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Gravel bike: la scelta del telaio

Bdc, Bikelife, Gravel • di

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Cerchiamo di capire fino in fondo le gravel bike valutandone potenzialità, limiti e sviluppi futuri. Per farlo partiamo dal “cuore” di una bicicletta, ovvero dalla struttura principale: il telaio. Vediamo quali linee guida seguire nell’acquisto del telaio di una gravel bike e cerchiamo di comprenderne le geometrie.

Indice
Com’è fatto un telaio gravel
Materiale per gravel bike
Geometrie
Tecnologie costruttive
Concludendo

Com’è fatto un telaio gravel


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Quello che vedete in foto è il telaio della gravel bike che abbiamo allestito in sede. Dopo mesi di ricerca, controlli incrociati e negoziazioni con le aziende, abbiamo delineato le caratteristiche della nostra gravel bike ideale e abbiamo acquistato i componenti. Il telaio in questione è quello di una RLT 9 Niner in alluminio, con forcella in fibra di carbonio. Partiamo innanzitutto con una domanda: è meglio acquistare una gravel bike già assemblata o costruirsela da sé? La risposta non è così semplice. Se si ha fretta, un budget di spesa definito e non si possiede un’elevata confidenza con la meccanica allora conviene acquistare una bici già pronta. Se invece si ha la possibilità di montare da sé la bici e si ha il tempo di cercare i prodotti e verificarne la compatibilità, il mio consiglio è di acquistare il solo telaio e poi di allestire la bici secondo le proprie esigenze/desideri. I vantaggi sono evidenti:

Reperibilità

Attualmente non tutte le bici da gravel sono disponibili in Italia, soprattutto nei montaggi medi e top di gamma. Molte bici sono invece proposte nella forma del “frameset”, cioè solo telaio e forcella. Scegliere di acquistare solo il frameset e di montarlo in seguito permette di scegliere tra un notevole parco di proposte, che invece è (attualmente) più limitato per quello che riguarda le bici già pronte.

Personalizzazione

Le bici già assemblate sono proposte in una o più versioni. Alle volte la versione base può sembrare troppo poco performante, mentre quella top troppo costosa e non si trova niente “nel mezzo” che ci soddisfi. Scegliere uno per uno i componenti permette di avere il controllo di ogni singola vite della nostra futura bici, definendo dentature, raggiature, larghezza di copertoni, lunghezza dello stem, tipologia di freni e così via. È un lavoro lungo e minuzioso ma anche appassionante, perché permette di vedere “nascere” a poco a poco il proprio mezzo.

Possibilità di risparmio

Acquistare una bici completa solitamente è più conveniente (in termini economici) dell’assemblarsela da sé, poiché le aziende godono di economie di scala che consentono di avere i componenti a prezzi vantaggiosi. Ma se si ha il tempo e la voglia di cercare nei negozi fisici e online, di controllare e di fare verifiche incrociate, è possibile incontrare offerte molto interessanti, che permettono di realizzare una bici di qualità elevata a prezzi contenuti. In più c’è il divertimento del costruirsi la bici da sé ma capisco bene che non tutti si esaltano con la meccanica.

Partiamo dunque nella scelta del componente principale, il telaio. Quali sono gli aspetti che dobbiamo curare nella scelta? Sono essenzialmente tre:
• Materiale;
• Geometria;
• Tecnologie costruttive.

Analizziamoli ora uno per volta.

Materiale per gravel bike


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L’infinita diatriba sulla scelta del materiale migliore ovviamente non può non influenzare anche il mondo gravel. Solitamente i telai per questo tipo di biciclette sono proposti in più versioni, con materiali diversi e con costi che variano anche di parecchio. Come possiamo districarci tra le proposte e capire quale materiale fa per noi? Bisogna per prima cosa capire in che modo useremo la bici (cicloturismo, gare, granfondo, bici da strada con possibilità di qualche giro in offroad) per poter definire il materiale giusto. Una volta definita la destinazione d’uso della nostra prossima gravel bike, non rimane che analizzarne i materiali.

Fibra di carbonio

Il materiale “corsaiolo” per eccellenza. Leggero, rigido e performante. Tralasciando la questione economica, il telaio in fibra di carbonio ha il vantaggio dell’assorbimento delle vibrazioni e della rigidità strutturale, oltre a una notevole leggerezza. Il mio consiglio è di scegliere questo materiale se si vuole usare la bici come alternativa della bici da corsa per granfondo o gare oppure ci si voglia cimentare in gravel race (che si stanno sviluppando anche in Italia).

