Il setup della mtb per le diverse discipline
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Il setup della mtb per le diverse discipline

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Il mondo della mtb è tra i più articolati e sfaccettati dell’intero “ciclismo”, poiché è suddiviso in diverse categorie e discipline, ognuna con le sue caratteristiche peculiari che si riflettono nell’allestimento della bicicletta, nelle tecniche progettuali e nell’impostazione da dare alla propria guida e al mezzo. In questo articolo vedremo in cosa si differenziano e quali sono gli aspetti da privilegiare nel setup di una mountain bike da cross-country, da all mountain e da Enduro.

Il concetto di setup della bici

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Quando si parla di setup di una mtb, s’intende una serie di tecniche e di scelte da effettuare per adattare al meglio la propria bici al percorso che si dovrà affrontare. Si tratta di un passaggio importante, che andrebbe sempre messo in pratica prima di un viaggio, di una lunga uscita e soprattutto prima di una gara. Chilometraggi, dislivelli, tipologia di percorso, presenza di salti, drop e ostacoli sono fattori che variano continuamente e che bisogna aver presente per impostare il proprio mezzo. Il concetto di setup quindi è finalizzato ad adattare la bicicletta a ciò che ci troveremo di fronte, al fine si superarlo al meglio e con il minor sforzo.
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Le tecniche sono essenzialmente di due tipi:
• Scelta degli equipaggiamenti;
• Impostazioni meccaniche.

Nella prima categoria troviamo la scelta delle coperture, con le variabili di sezione, tassellatura e mescola, la scelta della trasmissione (che però viene raramente cambiata solo per un’uscita soltanto) e il montaggio dei pedali SPD o Flat.
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Fanno parte delle impostazioni meccaniche invece la regolazione delle sospensioni, quindi Sag, Rebound e compression, la messa in sella con la scelta dell’impostazione (più aerodinamica, più reattiva o più rilassata), la definizione della pressione di gonfiaggio delle gomme e la lubrificazione della catena.
Capite immediatamente che bisogna avere ben chiaro in testa cosa si dovrà fare prima di mettere mano alle impostazioni della bicicletta: una granfondo in alta montagna obbligherà a scelte e setup differenti rispetto al dover girare in un bike park.
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Per questo vedremo come effettuare il setup in 3 diverse categorie di ruote grasse:
• Cross-country marathon;
• All mountain e cicloescursionismo;
• Enduro;

Il setup della mtb: tempistiche, difficoltà e attrezzatura

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Un buon setup può impiegare dai dieci minuti fino all’ora di tempo, dipende da quante procedure dovrete effettuare e dalla vostra pignoleria (ci sono persone che impiegano ore per regolare al meglio la loro bici).
La difficoltà non è elevata, poiché dopo le prime volte le procedure, essendo sempre le stesse, tendono a diventare degli automatismi.

Per il setup della nostra mtb abbiamo bisogno di:
Metro, calibro e pompa per sospensioni: per la regolazione della forcella anteriore e dello shock posteriore;
Cacciavite a croce e chiave a brugola da 5mm: per la regolazione dei cambi;
Chiave dinamometrica: per il controllo dei serraggi;
Pompa a pavimento e digital checker: per il controllo della pressione delle gomme;
Sgrassatore, straccio e lubrificante: per la pulizia della catena e la successiva lubrificazione;

Il setup della mtb per cross-country (XC) e marathon (XCM)

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Il cross-country e le marathon sono ciò che più accomuna il ciclismo su strada alla mtb, poiché anche in questo contesto le condizioni da privilegiare sono l’esplosività, la reattività della bicicletta e l’elevata frequenza di pedalata da sostenere per lunghi periodi. I percorsi presentano numerosi saliscendi ma soprattutto lunghe salite tecniche senza discese di elevata difficoltà.

