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Normandia in bicicletta nei luoghi dello sbarco

Francia, Itinerari • di

Omaha beach sbarco

Ebbene sì, ancora in sella e la nostra voglia di scoperta porta nuovamente le ruote delle bici in terra di Francia, per la precisione in Normandia.

In questi tempi “difficili” dove gli episodi di violenza e le guerre sono ormai una costante della storia dell’uomo abbiamo deciso di visitare terre e ricordare episodi che hanno segnato profondamente la storia dell’Europa moderna. Non per fare della facile semantica ma semplicemente per ricordare che la storia, in particolare questa, dovrebbe essere un monito, insegnarci ed insegnare qualche cosa alle generazioni future, se non altro per evitare di ricadere negli stessi errori. Citando Omero “molto si miete in guerra, ma il raccolto è sempre scarsissimo”. La Normandia è una regione ricca di storia e di tradizioni, ancora fortemente legata all’avvenimento che più la richiama alle nostre menti e che la vide coinvolta, durante la seconda guerra mondiale, parliamo dello sbarco delle Forze Alleate per liberare l’Europa dal nazi-fascismo.

Musei, spiagge e cimiteri militari sparsi lungo la costa ci permetteranno di approfondire molti degli aspetti legati alla cosiddetta “operazione Overlord”. Ma la regione non è solo questo, offre incantevoli panorami che possiamo definire”bucolici”, bestiame che pascola, balle di fieno che spuntano quà e là tra i campi di grano, fattorie d’altri tempi, case con balconi fioriti… fino ad arrivare ad uno dei simboli che ricorda questa zona della Francia, ovvero l’Abbazia di Mont-St-Michel.

La zona storica della Battaglia della Normandia, si raggruppa nei tre dipartimenti del Calvados, della Manche e dell’Orne. La regione è divenuta un vero e proprio museo a cielo aperto di questi episodi, tanto che viene letteralmente promossa con lo spot di “L’Histoire à ciel ouvert” (la storia a cielo aperto) e sono stati individuati, tracciati e segnalati otto percorsi tematici che consentono di scoprire e visitare i luoghi toccati da quella gigantesca battaglia dalla quale dipesero le sorti della seconda guerra mondiale.

Mezzo da sbarco03

Gli otto percorsi tematici abbracciano l’intera regione, hanno vario nome e chilometraggio a seconda delle fasi dello scontro, non sono percorsi ad anello ma si intersecano uno con l’altro, ce n’è davvero per tutti i gusti; questi percorsi sono:

  • Overlord l’assalto Merville – Bayeux di Km 72;
  • D-Day lo scontro Bayeux – Carentan di Km 130;
  • Obiettivo un porto Carentan – Cherbourg di Km 95;
  • L’attacco Ranville – Caen di Km 207;
  • Cobra lo sfondamento Cherbourg – Avranches di Km 174;
  • Il Contrattacco Avranches – Aleçon di Km 209;
  • L’accerchiamento Aleçon – L’Aigle di Km 162;
  • L’epilogo Caen – L’Aigle di Km 128.

Abbiamo scelto di raccontarvene uno in particolare, adattandolo alle nostre esigenze per trasformarlo in un escursione con partenza ed arrivo nello stesso punto.

Itinerario D-Day da Grandcamp Le Maisy a Bayeux

La scelta è caduta sul più suggestivo, intitolato “D Day – Lo scontro un percorso articolato attorno alle zone sbarco americano, siamo partiti da Grandcamp Maisy per arrivare a Bayeux, passando per la famosa spiaggia di “Omaha Beach”, teatro di una terribile e sanguinosa battaglia.

