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Eroici per Caso: la Toscana in bicicletta su strade bianche

Italia, Itinerari, Toscana • di

eroica-toscanaL’Eroica è una manifestazione evocativa del ciclismo d’altri tempi che ha saputo conquistare l’attenzione di moltissimi appassionati in tutto il mondo. Si svolge ogni anno ai primi di ottobre, in buona parte su strade bianche nella zona del Chianti Senese e il regolamento prevede che vi si prenda parte in sella ad una bici d’epoca. La popolarità del fenomeno, in continua crescita anno dopo anno (quest’anno si correrà la 16° edizione) non accenna ad affievolirsi ma anzi, ha dato vita a numerose “imitazioni” che in giro per l’Italia richiamano con nostalgia e passione al ciclismo che non c’è più, rinvigorendo uno spirito che pareva affievolito dal professionismo estremo.

L’Eroica però è anche un fantastico percorso cicloturistico permanente che si snoda per le strade intorno a Siena, perfettamente segnalato e percorribile tutto l’anno. I percorsi a disposizione dei turisti sono due: il lungo di 205 chilometri ed il medio, da 135. Partenza ed arrivo a Gaiole in Chianti, piccolo comune tra le colline del Chianti, divenuto famoso nel mondo proprio grazie alla manifestazione cicloturistica.

Mappa (percorso 205 km)

Altimetria

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Traccia Gps gps Mappa kml mappa

Mappa (percorso 135 km)

Altimetria

altimetria-eroica-135

Traccia Gps gps Mappa kml mappa

Dove dormire: Agriturismo La Croce

pieve
croce

Programma

Decidiamo di affrontare il percorso con la curiosità di chi si reca in avanscoperta e il fare prudente ed un po’ preoccupato di chi vorrebbe tanto comprarsi una bicicletta d’epoca e tentare l'”impresa”, ma guarda con timore alla tabella altimetrica. Quando vivi e pedali a Milano cresci pensando che i cavalcavia della tangenziale siano salite e la “tripla” una giocata sicura al Totocalcio. Poi arrivi in Toscana e sulla strada che ti porta nel Chianti. Parcheggi l’auto, fissi il portapacchi al telaio, carichi le borse. Quindi deglutisci e dentro di te pensi che, comunque vada, avrai visto dei posti stupendi perché la Toscana è come il maiale, non si butta niente.

Percorreremo i 135 chilometri nell’arco di tre giorni, partendo dal centro di Gaiole. E’ previsto il ritiro di un attestato al termine, ma solo per chi dimostra di aver completato il percorso da 205 chilometri con tanto di timbri e logo de l’Eroica. Un po’ mortificati ci rendiamo conto che non è per l’attestato, in fondo, che siamo qui. Siamo qui per fare un bel giro in collina: in sella quindi verso Monteroni d’Arbia, nostra prima destinazione.

Prima tappa

Eroica-toscana-biciIl primo tratto è costituito da una decina di chilometri che conduce dolcemente verso la prima strada bianca e i primi sospiri da reclusi di città. Poche pedalate sullo sterrato aprono stralci di guida turistica davanti ai nostri occhi. I colori saturi della primavera toscana ti riempiono il cuore, mentre le prime brevi salite lasciano pensare ad un tranquillo weekend nel verde. Si torna sull’asfalto dove una lunghissima discesa ci permette di lanciarci quasi oltre i 50 km/h che, carichi come siamo, è un bell’andare. La spinta raccolta però non è sufficiente a farci compiere l’intera salita che segue. La prima vera salita a nostro parere – che forse ci pare più cattiva in funzione dei 30°C e del fatto di essere (quasi) a stomaco vuoto.

Una breve pausa per pane e marmellata sdraiati nell’erba e siamo di nuovo in sella, stavolta in direzione di Siena – riconosciamo chiaramente la torre del Mangia sulla nostra destra. Ci accompagnerà fino al bivio con la civiltà, un’affollata rotatoria che – dopo un breve errore di percorso – ci immette su un tratto insolitamente ripido. Al culmine della salita, ecco a voi una splendida vista di Siena. Osserviamo lo skyline delle mura da un colle dove è d’obbligo tirar fuori la macchina fotografica. Una nuova velocissima discesa (su cui consiglio di lasciar correre la bici) questa volta su sterrato, ci porta sulla Cassia in direzione di Radi. Ad accoglierci sulla strada bianca per Radi è un agriturismo di quelli dove non mancano cortesia, disponibilità e prodotti locali di qualità. Zuppona proteica a base di ceci, piselli ed ottimi formaggi locali ci consentono di coricarci (molto presto, vista la stanchezza) con la coscienza a posto.

