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Test gravel bike Wilier Jaroon

Bdc, Bikelife, Gravel • di

Il mondo delle gravel bike è sempre più interessante e pensato per un impiego della bici a tuttotondo: allenamento, divertimento, utilizzo in città. Tra le proposte abbiamo testato la Jaroon, la nuova gravel bike di Wilier.

Indice
La bici
La nostra prova
Conclusioni

La bici


Telaio

La Jaroon si presenta con un telaio realizzato in acciaio con un sistema di saldatura innovativo, che lascia all’interno i cordoni di saldatura e che all’esterno invece non mostra alcun tipo di giunzione.

Il telaio presenta un perno passante da 12mm al posteriore, una scatola del movimento centrale filettata di tipo tradizionale e un tubo orizzontale dallo sloping non eccessivo.

I tubi del telaio sono tutti cilindrici e i foderi posteriori sono uniti da due piastre per aumentare la resistenza torsionale. La forcella è in carbonio a steli diritti, con tubo dello stesso materiale e perno passante anch’esso da 12mm.

Ruote e freni

Essendo una gravel bike il sistema frenante è a disco idraulico, con il sistema di fissaggio al telaio di tipo Flat Mount, di derivazione più stradale che mtb. Dall’offroad la Jaroon mutua la scelta della dimensione dei rotori, con il disco anteriore più grande di quello posteriore: 160mm contro 140mm.


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Le ruote sono Mavic Aksium con mozzi straightpull e raggiatura in seconda, tranne sul lato della cassetta, dove è stata preferita una raggiatura radiale. Le coperture (diverse da quelle fornite dalla casa) sono Vittoria Rubino Pro da 28mm. Abbiamo optato per questa scelta per rendere più efficiente la bici su strada e poterla provare in ogni contesto.

Trasmissione e componentistica

La trasmissione in test è Shimano Ultegra con guarnitura da 46×36 T (mutuata dal ciclocross) e cassetta posteriore 11 velocità 11-36. Deragliatore posteriore Shimano Ultegra a gabbia media e deragliatore anteriore con fissaggio a fascetta e distanziale anticaduta per la catena. Leve del freno Shimano idraulico con comando cambio meccanico.

Infine la componentistica è FSA in alluminio, con manubrio da i drop curvati verso l’esterno per aumentare la distanza delle mani quando si è in presa bassa. Lo stem è arrivato da 110mm, una lunghezza troppo elevata per una bici in taglia M, aumentata poi dalle leve Shimano che risultano molto lunghe. Per questo abbiamo montato uno stem Ritchey da 90mm in alluminio, che ha reso lo sterzo ancora più reattivo.

Le geometrie

La taglia M (quella in prova) è caratterizzata da un tubo piantone da 51cm, un tubo orizzontale da 54.5cm e da un’inclinazione del tubo piantone da 74°, per una posizione in sella più confortevole e meno aggressiva. L’angolo di sterzo si attesta sui 71.5°, per ampliare il passo ruota e così offrire maggiore stabilità sullo sconnesso.

La nostra prova


Abbiamo portato la Jaroon su percorsi misti tra asfalto, brecciolino, sterrato e su sentieri più impegnativi in mezzo ai boschi e nei campi, per valutarne le prestazioni:

Posizione in sella

Dopo aver accorciato lo stem la posizione in sella risulta più confortevole e consente di spostare bene il peso quando si affrontano discese su sconnesso. Le leve freno Shimano sono però molto lunghe e richiedono qualche ora di rodaggio prima di abituarvisi, soprattutto per le braccia. La parte centrale del manubrio è piatta e questo consente un appoggio comodo per le mani, soprattutto su salite lunghe e costanti. Dopo una regolazione biomeccanica di massima ho pedalato la bici per 650km senza accusare alcun dolore articolare o muscolare.

Su strada

La Jaroon si è comportata bene su asfalto, senza perdere il treno delle bici da corsa. Il maggior peso e le geometrie meno aggressive non la rendono però una bici da utilizzare esclusivamente su strada.

