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In bicicletta nella Svizzera italiana

Diari • di 7 Maggio 2012

24 - verbania

Verbania


Primo giorno: Ponte san Pietro (bg) Bellinzona
Questo viaggio impegnativo di due giorni nasce dal fatto che da alcuni mesi i miei nipoti sono traslocati in Svizzera e non si vedono arrivare a visitare i nonni…il messaggio che porto è fortemente polemico: se il nonno arriva fin qui in bici, i nipoti possono essere portati in macchina a Ponte San Pietro di Bergamo. Così una mattina di novembre 2011, approfittando del ponte del 1° di novembre, prendo la bici e mi avvio verso sotto il Monte Giovanni XXIII, raggiungo Brivio e da lì sulla mia amata ciclabile dell’Adda arrivo a Lecco. Prendo la Sponda ovest del lago di Lecco raggiungendo dopo 50 km Bellagio. Lì prendo il traghetto che mi porta a Cadenabbia.

Sbarcato a Cadenabbia mi prendo la soddisfazione di un bel tè forte e caldo fatto con il bel fornelletto jetboil, in un posto riservato e con vista lago. Due signore rumene stanno mangiando dei biscotti chiaramente fatti in casa. Non per galanteria, ma per averne in cambio offro anche a loro il tè che stupitissime dell’invito accettano, ovviamente ricambiando con i biscotti: non avevo sbagliato, erano buonissimi. Raggiunta Menaggio inizia una salita ripida verso Porlezza e il lago di Lugano. La parte italiana del lago viene chiamata Ceresio. A Porlezza hanno sistemato un tratto di strada dismessa facendola ciclabile a picco sul lago.

La strada invece è trafficata e però molto bella, tutta in saliscendi con i colori autunnali che esibiscono tutta la loro vivacità e varietà con vista Ceresio. Una volta passato il confine arrivo a Lugano, dove fatico un po’ a trovare la direzione. Trovo, però, un giovanotto con tanto di borse Ortlieb a tracolla che ha capito il mio disagio, mi saluta e mi indica la ciclabile che mi porterà fino a monte Ceneri e quindi Bellinzona. Rimango stupito dalla segnaletica. Il mio è il sentiero 3 e come da foto (sotto), vengono indicate varianti con fondo per mtb.

Ho qualche problema. Cominciano ad affliggermi i crampi. Credo che non ho bevuto e mangiato a sufficienza. Mi fermo una mezzora, mangio e bevo una coca in un bar. Riparto, tutto a posto. La ciclabile passa anche attraverso contradine aperte al traffico, che è però inesistente. Queste contrade sono molto belle e non manca mai la fontana. Arrivato in cima a Monte Ceneri mi arrivano i crampi davanti al bar che si trova lì. Altra sosta, altra coca cola. Poi riprendo la strada cantonale che scende verso la conca del Magadino che è bella, larga, veloce e con una sezione per le biciclette larga almeno un metro e mezzo. Raggiungo così la piana del Magadino ed in breve sono a Bellinzona: ecco le tre ragioni del mio viaggio. Distrutto ma contento, mi sdraio sul divanone. I miei nipoti mi trattano come un supplemento di materasso: ne guadagneranno una quantità industriale di solletico.

26 davanti alle isole Borromee

Davanti alle isole Borromee


Secondo giorno: Bellinzona Sesto Calende
E’ già il momento dei saluti. Eccoci tutti a colazione con le luci degli occhi un po’ basse. Fuori casa trovo la ciclabile del Magadino che porta fino a Locarno. Mi attende un percorso protetto fino a Locarno. La ciclabile come si vede è bella, in piano, immersa nella natura. Da Bellinzona a Locarno ho contato 3 campeggi. Arrivati a Locarno c’è pure il wc per le biciclette (foto sotto). Inizio così a costeggiare il lago Maggiore fermandomi a tratti a fare foto. Prima di Verbania trovo questa stele. Non posso fermami e non pensare a mio papà.

La Val d’Ossola si dichiarò repubblica libera quando i nazisti imperavano in Italia. Mio padre ha combattuto da partigiano proprio qui. Era partigiano allora, un partigiano sconosciuto oggi. Mentre sono dei conosciutissimi antifascisti oggi Dario Fò che si arruolò volontario nella Repubblica di Salò ed Eugenio Scalfari che fa prediche di antifascismo oggi. Non posso non essere grato ad un partigiano vero che con il suo impegno ha permesso che arrivassi a 61 anni senza vedere una guerra. Fatte queste riflessioni riprendo la strada e arrivo nella bella e rilassante Verbania. Costeggio tutto il lago fino a Stresa, dove rallento e mi fermo più volte ad ammirare le isole Borromee e l’architettura delle ville lungo il lago. Da lì in avanti affiora la stanchezza e punto decisamente alla meta che attraversato questo ponte è Sesto Calende. Qui prendo il treno e torno a casa felice e contento.
Ecco la mappa da Openrunner

