Salute

App per l’allenamento: valgono davvero la pena?

App per l’allenamento: valgono davvero la pena?

App per l’allenamento: valgono davvero la pena? È uscita una recente indagine a cura della Federazione Italiana Fisioterapisti dello Sport che va ad analizzare l’utilizzo delle app di allenamento e l’incidenza degli infortuni e i risultati sono davvero interessanti. In questo articolo andiamo ad analizzare le app per l’allenamento e cercheremo di capire se possono essere un supporto utile o meno all’allenamento.

App per l'allenamento

App per l’allenamento: fotografia di un trend

L’Italia è tra i paesi più vecchi e sedentari del Vecchio Continente. Si stima che almeno il 50% della popolazione sia cronicamente sedentarie e/o in sovrappeso. Eppure siamo tra i paesi che consumano la maggior quantità di integratori alimentari per lo sport e l’uso di app per l’allenamento, nel nostro Paese, viaggia intorno agli 1,2 miliardi di euro all’anno. Si stima che il 23% della popolazione adulta italiana (compresa tra i 18 e i 64 anni) utilizzi delle app per allenarsi in totale autonomia. Le app sono facili da scaricare sul proprio telefono, permettono di effettuare una prova gratuita e spesso forniscono claim molto diretti, come “torna in forma senza fare fatica” e ancora più spesso vengono pubblicizzate da fitness influencer sui propri canali social.

Anche il ciclismo ha le sue app per l’allenamento, che permettono di creare piani di allenamento preimpostati da seguire direttamente sui rulli, così come semplici schede estemporanee per allenamenti singoli, che non fanno parte di programmi strutturati.

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Gli effetti del fitness fai da te

Come emerso dalla ricerca effettuata dalla Federazione Italiana Fisioterapisti dello Sport e riportata dal Messaggero, vi è un incremento dei problemi fisici riportati in seguito all’utilizzo di app per l’allenamento. Dal 2021 si è verificato un incremento degli infortuni legati all’allenamento domestico fai-da-te. “Circa il 30% delle distorsioni di ginocchio, il 20% delle lussazioni di spalla e il 10% delle fratture sono causate da attività sportiva “fai da te” amatoriale in ambiente domestico” si legge nell’articolo. A tali dati si può aggiungere anche la nostra esperienza come biomeccanici e preparatori atletici: molti ciclisti si rivolgono a noi per una visita perché hanno sviluppato tendiniti per via di allenamenti eccessivamente lunghi o intensi sui rulli, effettuati seguendo i programmi per le app per lallenamento.

App per l’allenamento: valgono davvero la pena?

App per l'allenamento

Cerchiamo di fare una valutazione oggettiva: vale davvero la pena utilizzare le app per l’allenamento per la propria preparazione atletica?

Pro

Tra i vantaggi delle app di allenamento troviamo:

  • Costi ridotti: le app per l’allenamento hanno un costo di attivazione basso, che può andare dai 9,99€ una tantum a 15€/mese in abbonamento. Un prezzo che sicuramente è più basso rispetto a un abbonamento in palestra, all’iscrizione mensile a una società sportiva o rispetto a pagare un preparatore;
  • Versione freemium: le app permettono di valutare gratuitamente gli allenamenti e poi decidere se acquistare. Questo non è spesso possibile farlo in altri ambiti. Certo, si può sempre fare una lezione gratuita in palestra oppure fare una chiacchierata con un preparatore, ma non si può certo ottenere un tot di lezioni gratis e poi decidere il da farsi;
  • Allenamento a qualunque ora: dato che viviamo praticamente in simbiosi con il nostro cellulare, possiamo usare l’app in qualunque momento e non dobbiamo andare da nessuna parte per allenarci. Ci basta un tappetino, qualche attrezzo o dei rulli. Questo aspetto permette di allenarsi con massima flessibilità, permettendo di incastrare le sedute all’interno delle nostre vite sempre più frenetiche;

App per l’allenamento: i contro

Ovviamente ci sono dei contro rispetto all’uso delle app per l’allenamento:

Mancanza di personalizzazione

  • Gli allenamenti e i piani di preparazione proposti dalle app di allenamento sono ovviamente generali e tendono a essere molto generali. Non è raro parlare con ciclisti che si iscrivono al nostro servizio di allenamento e che riportano di aver seguito la preparazione proposta dall’app per qualche mese, per poi perdere motivazione. Ciò si manifesta perché all’inizio qualunque tipo di allenamento, se effettuato da una persona che non ha esperienza di tale sport, produce un miglioramento che però tende ad appiattirsi se lo stimolo applicato non progredisce in modo personalizzato;

Allenamenti troppo intensi

  • Uno di modi più utilizzati da queste app, sia per fornire risultati in poco tempo che per dare l’impressione all’utilizzatore di “fare fatica”, è quello di proporre esercizi molto intensi. Allenamenti a intervalli, HIIT, persino protocolli Tabata molto impegnativi, che permettono al corpo di bruciare molte calorie e quindi di forzare un adattamento in poco tempo ma che espongono l’utilizzatore non condizionato a infortuni e dolori muscolari.

Assenza di feedback e di valutazione

  • Per quanto un’app per l’allenamento possa utilizzare l’intelligenza artificiale e gli algoritmi per calibrare il programma in base a dei questionari o ai dati forniti dai sensori (cardiofrequenzimetro o sensore di potenza), questi non potranno mai sostituire l’interazione umana con un preparatore fisico. Infatti è il continuo scambio di opinioni e riscontri tra preparatore e atleta a essere la chiave della reale progressione e del miglioramento.

Solitudine

  • Vi riporto un’esperienza diretta. Io pratico Judo ed esistono delle app che permettono di lavorare in casa, con degli elastici, e migliorare l’esecuzione delle tecniche. Perché non le uso? Perché sarei da solo, che senso avrebbe? Senza il confronto con un’altra persona, senza poter scambiare due chiacchiere dopo l’allenamento, senza il senso di sfida insito nella pratica sportiva, molta della motivazione ad allenarmi sparisce.