Su sterrato

La bici reagisce bene allo sconnesso, assorbendo molto e perdonando imprecisioni di guida. La soluzione del perno passante aumenta notevolmente la robustezza di tutto il sistema. Le vibrazioni sono ridotte e non ho avvertito indolenzimento delle mani neppure su discese lunghe e molto sconnesse. Nei tratti di brecciolino le coperture da 28 si sono rivelate troppo azzardate, rischiando di perdere il grip. In questo caso è meglio mantenere le coperture artigliate da 32 offerte dalla casa veneta. La bici è stata molto reattiva nei cambi di pendenza, soprattutto se si sale e si spinge sui pedali. Sull’erba e nei campi è rimasta ben salda a terra e in nessun momento ho avuto l’impressione di cadere. Se si percorre a velocità elevata un tratto di sterrato con presenza di pietre è meglio rallentare, poiché la superficie poco aderente delle gomme rischia di far scivolare.

In frenata

I freni a disco sono molto efficienti e garantiscono una frenata in pochi metri anche ad alte velocità. Sarebbe meglio comunque installare rotori da 160mm su entrambe le ruote, in modo da distribuire meglio la frenata. Su sterrato, quando si viaggia a velocità elevate, se si azionano le leve con le mani sui paramani lo sterzo tende a vibrare molto. Situazione che invece non si verifica quando si frena con le mani sui drop.

Bike to work

La Jaroon digerisce molto bene il pavé, i sanpietrini e le buche nell’asfalto. Ha i fori per i portapacchi o la possibilità di montare le borse da bikepacking. E’ sicuramente una bici adatta a chi vuole allungare il tragitto casa-lavoro per macinare chilometri e magari uscire da strade trafficate e lanciarsi sui tratturi.

I dati del test

Numero uscite effettuate 25
Chilometraggio totale 650km
Ore passate in sella 32.5
Uscita più lunga 64km
Dislivello accumulato 8750 m
Frequenza cardiaca media totale registrata 134 bpm
Potenza media espressa ND

 

Profilo del tester

Nome Omar
Età 32 anni
Peso 65kg
Km / annui 10.000
Discipline in bici Di tutte un po’
Altri sport Trail running
Seguilo su Strava

Conclusioni


La Jaroon di Wilier è una bici che riesce ad affermare che l’acciaio, nel mondo del ciclismo, non è morto, anzi. Data la sua impostazione, le geometrie e i componenti installati è sicuramente una bici da gravel e da bike to work a tutto tondo (può diventare anche una bici da viaggio all’occorrenza). E’ indicata per chi vuole scoprire i sentieri dietro casa che magari risultano noiosi da fare in mtb.

Non è indicata come unica sostituta di una bici da corsa, poiché ha una reattività e una posizione in sella completamente differente. Se non volete spostarvi dall’asfalto, è meglio optare per altri mezzi. Se invece volete mescolare strada, sterrati anche impegnativi e percorsi nei boschi, è una bici molto divertente e sicura, grazie anche all’elevato assorbimento regalato dall’intramontabile acciaio.





2 Risposte a Test gravel bike Wilier Jaroon

  1. Giovanni ha detto:

    Peso delle ruote di serie?

  2. Aldo Andrea Barzaghi ha detto:

    Grazie per la prova e le valutazioni che hai lasciato.
    Sono interessato all’acquisto di una gravel possibilmente italiana e la Jaroon e tra quelle che sto valutando.

    Il discorso taglia credo di averlo risolto, anche grazie ai vostri articoli a riguardo e penso sia una L (sono alto 1,80 ed ho un cavallo di 84cm) anche se aspetto di “metterci su il sedere”.

    Ti scrivo però per avere un consiglio sulla guarnitura, premetto che non ho “una gran gamba”, sono un amatore domenicale e mi divido tra corsa in montagna, arrampicata, trekking e infine Mtb.

    Dovendo scegliere tra la SRAM RIVAL 1×11 e SHIMANO 105 quale mi consiglieresti per girare dalle parti di Trento e dintorni tra asfalto, sterrate e magari qualche singletrak facile..?

    Grazie in ogni caso.
    Buona giornata Alan

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