Alluminio

Solitamente i telai in alluminio vengono proposti come alternativa più economica a quelli in fibra di carbonio. Il vantaggio dell’alluminio, oltre al risparmio economico, sta nella leggerezza della struttura e nella solidità delle saldature a TIG. La rigidità strutturale è minore rispetto agli altri materiali, così come lo smorzamento delle vibrazioni, che fa diventare il telaio meno comodo rispetto ai corrispettivi in altri materiali. L’alluminio può essere la scelta giusta per creare una bici di alto livello mantenendo basso il costo generale.

Acciaio

Alcune case produttrici propongono frameset in acciaio. I pregi di questo materiale si traducono in una rigidità strutturale accompagnata da un elevato smorzamento delle vibrazioni. I telai in acciaio sono la soluzione giusta se desiderate realizzare una bici solida, che possa sostenere il peso dei borsoni e che sia comoda, soprattutto se userete la gravel in ambito cicloturistico.

Titanio

Poche case propongono versioni in titanio delle loro gravel bike. Il frameset in questo materiale è leggero, molto rigido e capace di assorbire le asperità del terreno ma ha lo svantaggio dell’elevato costo d’acquisto. Acquistatelo se siete alla ricerca di un telaio (“quasi”) eterno.

Per quanto riguarda la forcella è invece consigliato preferire quelle in fibra di carbonio, che offrono rigidità nei rilanci e un elevato smorzamento delle vibrazioni che raggiungono il manubrio, migliorando quindi la guidabilità del mezzo e riducendo l’affaticamento degli arti superiori.

Geometria


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Una bici da gravel ha un profilo che di primo acchito può sembrare identico a quello di una bici da corsa ma in realtà le cose sono leggermente differenti. Gli aspetti più importanti di cui tenere conto (a parte la scelta della taglia giusta) sono gli angoli del tubo piantone e del cannotto di sterzo, che sono più rilassati rispetto alla bici da corsa. Quando si parla di angoli di un telaio si deve sempre far riferimento al terreno, che è il piano di riscontro di una bicicletta. Più gli angoli sono chiusi, più il tubo piantone e il cannotto di sterzo risulteranno verticali, donando caratteristiche “corsaiole” alla bicicletta. Ad angoli più aperti corrispondono tubazioni più inclinate, che si riflettono in sedute più comode e un miglior assorbimento delle vibrazioni (tubi più lunghi flettono maggiormente e attutiscono meglio gli impatti). Per una gravel bike, gli angoli di realizzazione del telaio viaggiano tra i 70°-72° per il piantone e 72°-74° per lo sterzo, offrendo una seduta meno aggressiva e un passo tra le ruote più lungo, che si traduce in una maggiore stabilità sullo sconnesso.

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Altro aspetto di cui tener conto è la luce tra i foderi anteriore e posteriori. Deve essere possibile montare coperture da ciclocross (quindi 700×33 – 700×35) ma anche osare di più, installando coperture che raggiungono i 700×40, in base alle proprie esigenze di utilizzo.

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Anche la forma costruttiva dei foderi deve essere esaminata, poiché i foderi posteriori di una gravel bike sono più lunghi di quelli di una bici da corsa (per via del passo più lungo tra le ruote). Questa tecnica costruttiva si traduce in una flessione maggiore dei foderi e in un assorbimento migliore delle asperità del terreno, anche se la bici risulta meno reattiva (ma scopo delle gravel non è la massima espressione di potenza). Anche la curvatura dei foderi verticali è importante, poiché un’ampia curvatura finale prima della connessione ai forcellini garantisce maggior assorbimento e flessione, elevando il comfort generale in sella.

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Come scegliere la taglia di una gravel bike? A meno di geometrie particolari si può tranquillamente utilizzare il sistema per la taglia della bici da corsa relativo al tubo piantone. Se ci si trova a cavallo tra due taglie, si potrà optare per una telaio leggermente più piccolo per avere una bici più reattiva e “giocosa” su sterrato mentre uno leggermente più grande offrirà più stabilità e sicurezza di guida, ma potrebbe rivelarsi più pesante da “reggere”.

Tecnologie costruttive


Cosa dobbiamo guardare nel telaio, per valutare lo standard costruttivo e quindi la qualità? Ecco alcune linee guida:

Perno passante

L’utilizzo del sistema a perno passante per il fissaggio delle ruote offre notevoli vantaggi. Il sistema infatti è più rigido strutturalmente, le torsioni si riducono e anche la resistenza alle sollecitazioni dello sterrato è aumentata (infatti il perno passante sta diventando lo standard nel mondo mtb). Inoltre il montaggio della ruota e il posizionamento del disco risulta più pratico.