Il setup di una mtb per una gara da XC o per una marathon è il seguente:
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Scelta delle coperture: qui il grip è da privilegiare, poiché quando “picchiamo” sui pedali (soprattutto in salita) la ruota posteriore non deve scappare o scivolare, facendo perdere terreno e energie al ciclista. E’ sempre meglio privilegiare una copertura con tasselli più pronunciati all’anteriore e più scorrevoli al posteriore. La sezione può essere tra 1,9” e 2,1”, per ridurre comunque l’impronta a terra e quindi l’attrito, minimizzando la resistenza al rotolamento. Meglio optare per una mescola più dura che renda più rigida la copertura, tipo un 60a, con un TPI più elevato che permetta di alleggerire il peso (li due pneumatici infatti sono ciò che più influiscono sul peso della mtb stessa);
Trasmissione: un 2×10 è una soluzione ottimale, anche se resistono con soddisfazione le vecchie 3×9;
Pedali: per esprimere al meglio la potenza di pedalata sono da preferire gli SPD;
Pressione di gonfiaggio: in caso di terreno duro e quindi con buona scorrevolezza è meglio prevedere una pressione più elevata, per diminuire l’impronta a terra, quindi intorno ai 2,2-2,5bar. Su terreno cedevole e con poco grip meglio abbassare leggermente i valori;
Impostazione sospensioni: dovendo privilegiare la reattività della bicicletta anche a scapito del comfort, solitamente si usa impostare la forcella anteriore con un sag che è il 15-20% del travel, pompando aria all’interno anche a 150-200psi (in base al peso del biker). Il rebound deve essere veloce, poiché abbiamo bisogno di una forcella che ritorni in posizione in fretta e disperda al minimo l’energia. Solitamente le forcelle per XC hanno un punto di start (ovvero la forza da applicare per iniziare a far comprimere la forcella) abbastanza elevato, che garantisce una rigidezza e quindi una riduzione delle energie dissipate;
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Lubrificazione catena: in caso di XC meglio un lubrificante secco che, anche se più volatile di quello umido, tenderà comunque a mantenere più pulito il sistema. In caso invece di marathon piuttosto lunghe meglio optare per un lubrificante umido, che nonostante possa risultare appiccicoso, ha il pregio di resistere nel tempo;

Il setup della mtb per l’all-mountain e il cicloescursionismo

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L’all mountain è la disciplina che racchiude in sé la filosofia stessa della mtb: lontano, nella natura, per tanto tempo. L’all mountain è una disciplina a tutto tondo, dove si possono trovare salite “spaccagambe” tipiche delle matahon e discese tecniche che andrebbero bene per l’Enduro. Per questo il mezzo deve essere polivalente, capace di essere reattivo in salita ma di tenere bene la strada in discesa e sul tecnico. Quando i tragitti sono più lunghi è bene prediligere il comfort, utilizzando coperture che donino più scorrevolezza con pressioni di gonfiaggio un po’ più alte.

Il setup per una mtb da All-mountain o comunque per un’escursione il seguente:
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Scelta delle coperture: polivalenza è la parola d’ordine, che si può ottenere giocando sia sulle coperture stesse che su differenti pressioni di gonfiaggio. All’anteriore è meglio preferire una copertura tassellata che consenta di avere grip durante le discese più tecniche e magari su fondi sdrucciolevoli come le roccette. Quindi tasselli alti, poco fitti e una spalla resistente. Al posteriore invece una copertura più scorrevole permette di spingere sui pedali durante le salite, senza però eccedere nella scorrevolezza tipica dell’XC. Un buon compromesso è una sezione di 2,0”-2,2”, che offre una buona impronta a terra senza eccedere però nella resistenza al rotolamento. La mescola deve essere intermedia, ovvero non troppo dura poiché risulterebbe indeformabile ma nemmeno troppo morbida, giacché rallenterebbe la pedalata e disperderebbe molta energia, per cui un valore tra i 55a e i 45a è ottimo;
Trasmissione: 2×10 è la soluzione polivalente che permette di fare tutto. Meglio evitare l’1×11, che potrebbe risultare troppo estremo e discesistico;
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Pressione di gonfiaggio: dovendo alternare salite e discese si può mantenere comunque una pressione elevata di 2,2bar che accompagnata da coperture morbide permette comunque di mitigarne la deformabilità. Alcuni preferiscono gonfiare a 3bar le gomme e affrontare così la salita, minimizzando la dispersione, per poi abbassare a 2bar per la discesa;
Impostazione sospensioni: la nostra mtb per all-mountain deve essere brillante ma al contempo capace di assorbire impatti e magari qualche salto o drop. Un Sag di 20-25% del travel è un buon compromesso sia sulla forcella che sullo shock, che così non risulta essere troppo morbido ma nemmeno eccessivamente duro da comprimere. Il rebound deve essere una via di mezzo tra reattività e assorbimento delle asperità per evitare l’effetto “cavallo imbizzarrito”;
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Lubrificazione catena: qui entrano in gioco le condizioni atmosferiche, la lunghezza dei percorsi e le preferenze personali. Un lubrificante umido offre la garanzia di resistenza al dilavamento ma può impastare la trasmissione, per cui si può valutare di lubrificare con olio secco e predisporre alcune fermate durante l’escursione per una ripassata al volo sulla catena ormai asciutta;

