Da Hotel a Bike Hotel: come accogliere un cicloturista - Bikeitalia.it

Da Hotel a Bike Hotel: come accogliere un cicloturista

Il cicloturismo è sempre più diffuso: viaggiare in bici non rappresenta più una modalità di nicchia, riservata a pochi, ma è un’opportunità che può e deve essere colta anche dalle strutture ricettive. L’accoglienza di un cicloturista, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non richiede investimenti giganteschi, ma pochi semplici accorgimenti che, messi insieme, possono fare la differenza tra la soddisfazione e la frustrazione del cliente-ciclista.

accoglienza di un cicloturista in Catalogna

Per rendersene conto, occorre considerare che il cicloturista è sì un cliente come un altro, ma accompagnato anche da un aspetto nuovo: la sua bicicletta, che è altrettanto importante da tenere in considerazione.

Molto spesso infatti i ciclisti dedicano molta più attenzione alla cura del loro mezzo meccanico che a quella del proprio corpo! Va da sé che una struttura che possa offrire tra i suoi servizi anche quelli legati al mondo delle due ruote a pedali sarà sicuramente più appetibile per questa fetta di clienti.
Ma quali sono questi servizi?

Le necessità di un cicloturista

Cerchiamo prima di capire quali sono le necessità di un cicloturista, distinguendole in due grandi macrocategorie: necessità primarie e accessorie.

Le necessità primarie sono quelle più impellenti, che devono essere soddisfatte quotidianamente dal ciclista stesso (o dalla struttura che lo accoglie) e che sono d’importanza fondamentale.
Le necessità accessorie invece sono una categoria di bisogni che possono variare da soggetto a soggetto, il cui soddisfacimento è un aspetto personale. Ad esempio vi sono ciclisti che si sottopongono a una sessione giornaliera di massaggi ed altri che non sanno neppure cos’è lo stretching!

Accoglienza di cicloturisti in reception

La struttura dovrà concentrare le proprie risorse per garantire l’appagamento delle necessità primarie e poi potrà (per rendere più gradevole il soggiorno e più appetibile la propria proposta) presentare una serie di servizi, valutati in base alle proprie capacità tecniche, organizzative ed economiche, finalizzati alla gestione delle necessità accessorie.

Necessità primarie:

• La cura della persona
• Un riposo gradevole e rigenerante
• Ricoverare la bicicletta evitando di lasciarla all’esterno
• Lavare e lubrificare la propria bicicletta
• Effettuare piccoli interventi di manutenzione sul mezzo
• Il lavaggio dei propri capi tecnici
• Un’alimentazione amica della prestazione atletica

Ovviamente nessuna bicicletta è eterna, anzi: a volte i piccoli problemi meccanici sono all’ordine del giorno, per cui avere a disposizione una ciclofficina, dove poter lavorare in tranquillità sulla bici, permette al cicloturista di evitare la ricerca di officine esterne, sulla cui competenza non sa nulla (nessun ciclista ama che altre persone mettano mano alla sua bici, a meno che non siano di comprovata esperienza).

L’abbigliamento tecnico per il ciclismo usa sistemi e materiali particolari, che vanno trattati nella giusta maniera e andrebbero lavati frequentemente, poiché tendono ad assorbire i cattivi odori, sporco e batteri. Proporre una serie di servizi per gestire quest’incombenza evita al cicloturista di mettersi a lavare le proprie magliette nel lavandino della camera e stenderle nel bagno.
Per finire, l’attenzione all’alimentazione in alcuni casi è maniacale: il conteggio delle calorie, la qualità e la quantità dei nutrienti, la distribuzione dei pasti sono tutti aspetti che interessano a vario titolo chi pedala.

Colazione in albergo

Necessità accessorie:

• Approfondire la conoscenza del territorio attraverso mappe cartacee o virtuali
• Effettuare escursioni guidate da personale qualificato
• Wellness: relax, massaggi, idroterapia
• Una libreria dedicata, con riviste e libri di settore
• Il noleggio di biciclette in loco
• L’utilizzo di accessori come navigatori, contachilometri, powermeter, borsoni
• Attività ricreazionali per i bambini
• Supporto logistico: autobus, pranzi al sacco, rastrelliere per la ricarica delle e-bike e altre attività collaterali

Questa macrocategoria di necessità è definita accessoria poiché non viene vissuta da tutti i ciclisti in maniera omogenea. Se ad esempio la lubrificazione della catena è un’attività sacra per ogni ciclista che si rispetti, non lo è la possibilità di farsi accompagnare da una guida o dall’avere a disposizione una flotta di biciclette da noleggiare.

La scelta dunque di quali necessità accessorie soddisfare dovrà essere fatta basandosi innanzitutto sui dati del traffico cicloturistico presente nella zona della struttura, sulla stagionalità e su quale tipologia di cicloturisti concentrarsi (le necessità avvertite da un ultracyclist saranno ben diverse da quelle di un amatore in cerca di svago e relax).

Bike zone con lavanderia per cicloturisti

Soddisfare i bisogni (siano essi primari o accessori) di un cicloturista non è l’unico aspetto di cui tener conto: il cicloturista è un essere umano con delle idee e dei principi guida che ne contraddistinguono le scelte di vita.

Solitamente si tratta una persona attenta all’ambiente, con una sensibilità ecologica molto sviluppata. Effettuare delle scelte in questo senso da parte della struttura, oltre ad essere un’impellenza ormai non più procrastinabile, può rendere più piacevole il soggiorno e aumentare la considerazione verso la struttura stessa. Questo tipo di scelte sono innumerevoli, solo a titolo di esempio elenchiamo la fornitura di prodotti per la cura della persona di origine naturale, l’utilizzo di materie prime a chilometro zero, una gestione più sostenibile del riscaldamento, la riduzione degli sprechi.

Essendo una persona attenta all’ambiente, spesso il cicloturista fa delle scelte personali in tale direzione, come quella di un regime alimentare particolare, vegetariano o vegano. Proporre ai propri clienti dei piatti appositamente pensati per questi due tipi di regimi alimentari non potrà che apportare benefici al bike hotel, che acquisirà popolarità come una struttura attenta anche a questi aspetti.
Dal punto di vista dei servizi offerti, la possibilità di noleggio o di ricarica delle bici a pedalata assistita è un altro modo per accogliere una fetta di utenza che altrimenti si troverebbe in difficoltà nell’uso delle classiche bici muscolari.

Spazi di socialità all'aperto

Un altro aspetto da non sottovalutare è il fatto che i ciclisti, per loro natura, sono portati a socializzare tra loro e a condividere le proprie esperienze. Mettere a disposizione una sala ricreativa, dove i clienti possano rilassarsi, leggere e confrontarsi potrebbe essere sicuramente uno stimolo per molti cicloturisti, oltre a migliorare l’ambiente della struttura stessa, dando l’idea di un luogo vivo e partecipativo.
Quindi è bene sempre considerare il cicloturista nella sua completezza, evitando di focalizzarsi soltanto sugli aspetti tecnico-pratici, bensì cercando di coglierne anche quelli personali ed emotivi, in modo da creare un supporto “totale” che non potrà che soddisfare lui e la struttura stessa, con i benefici economici diretti ed indiretti che questo rapporto di stima comporta.

Accogliere viaggiatori felici

Alla luce di queste considerazioni si può pensare che i cicloturisti siano dunque persone piene di esigenze, il cui soddisfacimento necessita di investimenti importanti. La realtà invece dimostra il contrario. Un sondaggio effettuato tra gli albergatori inglesi ha portato alla luce questa considerazione: quella dei cicloturisti era la categoria più apprezzata per cortesia, minor numero di lamentele e per facilità di approccio.
La spiegazione è molto semplice (e ha una validità scientifica ormai affermata): effettuare un’attività fisica in modo importante e costante come l’andare in bicicletta apporta delle modifiche all’interno del cervello umano, aumentando il rilascio di endorfine (elementi chimici calmanti e rilassanti) e migliorando l’autostima, la visione di sé e degli altri e l’equilibrio psico-fisico. Insomma, i cicloturisti sono persone felici, e questa loro felicità si rispecchia nel loro modo di comportarsi, di affrontare le situazioni nelle quali sono coinvolti e nel rapportarsi con altre persone.

Quindi, dando per scontato che la struttura sia pienamente in grado di offrire quella dose di cortesia, pazienza e capacità di ascolto e di supporto che rende gradevole un soggiorno in un hotel e che è la
base di questa attività (riassumendo: che sappia fare il suo mestiere), accogliere un cicloturista non sarà diverso dall’accogliere un cliente qualsiasi, a patto di poter offrire servizi dedicati che la concorrenza non è in grado di proporre.

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