Paola Bergamo, 36enne, figlia del Salento, adottata dal Friuli Venezia Giulia prima per motivi lavorativi e poi per amore, racconta il suo rapporto speciale con la bicicletta, simbolo di rinascita e libertà. Dalle pedalate come supporto terapeutico all’imprenditoria nel settore del cicloturismo, una storia di riscatto e di sorrisi ritrovati.
Ci tengo a raccontare la mia storia affinché possa essere d’esempio, di aiuto e stimolo per altre donne (ma anche uomini) che cercano una modalità per ritrovarsi o, talvolta, rinascere. Vorrei avere la possibilità di raccontare la mia storia di “libertà” ritrovata proprio grazie allo stare in sella alla mia bici.

Fin da piccola ho sempre praticato sport, le arti marziali in particolare. Il karate era la mia vita ma, nello stesso tempo, si è rivelato essere la mia gabbia. Proprio nel dojo ho subito violenze che hanno segnato la mia vita in maniera profonda. Avevo 10 anni. È durata fino ai miei 12 anni.
Solo ora, dopo anni di psicoterapia e percorsi di mental coaching, riesco a parlarne con facilità. Ho scoperto che, inconsciamente per anni, ho cercato strade per sfuggire dalla mia terra, allontanarmi dai luoghi di ricordo e da ricordi che mi facevano star male e che hanno condizionato tutta la mia adolescenza e i periodi che dovrebbero essere i più belli da vivere in compagnia dei suoi coetanei.
La vita è solo apparentemente continuata, l’ho aggredita con forza e determinazione, provando forse inconsciamente a cancellare il trauma ricevuto.
Dal trauma alla vita militare
Mentre frequentavo la scuola, a 14 anni, durante le estati calde del Salento ho iniziato a lavorare scoprendo la bellezza dell’autonomia data dal guadagnarsi la paghetta ma scoprendo anche la fatica. Ho continuato gli studi e mi sono appassionata all’equitazione: il cavallo è stato il mio unico migliore amico per molto tempo.
A 18 anni ho deciso di intraprendere la carriera militare che mi ha portata lontana da casa e dagli affetti personali. Facile? No! Ma da qui inizia il mio nuovo cammino da sola, rimboccandomi le maniche e scrivendo la mia nuova vita: treni, aerei, caserme, camerate, posti di guardia, addestramenti, volti nuovi, studio diventano per me la routine fino a terminare il corso di addestramento ed essere destinata a Lignano Sabbiadoro in capitaneria di porto.

Paese, persone, tradizioni, culture nuove hanno fatto da padrone insieme alla solitudine che mi ha accompagnata per diverso tempo, quel tempo che serviva per essere maturo a nuove amicizie. Passano due anni e la vita militare termina, qui decido di mettermi in gioco e tornare a studiare e vincere diversi concorsi pubblici che mi hanno dato modo di lavorare e scegliere anche la nuova destinazione.
Eccomi a Marano Lagunare in una colonia veneta abbracciata dal Friuli Venezia Giulia, qui ho dovuto ridisegnare amicizia e vita con sempre la solitudine come miglior amica. Divento vigile urbano in laguna e terrestre e proseguo con gli studi. Mi laureo. Passano gli anni ma la divisa mi sta stretta. Il mio carattere è più orientato ad aiutare piuttosto che punire il prossimo e così, dopo 5 anni, con concorso interno passo in ufficio segreteria del Sindaco.
L’amore e la bicicletta
Parallelamente alla carriera lavorativa a Marano, conosco Andrea, oggi mio marito e papà di Lorenzo, e con lui inizia anche l’amore per la bicicletta.
Iniziamo a pedalare insieme. Scopro la libertà di stare in sella alla mia bici da corsa, pedaliamo infiniti km, scaliamo le belle cime d’Italia. Ogni pedalata mi portava in una dimensione ritmica mentale particolare. Lì incontravo i miei mostri interiori ma non riuscivo a riconoscerli. Vivevo momenti di confusione misti a momenti di pura libertà ed è stata proprio la curiosità di scoprire a cosa era legata quella confusione a farmi prendere la decisione di intraprendere un percorso di psicoterapia.

Ecco da qui inizia un nuovo cammino e, grazie al professionista che mi seguiva (dott. Alessandro), alle tecniche di Emdr riesco a definire e a ricordare il trauma della violenza ma riesco anche a trasformarlo rendendolo simbolo di partenza verso la rinascita.
La bici, durante quel percorso lungo e faticoso, diventa la mia migliore amica. Grazie al suo ritmo entravo in una dimensione mentale che mi permetteva di elaborare il trauma. Scalando le più belle montagne, faticando tornante dopo tornante, sono riuscita a definire la mia vita passata, a mettere chiarezza nella confusione.

