto la galleria mega trafficata semplicemente imboccando “via Roma” ( 42.362777,14.396482 ) e appena finita la discesa, prendere la prima stradina sterrata sulla sinistra che vi porterà direttamente sulla ciclabile.

  2. Luigi Castagna ha detto:

    Lapsus mnemonico: i fratelli Dino, Aldo e Licia Artese, non Cortese. Scherzi dei tempi lunghi.

  3. Luigi Castagna ha detto:

    Il cognome Cortese mi ricorda i fratelli Dino, aldo e Licia Cortesi, di Vasto Marina. Parenti???

  4. Luigi Castagna ha detto:

    Percorso piacevole e suggestivo. Per me, il ricordo risale a moltissimi anni fa, quando la bella giornata induceva a trascurare la scuola per andare sugli scogli, a Vasto, dove ora si ammira “Ondina”. Allora, i pescatori lasciavano le zattere, realizzate con fasci di canne e adatte per la pesca delle seppie e dei pelosi, adagiate sugli scogli, a riva. Noi le usavamo rimettendole con ordine al loro posto. Poi, si andava anche sui trabocchi. Bellissimo!

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