Perché vostra moglie non viene in bici con voi

[Disclaimer sulle questioni di genere in calce all’articolo*]

10 anni fa oggi ero con mia moglie al confine tra Argentina e Cile, nel mezzo di un viaggio in bicicletta di quattro mesi in Sud America. Quando racconto qualche storia di quel viaggio, le reazioni più entusiastiche spesso riguardano il fatto che fossi con mia moglie e suonano quasi sempre così: “Che bello che tua moglie viene in bici con te, mia moglie, invece…”

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Io e mia moglie sul Salar de Uyuni

Lo ammetto, sono un uomo fortunato, ne conosco molti altri che hanno la stessa fortuna e, a guardar bene, abbiamo in comune altre cose. Anche quelli che “mia moglie, invece” hanno alcune cose in comune, tipo un approccio migliorabile al tema. Vediamo come.

“A mia moglie non piace andare in bicicletta”

A meno di avere problemi fisici realmente invalidanti (ricordo che Enrico Toti, eroe della prima guerra mondiale, andò da Roma a Monfalcone in bicicletta, con una gamba sola) è molto raro che a qualcuno non piaccia andare in bicicletta: andare in bicicletta permette al nostro corpo di liberare endorfine che ci fanno sorridere e ci fanno stare bene.

Bellissimo, vero? Questo però è un “piatto” che non incontra i gusti di tutti.

Probabilmente la verità è che a vostra moglie non piace andare in bicicletta come volete voi.

Ma a fare cosa?

– Andiamo in bici?

– Dove?

– Non importa, andiamo in bici

– E poi?

– Poi torniamo a casa

Se questo scambio di battute vi sembra surreale, provate a immaginare come vi sentireste se qualcuno vi dicesse di andare a fare un giro in tram con la stessa argomentazione.

Il punto è che non a tutti piace l’idea di “fare in sport per stare in forma” (scusa Omar), ma in principio nessuno è contrario ad avere uno stile di vita attivo ed è per questo che per i non sportivi l’andare in bici deve prevedere un “dove” e un “a fare cosa”. Perché la bici è anche un mezzo di trasporto che serve per andare da A a B.

Bici sport famiglia
Ci sono molti modi per vivere la bicicletta

Quindi si può partire da un pranzo all’agriturismo fuoriporta, un luogo raggiungibile con un’oretta (o meno) di pedalata a cui far seguire un momento di riposo all’ombra di un albero, una sosta per il caffè o un gelato al rientro ed, eventualmente, una piccola deviazione per andare a vedere qualcosa di rilevante: un monumento, un laghetto, gli amici…

Insomma, se non tutti amano lo sport, tutti amano una giornata memorabile: se invece di proporre la bici per la bici proponessimo una giornata memorabile con la bici?

Una questione di immagine e di stile

Insomma, molto spesso la questione è solamente di immagine: di come vediamo le cose noi e di come le vedono gli altri e, forse ancora di più, dell’immagine che diamo noi a chi ci è più vicino. Se torniamo a casa vantandoci dei km macinati, di quanto andavamo forte e di come abbiamo lasciato indietro gli altri, chi ci ascolta può provare orgoglio per noi, ma anche timore perché nessuno vuole essere quello che viene spietatamente lasciato indietro.

Non tutti abbiamo la stessa idea di ciclismo

A questo aggiungiamo la questione abbigliamento: chi va in bici seriamente tende ad avere un dress code che per i comuni mortali è abbastanza ripugnante. I colori fluorescenti, le maglie con le scritte, i vestiti attillatissimi possono mettere in fuori gioco chi non è particolarmente a proprio agio con il proprio corpo. E se non passa il messaggio che si può pedalare anche senza sentirsi come una salsiccia a pedali, allora si crea una barriera all’ingresso che difficilmente sarà arginata.

Permettete quindi che la vostra dolce metà si vesta come le pare, anche con cose morbide, anche in cotone, e se proprio volete fare una gentilezza, portatevi dietro una maglietta di ricambio per lei per quando sarà felice e sudata.

La scelta della bici

Molto spesso una delle ragioni per cui le persone non vanno in bicicletta è la mancanza della bicicletta. O meglio, ce l’hanno, ma magari è un residuato bellico, un oggetto inguardabile che può andare bene per andare in stazione la mattina ma che magari ha bisogno di un po’ di manutenzione perché cigola e non frena bene. Se vostra moglie è una superchic che tende ad abbinare sempre gli accessori tra loro, sentirà il bisogno di una bici che stia bene anche con il resto. È così per voi, perché dovrebbe essere diverso per gli altri? Se non fosse così perché avreste cambiato la bicicletta da corsa recentemente, visto che funziona esattamente come quella vecchia?

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potete fare di meglio

Questo non significa necessariamente che occorre una bicicletta differente per ogni giorno della settimana, ma solo che se vogliamo far entusiasmare qualcuno, dobbiamo offrire un qualcosa che sia “abbastanza” buono. Quindi evitate la prudenza. Un amico tempo fa comprò una bicicletta per la moglie in liquidazione in un supermercato, una cosa veramente di infima qualità perché “non vale la pena spendere soldi se poi non le piace”. Forse è il caso di smettere di vedere la bicicletta per vostra moglie come una scommessa (forse le piace, forse no), ma piuttosto come un investimento sulla qualità del futuro del vostro matrimonio: se lei si appassionerà alla bicicletta, avrete una passione in più in comune e questo porta serenità. Le persone tendono appassionarsi alle cose belle che non alle cose brutte. Quindi no, neanche la vostra vecchia bici di due taglie più grande va bene.

Mettete mano al portafogli e misurate il vostro amore con la carta di credito. Se lo fate per voi stessi, perché non per vostra moglie?