Seconda tappa

eroica
Lasciato l’agriturismo dopo un’abbondante colazione, ci dirigiamo di prima mattina verso le crete senesi, zona – si dice – dal fascino lunare. Il secondo giorno di viaggio si presenta subito per quello che sarà: gioia per gli occhi, molta fatica in sella con salite a “prezzo pieno”. Attraversiamo Radi (dove in occasione dell’Eroica in ottobre è previsto un punto di ristoro Retrò, con ribollita e salumi) e una pesante salita – se volete scendere dalla bici fate pure – ci porta verso Vescovado di Murlo dove un signore incontrato per caso in un bar apre solo per noi una minuscola bottega (giustamente qui la domenica è sacra e i negozi sono chiusi) per affettarci un po’ di pane per il pranzo. Lasciamo Vescovado di Murlo e ci lanciamo in discesa (su asfalto) verso il bivio centrale dell’Eroica, dove i due percorsi da 135 chilometri (indicato sulla segnaletica come “medio”) e 205 si dividono.

Dentro di noi pensiamo che il peggio sia passato, e non prendiamo troppo sul serio le prime goccioline sugli occhiali da sole. Una breve pausa per il pranzo (pane toscano, latte condensato e succo di frutta) e si riparte: siamo alle crete ormai. Sul primo strappo di salita ci commuoviamo osservano una piccola lapide che ritrae una bicicletta: in questo punto, nel corso di una passata edizione dell’Eroica, qualcuno non ce l’ha fatta. Un senso di inquietudine ci pervade, ma proseguiamo in piedi sui pedali come avrebbe voluto l’amico caduto sul campo. La salita non accenna a finire, ci sembra insolitamente lunga – probabilmente è la più lunga da quando siamo partiti. Il fatto di essere su sterrato non ci aiuta, ma diciamo grazie alle nostre ruote grasse e perseveriamo. Un tratto di asfalto sulla strada Lauretana (8 chilometri non bellissimi, stretti e trafficati) ci raccorda con le crete, che di lì a poco si mostrano in tutta la loro durezza: inferno e paradiso si danno il cinque, mostrandoci una bellezza mozzafiato ma chiedendoci tutta la forza che abbiamo nelle gambe (ormai poca) in cambio.

La pioggia intanto inizia a farsi insistente ed è necessario tirar fuori le mantelline: non si mette bene, ragazzi. Il tratto che porta da Asciano a Torre a Castello ci mette a dura prova, la pioggia battente fa il resto. Sentiamo più che altrove il carico delle biciclette, il fondo si fa fangoso e la salita pare infinita. Finalmente si scollina, quando fradici ed allo strenuo delle forze affrontiamo una lunga discesa sperando che sia l’ultima: stavolta non si frena – o quasi. I residui del recente passaggio di un gregge di pecore sullo sterrato conferiscono al fango sulle nostre bici un tocco “pulp” che ancora ci mancava. Troppo facile concludere che tra pioggia, fango e sudore questa sia una giornata..escrementizia. In realtà ci stiamo divertendo come matti – ma ancora non lo sappiamo.

Non è ancora finita: una grande delusione ci aspetta al bed & breakfast dove abbiamo prenotato a Torre a Castello (questa zona è molto cara, sappiatelo): la trattoria più vicina dista oltre 4 chilometri, ed è praticamente irraggiungibile per noi dato che è buio pesto, piove a dirotto e il ritorno sarebbe tutto in salita. Decidiamo quindi di coricarci nella minuscola camera (che ci ricorda tanto un film di Renato Pozzetto – anni ’80 “Il ragazzo di Campagna”) dopo avere dato fondo alle ultime fette di pane toscano e a qualunque cosa commestibile tra barrette e gelatine sia sopravvissuta nei nostri zaini.

Eroica-foto

Terza tappa

L’ultima tappa parte sotto i migliori auspici: un timido sole ci incoraggia a lanciare le nostre biciclette a rotta di collo nella fantastica discesa su asfalto che da Torre a Castello porta verso Castelnuovo Berardenga che termina con il cavalcavia sul raccordo Siena-Bettole. Ci si immette così verso il centro del paese, che dista ormai solo 2-3 chilometri – da affrontare in salita ovviamente. Dopo l’inferno delle crete però non ci spaventa più nulla. Qui siamo su asfalto, fin troppo vicini alla civiltà rispetto al giorno precedente. Dopo un pit stop tra farmacia  e minimarket (panini al formaggio e due mele!) ci rimettiamo in sella. Da ora e fino all’arrivo vedremo solo asfalto, ma su strade a bassissimo traffico. Incrociamo i pullmann dei turisti giapponesi fermi a scattare foto, diversi moto-turisti e tanti, tantissimi ciclisti su leggerissime bici da corsa. Ma non è tempo di pensare alle nostre borse e alle loro bici da sette chili: ci godiamo lo spettacolo e pedaliamo. Al bivio per Gaiole ci sentiamo ormai a casa: prendiamo a destra (nota: la segnaletica indica a sinistra per “L’Eroica” in quanto si riferisce al percorso lungo, che passa da Radda in Chianti e allunga di un poco il percorso per chi volesse fare ancora qualche strada bianca).

