Google Glass in bici: possibili usi

Google Glass in bici: possibili usi

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Non è facile essere un entusiasta della tecnologia. Appena hai finito di attaccare al tuo manubrio un ciclocomputer, un gps cartografico o lo smartphone (e c’è chi gira con tutti e tre insieme), ecco che arriva l’ultimo gadget a farti sentire un preistorico, se ancora non ce l’hai. È questo il caso di Google Glass, gli occhiali “smart” di Google.

In realtà non sono ancora disponibili sul mercato, ma è sempre meglio essere preparati per quando lo saranno. I Google Glass sono una delle più importanti declinazioni della tecnologia indossabile. Avendo ormai riempito le nostre tasche e le nostre borse di gadget tecnologici, le aziende del settore stanno passando direttamente alla nuova frontiera: i nostri corpi. Ecco quindi gli “smart watch” (orologi intelligenti) e appunto i Google Glass.

I Google Glass sono a prima vista degli occhiali comuni; non è difficile però notare l’unità operativa, nella parte superiore destra degli occhiali. Qui sono racchiusi i componenti che li fanno funzionare: essenzialmente una videocamera per fare foto e video in soggettiva; un microfono per impartire i comandi; uno schermo per visualizzare informazioni.

Non è chiaro se i Google Glass potranno essere un prodotto che avrà successo, oltre alla curiosità iniziale. Di sicuro le possibilità di utilizzo che offrono (così come i dubbi relativi alla privacy) sono vaste. Prendiamo ad esempio il settore che ci interessa di più: quello delle biciclette.

L’uso più semplice che se ne può fare è quello di “action cam” per riprendere le proprie pedalate, che siano tranquille gite domenicali o spericolate discese in mountain bike; i Google Glass sarebbero un ottimo sostituto delle videocamere da fissare sul casco: più leggeri, più versatili, sicuramente più “smart”. Al momento hanno una qualità di ripresa peggiore, ma sicuramente riusciranno presto a recuperare.

Altro utilizzo abbastanza facile da immaginare è nella navigazione: il display potrebbe mostrare delle frecce o altri segni grafici con cui indicare le svolte da fare, in città o sui sentieri. Questo permetterebbe di tenere sempre lo sguardo sulla strada, senza doverlo mai abbassare – neanche per pochi attimi – per guardare il display del gps; ne guadagnerebbero sicurezza e praticità. Il tutto potrebbe anche essere integrato con informazioni riguardanti i sistemi di bike sharing: esiste già un’app per Google Glass che fa questo per la città di New York.

E se lungo il viaggio si buca la camera d’aria? Niente paura, possiamo richiamare questa pagina di Bikeitalia e visualizzare sullo schermo le immagini che spiegano come fare per cambiarla; potremo quindi confrontare facilmente le foto dell’articolo con la nostra situazione, e seguire le istruzioni; potendo controllare i Google Glass con la voce e con i movimenti della testa, avremo le mani libere per lavorare, e non rischieremo di sporcare lo smartphone o il libro a cui ci saremmo altrimenti affidati per ottenere le istruzioni necessarie. Ancora più semplice sarà seguire delle istruzioni video su Youtube.

I Google Glass sono ora in una fase di “test diffuso”: delle versioni ancora non definitive sono state fornite a 10,000 tester sparsi per il mondo. Google ha avuto un’ottima idea, in quanto queste persone stanno creando curiosità attorno a questo prodotto, e stanno lavorando gratis per la società americana, fornendo dati sull’utilizzo e commenti su come migliorare il prodotto.

Oltre i Google Glass. Ci siamo qui soffermati sui Google Glass perché sono indubbiamente la versione più famosa di occhiali tecnologici. Esistono però altre marche che offrono prodotti simili: una di queste è la Recon Instruments, con il suo Jet; il Jet sembra avere anche un hardware di migliore qualità rispetto al prodotto concorrente; l’azienda inoltre punta molto sul ciclismo per le sue strategie di marketing; alla fine comunque le possibilità d’uso sono molto simili, se non identiche.

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