Se invece avete il braccino corto, andate avanti a leggere.

La paura delle salite

La fatica non piace a tutti e l’idea di fare una salita in bici può spaventare. Il ciclista esperto sa che le salite non si superano con le gambe ma con la testa: questo è il motivo per cui il ciclista inesperto pedala con forza in salita finché non ce la fa più e poi scende e spinge.

Qui mi sento di dare quindi tre raccomandazioni:

  1. evitiamo le salite ai primi giri o, comunque, evitiamo di andarle a cercare apposta;
  2. spieghiamo con gentilezza come si pedala in salita (con agilità e controllando il respiro);
  3. facciamo capire che non c’è niente di male nello scendere di sella e spingere e, se capita, può essere l’occasione giusta per fermarsi, riprendere fiato, bere un po’ d’acqua, guardare il paesaggio (le salite servono a quello) e scambiarsi qualche parola di incoraggiamento e affetto.
Meglio evitare, no?

Ma soprattutto, non c’è niente come un’e-bike per far vincere la paura delle salite. La cosa bella di vivere nel terzo millennio è che esistono le e-bike e che si trovano a noleggio. Con poche decine di euro potete avere in dotazione un gioiello a pedalata assistita (che è anche la soluzione per quelli con il braccino corto di cui si parlava sopra). Certo, il problema è che le e-bike non sono esattamente economiche da comprare, ma stiamo ancora parlando del vostro rapporto di coppia, no? Quanto vale?

La paura delle discese

Bella la velocità, ma che paura quando non hai esperienza! Se non siete d’accordo con questa affermazione, vi invito a salire sul sellino del passeggero di una moto da strada guidata da qualcuno che non conoscete. Chissà che divertimento!

Ecco, la bicicletta sappiamo bene che è in grado di arrivare in discesa a velocità notevoli che a qualcuno possono fare paura e le paure sono irrazionali. Mia mamma per esempio ha paura delle discese in bicicletta perché aveva il terrore che le si staccasse la ruota davanti. Per il resto del mondo sembra una cosa da fuori di testa, ma se ci pensate bene anche la paura dei ragni o del chiuso segue la stessa logica.

Ma il miglior modo per vincere una paura è affrontarla, magari in modo graduale: se il vostro partner non ha esperienza, evitate di portarlo a fare discese troppo ripide e magari con il fondo sconnesso. Anche se ha una e-mtb full suspended, ricordatevi sempre che è la discesa, non la salita, quella in cui serve avere proprietà del mezzo. Quindi no, un giro al bike park non è una buona idea per avvicinarsi alla bici.

Chiudere la giornata e il giorno dopo

La parte più importante di una giornata di avvicinamento alla bici è il dopo: quando avete finito, permettetele di andare subito a farsi una doccia e prendersi cura di se stessa. Se volete pulire le bici, fatelo voi.

Poi chiedete un resoconto della giornata con domande semplici “come è andata?”, “cosa ti è piaciuto di più?”, “cosa non ti è piaciuto?”. In quel momento avrà ancora le endorfine in circolo e sarà molto propensa a essere entusiasta seppure stanca. È il momento per ringraziarla della bella giornata e complimentarsi per la performance, raccontare quanti km avete percorso e mostrarle le foto in cui sorride e pedala felice.

Il giorno dopo è il momento più delicato. Dopo una dormita epica lei si sveglierà con qualche doloretto causato da un’attività fisica inusuale e dalla sella. Assolutamente vietato fare ironia sulla sua pessima forma e sminuire i dolori. Assolutamente vietato anche tirare fuori la prossima impresa a pedali. Aspettate ancora un paio di giorni, quando il ricordo sarà ancora vivo ma i dolori se ne saranno andati. A quel punto può valere la pena riprendere il discorso senza dimenticare la regola numero 1: mai chiedere di andare in bicicletta senza aver specificato dove.

*Disclaimer sulle questioni di genere

Ancora prima di pubblicare so già che qualcuno storcerà il naso perché nel presente articolo si parla di relazioni uomo-donna in forma molto tradizionale, ma non è colpa mia se il ciclismo è praticato all’80% da uomini e solo al 20% dalle donne e non è colpa mia neppure se sono maschio, monogamo ed eterosessuale. Mi si perdonerà quindi se non farò seguire un pezzo dal titolo “perché vostro marito non viene in bici con voi”. Perché non lo so. Ma se voi lo sapete, potete scrivercelo a [email protected] e saremo lieti di pubblicare la vostra opinione.

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Commenti

3 Commenti su "Perché vostra moglie non viene in bici con voi"

  1. Tom ha detto:

    Mia moglie dice che hai proprio ragione e che a parte che non ho il braccino corto, lei ha bici bellissime anche una elettrica motore Bosch gran lusso che.pero non usa mai. Ci riproverò ancora e ancora 😁
    Ciao Tom

  2. Anna Piperita ha detto:

    Paolo lo sai che ti voglio bene ma un uomo che spiega perché una donna non va in bici col suo uomo non si puo leggere Chiedetelo alle donne perché, non ditelo voi.
    Anche io che amo andare in bici, sono mediamente allenata e ovviamente esco quasi sempre con uomini, faccio fatica a trovare compagni di sella accettabili. E i motivi non sono affatto quelli elencati da te. Ma per nulla.

  3. Jules Albini ha detto:

    Paolo: mito vivente! Grazie.
    A proposito: il 95% degli ostacoli elencati nell’articolo, noi – mia moglie ed io – l’abbiamo risolto con un tandem! Non per tutti, ma vi posso assicurare che può essere una soluzione molto valida.

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