MENU

Croazia in bicicletta

Diari • di 8 Gennaio 2009

croazia-viaggio-bici1° giorno: Motorini gettati a terra dalla bora e temperature vicine allo zero. Benvenuti a Trieste. La prima strada da percorrere durante il viaggio, la E61 in direzione Rijeka è detta “la camionale”, poco rassicurante già dal nome. Pochi chilometri e sono già al confine tra Slovenia e Croazia dove poco dopo e solo in prossimità del casello mi rendo conto di aver imboccato per sbaglio l’autostrada! Mi affretto ad uscirne e mi accampo in tenda su un prato vicino la strada. Troppo vicino,dato che la mattina due poliziotti mi avvistano e mi piantano qualche grana per aver violato la proprietà privata. Mi lasciano andare comunque senza peggiori conseguenze.

2° giorno: Il vero problema è la bora che mi condiziona per tutta la giornata. A volte devo scendere dalla bici per spingerla in discesa, altre mi ritrovo a 20 km/h in salita per la sola spinta del vento. Alle 5 scende già il buio e mi fermo a Smokvac dove però c’è un solo ostello, tra l’altro chiuso.Vengo invitato per una merenda e del tè, poi la famiglia che lo gestisce decide di ospitarmi comunque e io mi accontento di una camera fredda senza riscaldamenti nè lenzuola. La mattina quando faccio per pagare mi lasciano con queste parole: “Nema, è natale!”

3° giorno: Il vento e il freddo non danno tregua. Senza nemmeno un paio di guanti rimedio infilando dei calzini su tutta la mano. Le labbra sono secche e segnate. La sera arrivo a Karlobag e alloggio nella stanza di una signora. In pochi metri quadrati sono incastrati come un tetris un letto matrimoniale un bagno e un angolo cottura. E addirittura una vecchia radio che trasmette musica slava.

4° giorno: Da Karlobag lascio la costa e si aprono nuovi scenari. La campagna ha strade dissestate e case diroccate. I bambini giocano ovunque e a volte mi rincorrono, le galline scorrazzano e gli anziani sono alle prese con gli arnesi delle loro fattorie. Giungo a Benkovac, dopo una discesa nel Peklenica National park. Le cime delle montagne sono coperte di neve che la bora spazza fino alla strada anche a basse quote. In paese non ci sono strutture ricettive e l’unica soluzione mi sembra rivolgermi alla polizia. I militari sono più interessati al mio percorso che non a trovarmi una sistemazione. Dopo un pò di foto e chiacchiere mi caricano su un furgoncino e mi portano a casa di un loro conoscente appena fuori dal paese.


aida

5° giorno: Pedalo senza sosta per raggiungere Spalato dove vorrei passare la sera di capodanno. Lungo la strada gli anziani arrostiscono i maiali per il cenone, e l’odore di brace mi accompagna per molti chilometri. Il vento sembra aver diminuito la sua velocità e questo mi aiuta ad arrivare alla tappa ambita senza problemi e prima del buio. Prendo un ostello in centro che giro poi a piedi. La sera riesco a convincere due signore a cucinarmi nel loro ristorante malgrado sia chiuso. E’ la prima volta che trascorro un capodanno da solo e mi piace. Senza botti nè auguri vado a letto ancora prima della mezzanotte.

6° giorno: La pioggia intensa ha preso il posto del vento e dopo mezza giornata sono zuppo fino a dentro le scarpe. Sono costretto a fermarmi a Makarska nell’unico hotel aperto il primo giorno dell’anno. Il giorno dopo raggiungo Dubrovnik in pullman dove mi aspetta il traghetto per Bari.
Alessandro

Video Croazia in bicicletta

Libri sulla Croazia

croazia-lonely croazia-routard croazia-guida croazia-cartina







Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *