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Congestion charge: centri urbani a pagamento per le auto

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La Francia si prepara a introdurre un provvedimento che imporrà alle città superiori ai 100 mila abitanti di dotarsi di una congestion charge.

L’annuncio del governo francese fa riflettere sulla necessità di ridurre il traffico veicolare non solo nelle grandi metropoli ma anche nei centri minori, spesso soffocati dall’inquinamento prodotto dalle auto e dallo spazio che queste occupano a discapito di aree pedonali e spazi verdi.

Cos’è una congestion charge?

Le congestion charge sono considerate politiche di road pricing, ovvero di pedaggio stradale che possono essere applicate a qualsiasi veicolo a motore oppure esclusivamente a quelli più inquinanti.

Le politiche di road pricing sono prevalentemente considerate come imposte di tipo Pigouviano, ovvero tasse applicabili in presenza di esternalità ambientali, utili a far comprendere l’impatto ambientale di certe scelte, come l’utilizzo o meno dell’auto privata.

Gli obiettivi

Questa soluzione nasce per ridurre il traffico nelle zone centrali della città, con il risultato di diminuire i livelli di inquinamento atmosferico.
Spesso infatti, le amministrazioni comunali che decidono di realizzare una congestion charge promettono di utilizzare i fondi raccolti dal pedaggio per finanziare progetti di ampliamento della rete del Trasporto Pubblico Locale o di riqualificazione delle aree verdi, con l’obiettivo di ridare sotto forma di servizi il prezzo pagato dai cittadini.

Esempi dal mondo

Le congestion charge hanno riscontrato successo in tutto il mondo, con buoni risultati in termini di ampliamento della ripartizione modale degli utenti che si muovono in bicicletta e con i mezzi pubblici.

Sono ormai numerose le città in cui è necessario pagare un pedaggio per entrare in una certa area della città, si pensi a Londra, Stoccolma, Singapore ecc.

Area C a Milano rappresenta il principale esempio italiano, seguito da Palermo. Anche Roma ha recentemente annunciato l’introduzione di una congestion charge.

I dubbi

Le congestion charge sono ottime soluzioni per ridurre il traffico, ma hanno comunque alcuni lati negativi:

  • Il primo, quello tipicamente più noto è dato dal fatto che i cittadini con un reddito elevato non sono scoraggiati all’utilizzo dell’auto, inficiando quindi lo scopo della congestion charge di ridurre il numero di auto in circolazione.
  • Il secondo problema è legato alle dimensioni dell’iniziativa. Più l’area coinvolta dalle limitazioni è vasta e più il numero di cittadini a cui si rivolge la barriera all’ingresso è minore: questo perché il pedaggio è rivolto esclusivamente a chi deve entrare in città e non a chi è già all’interno dell’area che può continuare quindi a utilizzare liberamente l’auto.
  • Il terzo problema è da ricercarsi quando le limitazioni sono imposte esclusivamente ai veicoli più inquinanti, questo perchè la congestion charge rappresenta un ostacolo solo nel breve periodo: a lungo andare le persone decidono di sostituire la vecchia auto con una a basse emissioni.

Conclusioni

Il pedaggio stradale e le congestion charge si dimostrano soluzioni realmente utili se accompagnate da una forte politica volta all’abbandono dell’auto privata in favore del trasporto pubblico locale e di promozione della ciclabilità.

Se le amministrazioni che propongono congestion charge si limitano semplicemente a fare cassa e non a utilizzare i fondi raccolti per migliorare la mobilità urbana questi interventi si rivelano un boomerang in termini elettorali, senza quindi un vero guadagno in riduzione della congestione e quindi nel miglioramento della qualità della vita.





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