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Rotori

Il telaio deve essere in grado di accogliere rotori per freni a disco almeno da 160mm all’anteriore e 140mm al posteriore, meglio se entrambi i diametri siano da 160mm per una maggior potenza di frenata.

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Ruote da 28″

Le ruote da 28″ (alias 700) sono mutuate dal ciclismo su strada e offrono il giusto sviluppo metrico per progredire anche su asfalto. Alcuni produttori propongono gravel bike con ruote da 650b (ovvero 27,5″) ma che sono più adatte a un uso solo su brecciolino anziché a macinare anche chilometri su chilometri.

Portaborraccia

Visto che si pedalerà molto e per lungo tempo, il telaio deve poter alloggiare minimo due portaborraccia, meglio se tre se fate cicloturismo.

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Compatibilità

Il telaio deve essere indicato per il montaggio di tutti i sistemi di trasmissione, sia esso il monocorona, la doppia da strada (normale o compact) o la tripla da strada, per non avere limitazioni nella scelta successiva.

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Serie sterzo conica

Un cannotto di sterzo conico offre rigidità e resistenza nel punto più sollecitato dell’intera bicicletta (circa il 70% delle forze si scaricano in questa zona) ed è un aspetto molto importante per una bici che dovrà affrontare brecciolino e sterrato.

Montaggio portapacchi e parafanghi

Se siete interessati all’uso di questi dispositivi, controllate sempre che il telaio da voi scelto sia predisposto per accoglierli e montarli.

Concludendo


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Abbiamo analizzato i criteri di scelta del telaio di una gravel bike, valutando materiali, geometrie e standard costruttivi essenziali o utili. Ora non resta che pedalare per cui se siete curiosi qui trovate il test della gravel bike Wilier Jaroon.





19 Risposte a Gravel bike: la scelta del telaio

  1. Diego ha detto:

    Ciao, secondo voi in un tipo di geometria come questa https://static.evanscycles.com/production/pdf-media/sizing-table/Pinnacle%20size%20and%20geometry%20guide%20Arkose%202016.pdf per che Tg dovrei optare. Sono 173 con cavallo 76 cm. Grazie

  2. Giulio ha detto:

    Ciao Omar,
    Sto seguendo i tuoi preziosi consigli per acquistare una Gravel bike (da neofita). Tra le varie bici che ho visto, quella con il rapporto qualità/prezzo che mi ha soddisfatto di più è questo modello della Scott http://tinyurl.com/h9hxtt6 (SPEEDSTER GRAVEL 10 DISC). Guardando le geometrie di questo modello ho visto come gli angoli di seduta e sterzo sono abbastanza aperti (come suggerisci tu), ma ho notato che la lunghezza dei foderi posteriori è più corta rispetto ad altr bici concorrenti. Infatti il telaio della SPEEDSTER GRAVEL 10 DISC è identico alle versioni CX (ciclocross) della SCOTT. Secondo te questo può essere svantaggioso per una gravel, se ne risente in confort? Come ti sembra come bici? Gradirei un consiglio per una Gravel intorno ai 1000-1500.
    Grazie! Sei il mio punto di riferimento!

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Giulio,
      Con i foderi posteriori più corti, la bici sarà sicuramente più reattiva, perché tenderanno meno a flettere.
      La bici verso la quale ti sei orientato è decisamente di buon livello, per cui non vedo perché dovrei suggerirtene un’altra ;-)

      Buone pedalate!

      Omar

      • Giulio ha detto:

        Ottimo Omar, temevo che la SCOTT fosse più una bici da ciclocross e incappare in un “errore di scelta” verso una bici che di gravel ha solo il nome (trucchi del marketing).
        Ho notato infatti come alcuni produttori tendano a spacciare alcune dello loro bici pensate per il ciclocross come bici gravel, confondendo gli utenti che magari si aspettano una bici più confortevole. Grazie ancora della dritta!
        Buone pedalate a te!

  3. Lorenzo ha detto:

    Buongiorno, vorrei acquistare una Kona Rove Al, di cavallo misuro 76 e sono alto 168cm.
    La bici è disponibile in misura 49,5 oppure 51, Quale prendo???

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Lorenzo,
      con un cavallo da 76cm il tubo piantone dovrebbe essere lungo 49,4cm, quindi direi che la 49,5cm è la più idonea per te.

      Buone pedalate!