CONSIDERAZIONE SULLA CICLABLITA’ SVIZZERA

Ponte di arrivo alla stazione di Sesto Calende

Ponte di arrivo alla stazione di Sesto Calende

Voglio spendere due parole sulla Svizzera e la sua ciclabilità. Molto spesso giudichiamo la ciclabilità dalla quantità di ciclabili protette. Credo sia un criterio che non tiene conto di altri fattori e lo trovo quindi piuttosto superficiale. Un fattore non indifferente da tenere in considerazione è il rispetto che il traffico ha nei confronti dei ciclisti. Questo fattore lo si capisce se si va in Svizzera, dove è assai elevato. Anche quando la ciclabile non è protetta, molto spesso si trovano spazi riservati molto ampi a lato della carreggiata per le macchine, e non ho mai visto questo spazio invaso da una macchina, moto o motorino parcheggiati. Inoltre le ciclabili protette sono molte e i percorsi non protetti ma ciclabili sono diffusi. Quando mi sono trovato in prossimità di una curva non sono mai stato sorpassato e chiuso, come succede in Italia. Ho visto le macchine rallentare ed aspettare di vedere al di là della curva. Mettendo quindi insieme il rispetto degli automobilisti verso i ciclisti, la quantità di piste protette e riservate, lo spazio ampio riservato ai ciclisti sulle normali strade aperte al traffico, fa sì che la ciclabilità svizzera sia assai elevata. E per rendersene conto consiglio questo sito.
Mi pare ovvio che la consiglio e che ci tornerò molto presto.

Svizzera Italiana in Bici: Foto

8 - num. della ciclabile con variante mtb 7 ciclabile da Lugano verso monte Ceneri 6 - ciclabile da ex strada a Porlezza

4 - tè con posto riservato sul lago di Como 2 - Bellagio dal traghetto verso cadenabbia 22 - omaggio a mio padre combattente partigiano in val d'ossola

20 - lungo il lago 17 anche le bici hanno i loro problemi 15 nome della ciclabile

14 - ponte ciclabile sul ticino 13 - parco lungo la ciclabile 12 ciclabile verso locarno

11 - colazione e saluti prima di partire 10 - le tre ragioni del mio viaggio







3 Risposte a In bicicletta nella Svizzera italiana

  1. paolo colombo ha detto:

    il mio amico Felinooooooo!!!!! Grandissimo Felix!!!

  2. Roberto ha detto:

    Stimato ciclista,
    io mi chiamo roberto ho 44 anni e amo partire da casa in bicicletta e ritrovarmi in posti impensabili per alcuni e forse anche per me.
    Dopo questa introduzione volevo chiederle consigli su dove (link o siti interessanti, o altro) trovare breve descrizione dei percorsi.
    Per esempio appena sboccia la primavera vorrei partire da Bellinzona per arrivare a Bedizzole (BS) in due tappe, quindi pensavo di pedalare circa 7 ore al giorno per 2 giorni.
    Ogni consiglio è il benvenuto, in cambio potrei consigliarle (se ce ne fosse bisogno) delle escursioni in ticino e grigioni italiano). Saluti Roberto

    • felino ha detto:

      allora ci diamo del tu…perchè tra ciclisti si usa..
      fatta questa premessa ti consigilo di fare a ritroso quello che ho fatto all’andata e che trovi descritto nella mappa openrunner qui sopra alla fine del secondo giorno. ovviamente devi scalare il monte ceneri. fatto quello scendi a Lugano, Porlezza e cadenabbia . traghetto fino a bellagio e da li a lecco tenendo sempre i lago sulla sinistra e tenendo sempre il lago sulla sinistra arrivi alla ciclabile che sull’adda ti porta fino a brivio o paderno e da lì a bergamo attraverso strade secondarie.
      devi avere le luci perchè per arrivare a lecco ci sono gallerie tra cui una lunga circa 3 km.
      da Bergamo verso Brescia e poi Bedizzole ti lascio un link
      http://www.piste-ciclabili.com/itinerari/1965-bergamo-iseo-brescia
      questo è anche molto bello come percorso poerchè da palazzolo fino a Brescia fai la ciclabile in mezzo ai vigneti di franciacorta. molto facile da seguire e frequentata per cui ti possono aiutare in molti. poi da Brescia devi prendere strade secondarie per bedizzole. è molto fattibile in due gg. l’unica difficoltà è monte ceneri ma poi è quasi tutta discesa e piano e un salita breve e morbida per risalire la valle dell’adda a brivio o paderno , circa 200 mt di dislivello.
      ti lascio per esteso il mio indirizzo così non appare evidente:felino.tassichiocciolagmail.com. magari ti accompagno per un pezzo se posso quando sei in ballo.
      contrariamente alla cartina consiglio di attraversare l’oglio a palazzolo sul ponte della ferrovia provvisto di passerella ciclabile. appena sceso sulla sinistra trovi le indicazioni della ciclabile. seguendole fai un giro un pò più lungo ma vale la pena per la bellezza di alcuni passaggi.
      buon viaggio
      felino

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