Punto di partenza ed arrivo Grandcamp Maisy
Lunghezza totale : Km 68,42
Dislivello : saliscendi
Difficoltà : facile

Mappa

Altimetria

normandia-altimetria

Traccia gps gps Mappa kml mappa

L’itinerario proposto inizia lungo le strade costiere, nel pieno dell’operazione Overlord ed ogni metro di terreno, ogni angolo, ci riportano indietro fino a quel fatidico 6 giugno 1944. Già dalla partenza a Grandcamp Maisy, per ben iniziare questa full-immersion, si visita il “Musée des Rangers” dedicato all’unità americana di truppe scelte ed appositamente addestrate per una missione speciale, l’assalto e la presa della Punta dell’Oca che è anche la meta della prima tappa. La Pointe du Hoc, non si tratta di un pollaio ma bensì di una scogliera a picco sul mare che si trova 4,02 Km fuori da Grandcamp in direzione di Bayeux.

Ottimo punto di protezione delle spiagge e sede di una delle roccaforti tedesche, ospitava una serie di bunker e fortificazioni con postazioni di cannoni adatti a contrastare uno sbarco, che venne presa d’assalto dai rangers sopra citati all’alba del 6 giugno 44.
Un sito molto suggestivo lasciato così come doveva presentarsi al termine della sanguinosa battaglia, pieno di buche da cannoneggiamento e da granata.
I bunker tedeschi provati ma ancora in piedi (alcuni visitabili) rendono appieno quello che doveva essere lo spettacolo e la sorpresa dei tedeschi alla vista dell’arrivo degli alleati (le famose 7000 navi) ed il conseguente combattimento.

La pedalata continua lungo la costa fino a St.Laurent sur mer, che dista 10,22 Km dalla punta dell’oca, la strada abbandona la sommità della scogliera per buttarsi sul mare e sulla spiaggia di Omaha, oggi appare un litorale come tanti ma, rivolgendo lo sguardo verso le alture dell’interno si notano ancora le postazioni fortificate tedesche, inoltre sulla spiaggia è presente un monumento memoriale, una scultura che si innalza sulla spiaggia nel punto preciso dello sbarco e simboleggia la prua di un mezzo da sbarco. Ripensando a quante giovani vite stroncate ed a quante sofferenze non possiamo non pensare a quale bestialità sia la guerra.

A St.Laurent sur mer sorge il museo di Omaha Beach, poco distante dalla spiaggia con una superficie di 1200 metri quadri, all’ingresso fa bella mostra di sé un carro armato Sherman. Il museo ospita ricostruzioni delle scene dello sbarco, collezioni di veicoli, divise, armi e merita una visita. Ancora 3,11 km per arrivare a Colleville sur mer dove sorge il monumentale Cimitero Americano di Omaha Beach. Quasi come per l’infermo di dantesca memoria , una scritta ammonisce il visitatore “Attraverso la porta della morte sono passati per la nostra libertà”.

Si entra in un altro mondo, si può pensare che una visita ad un cimitero sia una futile cosa ma è un’errore, si tratta di un vero e proprio momento solenne, che invita alla meditazione.
Un parco di 70 ettari a strapiombo sulla spiaggia, formalmente su suolo Francese ma concesso in perpetuo al Governo Americano, coperto da 9.387 croci bianche perfettamente allineate, al di là dell’ingresso si staglia un memoriale dietro al quale sta il “Muro dei dispersi”, un muro di pietra dove sono scolpiti ulteriori 1.557 nomi di persone scomparse, occorre dire che un momento di commozione ci ha sopraffatto ed abbiamo faticato a smaltire il nodo alla gola.

Così come la vita continua, si riprende la bici per arrivare (dopo altri 10,25 Km) a Port En Bessin dove la full-immersion continua e troviamo un’altro museo, dedicato agli oggetti rinvenuti dai recuperi dalle attività subaquee. Questi oggetti hanno permesso di ricostruire episodi di vita del soldato tramite gli oggetti personali, di uso comune, dei militari che si trovavano a bordo delle navi affondate durante lo sbarco, un ottima occasione per sdrammatizzare e scoprire molti “prodotti” in uso ancora oggi, una fornitura di profilattici non ce l’aspettavamo.

