Basilicata in bici: da Rotonda a Maratea tra Parchi Nazionali, Greenway e bandiere blu

Dai verdi boschi del Parco Nazionale del Pollino e del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri – Lagonegrese alla macchia mediterranea della costa di Maratea: un affascinante itinerario di media difficoltà di circa 70 km che si snoda tra borghi medievali, panorami suggestivi e una natura rigogliosa e selvaggia.

Si parte da Rotonda, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, il parco nazionale più esteso d’Italia, celebre per la varietà dei suoi ambienti e paesaggi: dai boschi di quercia e castagno alle praterie d’alta quota tra fiumi, torrenti e gole. Il Pollino, che attraversa due regioni, Basilicata e Calabria, ha il suo simbolo nel pino loricato, l’albero più vecchio d’Europa, detto anche il “fossile vivente”. Il suo nome trae origine dalla sua particolare corteccia suddivisa in trapezi che ricorda la “lorica”, l’armatura dei soldati romani. E proprio grazie alla sua “corazza”, il pino loricato è sopravvissuto ai secoli adattandosi ai cambiamenti climatici, dando un importante contributo alla biodiversità del Parco, che dal 2015 è entrato a far parte della rete dei Geoparchi dell’Unesco.


A Rotonda, sede dell’Ente Parco del Pollino, nel giorno della festa di Sant’Antonio da Padova si svolge una delle tradizioni più antiche di tutta la Basilicata: il rito arboreo – ritenuto propizio per la fecondità della terra – della Sagra dell’Abete. A unirsi in matrimonio sono un faggio (“a pitu) e un abete bianco (“a rocca”) che, trasportati in paese dai buoi, vengono innestati l’uno con l’altro e innalzati fino a creare un unico albero alto 30 metri.
Da Rotonda si percorre parte della Ciclovia Lagonegro-Rotonda, che sorge sull’ex ferrovia calabro-lucana. Una greenway tutta italiana che attraversa ponti, gallerie e suggestivi paesaggi immersi nel verde delle valli del Noce e del Marcure. Il percorso passa attraverso una singolare galleria elicoidale, opera ingegneristica risalente agli anni Venti. Questo raro esempio di archeologia industriale collega Castelluccio Inferiore a Castelluccio Superiore, due comuni che sorgono a 200 metri di dislivello l’uno dall’altro. L’itinerario prosegue in salita con ampi panorami sulla Valle del Mercure fino a Lauria, grazioso borgo medievale suddiviso anch’esso in una parte “inferiore” e una “superiore”. Le origini di Lauria risalgono al X secolo, quando una “laura” basiliana, una piccola comunità religiosa della regola di San Basilio, si insediò dove oggi sorge il Santuario della Madonna dell’Armo e, passeggiando nel centro storico, si possono ammirare tra archi e portali numerosi dettagli in ferro battuto, testimonianze dell’antica tradizione dell’artigianato.

Basilicata in bici


Poco oltre metà del percorso, è d’obbligo una sosta lungo le sponde del Lago Sirino. Situato ai piedi del massiccio omonimo, nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese, questo lago dalle acque limpide e incontaminate, è circondato da una fitta vegetazione di faggi, pioppi, castagni e piante lacustri. Secondo la leggenda, il lago sarebbe stato originato dalla “lacrima divina” della Madonna di Sirino che, adirata per il comportamento di due contadini che avevano deciso di lavorare durante il giorno della festa religiosa, scatenò un violento temporale. Dopo il Lago di Sirino si abbandona la ciclovia Lagonegro-Rotonda per scendere a valle verso l’incantevole borgo di Rivello, situato in posizione panoramica tra il monte Sirino e la Valle del Noce.

Panino con soppressata e caciocavallo
Panino con soppressata e caciocavallo

Un groviglio di vicoli e gradinate caratterizza il centro storico di Rivello, che oltre a vantare una serie di palazzi nobiliari tra i quali spicca il Palazzo Megale, è costellato di più di venti edifici sacri di epoca e architettura bizantina. Da visitare anche il convento di Sant’Antonio, che ospita la mostra permanente “Greci e indigeni tra Noce e Lao”. A Rivello ci si delizia con i sapori della tradizione contadina: dalla pasta artigianale – “laghenelle”, tagliatelle, “cavatiell’” e gnocchi” – alla polenta con i “termini”- pezzi di salsiccia – , senza dimenticare gustosi salumi come soppressata e salame.
Da Rivello si prosegue in discesa prima di affrontare l’ultima salita verso Trecchina, nota come “città giardino” per i numerosi e variopinti giardini, che nella bella stagione ospitano eventi culturali, mostre di pittura, esposizioni di manufatti di artigianato e di prodotti della gastronomia locale, come il famoso pane locale e i tipici dolcetti a base di noci o con il cuore di castagna. Tra balconi adorni di gerani e vicoletti in pietra si arriva al castello baronale di Trecchina, il punto più alto del borgo, da cui si gode un ampio panorama sulla vallata sottostante tra boschi di castagni, casette incastonate nel paesaggio e il fiume Noci sullo sfondo.

Cristo Redentore a Maratea


L’ultima discesa conduce verso lo splendido golfo di Policastro, dove Maratea, per i Greci “Thea Maris” – la Dea del Mare – , con i suoi 30 km di suggestiva costa tra insenature, calette e spiagge spesso insignite della Bandiera Blu, rappresenta l’unico sbocco sul Tirreno della Basilicata. La città delle 44 chiese ha un centro storico medievale caratterizzato da pittoreschi vicoletti e piazzette, tra cui la bella piazza Buraglia, mentre più in alto sul Monte San Biagio si erge il Cristo Redentore, con un’altezza di ben 22 metri che lo colloca al secondo posto dopo quello di Rio di Janeiro.
Di fronte al rinomato porticciolo turistico si staglia l’isolotto di Santo Janni, conosciuto fin dall’epoca romana, come testimoniano i numerosi ritrovamenti di reperti archeologici che servivano per la produzione ed il commercio del “garum“, una salsa tipica dell’antichità realizzata con le interiora di pesce.
Maratea è un paradiso per gli amanti dei sapori mediterranei: dai pomodori costoluti alle mozzarelle, la treccia e il caciocavallo di Massa di Maratea ed ancora la gilò (melanzana rossa allungata), la carruba, i capperi sotto sale e, infine, le alici salate – gli “aliciocculi”… vi è solo l’imbarazzo della scelta.

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Leggi anche Basilicata in bici: le colline materane tra Sassi, natura e sapori

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BASILICATA IN BICI

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Commenti

2 Commenti su "Basilicata in bici: da Rotonda a Maratea tra Parchi Nazionali, Greenway e bandiere blu"

  1. Giacomo ha detto:

    Buongiorno sono interessato a questa escursione in bici e vorrei maggiori informazioni sul giorno, costo, tipo di bici
    Grazie

    1. Manuel Massimo ha detto:

      Salve Giacomo,

      il link con per richiedere ulteriori informazioni è in calce all’articolo, lo riportiamo anche qui:

      https://www.basilicataturistica.it/attivita_bepa/bike-mountain-bike-e-bici-elettrica/

      Buona lettura e buone pedalate,

      Manuel Massimo – Direttore responsabile di Bikeitalia.it

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