Ho versato tantissime lacrime perché ricordare brutti episodi di violenza, di omertà fa tanto male. Fa ancora più male quando sono causati da persone di cui ti fidavi e ritenevi guide nella tua giovane vita. Via via mi sono resa sempre più conto di come tutto questo abbia influito sul mio carattere, sulle mie scelte. Ho capito da cosa fuggivo, ho riconosciuto la natura delle mie paure. Pedalavo e capivo, parlavo ed elaboravo.
La scoperta del mondo in sella
Però durante queste scalate ho vissuto anche tantissimi sorrisi generati proprio dalla conquista di obiettivi prefissati nel mio percorso di supporto terapeutico. Ho raggiunto una delle cime più alte d’Italia anche quando pensavo di non avere più testa e gambe per salire. Ho scoperto la bellezza della nostra Italia attraverso la mia bicicletta. Ho scoperto colori, profumi, melodie della natura che non avevo mai visto prima e ho potuto conoscere gente meravigliosa diventata poi anche amicizia vera.

Nella rinascita mi hanno aiutato anche le gare amatoriali dove ho conosciuto una Paola affamata anche di vittoria sportiva e per 15 anni mi sono cimentata proprio in competizioni e lunghi viaggi che hanno forgiato il mio nuovo carattere: viaggi come Tarvisio-Santa Maria di Leuca in 5 giorni, oppure la traversata delle Alpi oltre alla gara 3 confini no stop. Tutto questo quando ancora (nel lontano 2016) non si sentiva parlare di cicloviaggi e quindi mi vedevano come una pazza in bicicletta!
Attraverso la bici ho scoperto la bellezza della rinascita legata alla LIBERTÀ di movimento, ascolto, parola, entusiasmo, creatività. Proprio grazie a questa sensazione, nel 2020 dopo il covid, decisi di mollare il posto fisso che mi rendeva cupa, demotivata e aprire la mia attività: SOGNANDO IN BICI e fare della mia passione anche il mio lavoro.
Una passione che si trasforma in lavoro
Nel Maggio 2021 divento imprenditrice nel settore del cicloturismo. La mission di Sognando in Bici è quella di fornire servizi cicloturistici stimolanti per le persone sedentarie, spronandoli a salire in sella e scoprire la bellezza da lei emanata, talvolta anche terapeutica (come il mio caso), e la forma pazza che prende un territorio visto da una sella.
Lo scopo di Sognando in bici è proprio quello di consentire alle persone di mettersi in contatto con la parte profonda di sé, di ritrovare se stessi sognando mentre pedala.

L’attività di Sognando in bici
Sognando in Bici a maggio festeggia i suoi 36 mesi di attività. L’azienda si occupa di ciclo escursioni guidate in Friuli Venezia Giulia e ciclo viaggi fino in Puglia. Inoltre abbiamo approntato il servizio di noleggio bici, il transfer bagagli e bici con furgone allestito, lo scouting per tour operator, la consulenza per hotel e bike point con sede fissa oltre all’assistenza meccanica.
In questi anni ho svolto corsi di formazione sulla meccanica e conseguito il brevetto da guida cicloturistica, grande novità di quest’anno avvierò anche l’attività di affitta camere con una struttura principalmente attrezzata per cicloturisti. Mi sto rimboccando le maniche e sto realizzando anche lavori tra calcinacci e polvere per dare forma all’ennesimo sogno.
Ma come va l’azienda? Qualche numero di fatturato in 3 anni: 2021 € 6.000 – 2022 € 14.000 – 2023 € 32.000. Cresciamo.

Da due anni sono anche mamma di Lorenzo oltre ad essere socia dell’azienda nautica di mio marito con il ruolo commerciale, event design, sviluppo marketing e controllo di gestione aziendale e relazioni esterne.
Mi chiedono spesso dove trovo il tempo e anche la motivazione a far tutto questo e rispondo sempre con il sorriso: è solo una questione di passione e voglia continua di fare sempre meglio nella vita pensando in maniera positiva.
È come andare in bicicletta che, conquistata una cima, già pensi alla prossima e seppur arranchi a salire la soddisfazione di conquistarla è talmente grande che ti fa sentire libera e stare bene.”
[Paola Bergamo]
Nota: Paola sarà presente con Sognando in Bici alla Fiera del Cicloturismo, dal 5 al 7 aprile a Bologna. In particolare il 5 aprile si terrà il Forum del Cicloturismo, evento B2B dedicato agli operatori del settore e alle persone interessate a intraprendere un’attività nel mondo del turismo in bicicletta: programma completo e tutte le informazioni per iscriversi a questo link.



















Ciao , sono una ciclista amatoriale e come te mi cimento in alcune gare o viaggi . Vorrei mollare il mio lavoro e andare in giro ad accompagnare le persone. Consigli o cerchi personale? Grazie Antonella
Complimenti ! Sei una grande donna…tanti auguri per il tuo futuro. Patrizia