Come ridurre le vibrazioni della tua gravel in 10 mosse

Credo di non esagerare se dico che il gravel è una delle più belle innovazioni del mondo del ciclismo dell’ultimo decennio! Andare in giro per sentieri e scoprire le campagne sfruttando le stradine sterrate è un vero spettacolo ma, km dopo km, si può iniziare ad avvertire fastidio e stanchezza, principalmente a causa delle vibrazioni che vengono trasmesse dalle asperità del terreno al nostro corpo.

Le biciclette gravel sono pensate appositamente per questo uso: per essere comode e affidabili anche sulla lunga distanza su superfici non esattamente lisce. Tuttavia è possibile adottare qualche accorgimento per migliorare il proprio comfort durante il loro uso.

1. Pneumatici e pressione

Vibrazioni bici gravel

Uno dei grandi vantaggi delle biciclette gravel rispetto alle bici da corsa è la possibilità di montare coperture più generose: mentre il passaggio ruota di una bdc può accogliere pneumatici fino a un massimo di 28 mm (o 32 mm su quelle più moderne), le biciclette gravel possono offrire passaggi ruota che rasentano il mondo delle fat bike.

Per risolvere il problema delle vibrazioni, si possono quindi scegliere pneumatici più generosi a cui associare una pressione leggermente più bassa: in questo modo si sfrutta il potere ammortizzante delle ruote per ridurre la trasmissione delle vibrazioni. L’effetto collaterale è un aumento dell’attrito sul terreno e, quindi, una maggiore fatica, ma allo stesso tempo si riduce il rischio di forature e, soprattutto, dell’effetto rimbalzo sul terreno dovuto a una pressione troppo elevata delle gomme.

2. Geometria del telaio

canyon-grail-bici-gravel

La geometria della bici è uno degli aspetti che raramente vengono presi in considerazione, ma che fanno maggiormente la differenza, ancora più del materiale di costruzione. Il punto di riferimento in questo caso sono il tubo sterzo e il tubo piantone: quanto questi sono perpendicolari al terreno, tanto più trasmetterano le vibrazioni alla sella e al manubrio. Se il tuo obiettivo non è quello di vincere gare sul km lanciato gravel, ma piuttosto percorrere molti km senza soffrire, allora è meglio valutare tubi un po’ più inclinati: si perde in efficienza di pedalata, ma si guadagna in comfort.

3. Posizione in sella

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Non può aumentare né ridurre le vibrazioni, ma uno scorretto posizionamento in sella può modificare molto la nostra percezione e, quindi, il nostro comfort di guida e la nostra resistenza. Una posizione troppo eretta, ad esempio, può portare problemi all’altezza delle lombari, mentre una posizione troppo avanzata può creare dolori alle spalle e alla cervicale. Ottimizzare la posizione in sella è sempre la prima cosa da fare. Esistono dei corsi per imparare a farlo in autonomia, oppure ci si può rivolgere a un professionista della biomeccanica.

4. Nastro manubrio

Gravel Comfort Tape della PRO

Se il vostro obiettivo è ridurre le vibrazioni, il nastro manubrio può risolvervi una parte del problema con pochi euro. L’importante è, nella scelta, chiudere gli occhi e farsi guidare, invece dal tatto. Sulle strade sterrate non saranno i teschi impressi sul nastro a donarvi il comfort ma, piuttosto gli inserti in gel o in sughero all’interno. Concentratevi quindi su un nastro spesso e che sia sufficientemente lungo per coprire tutta la curva e non lasciarvi a metà. Pro ha creato un modello specifico: il Gravel Comfort Tape, ha uno spessore di 3 mm e una lunghezza di 2,3 metri. Brutto non è. Stiloso, neppure.

5. Inserti manubrio in gel

Vibrazioni bici gravel

Se poi siete alla ricerca dell’ultra comodità, sul mercato si trovano inserti in gel da sistemare sotto il nastro manubrio nei punto strategici. Si montano sulla parte orizzontale e sul drop del manubrio. Quelli a marchio Fizik durano una vita e fanno quello che promettono.

6. Guanti

I guanti sono un dispositivo di protezione quando si va in bicicletta. Non solo in caso di cadute perché evitano sgradevoli escoriazioni, ma anche perché, se di qualità, sono dotati spesso di inserti in gel all’altezza dei palmi. Un altro piccolo investimento per una differenza di sensazione non banale.

7. Paramani da gravel

Quando si pedala sullo sterrato, la posizione più diffusa è con le dita pronte ad azionare le leve dei freni in caso di bisogno, quindi in “presa alta” e con i palmi appoggiati ai paramani delle leve freno. I nuovi gruppi pensati per il gravel sono stati sviluppati per venire incontro a questo bisogno. In particolare le diverse serie del GRX di Shimano hanno delle “escrescenze” in gomma che hanno proprio la funzione di attutire le vibrazioni date dal terreno.

8. Sella

La sella è forse il più importante dei punti di appoggio della bicicletta perché è dove poggiamo le parti più delicate del nostro corpo. Nel mondo della bici da corsa (e anche della mtb) si è diffusa la tendenza a puntare su selle sempre più rigide e sempre meno imbottite per risparmiare sul peso ma anche per massimizzare l’efficienza di pedalata. La scelta può essere ottima se cercate di vincere una gara, ma se l’obiettivo è quello di arrivare a fine giornata sereni e felici probabilmente non è una buona idea.

Sul mercato esistono ormai selle pensate appositamente per questo scopo, come la Turnix gel di PRO che, oltre all’imbottitura del gel offre una forchetta un po’ più ammortizzante.

9. Freni e dischi

Le vibrazioni si accusano durante la pedalata, ma ancor di più durante la frenata se pattini e dischi non sono ben allineati. In queste circostanze può accadere che la forcella anteriore inizi a sobbalzare in modo ritmico trasmettendo tutta la sgradevolezza del movimento alla parte superiore del corpo. Da evitare.

10. Tenere i gomiti piegati e allentate la presa

Vibrazioni bici gravel

Saper stare in sella è però più importante di qualunque altro accorgimento tecnico: potete montare sistemi ammortizzanti in qualunque parte della bicicletta, ma se non tenete un po’ piegati i gomiti quando pedalate, sentirete ogni singola vibrazione sulla cervicale. Già che ci siamo mi permetto di ricordarvi che il manubrio della bici non va strizzato con la forza delle mani come se fosse una spada ma va gestito bilanciando il peso sui palmi e utilizzando le dita come vincoli per evitare che questo scivoli via.

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