Prima della volata verso Gaiole ci attende una salita mozzafiato al Castello di Brolio. Sulla SS 408 prendiamo a destra per Brolio e iniziamo a salire mentre ricomincia a piovere. Sembra che qualcuno ci abbia visti svoltare e deciso che meritiamo un’altra secchiata d’acqua: non sarebbe abbastanza “eroica” altrimenti. La salita a Brolio, quando hai già 2000 metri di dislivello nelle gambe, non è una passeggiata – ma vi risparmio le visioni mistiche. La pioggia si fa incessante e fastidiosa, ma l’enoteca del castello di Brolio si profila ormai davanti a noi, è fatta. La scenografia della discesa che porta verso Gaiole è da urlo. Quasi 6 chilometri. di discesa su fondo viscido ci separano dall’arrivo, scendiamo come due proiettili: a sinistra la montagna, a destra gli alberi, vorremmo non arrivare mai eppure in testa abbiamo solo l’arrivo a Gaiole, appoggiare le bici ad una panchina e scolarsi una borraccia d’acqua. Ci riusciremo in venti minuti. Smetterà di piovere a poche centinaia di metri dalla piazza di Gaiole e noi sappiamo che questo fantastico giro durerà molto più di tre giorni, nella nostra memoria.

Siena sullo sfondo

Siena sullo sfondo

Altre Foto

Eroica-02 Eroica-03 Indicazioni sempre precise

Sito ufficiale | Eroica-ciclismo

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7 Risposte a Eroici per Caso: la Toscana in bicicletta su strade bianche

  1. LUNIC scrive:

    …perdonatemi se critico questo diario di viaggio e le foto ..che non rende onore ad una ciclabile davvero da 10 e lode!!!!!….
    ho appena concluso il giro piu lungo in 2 giorni di vento e pioggia,in occasione dell’eroica running..ed anche in queste condizioni ,lo sterrato era perfetto!!!,i paesaggi idilliaci,la gente cordialissima….le indicazioni.quasi ti accompagnano per mano!!!!!…….ringrazio pero il sito e questo articolo che mi ha permesso di conoscere l’EROICA……consigliatissima a tutti..ne tornerete piu ricchi dentro!!!!

  2. Fabio scrive:

    Ciao e complimenti per il tuo giro – 2 giorni per il lungo è davvero un buon tempo!
    Il mio resoconto è volutamente ironico e non voglieva togliere nulla al percorso, che costituisce un fantastico resoconto dei paesaggi, dei sapori e della gente di quella zona. Lo abbiamo apprezzato moltissimo e come dici tu, dall’Eroica (gara o percorso self-made che sia..) si ritorna a casa più ricchi.

  3. Sarah Hermes scrive:

    Complimenti per il giro…io ed uno altro collega giornalista abbiamo realizzato il percorso lungo e possiamo dire che grazie al nostro allenamento siamo riusciti a finirlo in due giorni. Noi abbiamo utilizzato bici da cross.

  4. Francesco scrive:

    Mi unisco ai complimenti per il vostro giro, e soprattutto per il divertente racconto di viaggio. Io e la mia compagna lo abbiamo rifatto due giorni fa, facendo 1 sola tappa a Vescovado (hotel con piscina che raccomando vivamente). Da Vescovado a Gaiole è stata davvero lunga e le salite da Asciano a Monte S. Marie sono anche peggio di come le avete descritte, per fortuna senza pioggia ma con 37° sulla schiena!!
    Le discese sullo sterrato, con le nostre bici ibride e con la nostra poca esperienza, sono state “adrenaliniche”. Un giro sicuramente fantastico, e quanto prima faremo il percorso lungo, naturalmente sempre a tappe.

  5. buenaonda scrive:

    Complimenti per il giro!
    Ho partecipato alle ultime due edizioni dell’Eroica, facendo sia il percorso lungo da 205 km che il medio da 135 km. Devo far notare che i percorsi sono entrambi leggermente diversi.
    Nel lungo si fa un altro piccolo anello in più all’altezza di Pianella che arriva fino a Radda in Chianti. Mentre per il medio, sempre da Pianella, si ritorna per lo stesso percorso dell’andata.
    Qui i percorsi ufficiali: eroica.it/percorsi-eroica
    Ciao

  6. antonio scrive:

    ciao,
    io e mia moglie vorremmo percorrere l’eroica 135 km in giugno.
    lei ha una trekking front – ruota 28
    io una mtb 26 bi ammortizzata o una city 28 non ammortizzata

    cosa consigliate di usare 28 o 26?
    dovendo comprare i portapacchi vorrei scegliere la bici giusta
    grazie

  7. Fabricio scrive:

    Fiz o percurso longo.
    Pra evitar frustrações;
    Recomendo, entre outros cuidados, um bom gps com bateria pra mais de 12 horas e um camelback com mínimo de 3 litros de capacidade. Leve o que comer, nem sempre há comércio de alimentos aberto .
    Belíssimo trajeto, subidas íngremes com estradas com muitas pedras soltas .
    A paisagem e a história do percurso valem o sacrifício, mas arrisque se somente se já pedalou em um desafio semelhante. Em grande parte do caminho não há para quem pedir ajuda ou socorro.
    Não vá sozinho.
    Bom pedal!
    :-)

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