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Pedalare ha un’età?

Bikelife, Consigli, Salute • di

Un famoso adagio degli amanti della bicicletta recita: “Non si smette di pedalare perché si è diventati vecchi, si diventa vecchi perché si smette di pedalare“. E’ davvero così? La bicicletta fa bene a ogni età? In questo articolo andremo ad approfondire il tema dell’avanzamento dell’età e dell’uso della bici.

Indice
Età e performance sportiva
Età e pratica motoria
La bici ha un’età?
Concludendo

Età e performance sportiva

L’aumentare dell’età è correlato a una riduzione di quelle capacità motorie e dei valori che spesso sono predittori fondamentali della performance sportiva. Uno su tutti è la sarcopenia, ovvero la perdita fisiologica di massa muscolare. Questa patologia si può presentare in soggetti giovani per via della sedentarietà o di problemi di stress mentre è fisiologica nella terza età, soprattutto negli uomini, poiché si assiste a una riduzione della secrezione dell’ormone testosterone.

Con l’età inoltre vi è un aumento dei tempi di recupero, una riduzione delle capacità ventilatorie polmonari e una riduzione della gittata cardiaca, ovvero del volume di sangue messo in circolo dal cuore a ogni battito.
Se da un lato è vero che le capacità motorie tendono a regredire con l’età è anche altrettanto vero che questo riguarda maggiormente gli sport di potenza mentre per gli sport di endurance la cosa è un po’ più complicata.

Anche se gli studi scientifici sono discordi sul tema, si pensa che nell’adulto le fibre bianche di tipo 2a intermedie, che prediligono la contrazione rapida e sono più utilizzate negli sport di potenza, si trasformino o comunque propendano per un’azione contrattile più lenta, tipica delle fibre rosse di tipo 1. Questo porta quindi a una miglior predisposizione verso gli sport di durata.
L’esempio lampante è il ciclista francese Robert Marchand, che ha siglato il record dell’ora pedalando a 22km/h all’età di 102 anni.

Età e pratica motoria

Se da un lato i predittori della performance sportiva si riducono con l’età è altrettanto vero che ciò è più dovuto alla sedentarietà che all’invecchiamento in sé. Infatti le patologie coronariche (infarto acuto del miocardio, cardiopatie, ipertensione arteriosa) e le malattie del benessere (diabete mellito di tipo 2, sindromi dismetaboliche, sovrappeso), si presentano in soggetti sedentari e con una dieta sbilanciata, indipendemente dall’età. La pratica sportiva in generale quindi è una fondamentale terapia al benessere in qualunque età, dallo sviluppo all’età adulta fino alla terza età e oltre.

Ovviamente non stiamo parlando di un allenamento per la performance ma di una pratica sportiva moderata di tipo aerobico, praticata con costanza, almeno 3-4 volte a settimana per 60-120 minuti. Camminare, correre e soprattutto pedalare sono attività che permettono di mantenere sotto controllo i valori critici e di evitare l’insorgenza di patologie dovute alla dilagante ipocinesi.

Molto spesso si dice “non ho più l’età per certe cose”. Uno studio ha voluto studiare se questa affermazione fosse vera: ha preso un gruppo di 70enni e li ha messi a confronto con un gruppo di 20enni totalmente sedentari. Entrambi i gruppi sono stati sottoposti a un percorso di allenamento della forza con bilanceri e pesi per due mesi, in modo graduale e progressivo. Sono stati analizzati i valori di capillarizzazione (sinonimo di maggior irroramento sanguigno dei muscoli), forza massima e benessere psicofisico riscontrati. I due gruppi presentavano una adattamento all’allenamento molto simile, per cui è bene pensare che una persona di 70 anni abbia le stesse capacità di adattamento di un 20enne sedentario.

La bici ha un’età?

La bicicletta e il suo uso (competitivo o per puro piacere) ha dunque un’età? Uno studio del 2014 ha sottoposto a un regime di allenamento due gruppi di 13 persone ciascuna: da un lato c’era un gruppo di 24enni e dall’altro un gruppo di 60enni. Entrambi questi gruppi sono stati allenati per 8 settimane con un programma di allenamento in bici di tipo aerobico (lunghi e lunghissimi, limitando i lavori ad alta intensità e prediligendo il volume). Al termine del piano sono stati valutati i parametri di gittata cardiaca massima, massimo consumo di ossigeno (VO2max) e massima potenza espressa sui pedali. I due gruppi presentavano entrambi dei miglioramenti a livello di tutti e tre i parametri, con una grande differenza per quanto riguarda la potenza e una similitudine per le capacità cardiovascolari. Gli studiosi affermavano che la plasticità cardiovascolare è la prima responsabile della riduzione della prestazione nel ciclismo per gli atleti di età avanzata ma che comunque un allenamento dedicato può portare miglioramenti funzionali.

Concludendo

Per cui possiamo dire che la bicicletta non ha età: un uso costante, attento e monitorato della bici permette di migliorare lo stato di forma, il benessere e ridurre lo stress, oltre a mantenere più sano l’organismo. Da più parti la scienza è ormai compatta nell’affermare che ha ragione il detto: “Non si smette di pedalare perché si è diventati vecchi, si diventa vecchi perché si smette di pedalare“.





Una risposta a Pedalare ha un’età?

  1. severino ha detto:

    la parola chiave di questo articolo, ma più in generale della vita di ognuno. è BENESSERE.
    Anche se tutti i test concordassero che “ad una certa età” si ha decadimento fisico, riduzione cardiovascolare, fatica nel recupero, riduzione della massa muscolare, ecc…ecc… chi misura la piacevolezza del pedalare, del Benessere che proviamo nello spingere i pedali con la testa sgombra e gli occhi pieni di panorami…pedalare non è solo fisica o chimica è BENESSERE che è l’unica medicina per vivere bene.
    ciclisti vi voglio bene.

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