Il setup della mtb per l’Enduro

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L’Enduro è considerata l’ultima disciplina “pedalata” della mtb, anche se la linea di demarcazione con le discipline “gravity” è molto debole. In questo caso ciò che conta è la tenuta di strada, poiché il biker dovrà scegliere una linea da seguire e questo implica una guida più o meno aggressiva che necessita di sostegno da parte delle sospensioni e delle coperture. A prima vista una bici da Enduro si può confondere con una da All-mountain ma osservando bene (oltre ai travel delle sospensioni) si nota come gli angoli di sterzo siano piùaperti, l’interasse ruota può elevato e come tutte le geometrie siano più aggressive e impostate per la resa in discesa.

Il setup di una mtb per l’Enduro è il seguente:
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Scelta delle coperture: massimo grip all’anteriore, che deve far stare in piedi la biciclette durante le PS in discesa. Quindi coperture larghe, da 2,3” a 2,5”, solitamente l’ultimo valore all’anteriore e il primo al posteriore, in modo da aumentarne la scorrevolezza. La gomma anteriore deve essere morbida, con mescola sui 42a, che consenta una buona deformazione ma con spalle belle solide per sostenere la bici nelle curve in appoggio. I tasselli devono essere pronunciati e radi, in modo da artigliare il terreno e offrire grip anche in condizioni di equilibrio scarso. Visto che comunque nell’Enduro esistono anche le salite (che non vengono cronometrate ma che comunque bisogna affrontare) meglio non esagerare con coperture troppo discesistiche;
Trasmissione: non dovendo effettuare salite molto difficili e lunghe, una trasmissione 1×11 con guidacatena consente di avere un ampia gamma di rapporti utilizzabili soprattutto in discesa;
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Pressione di gonfiaggio: la pressione consigliata è di 2bar, 1,5-1,7 bar se si gira con i tubeless. in questo modo si possono ottenere coperture ben deformabili che mordano il sentiero e offrano sostegno;
Impostazione sospensioni: nell’Enduro l’ammortizzamento deve essere totale, poiché sono presenti drop, salti, passaggi tecnici, radici e quant’altro. Meglio impostare su entrambe le sospensioni un sag del 30% (c’è chi si spinge anche al 35%), che consenta di far adattare la bici a qualunque situazione. Il rebound non deve essere troppo aperto, altrimenti la sospensione stessa potrebbe disarcionare il biker ma nemmeno troppo morbido,poiché sarebbe davvero facile arrivare a fine corsa e azzerare il comfort di guida;
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Lubrificazione: durante le PS non si pedala molto, per cui anche un olio secco potrebbe andare bene, magari dato prima di lanciarsi in discesa giusto per mantenere lubrificato il sistema;

Concludendo

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Il setup delle mtb è un tema complesso e molto affascinante, che sottintende una conoscenza perfetta del proprio mezzo e del proprio stile di guida e uno studio quasi maniacale di cosa si andrà a fare. Il mio consiglio è di investire qualche mezz’ora del proprio tempo nel settaggio della bicicletta e di effettuare più prove e registrare le sensazioni durante l’uscita.
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Come sempre ricordo che sulla bicicletta ci sarete voi e dovrete starci al meglio e che quello che va bene per me, per il vostro amico o per il vostro pro-biker preferito non è detto che vada bene a voi. Per cui smanettate e provate, fino a trovare ciò che è meglio e poi salite in sella e pedalate al massimo!

Si ringraziano gli amici Alessandro Bassan e Alessandro Samele per la collaborazione e per il supporto tecnico sull’Enduro.

Record del mondo di velocita in mtb!

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5 Risposte a Il setup della mtb per le diverse discipline

  1. pietro ha detto:

    Ciao OMAR , il mondo della mountain bike è davvero un mondo a sè , ci sono così tante discipline diverse , la mia preferita è la ALL MOUNTAIN . Farò tesoro dei tuoi consigli e prima di un ‘escursione impegnativa , sicuramente farò del mio meglio per regolare ad hoc la mia mtb !Cordiali saluti .

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Pietro,
      Sono felice di averti aiutato. La mtb è uno spirt sfaccettato che richiede conoscenza e “manico” Ma è molto, molto, divertente!

      Buone pedalate (in off-road)

      Omar

  2. Michele ha detto:

    Davvero un articolo fatto bene. Ben scritto e approfondito a livello giusto. Complimenti.

  3. Simone ha detto:

    Complimenti, un articolo molto completo

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