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Ruote gravel: guida all’acquisto

Bdc, Bikelife, Gravel, News • di

Le gravel bike, come tutte le bici, hanno bisogno di ruote adatte e solide. Data la poliedricità delle bici gravel, una certa confusione può nascere sulla scelta delle ruote. Da ciclocross o da bici da corsa? Tubeless o con camera d’aria? Con questo articolo cerchiamo di dare dei consigli per poter acquistare le ruote gravel più adatte alle proprie esigenze.

Indice
Ruote gravel: cosa ci serve davvero
Scelta delle ruote gravel
Ruote gravel:considerazioni finali

Ruote gravel: cosa ci serve davvero

Prima di addentrarci e parlare di straight-pull, raggi e mozzi, è bene analizzare quali sono le necessità da soddisfare nella scelta delle ruote gravel. Questa fase di analisi è essenziale, perché bisogna sempre effettuare acquisti mirati per ottenere i massimi risultati e non fermarsi solo al nome della marca o alla leggerezza del componente. Quindi cerchiamo di analizzare le esigenze che nascono dall’uso di una gravel bike.

Una gravel bike può essere usata come una normale bici da corsa, magari per partecipare a lunghe granfondo, oppure come una bici da ciclocross per sguazzare nel fango. Nel mezzo tra l’asfalto e il fango ci sono chilometri di brecciolino, strade bianche e sterrati, aggiungendo magari la partecipazione a qualche gravel race. Per questo bisogna cercare di optare per delle ruote polivalenti, che non siano troppo rigide ma neppure troppo pesanti.

Ruote gravel 1

Scelta delle ruote gravel

Ruote Gravel 2

Quali sono le caratteristiche di cui tenere conto per effettuare la scelta migliore delle ruote gravel? Vediamole insieme:

Sistema di fissaggio a telaio

Molti telai per gravel bike presentano ormai il sistema di fissaggio con perno passante, mutuato dall’esperienza in mtb. Rispetto al vecchio standard a sgancio rapido, il perno passante aumenta la rigidità torsionale dalla ruota, consente di montare cuscinetti più grandi e più scorrevoli, dona solidità strutturale al mozzo ed elimina il pericoloso problema dello sgancio accidentale dovuto alle vibrazioni (situazione che può presentarsi dopo chilometri di pedalate su sterrato). Ovviamente i due sistemi non sono compatibili, per cui è bene controllare il sistema di fissaggio presente sul telaio.

Possiamo trovare tre opzioni: tutto sgancio rapido, perno passante sulla forcella e sgancio rapido sul telaio, tutto perno passante. I sistemi per sgancio rapido usano perni con diametro da 10mm e hanno i forcellini asolati, per consentire l’inserimento del mozzo con lo sgancio montato. I sistemi con il perno invece presentano i forcellini forati, con il forcellino lato trasmissione filettato per consentire l’avvitamento del perno. I diametri variano ma solitamente troviamo un perno da 15mm all’anteriore e da 12mm al posteriore. Esistono sistemi per montare ruote per perno passante su telaio predisposti per sgancio rapido, mentre non è possibile inserire il perno passante in un mozzo a sgancio rapido. La scelta dipende quasi esclusivamente dal tipo di fissaggio sul telaio, poiché le case produttrici di ruote offrono prodotti idonei in entrambi i casi. Per esempio per sgancio rapido Mavic propone le Aksium, mentre per perno passante sono molto interessanti le R23 Spline di DT Swiss.

Battuta dei mozzi

Per battuta s’intende la distanza delle facce di appoggio dei controdadi del mozzo, ovvero la luce interna tra i forcellini. Anche qui lo standard (come in tutti gli aspetti del mondo bici) non è unificato. Infatti le battute variano soprattutto tra un sistema a sgancio rapido e uno a perno passante. Nel primo caso solitamente si trovano battute posteriori da 135mm, mentre all’anteriore sono da 100mm. Nei sistemi a perno passante invece troviamo 142mm al posteriore e 135 all’anteriore.


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Bisogna fare attenzione, poi, che il telaio non sia predisposto per alloggiare l’ennesimo “standard”: i mozzi boost, che hanno una battuta da 148mm. La larghezza della battuta non ha effetto solo sulla lunghezza del mozzo ma soprattutto sulla verticalità dei raggi. I mozzi con battute più ampie presentano una distanza maggiore tra le flange dei mozzi e questo allontana i raggi dal cerchio. In questo modo i raggi risultano meno verticali, sono più flessibili e tendono a rendere la ruota meno rigida, aumentando l’assorbimento delle vibrazioni, cosa non da poco quando si parla di gravel bike.

Sistema di raggiatura

Le ruote pensate per il ciclocross e per il gravel presentano un sistema di raggiatura ibrido, che è a metà tra quello delle ruote per bici da corsa e per mtb. Infatti una delle scelte tecniche più utilizzata è il sistema di montaggio straight-pull. Questa tecnologia prevede i raggi dritti e le flange del mozzo con fori già orientati. I vantaggi sono molteplici: la ruota è più rigida, più equilibrata e tende a perdere più difficilmente la centratura, oltre a risultare più reattiva. Inoltre una raggiatura straight-pull offre maggiore resistenza alle sollecitazioni derivate dai freni a disco.

Cerchi

Ovviamente la dimensioni univoca dei cerchi deve essere da 700c, ovvero il classico 28″ stradale. Ci sono case che propongono gravel bike con ruote da 27,5″ ma preferisco che questo ennesimo standard rimanga legato al mondo mtb, dove può esprimersi al meglio. Per quanto riguarda la larghezza, i cerchi devono essere in grado di accogliere coperture da 21 a 45mm di sezione, evitando così di porre limiti alla scelta. La soluzione migliore sono i cerchi in alluminio, sia per una questione di costo che di resistenza alle sollecitazioni. I cerchi possono essere tubeless nativi oppure convertibili, questo dipende solo dal tipo di copertura usata e dalla tecnologia preferita.

Ruota libera

Una cosa importante da controllare è la predisposizione del corpetto ruota libera. Se decidete di usare un gruppo trasmissione stradale da 2×11 o addirittura un 1×11 di derivazione mtb, dovete controllare che il corpetto possa alloggiare gli 11 pignoni. È sempre possibile montare un pacco pignoni da 10 o da 9v su un corpetto da 11v, usando gli spessori ma spesso non si riesce a montare un 11v su corpetti più piccoli.

Cuscinetti

Il sistema dei cuscinetti interno al mozzo può essere di due tipi. Ci sono i coni e le sfere (che vengono usati da Shimano anche sull’alto di gamma) e quelli a cuscinetti sigillati (usati da tutti i restanti produttori). Rispetto al passato anche il sistema a coni e sfere è stato migliorato e semplificato, per cui la manutenzione non è più così critica, per cui la scelta dipende quasi esclusivamente dalla marca preferita.

Ruote gravel: considerazioni finali

La scelta delle ruote gravel può apparire secondaria ma in realtà è una tra le più importanti nell’ottica dell’ottimizzazione della propria bici gravel. Le ruote infatti donano alla bici rigidità, scorrevolezza e leggerezza e un acquisto errato può tradursi in una riduzione della performance o peggio in una rottura sul sentiero, con tutti i problemi che comporta. Esattamente come per gli altri componenti della vostra bici, dovete dare alle ruote gravel la giusta attenzione e non lesinare in termini di budget. Anzi, il mio consiglio è quello di destinare un valore alle ruote secondario solo a quello del telaio.

Articolo aggiornato a Luglio 2019







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