      Omar

  4. Aurelio Cibien ha detto:

    Ciao Omar, volevo un chiarimento sulle Gravel.
    Vorrei acquistarne una con l’idea di utilizzarla per il cicloturismo, non solo nella versione bikepacking, ma montando un portapacchi e borse, quindi un assetto classico da viaggio.
    Visto che nelle mie uscite capita spesso che faccia percorsi misti mi era venuo in mente proprio la gravel come tipologia di bicicletta, ma leggendo l’articolo ho avuto un dubbio se può esser ela scelta giusta.
    Grazie per la tua risposta

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Aurelio,
      esistono molte gravel che danno la possibilità di montare portapacchi e borse. Una su tutte la Niner RLT 9
      Ovviamente i portapacchi devono essere solidi e di qualità per resistere alle sollecitazioni della guida in off-road

      Buone pedalate!

      Omar

  5. GIAN GIACOMO PITTALUGA ha detto:

    ciao Omar, mi sono appassionato al gravel ed ho sperimentato quanto poco sia adatta una bici da strada per percorsi del genere. sto quindi cercando un telaio da poter allestire utilizzando il materiale frutto dei vari upgrade nel tempo della mia bici. ho trovato ad un prezzo interessante un telaio nuovo Cinelli Zydeco 2013. Cosa ne dici ? le mie misure sono: h 185 cm, cavallo 88 cm, peso 90 kg. E’ sufficiente un 56 M (56×56 angolo piantone 73,5°) o meglio un 59 L (59×58 angolo piantone 73°) ? Grazie per la tua attenzione e complimenti per i tuoi articoli sempre tecnicamente ineccepibili e comprensibili.

  6. Guido ha detto:

    Ciao,
    bell’articolo ,
    la Rtl 9 viene venduta sia in carbonio sia in acciaio che alluminio, ma non ho trovato la differenza di peso tra i tre.
    In una prova che avevi fatto tempo fa’ avevi montato se non sbaglio una cassetta posteriore 11-36, per affrontare meglio strappi importanti, ma tra i vari abbinamenti della trasmissione (vorrei montarmela io) non ho trovato questa possibilità , hai preso una cassetta da Mtb ?

    grazie

    Guido

  7. cristian ha detto:

    ciao Omar
    vorrei acquistare una gravel ma sono molto indeciso
    il mio utilizzo varia da 70% cicloturismo 20% fuoristrada leggero e strade bianche 10% passeggio con figlia ( quindi mi piacerebbe montare un seggiolino posteriore )
    in questo genere di bici pensi sia possibile montare un accessorio simile ?
    che tipo di telaio mi consigli ?
    mi piace molto la specialized diverge in carbonio ma credo sia un po leggerina ,
    altrimenti cannondale slate in alluminio .
    grazie mille

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Cristian,
      se vuoi portare tua figlia sul seggiolino, il carbonio è proprio controindicato. Meglio andare sull’alluminio oppure sull’acciaio, come le gravel di Wilier o la RLT9 Steel.

      Buone pedalate!

      Omar

  8. Fabio ha detto:

    Ciao Omar, complimenti per i tuoi articoli!
    Ho una Bianchi Camaleonte 2 del 2016,vorrei trasformarla in una Gravel. Mi trovo bene, manubrio flat a parte che trovo scomodo (per la posizione forzata dei polsi) motivo per cui vorrei tenere il telaio e adattarla un pò più a me.
    Credi che come telaio sia adatto?
    Grazie

    Fabio

  9. Federico Delponte ha detto:

    Scusate, nel’l articolo dite che in un telaio con angoli più chiusi si hanno delle geometrie più verticali quindi più corsaiole, invece con angoli più aperti si hanno geometrie più inclinate; ma rispetto al piano orrizzontale di terra come li misurate? A me invece risulta che sia esattamente l’opposto, facendo anche riferimento a qualsiasi catalogo di bici in cui si vede che gli angoli, tra linea di terra e asse passante, sono sempre misurati all’interno dell’angolo stesso. Penso dobbiate rivedere quanto da voi detto nell’articolo. Grazie dell’attenzione. Federico Delponte

  10. Jess ha detto:

    Grazie Federico Delponte!
    Anche io non capisco perché scrivano così, il discorso mi sembra proprio il contrario! Come può un angolo piantone più chiuso (se l’angolo si considera come in tutte le figure come interno, che si “affaccia” verso la ruota posteriore) corrispondere ad un piantone più verticale? Sarà invece un tubo più “sdraiato” verso l’orizzontale, no? E quindi la posizione del ciclista meno aerodinamica. Vi prego rispondete, lo so che il post è vecchio! Omaaarrrrrr!!!!!

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