Un altro piccolo sforzo (9,24 Km) per arrivare a Bayeux, dove le strade del centro storico ci portano lontano dai tristi ricordi della guerra per andare ancora più indietro nel tempo. Un susseguire di scorci incantevoli, mulini che il fiume lambisce ed accarezza, la cattedrale con le guglie che svettano. Sono i fasti del medio-evo e Bayeux riserva anche un tesoro, il millenario Arazzo di Guglielmo il Conquistatore, 70 metri di lino ricamato, uno dei primi “fumetti” della storia.

Usciti dai ricordi del medio-evo, si risalta in sella per rientrare verso Grandcamp Le Maisy, ci attendono 24,53 km per arrivare a La Cambe, sito del cimitero dei caduti tedeschi dove torna la tragica verità della guerra. Più spartano, meno fastoso del cimitero americano, ma impressionante, una necropoli che, in poco più di 7 ettari, raduna i corpi di 21.300 soldati tedeschi. È in luoghi come questo che il valore della memoria assume il suo pieno significato e bisogna vedere per credere, vedere e ricordare. Il percorso è finito, tra 7,05 Km saremo nuovamente al punto di partenza ma il richiamo del pedale tornerà presto forte.…. e saremo ancora qui a raccontare un’altra storia, sperando di non avervi annoiato a voi tutti auguriamo una buona pedalata.

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Riepilogo e suggerimenti

Tutti gli itinerari sono accessibili anche alle auto e non interamente dedicati a noi ciclisti ma le strade scelte per lo sviluppo di questi particolari percorsi sono prevalentemente secondarie e quindi non si avverte il disagio di dover condividere la sede stradale anche con i chiassosi automobilisti e nulla toglie al fascino del viaggio a ritroso nel tempo. I percorsi sono adatti a tutti, anche alle famiglie con bambini se ben pianificato con tappe brevi poiché quasi privo di asperità e difficoltà di sorta.

Lungo il percorso non mancano le possibilità di ristoro data la numerosa presenza di piccoli villaggi con bar, forni, pasticcerie. Si può considerare adatto ad ogni tipo di bici poiché tutti gli itinerari sono bene asfaltati e non presentano tratti sterrati. Una bici da turismo con cambio a 18 oppure 21 rapporti è l’ideale, vi sono alcuni saliscendi dalle scogliere, per la verità brevi e davvero poco impegnativi. Mancano, purtroppo, le possibilità per approfittare di valide alternative per il rientro, siamo lontani da vie ferroviarie ma le tappe si possono pianificare in anticipo per coprire spazi brevi e gli itinerari si possono adattare alle proprie esigenze, in caso di difficoltà vi sono delle colorite “jeep” in stile militare che possono anche trasportare bici.

Le condizioni climatiche sono molto variabili, possono verificarsi cambi repentini del tempo e brevi rovesci ed è quindi consigliabile prevedere di portare con sé una copertura impermeabile per bagagli e ciclista. L’accesso ai siti ed ai musei non è consentito con la bici ed è quindi consigliabile anche un buon lucchetto.

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Gastronomia

Tra le varie specialità alimentari e considerate le vaste distese di pascoli, possiamo senza dubbio affermare che sono celebri i formaggi prodotti nella regione. Il Camembert di Normandia, il Livarot dalla forma cilindrica, il leggendario Neufchâtel un particolare Camembert a forma di cuore (Le coeur de Neufchâtel), Il Pont-L’évêque. Ma anche le distese di meli recitano la loro parte, dalla fermentazione del succo delle mele, la cui origine risale al medioevo, si ottiene il sidro, una gustosa e gradevole bevanda frizzante e non molto alcolica e molto dolce.

E come non ricordare il rinomato Calvados, l’acquavite derivata dal sidro, ma attenzione poiché qui il tasso alcolico diventa decisamente insidioso e la guida in bici ne risente, assaggiate con moderazione (se lo mandi giù non ti ripigli più). Meglio iniziare i pasti con il pommeau, un aperitivo a base di calvados e di sidro. La Normandia è inoltre la prima regione produttrice di ostriche in Francia

Sito del turismo in Normandia (anche in italiano)

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