“Salva i Ciclisti – La bicicletta è politica“ – Pietro Pani

21 Giugno 2012

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Disponibile su Amazon a 6,72 euro

Salva i Ciclisti – La Bicicletta è Politica” è il libro (presentato ieri a Roma) scritto da Pietro Pani, nome di fantasia scelto per non identificare la campagna nella sola persona che l’ha raccontata, che ripercorre e analizza i primi tre mesi del fenomeno #salvaiciclisti, dalla nascita, l’8 febbraio 2012, al 28 aprile, giorno della “più grande manifestazione della storia in sostegno della ciclabilità in Italia“.

La prima parte è probabilmente cosa nota: dall’incidente alla giornalista del Times Mary Bowers alla campagna #Cyclesafe lanciata dalla testata inglese il 2 febbraio, dal rilancio dell’iniziativa da parte dei 38 blogger italiani sei giorni dopo, alla seconda fase della Critical Mass digitale “Caro sindaco”, dagli sgambetti della Gazzetta dello Sport alle prime adesioni e risposte concrete strappate alle amministrazioni locali. Interessanti le due successive parti del libro in cui l’autore fa un’analisi di #salvaiciclisti come “laboratorio di cittadinanza attiva“, in cui singoli cittadini si organizzano dal basso per far valere le proprie ragioni al cospetto della politica. Molto ambizioso il pensiero di Pietro Pani secondo cui #salvaiciclisti abbia così tracciato la strada ad altre future mobilitazioni, suggerendo un modello di azione e partecipazione “replicabile all’infinito“, e valido per qualunque causa di buon senso, anche estranea alla ciclabilità, che come unica condizione presenti validi contenuti e proposte.

Segue quindi un breve trattato sulla funzione nella storia del mezzo bicicletta, davvero completo nel suo quadro generale ma inevitabilmente non approfondito in tutti i suoi aspetti. Ottimo comunque per gli spunti che offre per letture future, e per le citazioni di molti contesti storici, dalle guerre mondiali agli anni ’70, e personalità d’eccezione che grazie alla bici hanno costruito la propria fama: da Ivan Ilich a Enrico Toti, dai Provos olandesi a Gina Strada. Il testo si conclude infine con alcuni passi di autori italiani sul tema della bici, da Edmondo De Amicis a Bruno Gambarotta, da Andrea Camilleri a Dino Buzzati.

“Salva i Ciclisti – La Bicicletta è Politica” è dunque il libro di tutti noi, dei cittadini che pedalano per necessità o per diletto; è la volontà di chi usa la bicicletta di uscire allo scoperto, la consapevolezza di aver messo in piedi qualcosa di esemplare.

Per la metodologia utilizzata e per i traguardi raggiunti in così poco tempo #salvaiciclisti può essere considerato una sorta di punto zero della democrazia italiana” (Pietro Pani)

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